mercoledì 21 maggio 2014

Decreto Casa, ok della Camera: le principali misure




Dl Casa, ok della Camera: è legge. LA SCHEDA
Approvato il testo del decreto: tra le altre cose, si abbassa la cedolare secca per i canoni concordati, nuovi finanziamenti a Expo dai fondi per la stabilizzazione dei precari della Pa, bonus mobili svincolati dalla ristrutturazione. Il provvedimento

La Camera ha approvato, con 277 voti a favore e 92 contrari il decreto legge Casa che ora entra definitivamente in vigore. A favore hanno votato i deputati di maggioranza (Pd, Sc, Pi, Minoranze linguistiche, Cd, Psi), mentre i "no" sono stati espressi da M5s e Sel. Fi che aveva annunciato voto contrario e Fdi, che aveva annunciato l'astensione, non hanno partecipato al voto. Tra le misure previste dal testo un bonus mobili fino a 10mila euro svincolato dalle spese di ristrutturazione, una cedolare secca al 10% per i canoni concordati, oltre a un capitolo sull'Expo, con uno stanziamento di 25 milioni di euro presi dai fondi per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.

Ecco cosa prevede il dl Casa nello specifico:
 
 
Lotta agli abusivi - Chiunque occuperà una casa, anche se vuota, non potrà

martedì 20 maggio 2014

Elezioni, effetto Mediaset sul voto degli italiani?: sì, esiste




L'effetto Mediaset sul voto degli italiani. Sì, esiste
Nei territori dove i canali di Berlusconi sono arrivati prima i voti per Forza Italia sono maggiori
di Riccardo Puglisi

Gli effetti di Mediaset sul voto degli italiani
La prossima volta che Berlusconi decide di fondare un canale televisivo dovrebbe farlo partire in contemporanea in tutte le parti d’Italia (isole comprese), invece di ripetere quel che – suo malgrado - successe nei primi anni ’80. Altrimenti capita che alcuni pericolosi economisti possano verificare empiricamente l’effetto delle televisioni sul voto per Forza Italia.

Andiamo per gradi: in quei formidabili anni Canale 5, al fine di scansare il divieto per un canale televisivo privato di trasmettere a livello nazionale, si basava su un network di reti locali che trasmettevano i suoi programmi. Tuttavia, non tutta l’Italia era coperta da questa rete, per cui in alcune città il segnale di Canale 5 – e successivamente di Rete 4 e Italia 1 - è arrivato ben prima che in altri territori. Il segnale televisivo arriva in una certa città se esiste un trasmettitore abbastanza vicino, e se non ci sono montagne di mezzo.

Paolo Madron: Milano, “Uber deve vincere la guerra coi taxi”



da: Lettera 43

Minacciata nel suo monopolio, la più corporativa delle categorie italiane è scesa sul piede di guerra. Ma il nuovo servizio è il futuro. E costa meno.

Il centro di Milano bloccato dai tassisti in rivolta, la polizia in tenuta anti sommossa che ne contiene la rabbia. Teatro: la centralissima corso Venezia, i giardini di Palestro e un festival di grande richiamo, quello organizzato dalla rivista Wired. Il cui torto, sabato 17 maggio, è stato quello di ospitare un dibattito su mobilità e trasporto urbano invitando la responsabile italiana di Uber, l’applicazione per telefonini che consente a chi ne ha bisogno di rintracciare una macchina con autista e di usufruirne dei servizi a un prezzo generalmente molto inferiore a quello dei taxi.

Apriti cielo. Minacciata nel suo regime di monopolio, la più corporativa delle categorie italiane è scesa sul piede di guerra. Lo ha fatto forte del suo potere condizionante, tale per cui nessuna pubblica amministrazione ha mai osato scalfirne i privilegi, e del ricatto in base al quale, incrociando le braccia, si precipita nel caos la viabilità di una città le cui ambizioni metropolitane sono frustrate dalla sua lacunosa rete di trasporto pubblico . A tal punto che, quando

Fisco, Tasi: in 12 capoluoghi più salata dell’Imu



da: Il Fatto Quotidiano

Caos Tasi, in 12 capoluoghi sarà più alta dell’Imu. Uil: “Bonus 80 euro neutralizzato”
Il 90% dei Comuni non ha ancora deliberato sull'aliquota da applicare per il calcolo della nuova tassa sulle prime case. Il governo pensa a un rinvio del pagamento della prima rata, previsto per il 16 giugno. Intanto il servizio Politiche territoriali della Uil calcola che l'esborso medio sarà di 240 euro a famiglia, a fronte dei 267 euro pagati nel 2012 con l’Imu. E Brunetta attacca: "Patrimoniale da 30 miliardi"

Slitta o non slitta? Ancora non si sa. Sulla Tasi, la nuova “tassa sui servizi indivisibili” che sostituisce l’Imu sulla prima casa e la cui prima rata – a meno, s’intende, che il governo non decida di rimandare il termine a luglio o a settembre – andrebbe pagata entro il 16 giugno, ci sono poche certezze. Nessuna delle quali rassicurante. Dai calcoli di sindacati e associazioni dei consumatori emerge che il conto finale sarà poco più basso di quello della vecchia imposta municipale, che si applica ancora agli immobili diversi dall’abitazione principale (seconde case, immobili di lusso, negozi e capannoni). Secondo il servizio Politiche territoriali della Uil l’esborso medio sarà di 240 euro

Risparmi e rendite: la mappa del caro tasse



da: Il Sole 24 Ore

Risparmi e rendite, la mappa del caro-tasse
Milano al top su conti e depositi - In Piemonte ed Emilia Romagna portafogli maggiormente penalizzati
di Cristiano Dell’Oste e Giovanni Parente

Gli interessi su conti e depositi, però, sono solo una parte delle rendite finanziarie su cui dal 1° luglio scatterà l'aumento del prelievo dal 20 al 26 per cento. La stretta decisa dal Governo Renzi, infatti, colpirà anche le cedole delle obbligazioni, i dividendi delle azioni e i capital gain realizzati sulla vendita dei titoli. Mentre BoT e BTp manterranno l'aliquota al 12,5 per cento.

Piemonte ed Emilia al top
Per capire dove si abbatterà il rincaro, è indispensabile ricostruire la distribuzione del portafoglio dei risparmiatori italiani. Operazione al momento possibile solo a livello regionale. Considerando anche il prelievo sulle obbligazioni, sui pronti contro termine e sugli altri investimenti a reddito fisso, si scopre che i piemontesi sono quelli che pagheranno di più (34,30 euro in media all'anno), seguiti dagli emiliani (33,90 euro) e dai lombardi (33,70). Proprio i

lunedì 19 maggio 2014

Ron: “La canzone che Lucio scrisse per consolarmi”



da: La Stampa

L’artista ha riscritto la musica di “America” composta da Dalla nel 1992
di Piero Negri

 
«Lucio non ne poteva più di me - racconta Ron -. Un giorno, così, è arrivato con il testo di una canzone e mi ha detto: “Tienila, è tua, fanne ciò che vuoi”. Era il 1992, stavo preparando Le foglie e il vento: prima ho letto quel testo - mi ci sono riconosciuto e mi sono pure arrabbiato - poi ho provato a metterlo in musica. Ma non ero soddisfatto. L’ho messo in un cassetto, e lì è rimasto per tutti questi anni».

«Certe volte non lo so, ma si spegne tutto e scende il buio giù nell’anima...», «Cerchi il successo e l’avrai, se non ti fermerai mai, ma che spavento quel vuoto che è dentro di te...»: le parole di Lucio Dalla raccontano il male un po’ oscuro e misterioso di cui soffriva Ron a quel tempo: «Dal punto di vista professionale - racconta - era un momento fortunato: dentro quel disco, per esempio, c’era anche Non abbiamo bisogno di parole, una delle canzoni più

Gustavo Zagrebelsky: “Riforme e pregiudizio”



da: la Repubblica

La discussione sul bicameralismo perfetto o paritario è condizionata da preconcetti che non reggerebbero alla critica: anzitutto, la convinzione che il Governo sia privo di poteri costituzionali efficaci e tempestivi per tradurre in leggi i propri intenti; poi, che la doppia lettura comporti il raddoppio dei tempi della legislazione; infine, che la seconda lettura serva solo a insabbiare o a guastare le buone intenzioni iniziali. Se così fosse, si giustificherebbe l’abolizione o, almeno, il “senato gratis”: slogan che riassume la superficialità con la quale si affrontano argomenti serissimi. Su ciascuno di questi punti, diagnosi e prognosi non di maniera porterebbero a risultati diversi dalle presunte, ovvie verità. Ma, la questione di fondo, riguarda la sostanza politico- costituzionale. In breve: qual è la ragione della seconda Camera?

Volendola mantenere, quale può essere l’utile funzione che le si chiede di svolgere? Guardando alla storia e ai suoi esempi, si vede che i Senati esprimono o ragioni federative, nei confronti dello Stato centrale, o ragioni conservative , di fronte alla Camera elettiva. Da noi, il dibattito sul superamento del bicameralismo perfetto o paritario si è orientato pacificamente nel primo senso: “Senato delle autonomie” (“autonomie”, perché il federalismo

Lo ‘svuotacarceri’ salva i colletti bianchi: niente processo per gli evasori



da: Il Fatto Quotidiano

I clandestini salvano i colletti bianchi.Da oggi niente processo per gli evasori
La ‘svuotacarceri’ che abolisce il reato di clandestinità nasconde regali a chi è accusato di violazioni tributarie e societarie. Come la possibilità di stoppare il giudizio con l’affidamento ai servizi sociali.
di Elena Ciccarello

Entra in vigore la legge che cancella il reato di immigrazione clandestina. Ma nelle pieghe di questa parte dello “svuota carceri” piovono benefici per chi rischia pene fino a tre (e cinque anni), tipiche di reati tributari e societari. L’affidamento ai servizi sociali potrà essere chiesto per sospendere il dibattimento. Mentre infuria la polemica sulla lotta alla corruzione.

Oggi è un bel giorno per i colletti bianchi. A partire da oggi tutti gli imputati per reati che prevedono fino a 4 anni di carcere potranno chiedere la sospensione del processo e “la messa in prova” presso i servizi sociali. E tra questi, potranno farlo anche gli imputati di reati tributari e societari come il falso in bilancio, la corruzione tra privati o la bancarottasemplice. Per loro, anziché il processo e il carcere, si apre una possibilità di recupero destinata fino a ieri solo ai minori.

Federico Varese: "Così nel mondo si combattono le tangenti"



da: La Stampa

Lo scandalo delle mazzette all’Expo di Milano ha riacceso il dibattito sulla lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione.
Come c’era da aspettarsi, le proposte sul tavolo sono caratterizzate dal vizio tutto italiano di credere che basti approvare l’ennesima legge per far scomparire il problema.
Purtroppo la bacchetta magica, saldamente nelle mani della fata dai capelli turchini, esiste solo nell’immaginazione di Carlo Collodi e nelle pagine del suo capolavoro, Pinocchio. Introdurre nuove e complicate fattispecie nel codice penale è la strategia usata dalla classe politica per autoassolversi e non intacca il sistema delle tangenti.
Quali sono dunque le ricette che hanno ridotto, anche se mai eliminato del tutto, la corruzione negli stati che occupano i primi posti della classifica di Transparency International?

Innanzi tutto la corruzione si può combattere partendo dal basso, dando gli strumenti ai cittadini per operare come «vedette civiche» al servizio del bene collettivo.
Gli Stati Uniti hanno una legislazione molto avanzata sul ruolo del whistleblower,

venerdì 16 maggio 2014

The Good Wife, quinta stagione, 22° episodio: promo, ‘A Weird Year’

Alessandro Mannarino: ‘Malamor’

Alessandro Mannarino, nuovo album: ‘Al Monte’



da: Rockol  

Terzo album in studio per Alessandro Mannarino; il cantautore romano, che in passato si è fatto notare attraverso gli album "Bar della rabbia" (2008) e "Supersantos" (2011), torna infatti sulle scene con una nuova fatica discografica intitolata "Al monte". Il disco, che raggiunge il mercato per Leave srl/Universal Music, contiene nove brani inediti ed è stato anticipato in radio dal singolo "Gli animali", presentato da Mannarino con queste parole: "Gli animali ci somigliano? O siamo noi che somigliamo a loro? E in questa corsa a mangiarsi, annusarsi, inseguirsi, sbranarsi, ci sarà un modo per salvare la pelle? Forse si, dice il veridico e in buona salute nonno Mannarino, la vera voce del Patriarca, che spiega al nipote come debban fare i pesci a non farsi prendere all'amo 'bisogna saper distinguere la luce delle stelle da quella delle lampare'. Perché si somigliano, ma sono diversissime. E non solo per i pesci..".
 
TRACKLIST:

The Voice of Italy 2: se il nome del programma non è casuale, che vinca una ‘voice’


Questo programma si chiama ‘The Voice’. Bisognerà pur tenerne conto. Non è X Factor. Va bene che si facciano andare avanti stili e proposte diverse, anche perché, i talent o pseudo tali sono "condizionati" dal mercato discografico. Ma la vittoria dovrebbe essere coerente con il tipo di format.
Va bene il reggae, ma la vittora di Valerio Jovine mi sembrerebbe fuori luogo. Perché questo programma, appunto, è: The Voice.

Se vogliamo trovare un talento che sia anche coerente con questo format, il numero uno è Giacomo Voli.


Per quanto mi riguarda, il vincitore di questo programma è lui. Unico neo: ha ragione Pelù quando gli dice che ha appena iniziato a levare il freno a mano. In effetti, con quel timbro e quella padronanza vocale si può permettere di spingere di più. Purchè per “levare il freno a mano” Pelù non intenda: urlare. Sarebbe idiota. Perché Giacomo Voli non è un urlatore – specie tipica di molti talent e mai assente in The Voice  -, ma uno con le ottave giuste al posto giusto e con bassi altrettanti solidi e ben tenuti. La sua vocalità ha parecchie sfumature. Ecco: levare il freno a mano significa usarle tutte e spingere in alcuni punti senza sbagliare la dose.

Renzi, il governo del fare (annunci): quali promesse sono diventate realtà



da: Il Fatto Quotidiano

Governo Renzi alla prova del fact checking: quali promesse sono diventate realtà
Riforme istituzionali? A febbraio il testo si porta in Parlamento". Riforma del lavoro? "Entro il 15 marzo". Nuova legge elettorale? "A fine maggio". Miliardi per i debiti della P.A? "A metà marzo". Taglio dell'Irap? "Ai primi di maggio". Sicurezza nelle scuole? "15 miliardi a giugno". Garanzie per i giovani? "1,5 miliardi dal primo maggio". La verifica, dati alla mano, di tutti gli annunci del premier
di Marco Quarantelli

E’ il 17 febbraio. Matteo Renzi – appena nominato e non ancora in carica – dice: “Entro il mese di febbraio compiremo un lavoro urgente sulle riforme della legge elettorale e istituzionali, nel mese di marzo la riforma del lavoro, in aprile la pubblica amministrazione e in maggio il fisco” (Ansa). La formula annunciata è questa: portare a compimento una riforma ogni trenta giorni. E’ solo l’inizio, perché il premier sciorina una lunga serie di promesse anche il 24 febbraio mentre è in Senato a chiedere la fiducia e il 12 marzo, giorno della conferenza stampa con le slide in cui annuncia gli obiettivi economici in agenda. L’elenco è

giovedì 15 maggio 2014

Mediaset e la pay tv: Premium continua a perdere, un mese per decidere su Spagna e Serie A



da: la Repubblica

Mediaset e la pay tv: lascia o raddoppia un mese per decidere su Spagna e Serie A
Premium continua a perdere soldi e i soli diritti sulla Champions dal 2015 non possono bastare. E ora la conquista di Digital Plus da parte di Telefonica pone un dilemma al Biscione e ai suoi aspiranti soci, i francesi di Canal Plus e gli arabi di Al Jazeera
di Ettore Livini

Pier Silvio Berlusconi insieme a Fedele Confalonieri L a bufera (forse) è alle spalle. E Mediaset – forte dei timidi cenni di ripresa della pubblicità – inizia a sfogliare la margherita delle alleanze. Una partita decisiva per non perdere il treno del futuro della tv in Europa. Il cantiere è aperto da qualche mese ma nell’ultima settimana ha preso un’improvvisa accelerazione. Telefonica ha rilevato da Prisa il 56% di Digital +, la televisione a pagamento spagnola in cui il Biscione ha una quota del 22%. Obbligando la società di casa Berlusconi a decidere che fare della sua partecipazione. E da venerdì scorso a Cologno è stata aperta la data room per la scelta di un partner con cui condividere lo sviluppo (finora ad ostacoli) delle pay-tv di Arcore.

Mancetta elettorale di Renzi: 80 euro anche a disoccupati e cassaintegrati



da: La Stampa

Decreto Irpef, il bonus degli 80 euro anche a disoccupati e cassaintegrati
La circolare dell’Agenzia delle Entrate. Le somme saranno calcolate in base ai giorni effettivamente lavorati. Per averne diritto resta la soglia dei 26mila euro.

Il bonus Irpef arriverà automatico anche per cassaintegrati e disoccupati. È il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate, che allarga così la platea dei beneficiari anche alle categorie (lavoratori in cig, in mobilità e con sussidio di disoccupazione) sulle quali erano emersi dubbi interpretativi. 

LE PRECISAZIONI  
Il credito Irpef - spiega l’Agenzia nella seconda circolare dedicata al dl all’esame del Senato - scatta anche per i lavoratori che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come la cassa integrazione guadagni, l’indennità di mobilità e di disoccupazione. Il diritto al bonus, infatti, come chiarisce la circolare, è da considerarsi «automatico», perché le somme percepite costituiscono proventi comunque conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, quindi assimilabili alla stessa categoria di quelli sostituiti. 

Lavoro, accordo Electrolux: nessun licenziamento fino al 2017



da: Reuters

Electrolux, firmato accordo che salva siti e lavoro fino al 2017

E' stato raggiunto, dopo circa quattro mesi di complessa trattativa, l'accordo su Electrolux che consente di mantenere in attività i quattro siti italiani senza licenziamenti, almeno fino al 2017, riducendo al contempo il costo del lavoro come chiesto dalla multinazionale svedese degli elettrodomestici.

Lo hanno annunciato le parti al termine della riunione al ministero dello Sviluppo economico tra governo, sindacati, azienda e Regioni interessate.

I punti chiave sono:
- nessuna chiusura dei quattro stabilimenti di Porcia (in Friuli, quello che inizialmente rischiava di essere chiuso per la crisi nel segmento lavatrici), Forlì (Emilia-Romagna), Solaro (Lombardia) e Susegana (Veneto) grazie a un piano industriale complessivo di 150 milioni di euro di investimenti nel periodo 2014-2017;
- nessun licenziamento, grazie al ricorso ai contratti di solidarietà nelle fabbriche, alla cassa integrazione straordinaria in alcune aree impiegatizie ed

mercoledì 14 maggio 2014

Il sistema bancario italiano, Ubi Banca: Bazoli e Pesenti indagati dalla procura di Bergamo, una domanda e…un “sospetto”


A me che sono un’”ingenua” (vabbè…fingete di crederci), questa inchiesta su Ubi Banca mi fa sorgere una domanda e mi suscita un “sospetto” su come andrà a finire…

La domanda, facile facile, è per la Procura di Bergamo.
Queste indagini vanno avanti da tempo, non si producono capi d’imputazione come questi da un giorno all’altro. E, allora, mi chiedo: come mai la perquisizione, da cui la notizia in prima pagina, dopo l’assemblea degli azionisti che si è svolta qualche giorno fa e non prima?
Per evitare “turbative” al titolo in Borsa? Non credo. Queste arrivano comunque allo scoppiare della notizia (vera o falsa che sia).
A che si deve questa “sensibilità” della procura di Bergamo?

Arriviamo al “sospetto”.
Parto dal presupposto che la magistratura non si sia inventata nulla, che non si tratti di persecuzione comunista o di altra specie nei confronti di nessuno. Rilevo che i soggetti più noti al centro dell’inchiesta sono due culi di pietra: Bazoli, dotato di entourage clericale bresciano (non di poco conto, Paolo VI da lì veniva) e oggi in predicato di rottamazione (Diego Della Valle lo vorrebbe fuori dal cda del Corriere), mentre un tempo era considerato colui che riuscì a non

Il sistema bancario italiano, Ubi Banca: inchiesta per ostacolo alla vigilanza, truffa e riciclaggio, perquisizione della Gdf



Ubi Banca – quella degli spot con gli uccellini e ora con i pesciolini - è il quinto gruppo bancario italiano. Ci teneva a entrare nell’”elite” con Intesa, Unicredit, Monte di Paschi, già in prima pagina per indagini della magistratura.
A quanto pare ci sta riuscendo…gli uccellini stanno volando “alto” o…i pesciolini stanno affogando…


da: Il Fatto Quotidiano

Ubi Banca, perquisiti gli uffici dei vertici: ostacolo alla vigilanza e truffa. Indagati Bazoli e Pesenti
Per il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo - consigliere di Ubi fino al 2012 - e i vertici della banca bergamasca si ipotizza l'ostacolo alle funzioni di vigilanza. Il presidente di Italcementi, storico azionista dell'istituto, è coinvolto nel filone di indagine per truffa e riciclaggio che riguarda Ubi Leasing e tre suoi ex dirigenti

Fiamme Gialle nella sede di Ubi Banca, a Bergamo, e negli uffici di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, e del presidente di Italcementi Giampiero Pesenti, nell’ambito di un’inchiesta della

Stefano Feltri: “Berlusconi gode, dagli Usa la teoria del complotto”


da: Il Fatto Quotidiano

Silvio Berlusconi non aspettava altro: nel 2011 il suo governo non è caduto per l’inconcludenza e la paralisi al suo interno, per il Paese sull’orlo della bancarotta. No, è stato un colpo di Stato, anzi uno “schema”. Nel suo libro di memorie Stress Test l’ex segretario al Tesoro americano Timothy Geithner racconta alcuni retroscena dei mesi più difficili della crisi finanziaria globale. Quanto Geithner rievoca il vertice G20 del 3 e 4 novembre 2011 a Cannes, scrive che i partner europei un po’ si lamentavano delle ingerenze dell’Amministrazione Obama nella gestione del caso dell’eurozona, un po’ chiedevano aiuto per “fare pressione su Angela Merkel perché fosse meno tirata o sugli italiani e spagnoli perché fossero più responsabili”. E poi la frase cruciale: “A un certo punto di quell’autunno, alcuni funzionari europei ci avvicinarono con uno schema per far cadere il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, volevano che rifiutassimo di sostenere i prestiti del Fondo monetario all’Italia finché lui non se ne fosse andato”. Geithner ci tiene a sottolineare che non si è prestato: “Per quanto sarebbe stato d’aiuto avere una leadership migliore in Europa, non potevamo farci coinvolgere in uno schema simile”. In sintesi: “Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani”.

“Non mi sorprende che Geithner abbia confermato le manovre nei miei

Jack London: Il richiamo della foresta / 2



Buck non leggeva i giornali, altrimenti avrebbe saputo quali guai si stavano preparando non soltanto per lui, ma per tutti i cani di forte muscolatura e col pelo lungo e soffice da Puget Sound a San Diego. Brancolando tra le tenebre artiche gli uomini avevano trovato un metallo giallo e, poiché le compagnie di navigazione e di trasporto avevano divulgato la notizia, migliaia di persone correvano verso il Nord. Questi uomini avevano bisogno di cani; cani robusti, con una forte muscolatura e pelo folto per difendersi dal gelo.
Buck viveva nell’assolta valle  di Santa Clara, in una grande casa chiamata la residenza del giudice Miller. Lontana dalla strada, seminascosta tra gli alberi dietro i quali si poteva intravedere l’ampia e ombrosa veranda che la circondava, la casa si raggiungeva per viali ghiaiosi, fiancheggiati da alti pioppi che si snodavano tra distese di prati.
Sul retro poi ogni cosa aveva dimensioni ancora più grandiose che nella parte anteriore della residenza. C’erano le grandi scuderie con una dozzina di stallieri e garzoni, le abitazioni della servitù coperte di rampicanti, un’ordinata e interminabile fila di baracche, vigne, verdi pascoli, frutteti e cespugli di bacche a

Bobby McFerrin: video, 'Don't Worry Be Happy'


Media, YouTube: la telenovela del copyright




YouTube, la telenovela del copyright
Sono i detentori dei diritti a dover scandagliare il Tubo e rintracciare le singole violazioni: ogni opera caricata indebitamente dagli utenti può essere rimossa solo dopo la violazione, su segnalazione puntuale. La decisione di un giudice di Torino
di Gaia Bottà

Non basta il sospetto del caricamento illegale di innumerevoli puntate di telenovelas per chiedere a YouTube la rimozione indistinta di tutti gli episodi: i detentori dei diritti non possono esimersi dal sorbirsene la visione, per segnalare puntualmente ogni video caricato illegalmente, completo dell'URL di riferimento. Il Tribunale di Torino si è così espresso respingendo la richiesta con cui il detentore dei diritti per l'Italia di opere quali Topazio, Sortilegio e Un volto due donne intendeva obbligare YouTube a rimuovere i contenuti e impedirne nuovi caricamenti.

Il caso scaturisce dalla denuncia di Delta TV Programs SRL, detentore dei diritti di sfruttamento economico per l'Italia di numerose telenovelas sudamericane, tradotte e doppiate per essere concesse in licenza in Italia alle emittenti televisive o per l'home video. Delta rilevava come numerosi degli episodi fossero presenti su YouTube, preceduti da advertising: basta una ricerca su Google con il titolo della telenovela, spiegava il detentore dei diritti, per individuare rapidamente i link ai video in questione e per fruirne liberamente. Nonostante YouTube non sia in diretta concorrenza con Delta, così si argomentava nella denuncia, la piattaforma arreca notevoli danni al detentore dei diritti: la possibilità di visionare le opere on demand svilisce il valore del materiale che Delta stessa propone in vendita alle emittenti e agli operatori dell'home video.

Il detentore dei diritti chiede danni per 13.097.000 euro, per compensare il decrescere del valore dei diritti sul mercato italiano, che emergerebbe da vendite delle licenze a prezzi minori e da minori introiti derivati dai passaggi in TV, raccolti con l'intermediazione della SIAE. Denari da aggiungere a quello che definisce "mancato compenso per copia privata", ancora da stimarsi, che si sostanzierebbe nelle minori vendite di supporti destinati alla archiviazione delle telenovelas: se l'opera è disponibile online, ragiona Delta, lo spettatore italiano non trova alcuna motivazione nell'acquisto di chiavette USB, di DVD o di videocassette destinati alla copia privata delle opere.
Se questo è il quadro generale del contenzioso, ancora da dirimere, nello specifico, con una ordinanza del 5 maggio, il Tribunale di Torino si è espresso riguardo alla richiesta di Delta di emanare un provvedimento cautelare nei confronti di YouTube: secondo l'azienda il Tribunale avrebbe dovuto ordinare alla piattaforma la cancellazione di tutte le manifestazioni delle telenovelas su cui Delta detiene i diritti, sotto la minaccia di 1000 euro di multa per ogni giorno di inosservanza per ciascuna delle telenovelas, e ordinare a YouTube di prevenire il caricamento delle opere.

YouTube, che in primo luogo ha rilevato un abuso da parte di Delta, che rivendicava i diritti su contenuti di cui non detiene più alcuna licenza, si è prontamente opposta alla richiesta: l'ordine di cancellazione non avrebbe ragione di sussistere in quanto la piattaforma avrebbe già rimosso il removibile. YouTube, solo con i documenti del ricorso, ha finalmente ottenuto l'elenco degli URL su cui intervenire: nelle precendenti diffide informali, infatti, la richiesta di rimozione di Delta era vaga e non circostanziata. Riguardo invece alla richiesta di prevenire i caricamenti illeciti, YouTube spiega di non avere obblighi: sorvegliare i propri utenti non sarebbe di competenza di un servizio di video sharing.

Il Tribunale di Torino ha soppesato le istanze delle parti e, in attesa di decidere riguardo al merito delle violazioni del diritto d'autore, ha respinto il ricorso con cui Delta richiedeva l'ordine di rimozione e di vigilanza: YouTube ha agito prontamente nel momento in cui è stata informata delle singole violazioni e non le si può imporre un obbligo di vigilanza sui caricamenti degli utenti.
Il giudice Guglielmo Rende ha infatti ricordato che, sulla base dell'articolo 16 del decreto legislativo 70/2003, che traspone in Italia la Direttiva Europea sul commercio elettronico, il prestatore di un servizio di hosting come YouTube non detiene alcuna responsabilità sui contenuti caricati da terzi fino a quando non venga a conoscenza di eventuali violazioni. Una conoscenza che non può essere generica, basata su una diffida come quelle precedentemente emesse in via stragiudiziale da Delta che, contenevano "i soli titoli commerciali dei prodotti audiovisivi", ma che deve essere specifica, "contenente cioè gli indirizzi specifici compendiati in singoli URL". Si tratta di un orientamento che, sebbene sia consolidato nelle giurisprudenza italiana, è stato adottato solo di recente nel dibattimento dell'annoso scontro legale intrattenuto fra Mediaset e YouTube, nel quale RTI ha sempre preteso che fosse YouTube a rintracciare e ad estirpare dalla piattaforma gli spezzoni del Grande Fratello caricati dagli utenti senza autorizzazione.

Riguardo alla prevenzione delle violazioni, invece, il giudice cita l'
articolo 17 del succitato decreto legislativo 70/2003: il testo è chiaro nello stabilire che sui prestatori di servizi come YouTube non penda l'obbligo di vigilare sull'operato degli utenti per prevenire le violazioni, come altresì conferma la giurisprudenza comunitaria, ad esempio nel citatissimo contenzioso tra SABAM e Scarlet. "Ove infatti si volesse imporre un sistema di controllo e di filtraggio preventivo nei servizi di hosting provider - spiega il giudice - ne verrebbe pregiudicata la diffusività e la capillarità della relativa comunicazione la quale si basa sull'adozione di sistema automatici di caricamento, i quali, evidentemente, non potrebbero operare nelle modalità attuali nel caso in cui si dovesse dare attuazione a un sistema preventivo di controllo".
La soluzione, invero, ricorda il giudice, esiste già: il sistema Content ID, che agisce a posteriori confrontando i caricamenti degli utenti con il materale segnalato all'origine dal detentore dei diritti, rappresenterebbe un "ragionevole punto di equilibrio", di cui però Delta non ha mostrato di voler approfittare.

Per quanto attiene il risarcimento, il giudice si riserverà di decidere quando si entrerà nel merito della causa: solo in quel momento si potrà stabilire se le rivendicazioni economiche di Delta debbano essere rivolte sui cittadini della Rete che hanno operato il caricamento dei singoli file e che hanno tratto profitto dall'advertising o se anche YouTube sia da coinvolgere sulla base di una compartecipazione consapevole nella violazione e nello sfruttamento economico delle opere messe a disposizione in violazione del diritto d'autore.

Papa Francesco e lo Ior: operazione trasparenza, non sarà più la banca centrale



da: la Repubblica

Ior, operazione trasparenza non sarà più banca centrale la rivoluzione di Francesco
Dopo 70 anni di potere l’istituto “degradato” al solo ruolo di fornitore di servizi finanziari ai cattolici mentre viene ripristinata, con le nuove regole dettate dal Papa, la funzione originaria dell’Apsa prevista dal Concordato
di Orazio La Rocca

Riformare le istituzioni finanziarie pontificie, a partire dallo Ior (Istituto per le opere di religione), la banca vaticana, ritornando allo spirito originario del Concordato del 1929. Sembra un paradosso, ma è così. Il primo importante obiettivo centrato dalla rivoluzione finanziaria di papa Francesco durante il suo primo anno di pontificato è stata la riconsegna dell'Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), attualmente presieduta dal cardinale Domenico Calcagno, all'originario ruolo di Banca Centrale della Santa Sede,

Siria: nuovi attacchi chimici




Nuovi attacchi chimici in Siria

Un rapporto di Human rights watch (Hrw), pubblicato il 13 maggio, denuncia l’uso di armi chimiche da parte del governo siriano negli attacchi contro tre città nel nord della Siria a metà aprile. Il rapporto pubblicato dall’organizzaziozione fa crescere i timori che Bashar al Assad continui a usare le armi chimiche contro i ribelli, malgrado l’accordo stipulato con le Nazioni Unite che prevedeva lo smantellamento del suo arsenale chimico.
Secondo il rapporto, alcuni elicotteri militari avrebbero sganciato bombe al cloro, un prodotto usato anche nell’industria civile. Secondo Hrw, gli elicotteri usati per il bombardamento sarebbero in dotazione solo dell’esercito regolare di Assad, quindi gli attacchi non possono essere attribuiti ai ribelli.

Il giornalista italiano Daniele Ranieri ha fotografato i fusti che contenevano le armi al cloro a Kfar Zeita. Le sue foto sono state pubblicate dal Daily Telegraph e sono state prese in considerazione come prove anche dagli osservatori incaricati di sorvegliare lo smaltimento dell’arsenale chimico siriano.
Il 29 aprile Ahmet Üzümcü, il direttore generale dell’Organizzazione per la