giovedì 22 gennaio 2015

Bce, Draghi: piano di acquisti di titoli pubblici



da: Il Sole 24 Ore

Draghi lancia maxi-Qe da oltre 1.000 miliardi ma l’80% dei rischi sarà a carico dei Paesi


Il Quantitative easing è arrivato anche nell’Eurozona. La Bce ha deciso infatti di lanciare un piano di acquisti di titoli pubblici da 60 miliardi di euro al mese, che partirà il prossimo marzo e proseguirà «almeno fino a settembre 2016» e comunque fino a quando l'inflazione si riporterà a livelli ritenuti coerenti con i suoi obiettivi (cioè vicino al 2%). Il piano, complessivamente, prevede dunque acquisti per 1140 miliardi nell’arco di 19 mesi. La Bce acquisterà titoli di stato con scadenze fra 2 e 20 anni. Gli acquisti saranno effettuati in base alla quota di ogni banca centrale nazionale nel capitale della Bce. Il piano è stato annunciato dal presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Quota dell’80% a carico delle singole banche centrali
L'acquisto di titoli di Stato da parte della Bce prevede un criterio di ripartizione

Marco Palombi: “La lobby delle Assicurazioni ha un nuovo amico, Matteo”



da: Il Fatto Quotidiano
La bozza del disegno di legge Concorrenza sui cui lavora l’esecutivo sembra scritto dall’Ania: meno risarcimenti e norme che favoriscono le compagnie

Il 20 febbraio arriveranno in Consiglio dei ministri un bel po’ di leggi e decreti. Lo ha promesso martedì Matteo Renzi citando – tra gli altri – il ddl Concorrenza scritto da Federica Guidi. E qui c’è un problema. A giudicare dalla bozza in possesso del Fatto Quotidiano, infatti, al ministero dello Sviluppo hanno svuotato i cassetti di vecchie norme già respinte dal Parlamento: ci si riferisce, in particolare, a quelle in materia di Rc Auto, che al solito sembrano uscite dalla penna di un funzionario dell’Ania, la Confindustria delle assicurazioni. 

Diminuire i risarcimenti: l’ossessione di un decennio 
Anche nel disegno di legge di Renzi c’è una norma che Ania tenta di far approvare almeno dall’ultimo governo Berlusconi: un taglio drastico sui risarcimenti per i macrodanni (cosette permanenti come la perdita di un arto o la morte).
Un breve riassunto: il Codice delle assicurazioni entrato in vigore nel 2006 delegava il governo a stilare tabelle nazionali con i valori del risarcimento entro 24 mesi (la delega scadeva a gennaio 2008). Quelle per i microdanni (da 1 a 9 punti)

mercoledì 21 gennaio 2015

Paolo Nutini: testo e traduzione, ‘Scream’ (Funk My Life Up)




traduzione di Francesco Trombetta 


Scream (Funk My Life Up)
Gridare (Rendi funk la mia vita)
How was I to know you’d just come along?
(And funk my life up)
Lips like Debbie’s, singing sexed-up strawberry songs
(Just funk my life up)
Never heard her coming, thought it’s just another woman
With a shotgun in her hand
(Funk my life up)
She’s the bass, she’s the beat, she’s the rhythm, she’s the band
(Just funk my life up)And the girl, so fine
Makes you wanna scream hallelujahSly hands, spinning wax like silk
Beats are dripping on me like spider milk
And I never heard the warning when I woke up in some morning
With my sunshine on a drip
Come facevo a sapere che saresti semplicemente arrivata
(E avresti reso funk la mia vita)
Labbra come quelle di Debbie, che cantano sexy canzoni fragolose
(Su, rendi funk la mia vita)
Non l’ho mai sentita arrivare, pensavo fosse solo un’altra donna
Con un fucile in mano
(Rendi funk la mia vita)
Lei è il basso, il battito, il ritmo, la band
(Su, rendi funk la mia vita)
E la ragazza è così carina
Che ti fa venire voglia di gridare alleluia
Mani scaltre, così abili a mettere su dischi
I battiti ricadono su di me come latte di ragno
E non ho mai sentito l’avvertimento quando mi svegliavo la mattina
Col mio sole che gocciolava

Paolo Nutini: video, ‘Scream’ (Funk My Life Up)

martedì 20 gennaio 2015

Legge Fornero, referendum: inammissibile per la Corte Costituzionale, il vaffanculo di Salvini



da: La Stampa

Per la Consulta è inammissibile il referendum della Lega sulla legge Fornero
respinta la proposta della Lega. Salvini: “Questa Italia mi fa schifo. Non finisce qui”

La legge Fornero non sarà sottoposta a referendum abrogativo. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito proposto dalla Lega sulla norma che ha riformato le pensioni. Una norma che ha comportato lo strascico, pesante, degli esodati e che ora attende un intervento auspicato, in fondo, dallo stesso ex ministro del Lavoro del governo Monti, quando dice: «Il Parlamento se vuole esamini la riforma con pacatezza e lungimiranza». Ma la prima reazione che arriva dal mondo politico non è di questo tenore. 

Oggi per protesta i deputati del Carroccio hanno abbandonato l’Aula della Camera, chiedendo di sospendere l’esame sulla legge elettorale. Ai giudici della Consulta, il leader della Lega Salvini, manda a dire che hanno «fottuto un diritto sacrosanto» alla gente. «È una vergogna. Vaffa.... Non finisce qui. Questa Italia mi fa schifo, mi batterò per ribaltarla», aggiunge. «Se le vie normali non

Si può disegnare Maometto secondo l’islam?




Oggi è vietato in molti paesi musulmani - e si è visto con le proteste di questi giorni - ma in passato non è sempre stato così

Da circa una settimana, cioè da dopo l’attacco terroristico alla sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo a Parigi, si è cominciato a discutere in tutto il mondo di libertà di espressione e rispetto per le religioni: una delle questioni di cui si è parlato di più è stata l’opportunità di raffigurare Maometto, il fondatore dell’islam. Molti musulmani considerano infatti le rappresentazioni di Maometto una grande offesa alla loro religione, ma non è sempre stato così. Fino a poco più di un secolo fa, gli artisti musulmani dipingevano immagini di Maometto senza per questo rischiare la vita. Negli ultimi giorni la situazione è diventata ancora più tesa quando è stato presentato il nuovo numero di Charlie Hebdo con Maometto proprio sulla copertina. In diversi paesi del mondo musulmano ci sono state manifestazioni e proteste: decine di persone sono rimaste ferite e quattro sono state uccise, in Niger.

Non disegnare esseri viventi
Nel Corano, il testo sacro dell’islam, non esiste alcun esplicito divieto di

lunedì 19 gennaio 2015

Milano, convegno su famiglia: c’era anche Don Inzoli, prete accusato di pedofilia



da: la Repubblica

Milano, la denuncia di Sel: "Don Inzoli, prete accusato di pedofilia, al forum omofobo"
E' stato invitato dal Papa "a una vita di preghiera come segno di pentimento". Al convegno al Pirellone era seduto dietro Formigoni e Maroni. Il senatore Bordo: "Ciliegina sulla torta di un convegno omofobo"
di Matteo Pucciarelli 



È seduto in seconda fila, dietro al gotha (presente e passato) del Pirellone: Roberto Maroni e Roberto Formigoni, e poi il presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo e l'assessore alla Cultura Cristina Cappellini. Al convegno accusato di omofobia che la Regione Lombardia ha organizzato in difesa della "famiglia tradizionale" c'era anche lui, don Mauro Inzoli, il prete accusato di pedofilia e obbligato dallo stesso Vaticano a ritirarsi a vita privata. La denuncia arriva dal senatore di Sinistra Ecologia e Libertà Franco Bordo e dal sindaco di Crema Stefania Bonaldi, centro nel quale il prete ha retto una parrocchia fino al 2010. Il forum era stato oggetto di roventi polemiche, visto che la Regione lo aveva organizzato insieme a un'associazione (Obiettivo Chaire) che si propone di curare i gay. E sulla locandina dell'evento era finito il logo di Expo. Da qui

Milano, convegno su famiglia: domanda scomoda di uno studente, subito allontanato



da: Ansa

Studente fa domanda 'contro' a convegno, allontanato

Uno studente di 22 anni, così si è presentato, è riuscito a prendere la parola al convegno sulla famiglia in Regione Lombardia e tra i fischi ha criticato ''da cristiano'' le posizioni sulla famiglia naturale e l'omosessualità. ''Nessuno di voi sa se ha un figlio eterosessuale o no'', ha sostenuto dopo aver chiesto di alzare la mano ai genitori in platea. Fischi e insulti e inviti ad ''andare a studiare'' hanno zittito il ragazzo, che a quel punto è stato accompagnato fuori dalla sicurezza.  

Beppe Grillo: “Il mercato delle vacche delle presidenziali”



C’è un “cerchietto magico” per le presidenziali. Delle dimensioni dei favolosi hula hoop degli anni ’50. Lo disegna Ennio Doris sulla sabbia del Quirinale, si chiama Mediolanum. Insieme all’agibilità politica, che gli verrebbe garantita con la grazia attraverso la legge sulla truffa fiscale attraverso la “manina” di Renzie, è il prezzo per i voti di Forza Italia per il Quirinale. La politica non c’entra nulla, ma solo gli interessi di un privato cittadino condannato in via definitiva e espulso dal Senato, parodia di un imprenditore sulla soglia del disfacimento (vedesi Mondadori e Fininvest) che vuole salvare la sua quota in Mediolanum, il “cerchietto magico“. Infatti la cessione del 9,9% di Mediolanum detenuta da Fininvest comincia a prendere forma.
E’ stato istituito il trust denominato “TRUST 2015” che ha nominato Sirefid come trustee indipendente. L’operazione è avvenuta dopo la richiesta della Banca d’Italia nel procedimento di iscrizione di Mediolanum nell’Albo dei Gruppi Bancari a seguito della sopravvenuta perdita dei requisiti di onorabilità di Silvio Berlusconi, che è controllante indiretto del Gruppo finanziario. Non più onorevole, non più onorabile. Chi gli affiderebbe i suoi soldi? Il provvedimento, preso da Bankitalia, riguarda oltre il 20% del capitale di Mediolanum, (alla holding della famiglia Berlusconi fa capo circa il 30% della banca).

Federico Sorrentino, costituzionalista: “Macchè manina, la Procura indaghi sul falso salva-Silvio”



da: Il Fatto Quotidiano

“Macché manina, la Procura indaghi sul falso salva-Silvio”
di Silvia Truzzi

La legge dovrebbe essere il terreno d’elezione dove la forma è sostanza. Dove la correttezza delle procedure è garanzia, non fatto accessorio. Parliamo della delega fiscale approvata alla vigilia di Natale, testo a cui successivamente una “manina” – si è scoperto, per stessa ammissione dell’interessato, che era quella del premier – ha poi aggiunto di soppiatto un articolo (il 19 bis, che stabiliva la depenalizzazione di evasione e frode fiscale al di sotto della soglia del 3% dell’imponibile). E qualche giorno prima, il 21 dicembre, in occasione del voto sulla legge di Stabilità, i senatori si ritrovarono ad approvare un testo sbagliato, incompleto e che non avevano letto. Due situazioni molto diverse, che hanno in comune una faciloneria inaccettabile.
“Questo modo di fare è molto preoccupante”, spiega Federico Sorrentino, costituzionalista, ex professore della Sapienza oggi in pensione.

Professore che cosa la preoccupa? C’è un’allarmante disinvoltura, che non è solo degli ultimi mesi, per la quale il Consiglio dei ministri delibera un provvedimento e solo dopo qualche giorno il testo viene confezionato. Molte volte non viene nemmeno riportato in Consiglio dei ministri. Ci sono stati decreti legge pubblicati anche dieci giorni dopo la delibera, perché il testo non era stato definito. Molte

giovedì 15 gennaio 2015

Papa Francesco: “Uccidere in nome di Dio è un’aberrazione". "Non si può insultare la fede degli altri”



dal sito del Vaticano

La domanda di Sébastien Maillard:
Santo Padre, ieri mattina durante la Messa ha parlato della libertà religiosa come diritto umano fondamentale. Ma nel rispetto delle diverse religioni fino a che punto si può arrivare nella libertà di espressione, che anche quella è un diritto umano fondamentale? Grazie.

Papa Francesco:
Grazie della domanda, è intelligente. Credo che tutte e due siano diritti umani fondamentali: la libertà religiosa e la libertà di espressione. Non si può… pensiamo… Lei è francese, andiamo a Parigi! Parliamo chiaro. Non si può nascondere una verità, che ognuno ha il diritto di praticare la propria religione, senza offendere, liberamente. Così facciamo, vogliamo fare tutti. Secondo, non si può offendere, fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio. A noi quello che succede adesso ci fa un po’… ci stupisce. Ma sempre pensiamo alla nostra storia: quante guerre di religione abbiamo avuto! Lei pensi alla “notte di San Bartolomeo”… come si capisce questo? Anche noi siamo stati peccatori su questo. Ma non si può uccidere in nome di Dio. Questa è una aberrazione. Uccidere in nome di Dio è un’aberrazione. Credo

Sanremo 2015, Marinella Venegoni: “Il bello delle vallette, il brutto del cast (e non solo)”



“se fosse rock non lavorerebbe con i Modà”..ah..ah…sottoscrivo!


da: La Stampa

Messa cantata al Casinò di Sanremo. Intendo la conferenza stampa del Festival 2015, naturalmente.  

Due cantanti come vallette mi sembra simpatico. La scelta migliore da tanti anni. Due che non sono da copertina appiccicata sul camion, con il sedere di fuori. Due che hanno scarpinato e han fatto successo con la propria forza. Hanno descritto Arisa come "la dolce" ma evidentemente non la conoscono. Hanno descritto Emma come la rock, ma di rock Emma ha al massimo l'attitudine, la mentalità. Se fosse rock, non lavorerebbe con i Modà (con tutto il rispetto, per carità). 

Altra cosa buona, i giovani che cantano in prima serata. Un riscatto non più procrastinabile, con tutto il chiasso che si è fatto finora solo a parole sui "ccciovani". 
Per il resto non ho visto nulla da sobbalzare.  
Il cast è quello meno coraggioso che si possa immaginare, perfino Pippo Baudo non dimenticava ogni tanto un gruppo o un artista alternativo. Qui l'unica novità fra i Big è Bianca Atzei, ma soltanto perché non si sa chi sia. 

Jobs Act: tutele crescenti, chi le ha viste?



da: Corriere della Sera

Tutele crescenti. Chi le ha viste?
di Mario Fezzi  - Avvocato giuslavorista

Il primo decreto attuativo della legge delega sul Lavoro viene definito «a tutele crescenti» dallo stesso governo, ma di tutele crescenti in verità non c’è traccia. L’aumentare dell’indennità risarcitoria con il crescere dell’anzianità aziendale non può essere considerato una crescita di tutele, ma solo un aumento proporzionale dell’indennità. Con questo decreto il sistema previsto dall’art.18 dello Statuto dei lavoratori viene rottamato e ne viene introdotto uno nuovo basato sul pagamento di un’indennità risarcitoria.
La reintegrazione resta solo per i licenziamenti discriminatori (inesistenti nella realtà processuale), per quelli orali e per quelli disciplinari basati su un fatto materiale che venga dimostrato come non accaduto o non determinatosi. Attenzione, però: si esclude che il giudice possa valutare la proporzionalità del fatto disciplinare addebitato. Ciò significa che l’addebito di un fatto vero, ma disciplinarmente irrilevante (portarsi a casa una matita, fare una telefonata personale con l’apparecchio aziendale, utilizzare per 5 minuti il pc aziendale per uso personale, prolungare di poco la pausa pranzo, etc.) se dimostrato vero

Sergio Rizzo: “Periferie abbandonate dove nasce il terrore. Il dovere di risanarle”



da: Corriere della Sera

Non sappiamo se Parigi sarebbe scampata al massacro. Ma difficilmente i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly ne sarebbero stati i responsabili, se non fossero cresciuti nelle banlieue . Le stragi del 7 gennaio nella redazione di Charlie Hebdo e di due giorni dopo al supermercato ebraico hanno riportato a galla con prepotenza un problema che va perfino oltre quelli, drammatici, dell’integrazione razziale e della tolleranza religiosa. Una faccenda che non riguarda soltanto Parigi ma tutte le metropoli europee, comprese le nostre. E alla quale non si può reagire esclusivamente con le doverose misure di antiterrorismo.
Chi oggi punta il dito verso certe moschee, dovrebbe puntarlo anche in direzione di certe periferie.
Sono quelle le prime polveriere. Dove la bruttezza, l’assenza di servizi, il degrado ambientale e la scarsa presenza dello Stato rappresentano un brodo di coltura ideale per la criminalità, il proselitismo fanatico e il terrorismo. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, a seconda delle situazioni che di volta in volta si determinano.
Le banlieue parigine nelle quali i gendarmi entrano solo con la tenuta antisommossa non sono così diverse dai quartieri delle città italiane off-limits

mercoledì 14 gennaio 2015

Occupo la tv: c'è Renzi dalla Bignardi

Quirinale: Giorgio Napolitano si è dimesso



Giorgio Napolitano ha firmato la lettera di dimissioni. Dopo quasi nove anni lascia il Quirinale e diventa senatore a vita.

Le votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica inizieranno il 29 gennaio; fino ad elezione avvenuta sarà il presidente del Senato Pietro Grasso ad assumere la carica di Presidente supplente della Repubblica Italiana. Poiché Grasso assolverà la sua funzione a Palazzo Giustiniani, il Senato sarà guidato dalla vice presidente vicaria Valeria Fedeli.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, entro 15 giorni dovrà convocare deputati e grandi elettori.
Ad eleggere il presidente della Repubblica sono chiamati 630 deputati, 315 senatori più i 5 senatori a vita (Carlo Azeglio Ciampi, Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia, e, ovviamente, Giorgio Napolitano),  58 delegati delle Regioni (tre per ogni Regione tranne la Val d'Aosta che ne indica uno solo). I presidenti di Camera e Senato non votano.

Secondo quanto prescrive la Costituzione l’elezione avviene a scrutinio segreto. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza dei due terzi dell'Assemblea (672 voti) mentre dal quarto si scende a 505, ovvero la maggioranza assoluta.

martedì 13 gennaio 2015

Solidarietà in edicola: domani, allegato al Fatto Quotidiano il nuovo Charlie Hebdo



da: Il Fatto Quotidiano

Domani il nuovo numero di Charlie Hebdo sarà nelle edicole italiane in allegato a il Fatto Quotidiano.
È il nostro modo di essere vicini e di esprimere solidarietà al settimanale francese sanguinosamente colpito dalla strage di Parigi e di testimoniare il nostro impegno per la libertà di espressione e dunque di satira. Ringraziamo gli amici di Charlie Hebdo e quelli di Libération che li ospitano per aver subito accolto con gioia la nostra proposta. Dal ricavato dell’iniziativa Fatto - Charlie (in edicola a 2 euro) trarremo una donazione per le famiglie delle vittime.