da: la Repubblica
Un
gigante portato al collasso da vizi di capitalismo tricolore
di Alessandro
Penati
Per capire
che cosa significhino espressioni come
"l'Italia è un Paese in declino", "vige un capitalismo asfittico e di relazioni", basta ripercorrere le vicende di Telecom Italia.
Oggi si guarda alla prossima scadenza del patto tra gli azionisti di Telco, la
holding che controlla Telecom, e al consiglio di amministrazione del 3 ottobre,
come all'inizio di una nuova era. Eppure, quindici anni di lenta agonia
suggeriscono scetticismo e, forse, rassegnazione.
La madre di tutte le privatizzazioni
Telecom Italia nasce con la privatizzazione
del 1997 voluta dal governo Prodi. E parte con un difetto d'origine: uno Stato
dirigista o, ancor peggio, che vorrebbe esserlo, ma non ne è capace. A
prescindere dal colore dei governi. Così le privatizzazioni si fanno solo per
far cassa e perché lo impone l'ingresso nell'euro. Pertanto Telecom viene
collocata come un monopolio integrato, perdendo l'occasione per creare
concorrenza in un settore agli albori della liberalizzazione e nella sua fase
di massima crescita. Ma il Tesoro riesce ad