lunedì 26 marzo 2018

Elezioni 2018, Di Maio: con Salvini e Berlusconi o verso il PD



Dicono che i vincitori delle elezioni politiche 2018 siano Di Maio e Salvini.
Di certo, il M5S – da solo – ha ottenuto quasi il 33% dei voti, la Lega ha preso quasi il 18%, ma Salvini si è presentato nella coalizione di centro-destra. Se avesse corso da solo, Salvini non sarebbe al centro del proscenio politico. Perché 18 è poco più della metà di 33. Vediamo di non scordarci di questo “piccolo particolare”: c’è chi ha corso da solo con una legge elettorale fatta apposta per impedirgli di raggiungere la maggioranza per governare, chi ha corso in una coalizione.

Dati i risultati del 4 marzo, nessuno tra M5S e coalizione di centro-destra ha la maggioranza per governare. Ergo: devono andare alla caccia di seggi.
Se al termine della caccia dovesse governare il centro-destra, con o senza i voti del M5S, è decisamente probabile che Berlusconi ritorni “antieuropeista”. Ha dismesso certe affermazioni e certi toni in campagna elettorale perché pensava/contava di prendere più voti di Salvini. Doveva quindi recitare una parte che “rassicurasse” Bruxelles. Tutto da dimostrare che, se Forza Italia avesse superato la Lega e la coalizione di centro-destra avesse ottenuto nel suo insieme un numero di seggi tale da governare, Silvio avrebbe mantenuto quelle “rassicurazioni”.


E’ successo, invece, il contrario. Salvini lo ha superato. Conseguentemente, in un governo di centro-destra, con o senza appoggio del M5S, Berlusconi dovrà “concedere” qualcosa a Salvini perché questo non si può smentire totalmente nei confronti degli italiani che lo hanno votato.
Ovviamente, Salvini non farà tutto ciò che ha sbandierato in campagna elettorale. Non dimentichiamoci che il soggetto in questione ha già governato e non ha certo cambiato l’Italia. Ma erano altri tempi, oggi la sua posizione è più forte rispetto ai tempi d’oro del berlusconismo. Quindi, qualcosa del suo programma deve mettere in campo per non sputtanarsi e perdere voti che andrebbero verso il M5S.
Sempre ovviamente…se a Salvini sarà concesso di attuare qualcosa del suo programma elettorale, Silvio vorrà in cambio qualcosa. Che cosa?
La solita roba: salvaguardare Mediaset e i suoi interessi. Salvarsi dai processi ancora in corso. Salvini non opporrà resistenza.

In questo ipotetico scenario, che c’entra il M5S?
Teoricamente, il M5S dovrebbe stare alla larga dallo scenario sopra ipotizzato, che è molto, ma molto, ma molto, probabile. Il M5S che appoggia il centro-destra si deve prendere anche Berlusconi. A meno che…Salvini garantisca a Di Maio che si libererà della zavorra Silvio. Beppe Grillo ha detto che Salvini è uno che mantiene la parola. Come dire: Salvini è uomo d’onore. Dove l’ho già sentita o letta sta roba? Ah…sì. Nel Marc’Antonio di Shakespeare… 
Ma, allora, visto che nessuno ha i numeri per governare e deve trovarli, se il M5S non si unisce al centro-destra non ha che da recuperare il PD. Possibile?
Al di là delle dichiarazioni degli uni e degli altri, non si può governare con chi ha una visione diversa. Si può governare con chi ha soluzioni diverse, priorità diverse. Vale a dire: quale è oggi la visione che abbiamo del paese? Quali sono i problemi reali? Le risposte devono essere simili. Poi, possiamo discutere su quali siano le soluzioni, su ciò che sia prioritario. Prendiamo il reddito di cittadinanza. Una proposta che mi trova contraria in un paese nel quale ci sono parecchi scansafatiche, gente che lavora in nero e che si troverebbe a prendere un reddito di cittadinanza e nel contempo continuerebbe a lavorare in nero, evasori fiscali che dichiarano al fisco pochi spiccioli e, conseguentemente, potrebbero essere tra i beneficiari del reddito di cittadinanza.
Come si declinerebbe il reddito di cittadinanza proprio per evitare quanto sopra: fannullaggine, lavoro nero, evasione fiscale? Concretamente, quali sarebbero le norme, quali i controlli? Si può discutere, confrontarsi, mediare sulle proposte concrete al di là dello slogan “reddito di cittadinanza”. Del resto, il governo Renziloni  non è quello che ha introdotto una misura di sostegno per scimmiottare ed evitare perdite di voti verso il M5S. Era solo un intervento per arginare il M5S oppure vi era consapevolezza che parte del paese (non quello dei fannulloni e dei furbetti) sta effettivamente annegando.

Certo è che, non si può essere contrari a misure di sostegno per coloro che sono effettivamente poveri, si può discutere, confrontarsi e mediare sulle soluzioni che servono per attuare queste misure. Non so se rendo l’idea…ma credo che Davide Casaleggio se leggesse capirebbe dove voglio arrivare…

In sintesi, il M5S potrebbe aprire uno spiraglio, una “porticina”, nella quale potrebbe “infilarsi” quel PD che crede che il paese – al di là dei numeri che ci danno in crescita – ha seri problemi che chiedono idee, soluzioni realistiche, progettualità. Il che, però, esclude i renziani.

Questo è il problema del PD. Che se rimane ostaggio di Renzi, è impensabile che appoggi anche solo esternamente il M5S. Renzi avrà ottenuto ciò che vuole. Il PD farà opposizione credendo di poter crescere nei prossimi anni. Beata speranza!
Se il centro-destra e il M5S insieme dovessero fare anche solo un paio di cosucce fatte benino (cosa non facile…data la presenza degli interessi di Silvio), il  PD prenderà ulteriori batoste.

Il PD pensa che spingendo una eventuale porta dischiusa - ammesso e non concesso che il M5S lasci uno spiraglio - andrà verso la sparizione. Per un verso non ha tutti i torti. In un ipotetico governo M5S con l’appoggio del PD a beneficiarne sarà principalmente il M5S. Ma per un altro verso, ha torto. Perché per stare all’opposizione e riuscire a recuperare voti bisogna sperare che l’asse centro-destra a trazione Salvini con il M5S fallisca totalmente. Il che, mi sembra un azzardo. Matteo Salvini e Luigi Di Maio vogliono entrambi dimostrare che sanno fare qualcosa di utile al paese. Che ci riescano è tutto da vedere. Ma, comunque vada, non sarà il PD a beneficiare dei limiti altrui. Perché ha perso da anni un’identità. Perché ha smarrito il contatto con il paese reale. Perché non sa cosa e come fare per ritrovare identità e realismo.
I voti che potrebbe perdere Salvini rimarranno nel centro-destra o andranno al M5S. I voti che potrebbe perdere il M5S andranno al centro-destra o all’astensionismo. Non c’è garanzia che tornino a un PD.

Nella condizione attuale, il PD deve sperare che Mattarella li chiami al “senso di responsabilità”. Ovviamente, il PD potrà scegliere di appoggiare il centro-destra. Sparizione garantita…

Rimane, comunque, un’altra ipotesi: che il M5S non governi. Perché in assenza di accordi con il PD o con il centro-destra il M5S rimarrebbe all’opposizione.
Ci sarebbe poi il solito governo più o meno istituzionale, più o meno del presidente, ecc..ecc….E’ per questo motivo che i mercati non si sono ancora agitati. Perché sanno che siamo italiani. Un governicchio chiamato governissimo sappiamo sempre tirarlo fuori.

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