domenica 15 aprile 2018

Amici 2018, due puntate serali con bassi ascolti: un reality mediocre, vediamo perché



Da due settimane è iniziato il serale di Amici. Contrariamente ai pronostici i dati di ascolti non stanno stracciando Ballando con le Stelle. Anzi. La prima puntata ha visto il programma della Carlucci superare in numero di spettatori quello di Maria De Filippi, nella seconda puntata c’è stato praticamente un pareggio.
Primo serale:  3.996 per Amici, 4.509 per Ballando. Secondo serale: 3.742 per Amici, 4.189 per Ballando.
Entrambi i programmi hanno visto diminuire gli spettatori; maggiormente Ballando (che la scorsa settimana beneficiava della presenza di Albano e Romina) ma Amici non ritorna agli ascolti di qualche edizione fa.

Riporto il numero di telespettatori e non le percentuali di share perché, come dovrebbe sapere chi ha rapporti anche solo sufficienti con la matematica, la percentuale è calcolata raffrontando il numero di telespettatori di un programma rispetto al totale degli spettatori in quella medesima fascia oraria. Quindi: se il numero totale degli spettatori diminuisce, la percentuale di share di un programma aumenta.

Sempre in relazione agli ascolti, poiché c’è ancora in giro parecchia ignoranza, vorrei dare un’informazione a coloro che ancora credono che cambiando canale diminuiscono gli spettatori di un programma.
I dati di ascolto sono determinati dal campione di telespettatori che hanno il meter, cioè quello strumento con cui si comunica il programma che si sta vedendo. Ovviamente, può succedere che il possessore del meter dichiari di vedere un programma mentre ne vede un altro oppure non segnali immediatamente il cambio di canale. Ecco perché non possiamo prendere per scientifici i dati né possiamo ritenere scienza esatto il panel: cioè la tipologia di spettatori (divisa per sesso, età, livello di istruzione, ecc..) che possiede il meter. Tale panel è stato oggetto di aggiornamento proprio perché se ne contestava la rappresentatività.

Senza ironia: sono sorpresa dai dati di ascolto di Amici. Davo per scontato due cose: la mediocrità del serale, che Amici avrebbe superato in termini di ascolto il programma della Carlucci.
Come mai? Sono andata a guardarmi un po’ di roba. Ho fatto fatica, molta fatica…ma alcune cose mi sono chiare. Chiarissime. Lampanti…..

Premessa: Maria De Filippi aveva dichiarato che in questa edizione sarebbero spariti i direttori artistici e avrebbe “rimesso al centro i ragazzi”. Peccato per lei che abbia scelto di farlo nell’edizione ancora più mediocre delle precedenti edizioni mediocri.

Ecco le mie osservazioni (e qualche messaggio) in nove punti. Preciso che ho evitato accuratamente – per mantenere inalterato il mio equilibrio intestinale – di vedere gli rvm, cioè tutto ciò che andava dalla discesa dello schermo al ritorno al posto del concorrente.

1. Non capisco il senso della prima prova. Se non come “invito” a buttare fuori al termine della puntata (che per vincere la gara di ascolti finisce dopo la una) chi è stato mandato in panchina.

giovedì 12 aprile 2018

Siria: tre domande sull'escalation di Trump



Senza una risposta Usa all'attacco di Duma la guerra probabilmente sarebbe finita con la vittoria di Assad e alleati. Dagli interrogativi sull'uso dei gas tossici alle posizioni delle potenze Nato, quali sono gli interessi in campo. 
di Barbara Ciolli

Come nel 2013 il mondo è un passo dalla guerra tra Stati Uniti e Russia e la causa è ancora un attacco chimico in Siria a Ghouta, il sobborgo di Damasco in mano ai ribelli. Allora Barack Obama temeva di essere trascinato con un pretesto in una nuova guerra sporca e per non ricadere nell'errore dell'Iraq tirò in extremis il freno a mano. Ma stavolta alla Casa Bianca c'è Donald Trump e il tycoon americano (cacciato chi lo arginava) ha appena piazzato due superfalchi come segretario di Stato e consigliere alla Sicurezza: nell'ordine, l'ex capo della Cia Mike Pompeo e l'architetto della guerra alle – finte – armi di distruzioni di massa in Iraq, John Bolton. Se Obama accettò con il Cremlino un accordo per il disarmo chimico in Siria, le probabilità che Trump agisca sono altissime.

ALLERTA AEREA. L'Agenzia europea per la sicurezza aerea (Eurocontrol) ha diramato un'allerta alle compagnie di volo sulle rotte aeree del Mediterraneo orientale per il «possibile lancio di raid aerei con missili aria-terra e/o cruise entro le prossime 72 ore». Un attacco degli Usa, con il sostegno di Francia e Regno Unito come nel 2011 in Libia, è nell'aria, Trump lo ha anche twittato minacciando Mosca.

mercoledì 11 aprile 2018

Il “modello” sanitario della Lombardia: la cura del business a discapito delle persone



Sanità lombarda, un’ottima opportunità per chi vuole lucrare sulla nostra salute
di Vittorio Agnoletto

Ancora arresti nella sanità lombarda, ancora accuse pesantissime contro medici e dirigenti sanitari. Un triste rituale che si ripete periodicamente e che in questi anni ha coinvolto tutti i ruoli istituzionali: presidente regionale, assessore alla Sanità, direttori generali, direttori sanitari, primari, medici oltre ovviamente imprenditori e politici loro amici.

Alcune cliniche milanesi sono diventate famose in tutta Italia e non sempre per meriti proprio scientifici: S. Rita, Maugeri solo per citarne alcune, senza dimenticarsi che, nell’ormai lontano 1992, l’inchiesta di Mani Pulite cominciò proprio con un arresto alla casa di cura Pio Albergo Trivulzio.

Non siamo di fronte ad un sistema sanitario che funziona in modo ottimale ed eventualmente a poche mele marce che delinquono, come afferma l’assessore regionale. E’ il sistema stesso, così com’è congegnato, che offre immense opportunità perchi vuole arricchirsi illegalmente sul corpo e sulla pelle dei propri concittadini.

Il “modello” sanitario della Regione Lombardia: arresti per tangenti al Galeazzi e al Pini



Giorgio Maria Calori, l’ortopedico arrestato per le tangenti nella sanità: un carrierista ossessionato dal lusso
È al Pini dall’87. Un collega coinvolto nell’inchiesta: «Lui è un delinquente vero». Dopo aver acquistato una casa signorile, a corto di soldi aveva con insistenza chiesto un prestito di 150 mila euro al socio in affari Tommaso Brenicci
di Sara Bettoni


I colleghi lo definiscono in coro un «numero uno» professionalmente e altrettanto concordi sono i giudizi a livello umano. Al Pini, nelle ore immediatamente successive agli arresti, ricordano come nei corridoi si parlasse da tempo delle ambizioni di guadagno del medico, il quale non faceva proprio «nulla per nascondersi». Questo ritratto coincide con la definizione degli investigatori che hanno parlato senza mezzi termini di «cupidigia».

lunedì 9 aprile 2018

Predoni al telefono


da: http://www.glistatigenerali.com/
di Davide Giacalone


Prima di abbandonarsi agli strilloni del nazionalismo patetico, si provi a ragionare. Perché attorno a quel che resta di Telecom Italia, ridenominata Tim, si agita una scena che non si sa se temere per quanto è grottesca o per l’unanime silenzio che l’accompagna. E l’una cosa non esclude l’altra.

Sarà bene ricordare di cosa stiamo parlando, prima di vedere cosa succede. Telecom Italia è stata venduta (non privatizzata, perché solo in un Paese di matti si pensa di avere privatizzato una società che era già quotata in Borsa) nel 1997: lo Stato cedette le partecipazioni di controllo, che deteneva per il tramite di una finanziaria, incassando 11.82 miliardi di euro. Quattro anni dopo l’Enel, che era ed è controllata dallo Stato, compera Infostrada, società di telecomunicazioni, impegnandosi a pagare 11 miliardi. Ne pagherà 7.5, ma non per merito proprio. Ergo: si è venduto un transatlantico per comprare un gozzo. Infostrada, a sua volta, aveva in pancia la rete di telecomunicazioni delle Ferrovie dello Stato, che, nel 1997 era stata venduta a Olivetti per 700 miliardi di lire, ma che questa aveva poi rivenduto a Mannesmann, l’anno successivo, per 14mila miliardi di lire. Lo Stato aveva venduto a 700 quel che l’acquirente rivendeva a 14mila. Con la differenza che Olivetti pagava a rate, diluite in 14 anni, mentre incassò sull’unghia. Con queste premesse, scusate, ma prima di festeggiare il reingresso dello Stato in quel che così sconsideratamente vendette, preferisco ragionare.

giovedì 5 aprile 2018

Google, Facebook, Amazon, ecc..: il “grande fratello” che molti non sanno di avere



Google, Facebook e Amazon: che cosa sa l’alter ego virtuale di tutti noi (e come lo usa)
di Virginia Della Sala


Ognuno di noi ha un suo alter ego virtuale. Nel migliore dei casi è un numero di cui gli inserzionisti e le piattaforme conoscono età, sesso, preferenze commerciali, culturali, sessuali, abitudini, localizzazione e spostamenti. Scoprire come è fatto è abbastanza semplice. Spulciando gli archivi e le condizioni d’uso, per esempio, il profilo di chi scrive è molto dettagliato: tra i 24 e i 35 anni, donna, con centinaia e ben determinate preferenze, che ha visitato almeno 159 posti, che abita in uno e che lavora in un altro, che si sposta a piedi, che fa poco sport, che ama ascoltare questa determinata musica e vedere un certo tipo di serie tv a una certa ora.

Google, basta una email
Ti conosce meglio di una segretaria
Il viaggio inizia nell’archivio di Google. Chi usa una email di Gmail, il servizio di posta elettronica, ha inevitabilmente attivato un account che dà accesso a decine di altri servizi, dall’archivio di foto e documenti. Le informazioni sono nella pagina “Account personale” a cui si accede dai quadratini in alto a destra dello schermo. Nella parte sulla sicurezza scopro che Google conosce con quali dispositivi mi sono collegata all’account e quando: marchio, modello, quelli ancora associati. Il fine è aiutare l’utente a tenere sotto controllo gli accessi, scoprire e impedire movimenti non autorizzati.

mercoledì 4 aprile 2018

Måneskin: Morirò da re

Intesa Sky-Mediaset: come cambia la guida tv



In attesa che si dipani la matassa dei diritti tv del calcio e si delineino gli sviluppi strategici e industriali di un'intesa che rivoluziona il panorama televisivo, la grande alleanza Sky-Mediaset annunciata ieri è destinata ad avere un impatto immediato sul menu a disposizione degli italiani che usano la pay tv, 4,8 milioni abbonati a Sky e circa 2 milioni clienti di Mediaset Premium, che vedranno a breve arricchirsi l'offerta sul telecomando.

9 CANALI PREMIUM APPRODANO SU SKY - Da maggio l'abbonato alla piattaforma satellitare avrà a disposizione - a costo zero - 9 canali Premium, 5 di cinema e 4 di serie tv. In particolare, gli abbonati al pacchetto Cinema vedranno Premium Cinema e Premium Cinema +24 (anteprime e blockbuster hollywoodiani), Premium Cinema Energy (cinema d'azione e horror), Premium Cinema Emotion (commedia romantiche), Premium Cinema Comedy (comicità e divertimento). Canali che insieme programmano ogni anno oltre 1.400 film - titoli come Wonder Woman, Dunkirk, L'ora più buia, Justice League, L'uomo di neve - delle grandi major Warner, Universal, Medusa finora in esclusiva Mediaset. Gli abbonati al pacchetto Sky Famiglia potranno invece vedere il canale Premium Action (serie d'azione, supereroi, fantasy), Premium Crime (serie poliziesche e legal), Premium Joi (medical, romance, drama familiari) e Premium Stories (comedy e sitcom). Accanto quindi a Gomorra, The Young Pope, Il trono di spade, The Walking Dead, punti di forza dell'offerta Sky, arriveranno titolo come Gotham, Chicago Fire, Supergirl, Suits e Mr Robot.

martedì 3 aprile 2018

Francia, tra Bardonecchia e gli scioperi: i francesi da non imitare e quelli da cui imparare…


Sabato scorso cinque agenti della Polizia doganale francese sono entrati nei locali di un centro migranti a Bardonecchia per far fare il test dell’urina a un nigeriano che sospettavano fosse uno spacciatore.
E’ scoppiato un caso diplomatico tra Italia e Francia. Quest’ultima sostiene che ha agito in virtù di un accordo tra i due paesi. Sarà pur vero. Ma è altrettanto vero che i francesi hanno “atteggiamenti” a dir poco arroganti nei confronti di noi italiani. Si ritengono superiori ed è quindi non difficile immaginare con quale “grinta” abbiano varcato il suo italiano a caccia dell’urina di un nigeriano.

Ma la Francia è in prima pagina anche per un’altra notizia. Da ieri sono iniziati gli scioperi dei lavoratori ferroviari contro la riforma del settore voluta da Macron.
I lavoratori francesi hanno indetto 36 giorni di scioperi fino al 28 giugno al ritmo di due alla settimana.

Il sistema bancario italiano e dei conti pubblici: il deficit aumenta causa salvataggio banche venete



Il salvataggio delle banche venete zavorra i conti: il deficit sale di 4,7 miliardi
La stima dell'Eurostat. Il peso sul debito è di 11,2 miliardi

I conti pubblici italiani non restano indenni al salvataggio delle banche venete. La maxi-liquidazione di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, decisa dal governo Gentiloni lo scorso giugno per evitare il fallimento dei due istituti e il tracollo del territorio circostante, pesa sul debito pubblico, come previsto, ma anche sul deficit, tanto da poter prevedere un possibile rialzo delle stime più che positive arrivate dall'Istat all'inizio di marzo.

Nell'estate 2017, al termine di una lunga trattativa con l'Europa, lo Stato ha sborsato 4,8 miliardi sotto forma di iniezione vera e propria di liquidità e ha concesso 12,4 miliardi di ipotetiche garanzie per permettere ad Intesa San Paolo di salvare il salvabile e di prelevare gli asset ancora 'buoni' delle due banche. Eurostat, appositamente sollecitato in proposito, ha chiarito, a distanza di 9 mesi, che l'impatto complessivo sui conti della doppia operazione è di 4,7 miliardi per quanto riguarda il deficit e di 11,2 miliardi per il debito.

2018, di lavoro si muore: da inizio anno morte 151 persone





Ancora morti sul lavoro, ma non è fatalità!

Le cronache di questi giorni riportano in evidenza un fenomeno molto diffuso, ma sempre oscurato dai mezzi di informazione le morti sul lavoro. Tre morti in Toscana, due a Livorno e uno ad Arezzo, uno in Emilia, poi ancora due a Catania ed infine due nel giorno di Pasqua in Lombardia. Uno stillicidio che colpisce il mondo del lavoro da nord a sud, caduti nel settore privato e anche in quello pubblico (due Vigili del Fuoco). 

Dall’inizio del 2018 sono cadute sul lavoro 151 persone con una media di 1,67 al giorno con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente, un numero esorbitante che denota una scarsa applicazione delle norme vigenti in materia di sicurezza e che di fatto trasforma il lavoro in un campo di battaglia. Da una parte il profitto “che conta”, dall’altra il valore della vita umana “che conta ogni giorno sempre meno”. 

Eppure nel nostro paese esiste una legge l’81/2008 “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro” che per altro sarebbe una “buona legge”, ma poi come sempre accade non si creano gli strumenti idonei per vigilare sulla sua

sabato 31 marzo 2018

Amici 2018: la grande novità di Maria De Filippi…



Immagine tratta da https://mr.comingsoon.it/

Il serale dell’edizione 2018 di Amici inizierà il 7 di aprile. I siti web “attenti” a nostra signora Fascino – in primis quello di Davide Maggio – dichiarano grande novità in arrivo.

E quale sarebbe questa grande novità?

Non ci saranno i direttori artistici. No, non è questa la grande novità.
Non ci sarà la giuria a tre con l’aggiunta dell’ospite votante. No, non è questa la grande novità.
Le coreografie non sono di Giuliano Peparini ma di Luca Tommassini. No, non è questa la grande novità.
Le puntate serali saranno in diretta. No, non è questa la grande novità.

Intendiamoci, quelli elencati sopra sono cambiamenti. Ma la grande novità è un’altra.
Torna il reality. Tornano gli rvm. Ovviamente, ritornando il reality, è stato reintrodotto il televoto.

Metti gli rvm, ripristina il televoto, rifai votare la “commissione interna”, cioè i miracolati della De Filippi (Celentano inclusa, per quanto sia tra i pochissimi a capire qualcosa lì dentro) che voteranno in maniera non certo oggettiva. A tutto questo (come se non bastasse) aggiungi una giuria esterna con pochi del mestiere e un po’ di “pancisti” (a iniziare dalla Ventura ma passando anche da Marco Bocci), e la grande novità è in arrivo: il reality.

Buona Pasqua...



Auguri di Buona Pasqua ai lettori del blog…



lunedì 26 marzo 2018

Elezioni 2018, Di Maio: con Salvini e Berlusconi o verso il PD



Dicono che i vincitori delle elezioni politiche 2018 siano Di Maio e Salvini.
Di certo, il M5S – da solo – ha ottenuto quasi il 33% dei voti, la Lega ha preso quasi il 18%, ma Salvini si è presentato nella coalizione di centro-destra. Se avesse corso da solo, Salvini non sarebbe al centro del proscenio politico. Perché 18 è poco più della metà di 33. Vediamo di non scordarci di questo “piccolo particolare”: c’è chi ha corso da solo con una legge elettorale fatta apposta per impedirgli di raggiungere la maggioranza per governare, chi ha corso in una coalizione.

Dati i risultati del 4 marzo, nessuno tra M5S e coalizione di centro-destra ha la maggioranza per governare. Ergo: devono andare alla caccia di seggi.
Se al termine della caccia dovesse governare il centro-destra, con o senza i voti del M5S, è decisamente probabile che Berlusconi ritorni “antieuropeista”. Ha dismesso certe affermazioni e certi toni in campagna elettorale perché pensava/contava di prendere più voti di Salvini. Doveva quindi recitare una parte che “rassicurasse” Bruxelles. Tutto da dimostrare che, se Forza Italia avesse superato la Lega e la coalizione di centro-destra avesse ottenuto nel suo insieme un numero di seggi tale da governare, Silvio avrebbe mantenuto quelle “rassicurazioni”.

giovedì 22 marzo 2018

David di Donatello 2018, Paola Cortellesi: monologo contro la discriminazione di genere a partire dal linguaggio comune

Facebook: Cambridge Analytica, il caso dalla A alla Zuckerberg



Dalla raccolta dei dati tramite il test sul social network alle scuse di Mark Zuckerberg passando per le manovre dello stregone Steve Bannon e le rivelazioni dell’analista Christopher Wylie: chi, cosa e perché del caso che sta scuotendo Facebook
di Simone Cosimi


Con le dichiarazioni di Mark Zuckerberg si chiude la prima fase del caso Cambridge Analytica. Iniziata di certo non lo scorso 16 marzo ma almeno cinque anni fa. Tuttavia negli ultimi giorni una vicenda nella sostanza abbastanza semplice -  dati raccolti da un'app di Facebook con metodi fino al 2014 consentiti e in seguito illegalmente ceduti a una società che li ha usati per confezionare la sua propaganda online - si è mescolata a numerosi elementi, livelli di lettura, protagonisti e coprotagonisti, tanto da partorire un serpentone in cui è sempre più complesso identificare nomi, ruoli, sviluppi e conseguenze. Proviamo a fare ordine.

La premessa
Fra 2013 e 2015 lo psicologo e matematico russo-americano 32enne Aleksandr Kogan, ricercatore a Cambridge e titolare della società Global Science Research, con la scusa di effettuare una raccolta dati per una ricerca accademica, sviluppa

Dopo elezioni 2018: “La distanza abissale”



C'è una distanza abissale tra quelle che sono le discussioni in atto su governo, i candidati papapili per le due presidenze, le alleanze di oggi che domani non sono più buone.
E poi quello che succede fuori.

La scelta su come gestire i crediti deteriorati (avallata dalla BCE) che verranno venduti dalle nostre banche ai fondi specializzati, che si offrono di acquistarli a prezzi da fame perché “i tempi di recupero del collaterale sono relativamente lunghi”.
Il fondo BlackRock che consiglia ai suoi facoltosi clienti di “alleggerire”gli investimenti in Italia in vista della fine del Quantitative easing".
L’influente economista tedesco Clemens Fuest che propone un meccanismo concordato di uscita dall’euro (in modo che la Germania sopporti le perdite il meno possibile).
Tutto questo solo per il clima che si respira in Europa.

Se poi vogliamo rimanere in Italia possiamo parlare delle scandalo che hanno suscitato le sacrosante parole del pm Zucca sulle torture dei poliziotti al G8 di Genova (con che coraggio poi noi possiamo chiedere conto agli egiziani).

sabato 17 marzo 2018

Mina: video, Volevo scriverti da tanto

Conti Stellari



Conti Stellari

di Davide Giacalone

Nel dubbio che possa avviarsene un’altra ancora non s’è dismessa la precedente campagna elettorale. Più d’uno è rimasto in servizio propagandistico permanente effettivo. La cosa più comica, in questo gioco al rilancio, che vedemmo e denunciammo fin dagli albori di quella conclusasi, è che in cotale campagna si accusa di pregiudizio chi prova a formulare un giudizio sulle cose che vengono dette.

Non credo che il Movimento 5 Stelle abbia sbancato al Sud sol perché ha promesso il reddito di cittadinanza. Ha influito, quella promessa, eccome. Negarlo è illogico, fa a cazzotti con l’evidenza. Ma non è stato il solo elemento. Il sapore principale è quello del voto contro: contro i politici, la politica, i governi, i conti, i vincoli, la realtà che non piace. La prevalenza dell’ingrediente “contro” è quel che fa somigliare diverse minestre attualmente in cottura, nel mondo occidentale. Tema decisivo, ma qui lo accantono (non si dica che non lo si vide, perché quel che scrissi in “Viva l’Europa Viva” mi pare largamente confermato, a tal proposito). Qui mi concentro sulla parte costruttiva del programma pentastellato. Sulle loro proposte economiche. Posso farlo? Molti lo negano, dicono che se si fanno delle critiche loro aumentano i voti, che è pericoloso saper far di conto, che è pretestuoso prenderli in parola. Ragionamenti, questi (non i loro), da matti. Lo faccio.

La vecchia Corrida e le generazioni della domenica



Ho appreso per puro caso, leggendo le scritte scorrevoli sotto un programma, che dopo molti anni la Rai si appresta a riproporre una nuova serie della Corrida e, sebbene sia stato un programma che ho sempre odiato, anche prima che si ibridasse con la volgarità del televisivo berlusconiano, sono rimasto piacevolmente colpito da questo ritorno che potrebbe anche suonare come un piccolo, minimo segno di rinsavimento. Rivedere finalmente allo sbaraglio dilettanti che orgogliosamente si dichiarano tali al posto di presuntuosi  e sedicenti talenti creati in studio con tutta la tecnologia disponibile per fare scena è una consolazione perché ammette il dilettantismo e non lo spaccia per capacità o creatività come per gli spettacoli di questo tipo. In realtà la trasmissione nata mezzo secolo fa in radio da un’idea che Corrado Mantoni aveva in qualche modo rubato a Cesare Zavattini, ha portato alla ribalta molta più capacità ed estro di non quanto non ne abbiano diffuso i talent standardizzati e omologati al basso che servono solo a fungere da carne da cannone per uno squallido universo marchettaro che va dalle discoteche alle cucine: dopotutto dalla vecchia Corrida sono usciti fuori personaggi come Neri Marcorè, Gigi Sabani o Emanuela Aureli.

Naturalmente non è di palinsesti che voglio parlare, ma dei sintomi che essi esprimono e della pandemia neoliberista di cui soffre il Paese. Scuole  sempre peggiori e sempre più orientate non alla cultura personale, ma all’addestramento a un lavoro privo di diritti, l’aspirazione unica al denaro e

giovedì 8 marzo 2018

Buon otto marzo, ma auguri per tutti gli altri giorni


da: http://unoenessuno.blogspot.it/

Prendono meno soldi dei colleghi maschi.
Se vanno a denunciare le molestie e le violenze domestiche non vengono credute dai magistrati (o dalle forze dell'ordine).
Quando vengono ammazzate dal marito/fidanzato/ex i giornalisti (spesso uomini) parlano di raptus, di matrimonio in crisi, di un momento di pazzia. 
Nel prossimo Parlamento le donne saranno meno di un terzo, alla faccia di chi aveva lodato il Rosatellum perché avrebbe spinto per la parità di genere.
Le donne non possono fare figli, perché sotto ricatto di padri padroni che o il figlio o il posto.
Quante donne conoscete ai vertici dei giornali? E ai vertici delle istituzioni? E ai vertici dei partiti?
Quante volte avete sentito battute sessiste contro un avversario politico, con la sghignazzata di fondo dei maschietti?

Il dopo elezioni 2018: “La situazione è liquida”


da: http://unoenessuno.blogspot.it/

Se la società è liquida, anche la politica che dovrebbe rappresentare questa società (o una sua parte), lo è.
Così, in queste ore frenetiche stiamo assistendo ad un riposizionamento delle correnti e dei capi e capetti nei partiti e anche nel poco di poteri forti rimasti.

Berlusconi vuole le mani libere, nel senso il liberale in senso lato non ama altri competitor nel campo del centro destra (leggi Salvini).
Confindustria scarica PD e Berlusconi, togliendo di mezzo eventuali tabù ad un governo a 5 stelle: che ingrati, dopo tutti i miliardi che vi abbiamo dato.
Non solo la società è liquida, ma i partiti tolte di mezzo ideologie, apparati locali, riferimenti politici, diventano spa scalabili come tutte le aziende private.

Non bisogna fare un altro partito ma lavorare per risollevare quello che c'è. Domani mi vado ad iscrivere
al @pdnetwork. https://t.co/5Jem2aDZfO
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) March 6, 2018

Renzi e il senso dello Stato: altro che rituale degli incontri con Mattarella (altro ingrato), io me ne vado a sciare.