mercoledì 10 giugno 2015

Il Papa: attenti a non vivere di "veggenti"




da: Avvenire

Ci sono «quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana» e hanno «dimenticato che sono stati scelti, unti» che «hanno la garanzia dello Spirito» e cercano: «"Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?" Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana».

Così si è espresso il Papa nell’omelia durante la Messa mattutina a Santa Marta, all’interno di una riflessione sull’identità cristiana e sulla tentazione di «annacquarla» cercando anche forme di «religione un po’ soft», succedanei della vera identità cristiana. Ma «l’ultima parola di Dio – ha avvertito il Papa – si chiama "Gesù" e niente di più».

A tre giorni dalla risposta sul volo che lo riportava a Roma da Sarajevo a un giornalista che gli chiedeva un «giudizio sul fenomeno di Medjugorje», l’esempio cui ha fatto ricorso il Papa nell’omelia è parso un riferimento alla vicenda sulla quale – come ha detto Francesco – «siamo lì lì per prendere delle decisioni» che «poi si diranno», anche se «per il momento si danno soltanto alcuni

Cinesi a Milano: Giovani, iper-connessi e raffinati così si stanno comprando la città


da: la Repubblica

 “Giovani, iper-connessi e raffinati così si stanno comprando Milano”
di Simone Marchetti

Milano. Hanno tra i 18 e i 30 anni. Possiedono un passaporto cinese e molto, molto denaro da spendere. Sono giovani, laureati, professionisti. Arrivano in Italia con un obiettivo preciso: comprare il meglio, solo il meglio. A differenza dei loro genitori e della generazione di turisti cinesi che li ha preceduti, non cercano oggetti con loghi a vista e tantomeno i soliti hotel a cinque stelle. Ciò che li attrae è l’eccellenza, non il lusso. «Per noi sono stati una vera sorpresa», commenta Maurizio Purificato, proprietario insieme ad Antonia Giacinti della boutique Antonia e art director del multi-store Excelsior, due dei templi più importanti dello shopping nel capoluogo lombardo.

Chi sono e quanti anni hanno questi nuovi ricchi cinesi che arrivano a Milano?
«Sono giovanissimi e hanno tra i 18 e i 30 anni al massimo. Sono completamente diversi dai turisti cinesi a cui eravamo abituati in passato. Non comprano in serie e non sono attratti da prodotti tradizionali come borse griffate

Mafia Capitale, Buzzi al pm: “non registri, perché se parlo casca il governo”



da: Corriere della Sera

E Buzzi disse al pm: «Non registri perché se parlo casca il governo»
I rapporti con il boss Carminati? «È una brava persona, si è sempre comportato bene». «Se c’è stata qualche corruzione, riguarda solo il 3% del fatturato della coop»
di Giovanni Bianconi

«Insomma, ho dato 30 o 40.000 euro a Marino, al suo comitato... Tutti tracciati... Ti chiamavano, le famose cene, “c’è una cena con Alemanno, 1.000 euro a persona”, tu prendevi un tavolo e ovviamente erano 10.000 euro. Ma noi ne abbiamo fatte, noi l’abbiamo fatte pure con Renzi la cena...». Tenta di ricondurre tutto alla politica e alle sue regole - scritte e non scritte - sui finanziamenti elettorali, Salvatore Buzzi. E davanti ai pubblici ministeri che l’hanno fatto arrestare per associazione mafiosa, corruzione e altri reati parla a ruota libera. Ma quando arriva al capitolo del campo profughi di Mineo, in Sicilia, si blocca. «Su Mineo casca il governo», accenna. Adesso è il pm Giuseppe Cascini a bloccarlo: «Queste sono frasi inutili. Noi facciamo un altro mestiere». Buzzi insiste: «Si metta nella mia posizione».

martedì 9 giugno 2015

Amici 14, serata finale: The Kolors, Radio Ga Ga (Queen)





Amici 14, serata finale: The Kolors, Don't you worry child (Swedish House Mafia)



Amici 14, serata finale: The Kolors, You are not alone (Michael Jackson)



Migranti, quando Maroni diceva: “Sindaci e Regioni accolgano 50mila clandestini”



da: Il Fatto Quotidiano

Da governatore minaccia di tagliare i fondi ai Comuni che accoglieranno i richiedenti asilo, ma nel 2011, in piena emergenza Lampedusa, da ministro dell'Interno chiedeva "solidarietà" agli enti locali. Secondo la Fondazione Leone Moressa, la Sicilia ospita 9 mila persone in più rispetto a quanti le spetterebbero "in base al rapporto tra la popolazione nazionale e quella regionale", criterio utilizzato per la redistribuzione delle presenze. La Lombardia ne ha 5.000 in meno
di Gianni Rosini

Ora il governatore della Lombardia minaccia i suoi sindaci di non accoglierli, pena il taglio dei trasferimenti regionali. Ma nel pieno dell’emergenza del 2011, con Lampedusa che scoppiava di migranti,  il ministro dell’Interno chiedeva agli enti localiun patto per accoglierne 50mila “nel nome della solidarietà“. Due ruoli istituzionali diversi, dietro la carica politica sempre la stessa persona: Roberto Maroni. La cui Regione accoglie meno immigrati di quanti dovrebbe.

Lampedusa, marzo 2011. Gli sbarchi si succedono da almeno 5 settimane, incessanti. L’isola è un campo profughi a cielo aperto, le motovedette della

Pensioni: cinque strade per le uscite flessibili con riduzione dell’assegno per sempre




Pensioni, ecco le cinque strade per le «uscite flessibili» (riducendosi l'assegno)
Nella legge di stabilità per il 2016 le soluzioni per consentire il ritiro anticipato: ecco le ipotesi sul tavolo del Governo tra ricalcoli, quote e penalizzazioni
di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi

1. Pensione «flessibile» / L’anticipo con taglio

Assegno a 62 anni alleggerito per sempre
La soluzione è rivolta ai lavoratori di tutti i comparti (pubblico, privato, autonomo), uomini e donne, e individua i 66 anni di età e i 35 di contribuzione quale punto di riferimento. Rispettando il minimo contributivo, però, è possibile variare l'età del pensionamento a patto che l'importo dell'assegno sia pari almeno a 1,5 volte l'importo di quello sociale.

In base alla normativa attuale, per accedere alla pensione di vecchiaia sono necessari almeno 20 anni di contributi e un'età che per gli uomini è di 66 anni e 3 mesi, mentre per le donne oscilla tra i 66 anni e 3 mesi delle dipendenti del pubblico impiego e i 63 anni e nove mesi per chi lavora nel privato.

lunedì 8 giugno 2015

Turchia: Erdogan non è più il sultano



da: Corriere della Sera

Erdogan non è più il sultano
I tabù seppelliti da un giovane curdo
di Antonio Ferrari

Formalmente, il capo dello Stato avrebbe dovuto restare ai margini della contesa. Non è stato così. Spaventato dai sondaggi e da opache prospettive future, Erdogan, Corano in mano, ha cercato di convincere il popolo turco d’essere l’unico capace di guidarlo.
Il popolo gli ha risposto no. Il partito islamico moderato Akp, che il leader aveva creato, e che da 13 anni guidava solitario il Paese con consensi crescenti, non soltanto ha mancato il record di 330 seggi su 550, necessario per modificare la Costituzione, trasformando la Turchia in repubblica presidenziale, ma in Parlamento ha perso persino la maggioranza assoluta, alla quale l’Akp era ormai abbonato, governando in beata solitudine.
È cambiato tutto, o quasi, e non per caso. L’arroganza del presidente ha prodotto l’anticorpo. È un giovane politico curdo, che ha deciso di far diventare il partito Hdp (Pace e democrazia) una forza politica nazionale, pensionando dubbi e pregiudizi. Selahattin Demirtas, 42 anni, con il suo stile sobrio e la sua

Amici 14, serata finale: The Kolors, Love dall’album Out



Amici 14, serata finale: The Kolors, Cumme se fa (Roberto Murolo)



Amici 14, serata finale: vincono di The Kolors……



…………stranamente, ad Amici hanno vinto i migliori. Oddio.......hanno vinto quelli che erano fuori gara, tanto sono superiori musicalmente. 
Che ne dica la signora Fascino, alias Maria De Filippi, se ad Amici vince il talento è un evento...considerando i trascorsi del programma.


Pensioni addio




I pensionati si preparino alla Legge di Stabilità di ottobre, perché nella pentola del Governo bolle più di una sorpresa. L'ultima è aumentare la "flessibilità in uscita" tagliando l'assegno pensionistico fino all'8% del suo valore. Considerando che le pensioni medie sono già molto basse, si tratta di un nuovo giro di vite contro una categoria stravolta dalla legge Fornero del 2011.
Il taglio alla pensione sarà dell'8% nel caso limite in cui il lavoratore decida di ritirarsi a 62 anni e con 35 anni di contributi versati, e diminuirà mano a mano che ci si avvicina ai parametri Fornero. Ad esempio, chi si ritirerà a 62 anni ma con un anno di contributi in più (36), subirà una decurtazione del 7,7%.

Il gioco del Governo è chiaro: invece di rigettare in tutto e per tutto la riforma Fornero, cerca di spremere altre risorse da quei lavoratori che hanno visto allontanarsi l'età pensionistica. Si tratta dell'ennesimo ricatto: o si accettano i parametri Fornero o si rinuncia a soldi essenziali per vivere una serena vecchiaia.
I pre-pensionamenti, però, vanno coperti, in attesa del risparmio futuro. E a coprirli saranno (che sorpresa!) sempre i pensionati! Si discute infatti di un

Chiara Saraceno: Se una donna su tre è vittima di violenza



da: la Repubblica

Oltre quattro milioni di donne — l’11,3% del totale — hanno subito violenza fisica e/o sessuale negli ultimi cinque anni. Il 31,5% (quasi una donna su tre) ha subito violenza nel corso della vita. È la stima che emerge dall’ultima indagine sulla violenza contro le donne effettuata dall’Istat. Sono cifre che si aggiungono a quelle sui femminicidi. Mostrano come esercitare violenza sulle donne sia un fenomeno diffuso, di cui i femminicidi sono la punta drammatica dell’iceberg. Oltre un terzo di chi ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita è stata vittima di un fidanzato, marito, compagno, attuale o, soprattutto, passato.

Mettere fine ad un rapporto che non funziona e magari è violento non sempre protegge le donne dalla rabbia di chi non riconosce loro questo diritto, come troppo spesso documenta anche la cronaca nera. Partner ed ex partner sono presenti in maggiore misura nella violenza che non lascia tracce sul corpo, ma incide sulla consapevolezza della propria dignità e valore, minando il senso di sicurezza e mantenendo chi ne è oggetto in uno stato di tensione permanente: la violenza psicologica fatta di insulti, sistematiche squalificazioni, limitazioni dell’autonomia. Gli ex partner costituiscono anche un terzo degli stalker, cioè di chi opera vere e proprie persecuzioni nella vita quotidiana. Non stupisce, allora,

giovedì 4 giugno 2015

Marco Travaglio: Scantonate


da: Il Fatto Quotidiano

Se le cose dette da Raffaele Cantone a Conchita Sannino di Repubblica le avesse dette qualcun altro, sarebbe automatico interpretarle come un assist piuttosto imbarazzante a Renzi & De Luca, che si dibattono come mosche impazzite nella bottiglia di un’empasse giuridica e istituzionale da essi stessi creata e voluta. Siccome però Cantone è un magistrato valoroso e una persona perbene, abbiamo il dovere di valutare le sue parole senza sospetti di secondi fini, tipo la riconoscenza al capo del governo che l’ha nominato presidente dell’Anticorruzione.

1. Cantone sostiene che la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi ha commesso “un grave passo falso”e “un errore istituzionale” divulgando il famoso elenco dei 16 candidati impresentabili alle regionali. E qui, prendendosela con la Bindi come persona, incappa nella prima cantonata: l’elenco degli impresentabili non è un’iniziativa personale o estemporanea della Bindi, ma un atto ufficiale della commissione parlamentare nel suo complesso, che con voto unanime di tutti i commissari ha stilato il Codice etico delle candidature per tutte le elezioni (nazionali, europee, regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali) e conferito alla presidente l’incarico di assumere informazioni sui curricula giudiziari dei

Amici 14, serata semifinale: Roberto Saviano e Michaela DePrince

Amici 14, serata semifinale: The Kolors, Another Brick in the Wall (Pink Floyd)



Brano capolavoro tra i capolavori, performance da veri musicisti che credono in ciò che sono e in ciò che fanno.



Elezioni regionali 2015: astensionisti primo partito d’Italia



da: Famiglia Cristiana
Demopolis analizza il voto per le Regionali: astensione, flussi elettorali e spostamenti del consenso. "La tendenza al non voto" - dice Pietro Vento, direttore dell'Istituto - "è in costante crescita dal 2013".

È l’astensione il dato più caratterizzante anche nel voto del 31 maggio nelle 7 Regioni chiamate alle urne. Su quasi 19 milioni di elettori, appena il 45%, 8 milioni e mezzo, ha espresso un voto valido ad una lista; oltre 9 milioni, il 48%, si sono astenuti. Quasi un milione e mezzo ha espresso un voto non valido o ha votato soltanto per il candidato Governatore. 

“È una dimensione nettamente superiore anche a quella delle ultime Europee del 2014: la tendenza al non voto – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – cresce ormai ininterrottamente dal 2013 anche in aree del Paese nelle quali, sino a poco tempo addietro, votava oltre il 70% degli elettori. Demopolis ha analizzato le ragioni del non voto tra quanti hanno scelto di restare a casa: il 40% appare ormai convinto che la politica in Italia non sia più in grado di incidere sulla vita reale dei cittadini; il 27% sostiene di non sentirsi oggi rappresentato dai partiti votati in passato. Un quarto degli intervistati – conclude Pietro Vento – spiega la propria scelta con la scarsa fiducia riposta nei candidati in lista a livello regionale o locale”. 

mercoledì 3 giugno 2015

Amici 14, serata semifinale: The Kolors, ‘Why don't you love me?’ dall’album Out



Amici 14, serata semifinale: The Kolors, introduzione Thriller e Dirty Diana (Michael Jackson)



Marcello Foa: Ma perché l'America non vuole distruggere l'Isis




Chi osserva con disincanto le vicende in Medio Oriente lo ha capito da tempo: l’America che negli anni Duemila ha lanciato una guerra feroce – e decisamente sproporzionata – ad Al Qaida, ora appare molto svogliata contro una minaccia ben più concreta: quella dell’Isis.

Come ho documentato da tempo, l’Isis un paio di anni fa è stato usato, armato e finanziato da Arabia Saudita, Emirati Arabi e dagli stessi Stati Uniti nel tentativo di abbattere il regime di Assad. Grazie anche a quei finanziamenti l’Isis si è ampliato, si è rafforzato ed è partito alla conquista di larghe parti dell’Iraq e ha infiltrato i suoi jihadisti in altri Paesi, fino alla Libia.

L’Isis, come purtroppo ben sappiamo, sta destabilizzando tutta la regione.

L’America ufficialmente dice di volerlo combattere e gli alleati arabi, ufficialmente, non sostengono più i miliziani del nuovo califfato. Ma qualcosa non torna: sarebbero bastate alcune giornata di bombardamenti intensi sulle milizie Isis – stile quelli condotti sulla Libia – per letteralmente annientare l’Isis. Invece, l’America ha dato sì avvio ai bombardamenti ma con il

Marco Travaglio: Il Partitino della Nazioncina


da: Il Fatto Quotidiano

1) Numeri. Calcolando le regioni vinte e quelle perse, non c’è dubbio che le elezioni le abbia vinte il Pd sul centrodestra 5-2, mentre i 5Stelle continuano a non governarne nessuna. Contando le regioni strappate agli avversari, c’è un perfetto equilibrio rispetto a cinque anni fa: 5 al Pd e 2 al centrodestra (con lo scambio incrociato Liguria-Campania). Quindi nessun effetto-Renzi, anzi: alle regionali del 2010 il Pd di Bersani fece molto meglio di lui, con 1 milione di voti in più (26% contro 25, e allora il centrosinistra non aveva ancora raso al suolo i suoi alleati, dall’Idv alle sinistre radicali). E il paragone con il risultato di un anno fa alle Europee è ancor più impietoso: il Renzi 2015 è la metà del Renzi 2014 quanto a percentuale (25 contro 40,8), e dimagrisce di 2 milioni di voti in un solo anno. Il che non vuol dire ancora né crisi né declino: ma è una bella spuntatina al crine di Sansone e alla fortuna di Gastone, un po’ meno bravo bravissimo e molto meno fortunatissimo in verità. Un bagno forzato di umiltà, un brusco ritorno sulla terraferma.

2) Governo. “Il governo non c’entra”, dicono il premier e i suoi. Sulla carta è vero: non si votava per Renzi (per la verità non si è mai votato per Renzi, salvo alle provinciali e alle comunali di Firenze). Ma nemmeno un anno fa,

venerdì 29 maggio 2015

Morti sul lavoro, sentenza Thyssen: ridotte le pene all’ad Espenhahn e agli altri sei imputati



da: La Stampa – di Paola Italiano e Giuseppe Legato


Dopo 7 anni e mezzo la parola fine non è ancora messa: si dovranno attendere i 60 giorni per le motivazioni e potrebbe esserci un nuovo ricorso in Cassazione

Sono state lievemente ridotte le pene per gli imputati del processo Thyssen. L’ad Harald Espenhahn è stato condannato a 9 anni e 8 mesi, quattro mesi in meno della precedente condanna a 10 anni. Lievi riduzioni anche per gli altri sei imputati.  
Il processo in corte d’appello era stato ordinato dalla Cassazione, nell’aprile 2014, al solo scopo di ricalcolare le condanne inflitte agli imputati per il rogo che nel 2007 uccise sette operai. La riduzione di pena maggiore è stata quella concessa a Daniele Moroni, dirigente a Terni della Thyssen, che ieri in aula aveva reso dichiarazioni spontanee: è stato condannato a 7 anni e mezzo, dai 9 anni della precedente condanna.  

Sei anni e 10 mesi per Marco Pucci e Gerald Priegnitz, membri del board della multinazionale (due mesi in meno rispetto ai 7 anni di condanna precedenti).

Antimafia: 17 "impresentabili", c'è De Luca. E' scontro nel Pd





I vertici del partito contro la Bindi, accusata anche dagli esponenti della Commissione

Partito Democratico e Rosy Bindi nell'occhio del ciclone dopo la decisione della commissione Antimafia di rendere pubblici i nomi dei 17 candidati giudicati "impresentabili" in base al codice di autoregolamentazione varato lo scorso settembre.
Principale motivo del contendere la presenza all'interno della lista del candidato governatore del Pd in Campania, Vincenzo De Luca, che ha scatenato la violenta reazione dei vertici dem nei confronti della Bindi. I toni più accesi li hanno usati infatti i suoi stessi compagni di partito; dal presidente Matteo Orfini al capogruppo al Senato, Luigi Zanda, che parla di "barbarie politica".

Per De Luca il vero obiettivo di questa "campagna di aggressione" è Renzi e alla Bindi replica: "E' lei l'impresentabile", perché "quando ha avuto bisogno di voti si è appoggiata a notabili campani, fra i peggiori impresentabili in regione".

Billie Holiday: The Man I Love