domenica 7 luglio 2013

Marco Travaglio: “Il vizio della memoria”


Complimenti al Fatto. Ottima iniziativa. In culo ai giornalisti servi..


da: Il Fatto Quotidiano

Dalla settimana prossima il Fatto pubblicherà ogni giovedì alcune fra le migliori interviste televisive di Enzo Biagi. La cosa non è affatto piaciuta a Pigi Battista e al Giornale di Sallusti, affetti da sindrome di Salieri.
Il primo ha scaricato la sua bile contro il curatore dell’iniziativa, Loris Mazzetti, che ha collaborato per anni come regista e capostruttura ai programmi di Biagi Il Fatto (Rai1) e Rt (Rai3) e ha firmato con lui i suoi ultimi libri. “Ma perché – twitta Battista – le figlie di Biagi consentono a uno sfaccendato come Loris Mazzetti di sfruttare così il lavoro di loro (sic, ndr) padre?”.
Il Giornale dedica un’intera pagina al “vizio di fare il portavoce dei morti sicuri di non essere smentiti: da Travaglio a Mazzetti, da Ingroia alla Bindi, ecco chi fa carriera grazie ai defunti eccellenti”. Scrive Maurizio Caverzan: “i portavoce dei morti non abbisognano di nomine e documentazione. Basta un pizzico

Stefano Feltri: “La Fiat regna ma non governa”

da: Il Fatto Quotidiano

Neppure conquistare il Corriere può aiutare Marchionne, bocciato dalla Consulta e snobbato dalla Boldrini.
Certi silenzi spiegano più di mille dichiarazioni il momento della Fiat e la scoperta di un’improvvisa debolezza o almeno di una certa solitudine.
Due giorni fa il presidente della Camera Laura Boldrini rifiuta l’invito di Sergio Marchionne a partecipare a una cerimonia nello stabilimento Sevel in Val di Sangro, colpa di imprecisati “impegni istituzionali”, ma anche di scarsa simpatia per chi compete nella “gara al ribasso sui diritti e sul costo del lavoro”. Sono passati appena sette mesi da quando Mario Monti, allora premier, si prestò a fare da testimonial per il rilancio dello stabilimento di Melfi (pochi giorni dopo Marchionne mise tutti in cassa integrazione). Polemiche sul caso Boldrini: pochissime, giusto un mugugno di Fabrizio Cicchitto (Pdl). Secondo silenzio eloquente: nella battaglia per il Corriere della Sera l’imprenditore della Tod’s Diego Della Valle – per ora il grande sconfitto – accusa il presidente Fiat John Elkann e il capo dello Stato Giorgio Napolitano di aver interpretato una “sceneggiata da Istituto Luce”: invece che rispondere alla chiamata con cui Elkann annunciava al Quirinale che aveva raddoppiato il peso nell’azionariato Rcs, da circa il 10 a oltre il 20, Napolitano avrebbe fatto meglio a “chiamare gli operai di Pomigliano”. Polemiche su questo attacco: zero.

venerdì 5 luglio 2013

Regime del Kazakistan: Italia, l’estradizione “frettolosa” della moglie di Ablyazov

da: Il Fatto Quotidiano

“Espulsione ingiusta, fretta eccessiva”. Il caso del dissidente kazako diventa politico


Ora una sentenza del tribunale di Roma lo dice chiaramente: non c’era nessuna irregolarità nel passaporto della moglie di Mukhtar Ablyazov, principale oppositore del regime dittatoriale di Nursultan Nazarbayev in Kazakistan, paese ricco di materie prime e strategico per gli interessi dell’Eni. Eppure la donna, come raccontato il 5 giugno scorso da ilfattoquotidiano.it, è stata estradata dall’Italia. In tutta fretta, senza attendere verifiche sul documento. Tanto da far gridare gli avvocati difensori “alla extraordinary rendition, ossia cattura illegale”. Le ultime novità sulla vicenda dell’estradizione di una donna e di una bambina di sei anni, prelevate contro la loro volontà nella loro residenza di Casal Palocco (Roma) e rispedite in tutta fretta il 31 maggio in quel Kazakistan dove Ablyazov è il principale oppositore del regime, aprono risvolti politici che toccano direttamente il governo. Anche perché nella sentenza i giudici scrivono che la “velocità con cui si è provveduto al rimpatrio”, in una situazione così delicata, “lascia perplessi”. Tra i vari documenti visionati da

Viaggi, Lisbona: da Pessoa a Saramago, i luoghi da non perdere

da: La Stampa

A Lisbona come in un romanzo
Visitare la suggestiva capitale portoghese grazie alle ispirazioni degli scrittori che l'hanno celebrata: da Pessoa a Saramago ecco i luoghi da non perdere

Flaminia Giurato (Nexta)


Lisbona è da vari anni una delle destinazioni top sia per gli short break che per un soggiorno più approfondito durante le vacanze estive. Affascina non solo gli italiani, ma turisti provenienti da tutta Europa e da tutto il mondo, incantati dalla sua splendida posizione sull’oceano, l’atmosfera vivace e frizzante, la storia e la cultura. 


Dai quartieri più caratteristici come l’Alfama al Castello di San Jorge, dalla monumentale zona di Belem dove si ammirano i simboli cittadini tra cui

Carlo Verdone: ‘Vicini per caso’, inizio ciak da settembre

da: La Stampa

Verdone: con “Vicini per caso” torno a parlare di padri e figli
Il regista: “Fotografo quello che è sotto gli occhi di tutti, le famiglie sfasciate. Ma lo faccio con i miei toni agrodolci. Il punto di svolta è un sano schiaffo”
di Fulvia Caprara



Il punto di svolta sarà uno schiaffo, mollato al momento giusto, un po’ in ritardo sui tempi della vita, ma ancora utile a ristabilire un rapporto sano tra un padre che è stato troppo assente e un figlio «che sta esagerando». A fine settembre Carlo Verdone torna dietro la macchina da presa per dirigere il suo nuovo film, titolo provvisorio Vicini per caso, commedia corale sul «rapporto tra generazioni, un tema che in Italia, negli ultimi anni, ha acquistato particolare importanza». Scritto insieme a Pasquale Plastino, Gabriele Pignotta e Maruska Albertazzi («il lavoro di sceneggiatura è stato particolarmente lungo e laborioso»), il film arriverà nelle sale il 14 febbraio con la Filmauro di De Laurentiis: «È un racconto di impianto teatrale - spiega a Cinè, Giornate Estive di cinema - con il sapore agrodolce che caratterizza da sempre i miei lavori». 

Alberghi a ore (no, non è come pensate): dalle 10 alle 18 sconto del 70%

da: Il Salvagente

Alberghi ''a ore'': dalle 10 alle 18 si paga il 70% in meno
In un portale l'offerta di alberghi di lusso a prezzi scontati. Per andarci dalle 10 alle 18.



Dici albergo "a ore", e pensi alle coppie clandestine. Ma non è così, almeno non lo è sempre. A molti capita di soggiornare in una città, per lavoro e per piacere, solo per alcune ore, e di non sapere dove andare a riposarsi e rilassarsi. E' per loro che è nato DayBreakHotels, il portale dedicato alla prenotazione di servizi alberghieri nelle principali città italiane per uso diurno. 

40 euro per una doppia in un quattro stelle
Stanze, spa, servizi, sale meeting, possono essere prenotate per una fascia oraria che va dalle 10 alle 18, filtrando la ricerca secondo criteri preferiti tra cui

Mediaset: pubblicità in ripresa

da: Il Sole 24 Ore

Mediaset, torna a crescere la pubblicità
Dopo ventidue mesi di cali consecutivi a luglio gli «spot» salgono di 3 punti percentuali
PAY-TV. Hanno ripreso a circolare le voci di una vendita, anche parziale, di Premium.  Il vicepresidente: «Ci hanno cercato 2-3 gruppi stranieri».
di Simone Filippetti

Si vede una luce in fondo al tunnel. Dopo ventidue mesi di cali consecutivi, Mediaset saluta il ritorno della pubblicità: +3% a luglio. E di pubblicità vive tutta l'industria dei media, oggi affossata dalla più grave crisi nella storia di giornali e tv.
Una traversata nel deserto. Ma è la fine della crisi o solo un'oasi di refrigerio in pieno Sahara? Troppo presto per dare una risposta, anche perché i primi sei mesi sono ancora sotto del 19%. Ma intanto Pier Silvio Berlusconi e il top management della più grande tv commerciale italiana tirano un respiro di sollievo. Ce ne vogliono di rialzi, anche solo per recuperare il tonfo degli ultimi due anni: all'inizio della crisi il mercato pubblicitario era una torta da 9,5 miliardi di euro. Oggi siamo a 7 miliardi. Per strada si sono persi oltre due miliardi.

Edoardo Narduzzi: “L’Italia politica immobile in un mondo che tira dritto”

da: Italia Oggi

Al Cairo, nella piazza che decretò la caduta di Mubarak dalla sedia del potere, la folla è tornata a protestare contro il nuovo presidente, Morsi. In un'altra piazza a Istanbul, piazza Taksim, per molti giorni il governo di Erdogan ha dovuto fronteggiare una protesta tanto rapida nel formarsi, quanto dinamica nell'agitarsi. In Brasile le partite della Confederation Cup di calcio sono state accompagnate da scontri e confronti tra le forze di polizia, quasi sempre in assetto antisommossa, e capannelli numerosi di cittadini non più disposti a strarsene in silenzio in attesa del prossimo voto.
La piazza dei paesi dove la globalizzazione ha, pur con modalità e sfumature molto diverse, prodotto nuova ricchezza, un primo blocco consistente di ceto in grado di consumare e una gioventù istruita, pretende che il tempo delle riforme politiche viaggi al ritmo dei cambiamenti imposti dalle nuove tecnologie agli equilibri sociali. La digitalizzazione della società ha dischiuso le porte a forme di comunicazione e di aggregazione che vanno ben oltre la forma partito o la struttura sindacale conosciuta per decenni.

Lavoro: i 900 mila posti che nessuno occuperà

da: La Stampa

Informatici, analisti e sviluppatori
I 900 mila posti che nessuno occuperà
L’analisi del think tank Glocus: “Italia troppo debole nell’economia 2.0”
di Flavia Amabile

Sono lontani i tempi in cui gli idraulici andavano forte. Ora chi si intende di tubi e rubinetti non se la passa più tanto bene, ad avere un futuro garantito sono i carpentieri digitali, gli operai 2.0 che sanno tutto di nuove tecnologie invece che di viti, bulloni e sifoni.  

È quello che emerge dal rapporto «Professioni e Lavoro nel 21° secolo» curato dal think tank Glocus che sarà presentato stamattina a Roma.  
Entro il 2015 si prevede che in Europa ci saranno circa 900 mila posti di lavoro che si creeranno e che nessuno sarà in grado di occupare a causa della scarsità di figure professionali dell’information and communication technology.  

giovedì 4 luglio 2013

Usa, Datagate: tutte le compagnie di cui non ci possiamo fidare

Paolo Madron: “Grillo, perché l'assegno è meglio del Vaffa Day”

da: Lettera 43

Il Movimento 5 stelle ha restituito 1,56 milioni allo Stato. Un gesto concreto, che forse segnala un cambiamento più profondo.

I grillini, con giusta e ostentata fierezza, hanno restituito allo Stato 1,56 milioni di euro del finanziamento ai partiti. Che i soldi prendano la via di ritorno rispetto a quella per cui sono stati erogati risulta di per sé eclatante, in questo Paese nel quale, in fatto di pubblico denaro, la politica è onnivora.

IL RISCATTO DEL M5S. Il gesto, non foss'altro che per la sua eccezionalità, riscatta almeno in parte errori e  ambiguità che hanno caratterizzato il Movimento 5 stelle in questi mesi di noviziato parlamentare. Ed è soprattutto un atto concreto, che esce dalla congerie di intenzioni e buoni propositi di cui a parole da troppo tempo tutti fanno sfoggio.
Sul fatto che la partitocrazia debba dimagrire sono tutti d'accordo, ma solo fino al momento in cui bisogna iniziare la dieta.  Allora spuntano come d'incanto impedimenti e cavilli (esemplare quello con cui ancora una volta la Consulta ha cassato l'abolizione delle Province) che, nella migliore delle ipotesi, portano al rinvio. Nella peggiore, al nulla di fatto.

Serie tv: Borgen, su La Effe


Una serie da vedere. Nulla da invidiare alle più famose e apprezzate serie americane. 
La preferisco a Scandal, incentrata sugli intrighi e le relazioni di potere che mettono al centro il presidente degli Stati Uniti. Maschio, ovviamente. Mentre Borgen ruota intorno alla vita politica e personale di un primo ministro donna.
Non manca nulla a questa serie. Laeffe ha fatto un’ottima scelta inserendola nel suo palinsesto.
Ogni venerdì alle 21,35 e in replica in altri giorni e orari su La Effe, canale 50 del digitale terrestre.
La Effe è il primo canale tv di Feltrinelli in società con La7.



Borgen, il primo ministro donna che fa sognare la Danimarca



La Danimarca sta diventando un’autentica esportatrice di serie televisive. Dopo il successo riscontrato da "The Killing", da cui fu tratta una versione americana, è il momento di "Borgen", uno scorcio sulla politica nazionale, che si è guadagnata gli elogi della critica europea.

Precedenti
Prodotta da DR/Danish Broadcasting Corporation, i danesi la videro per la

Marco Politi: “Ci vorrebbe un Francesco”

da: Il Fatto Quotidiano

Quando il 19 luglio 1943 Pio XII si recò tra la gente del quartiere San Lorenzo sconvolto dai bombardamenti, fu palpabile lo svuotamento del regime mussoliniano. Il papa era lì dove nessuna figura istituzionale si faceva vedere. Il leader religioso si ergeva dove lo Stato onnipotente aveva fallito e abdicato.

In questo luglio, settant’anni dopo, l’Italia non soffre di dittatura, eppure vive la differenza stridente tra il soffocante regime del non fare proprio della politica nazionale e il decisionismo lucido del papa argentino, che decapita la dirigenza compromessa dello Ior, è pronto a riformare la Curia, firma un’enciclica a quattro mani con il predecessore, preannuncia l’associazione dei vescovi al governo della Chiesa e – senza cerimonie – visiterà il luogo dove approdano e muoiono i nuovi dannati della terra. 

Su una sponda del Tevere l’energia focalizzata di un settantaseienne, sotto il cui governo la Chiesa non teme di pubblicare (negli Usa) documenti che testimoniano l’ansia del futuro cardinale Dolan di salvare milioni di dollari dai risarcimenti delle vittime di pedofilia, e sull’altra sponda il vaniloquio di un regime del non fare, del dichiarare, del non decidere. Di qua il disegno di un nuovo leader scelto con lungimiranza da un consesso di cardinali vecchi, ma con il “senso dello Stato”, di là il ballo delle larve. Il vecchio giovane Letta che non affronta corruzione ed evasione, muto davanti alle criminali leggi berlusconiane sulla prescrizione, inerte di fronte al dramma del precariato giovanile, connivente con il ridicolo balletto sull’Imu imposto dalla demagogia pdl. La Santanchè, che negli altri Parlamenti europei non si occuperebbe neanche delle tende. I proclami vuoti di Renzi, il ragazzino che non fugge con il pallone perché buca quello degli altri. I soliloqui di Grillo. I dispettucci di Monti. La cacciata di Josefa Idem da Palazzo Chigi per irregolarità sull’Imu in contemporanea alla surreale accoglienza in Quirinale del bicondannato Berlusconi per evasione milionaria, concussione e prostituzione minorile.

Il popolo, che non è bue, se ne accorge. Si rifugia nell’astensionismo, nella protesta, nella disperazione, nell’esilio. Ma coglie al volo l’odore dell’uomo-parroco, che si mette dalla parte di chi è sfruttato, e il profumo cheap di quanti vivono nel limbo dei telegiornali e non sanno nemmeno che faccia hanno i poveri cristi.

Barbara Spinelli: “Salvate i soldati della libertà”

da: la Repubblica

Alcuni li chiamano talpe, o peggio spie. Altri evocano le gole profonde che negli anni ’70 permisero ai giornali di scoperchiare il Watergate. Sono i tecnici dei servizi segreti o i soldati o gli impiegati che rivelano, sui giornali, le illegalità commesse dalle proprie strutture di comando, dunque dallo Stato.


Oggi tutti questi appellativi sono inappropriati. Non servono a indovinare uomini come Edward Snowden o Bradley Manning: le loro scelte di vita estreme, inaudite. Non spiegano la crepa che per loro tramite si sta aprendo in un rapporto euroamericano fondato sin qui su silenzi, sudditanze, smorte lealtà.
Continuare a chiamarli così significa non capire la rivoluzione che il datagate suscita ovunque nelle democrazie, non solo in America; e il colpo inferto a una superpotenza che si ritrova muta, rimpicciolita, davanti alla cyberguerra cinese.


Già nel 2010 fu un terremoto: i tumulti arabi furono accelerati dai segreti che Manning e altri informatori rivelarono a Wikileaks sui corrotti regimi locali, oltre che sui crimini di guerra Usa. Ora è il nostro turno: senza Snowden, l’Europa

Salute, farmaci anti cancro: a caro prezzo

da: L’Espresso

Cancro, chi è povero muore
Per la prima volta in Italia due farmaci oncologici sono stati messi in vendita solo a pagamento: chi vuole curarsi deve pagare più di mille euro a settimana. E' una violazione della Costituzione, ma il governo fa finta di niente
di Daniela Minerva

Non se ne è accorto nessuno. Ma presto se ne accorgeranno i malati di cancro. Perché, in barba alla Costituzione, per la prima volta nel nostro Paese, le autorità sanitarie hanno deciso che ci sono malati di tumore ricchi che avranno accesso a due farmaci oncologici, e quelli poveri che dovranno fare senza.

E' accaduto infatti che il pertuzumab (Roche) e l'afibercept (Sanofi-Aventis) siano stati autorizzati dall'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) il 27 maggio scorso e quindi ammessi in farmacia, ma a totale carico del malato. 
Che, se vuole curarsi, dovrà quindi pagare per il farmaco Roche 6.000 euro per le prime due somministrazioni e poi tremila euro ogni 21 giorni; e per quello Sanofi Aventis 4.000 euro ogni tre settimane. 

F35, Consiglio Supremo di Difesa: il Parlamento non ha diritto di veto

da: la Repubblica

F35, monito dal Consiglio Supremo di Difesa. "Parlamento non ha diritto di veto"
L'organismo contesta l'ultima parola delle Camere sull'acquisto dei caccia americani. Ammodernamento delle Forze armate "prerogativa dell'esecutivo". M5S: "Napolitano avvalla schiaffo al Parlamento". Grassi (Pd): "Non veto ma libera scelta". Civati: "Grave, Napolitano e Boldrini riaffermino sovranità del Parlamento"


Il Parlamento non può porre veti al governo sull'adozione di provvedimenti riguardanti l'ammodernamento delle forze armate. Questa, in sintesi, la sostanza di un comunicato diffuso al termine della riunione del Consiglio Supremo di Difesa, tenutasi oggi al Quirinale e presieduta dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. 

Apparentemente generica e un po' sibillina, la nota scaturisce in realtà da una specifica vicenda e da un passaggio parlamentare altrettanto preciso: gli F35 e la mozione di maggioranza, approvata lo scorso 26 giugno, che impegna il governo a non procedere a "nuove acquisizioni" nell'ambito del programma di acquisto dei caccia americani senza che il Parlamento si sia espresso dopo un'indagine conoscitiva di sei mesi.

Taglio delle Province: illegittimo per la Corte Costituzionale

da: Il Fatto Quotidiano

Consulta boccia taglio Province: “Così è costituzionalmente illegittimo”
Secondo i giudici costituzionali la riforma degli enti prevista dal Salva Italia "non è materia che si può disciplinare con un decreto legge". Pieroni (Upi Toscana): "Ora ci diano risorse economiche"

La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia e il loro riordino, che ne prevede la riduzione in base ai criteri di estensione e popolazione. Non è materia da disciplinare con decreto legge, hanno stabilito i giudici costituzionali.
Secondo la Consulta, ”il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio”. Per questo motivo, si legge in una nota, la Corte costituzionale nella camera di consiglio di oggi “ha dichiarato l’illegittimità costituzionale: dell’articolo 23, commi 4, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21 bis del decreto-legge del 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214; degli artt. 17 e 18 del decreto-legge 6 luglio 2012 n. 95, convertito con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135 per violazione dell’art. 77 Costituzione, in relazione agli artt. 117, 2 comma lett. p) e 133, 1 comma Costituzione”.

mercoledì 3 luglio 2013

Marco Travaglio: “Caimano sì, pitonessa no”

da: Il Fatto Quotidiano

Quello che pensiamo di Daniela Garnero in Santanchè i lettori possono facilmente immaginarlo. Al netto degli scandali Bpm e Bisignani, appena cinque anni fa la signora, candidata con La Destra di Storace, fece impallidire i più accaniti antiberlusconiani descrivendo Berlusconi come uno che “le donne le vede solo in orizzontale”, ragion per cui “non gliela darò mai”.
Poi rientrò prontamente all’ovile, diventando uno dei suoi più efficaci scudi umani, dunque sottosegretario. Ma in privato, non mancandole la materia cerebrale, continuò a dire la verità. Come quando, nell’aprile 2011, fu intercettata al telefono con l’amico e socio Flavio Briatore indagato per evasione fiscale, che la informava sul seguito del bungabunga: “Lele Mora mi ha detto: ‘Tutto continua come se nulla fosse’”. Santanchè: “Roba da pazzi!”. B: “Non più lì (ad Arcore, ndr), ma nell’altra villa.Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori, stesso film, proiettato in un cinema diverso. Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale, il nocciolo duro, Centovetrine…”. S: “Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?”. B: “Siamo nelle mani di Dio qui, eh? Perché l’altra sera ho saputo che c’era stata un’altra grande festa lì, eh?”. S: “Ma tu pensa! E che cazzo dobbiamo fare?”. B: “Questo qui è malato! Ha ragione Veronica, uno normale non fa ‘ste robe qui!”. S: “Sicuro che ha ripreso?”.

Quelli che…gongolano (troppo presto) in twitter: Letta e la flessibilità condizionata dell’U.E per l’Italia


stamane.....


stasera....


da: l’Huffington Post

Golden Rule: dall'apertura Ue pochi fondi. Bruxelles e FMI chiedono di aumentare l'Iva

Il più entusiasta di tutti è stato Enrico Letta. Il premier italiano ha celebrato l'ammorbidimento dei vincoli europei come una vittoria del governo di Roma. Ma non è ancora il tempo di stappare i tappi di champagne. Ad una lettura più attenta l'apertura di Bruxelles rischia di essere una strada ad ostacoli in grado di liberare poche risorse, meno dei 10 miliardi di euro delle primissime stime.

Egitto: golpe in atto



Egitto, per consigliere Morsi in atto "golpe", vede violenze

In Egitto è in atto un colpo di Stato militare e ci si aspetta che la polizia faccia sgopmbrare con la violenza i dimostranti pro Morsi. Lo ha detto oggi un consigliere del presidente per la sicurezza nazionale.
Essam el-Haddad, consigliere del presidente egiziano Mohamed Morsi ha detto che "in questo giorno e in questa epoca nessun colpo di Stato militare può avere successo di fronte alla grande forza popolare senza un considerevole spargimento di sangue".

Serge Latouche: Limite /8



Gli esperti di economia ci hanno dimostrato che lo sviluppo ha permesso di nutrire milioni di uomini, ma si sono ben guardati dal mostrare che questa macchina infernale nella sua corsa produceva un sovrasviluppo, o in altri termini uno sviluppo parassitario. Si può addirittura parlare di una vera e propria ex-crescita, nel senso di una escrescenza paragonabile alle metastasi di un cancro. L’ex-crescita è la crescita che supera l’impronta ecologica sostenibile e che, per l’Europa, corrisponde sostanzialmente al sovraconsumo, ovverosia a un livello di produzione che, globalmente, supera il livello capace di soddisfare i bisogno «ragiovevoli» di tutti.
La nostra sovracrescita economica si scontra con i limiti della finitezza della biosfera. Già supera ampiamente la capacità di carico della Terra. Se si prende come indice del «peso» ambientale del nostro modo di vita l’«impronta» ecologica in termini di superficie terrestre, o spazio bioproduttivo necessario, si ottengono risultati insostenibili sia dal punto di vista dell’equità dei diritti di estrazione dalla natura sia dal punto di vista della capacità di rigenerazione della biosfera. Lo spazio disponibile sul pianeta Terra è limitato. E lo spazio bioproduttivo, cioè utile per la nostra riproduzione, è solo una frazione del totale, 12 miliardi di ettari su 51.

Tempo d’estate, solari per bambini: se la protezione è un bluff

da: Il Salvagente

Solari per bambini, se la protezione è un bluff
Test su 10 prodotti analizzati dall'Istituto francese del consumo. Non mancano i problemi: nel mirino anche marchi noti.
di Giorgia Nardelli

Ce lo hanno ripetuto fino alla nausea: nelle ore più calde nessuna crema solare può proteggerci dai danni provocati dal sole. Ma se il livello dichiarato in etichetta non corrisponde a quello reale, il problema si fa ancora più serio.
Il dubbio è stato instillato la scorsa estate da una docente di farmacia dell’Università di Nantes, Laurence Coiffard, che ha pubblicato su una autorevole rivista scientifica, “Plos One”, i risultati di un test su 200 prodotti solari in commercio. Secondo i risultati dello studio, tra il 25 ed il 30% dei prodotti in vendita presenta in realtà un indice di protezione inferiore a quello indicato. E dunque non mantiene le promesse.

Web, legge bavaglio: di governo in governo…

da: L’Espresso

Bavaglio al Web: ci riprovano
Ogni nuovo governo, puntuale, tenta di mettere le mani su Internet. Adesso è il turno del potente viceministro Catricalà, secondo il quale la Rete dev'essere 'regolamentata'. E l'Agcom è pronta a prendere provvedimenti
di Alessandro Longo

Sarà stato forse per ignoranza di come funziona internet. Oppure per aprire la porta a norme che la appiattiscano su una dimensione "televisiva", cara a lobby industriali e a potenti di ogni colore politico. Così alcuni osservatori interpretano le recenti dichiarazioni del neo viceministro allo Sviluppo economico Antonio Catricalà: "La tv italiana deve rispettare una serie cospicua di regole. Ci sono quote da rispettare, obblighi da contratto di servizio, norme sui minori. Su Internet, invece, si può fare quel che si vuole. Questo non è corretto". E "tutti devono rispettare le stesse regole", ha detto. 

Parole che fanno discutere perché vengono da una delle principali personalità chiamate a decidere di questi temi: è lui, infatti, ad avere la delega alle Comunicazioni nel governo Letta. Eppure sono parole che non sorprendono. Catricalà, ora 61enne, nel 2010 quando era ancora a capo dell'Antitrust aveva già manifestato insofferenza per la libertà non strutturata tipica di internet,

Sistema bancario italiano, Intesa San Paolo: credito difficile, carta di credito inclusa

da: Il Fatto Quotidiano

Prestiti, Cucchiani difende Intesa. Ma la sua banca lesina perfino le carte di credito
La lista dei documenti che il primo istituto italiano richiede ai suoi correntisti cui è scaduta una semplice Mastercard assomiglia alle garanzie da presentare per ottenere un contratto d'affitto. E include le ultime buste paga e il Cud. Immaginabile la trafila per ottenere un prestito
di Giovanna Trinchella

Da parte di Intesa SanPaolo “non c’è nessun credit crunch“, nessuna stretta del credito. L’amministratore delegato della banca, Enrico Cucchiani, lo sta ripetendo come un mantra nelle ultime settimane. Lo fa puntualmente ogni volta che i numeri sul credito bancario a imprese e famiglie risvegliano le proteste dei consumatori e i rimbrotti di Bankitalia e Confindustria. Ma non deve averlo detto altrettanto chiaramente agli addetti allo sportello delle filiali di Intesa SanPaolo, dove è difficile persino rinnovare la carta di credito, figurarsi ottenere un prestito o un mutuo.

La lista dei documenti che la prima banca italiana richiede ai suoi clienti cui è

Spesa pubblica, F35: Parlamento ipocrita

da: Famiglia Cristiana

F-35, Parlamento ipocrita
Il voto della Camera non risolve il problema di fondo. Lo rimanda soltanto a dopo l’estate. In realtà l’acquisto dei cacciabombardieri va bocciato. Per motivi economici. E per motivi etici. La mobilitazione continua.

Per Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera dei deputati, «il programma F-35 va avanti» come previsto, semmai, «impegna il Governo a un passaggio parlamentare quando verranno fatti ulteriori investimenti». Per alcuni esponenti del Pd più sensibili alle posizioni del mondo pacifista , invece, «ci si ferma ai tre cacciabombardieri già acquistati». Il ministro della Difesa Mario Mauro, dal canto suo, benedice a nome del Governo l’accordo raggiunto dalla maggioranza, promette di tirare dritto avvertendo che: quegli aerei sono utili e il loro acquisto, necessario per sostituire i velivoli italiani che verranno mano a mano dismessi «non risponde all'ottica di una esibizione muscolare», ma a un'esigenza concreta. «Per amare la pace - puntualizza il ministro dopo la votazione - bisogna armare la pace: F-35 risponde a questa esigenza».