martedì 18 dicembre 2012

Mario Monti (bis?): il premier rimanda la Tares, la nuova stangata sulla casa



La Tares, l'altra Imu, si pagherà ad aprile dopo le elezioni. Mario Monti rimanda la nuova stangata sulla casa

Un tempo le chiamavano manovre elettorali. Il governo arrivato all'ultima finanziaria della legislatura, distribuiva un po' di mance al suo elettorato. Insomma, l'ultima diligenza era pure quella più assaltata di tutte. Risorse distribuite per aumentare il consenso in vista delle elezioni. Ma al governo c'erano i politici. E ora che ci sono i tecnici? La manovra non sarà proprio di quelle elettorali, ma certo a vedere quello che sta succedendo in queste caotiche ultime ore della finanziaria in Commissione bilancio al Senato, l'idea è che nemmeno si voglia dare un dispiacere agli elettori proprio alla vigilia delle urne.
Cosa è successo? Solo un paio di giorni fa (L'Huffingtonpost ne ha dato per primo conto), il governo ha presentato un emendamento per rendere operativa la Tares, la nuova tassa su rifiuti e altri servizi comunali (illuminazione pubblica, vigili, giardinaggio, ecc.). Un balzello che assomiglia, nel calcolo, molto all'Imu. Si paga in base ai metri quadri e con una maggiorazione tra i 30 e i 40 centesimi (sempre per metro) proprio per coprire i maggiori costi di questi servizi. Secondo la relazione tecnica del Salva-Italia dell'anno scorso che ha introdotto il tributo, i contribuenti pagheranno complessivamente almeno un miliardo di euro in più di quanto hanno pagato fino ad oggi. La Confcommercio ha lanciato un allarme, dicendo che le imprese pagheranno mediamente il 290 per cento in più.
Il governo, nel suo emendamento, aveva stabilito che per il 2013 la tassa fosse pagata in quattro rate, la prima a gennaio. Praticamente nel pieno della campagna elettorale.

lunedì 17 dicembre 2012

Rai1, Roberto Benigni: stasera con “La più bella del mondo”



da: La Stampa

«La più bella del mondo»: la Costituzione secondo Benigni
Il nuovo spettacolo, in onda lunedì 17 dicembre, è dedicato alla Carta
di Fulvia Caprara

Secondo Roberto Benigni è «La più bella del mondo», proprio come recita il titolo del suo nuovo spettacolo in onda lunedì sera, in diretta dal Teatro 5 di Cinecittà, dedicato alla Costituzione italiana: «L’ho riletta - ha spiegato l’artista - ed è straordinaria...Mi sono occupato di Dante e della sua opera che illustra il cielo di Dio, con la Costituzione torniamo nel cielo degli uomini. In questo particolare momento storico ci stiamo tutti un po’ perdendo, bisogna riscoprire chi ci ha indicato e illuminato la strada con delle regole semplici».  

Lo spettacolo, con la regia in Full HD firmata da Stefano Vicario e la scenografia di Gaetano e Chiara Castelli, si aprirà con una scorribanda del toscanaccio attraverso gli argomenti di più stretta attualità e già un lungo brivido corre lungo la schiena dei vertici Rai, memori delle pirotecniche intemperanze televisive dell’autore. Nella seconda parte Benigni parlerà della grandezza del Paese, analizzando le varie fasi che hanno segnato la nascita del nostro ordinamento, l’opera più ispirata, nata dalle menti dei padri fondatori della Patria: «La Costituzione - osserva Benigni - ancora respira, è come la cupola del Brunelleschi: sono così belle e tuttora vivono». Davanti allo show-man, nello studio rivestito con circa 100 metri cubi di legno, siederà un pubblico formato in prevalenza da ragazzi: «Se penso - confessa Benigni - a quanti Stati hanno fatto propri questi stessi principi, ho già il batticuore». 

Il regalo di capodanno del leader “moderato” Mario Monti: Tares (nuova tassa comunale)



da: Il Fatto Quotidiano

Imu, arriva la mazzata di Capodanno: ecco Tares, la nuova tassa comunale
Dopo l'Imposta immobiliare propria, a gennaio si pagherà ancora per l'abitazione. Un altro balzello, la "tariffa comunale sui rifiuti e i servizi", sarà calcolata in base alla grandezza dell'immobile. Sostituisce Tarsu e Tia. E sarà molto salata
di Marco Palombi

Avete appena pagato il saldo Imu o state per farlo? Nonostante l’incasso dovrebbe ammontare a quasi tre miliardi più del previsto, non vi potete rilassare: dal 1 gennaio e per tutto il mese dovete pagare “la piccola Imu”, una nuova imposta comunale che debutta nel 2013, detta Tares, calcolata in base alla grandezza della casa (è solo la prima rata, le altre ad aprile, luglio e ottobre).
E’ la classica bomba ad orologeria: il governo Monti l’ha istituita con la manovra del dicembre 2011, ma entra in vigore con l’anno prossimo. Non c’è speranza di rinvii: alcune norme necessarie per la sua applicazione sono state inserite nella legge di stabilità. Si può già dare per certo che sarà l’ennesimo aumento di tasse, ma la faccenda va spiegata. La Tares (tariffa comunale sui rifiuti e i servizi) è una creatura bifida: da un lato sostituisce Tarsu e Tia, vale a dire le imposte sui rifiuti, dall’altro introduce un ulteriore balzello per pagare i “servizi indivisibili comunali” (illuminazione, anagrafe, verde pubblico, etc).
Partiamo dall’immondizia: per quei comuni che hanno istituito la Tia (la tariffa ambientale) gli aumenti dovrebbero essere pesanti, ma non enormi. Peccato che siano solo il 17% del totale: il resto (6.700 su circa 9.000) ha la vecchia Tarsu e per i cittadini saranno mazzate. E’ previsto, infatti, che la nuova Tares debba coprire l’intero costo del servizio. Facciamo un esempio. A Milano raccolta e smaltimento costano 271,5 milioni l’anno: nel 2011 il comune ha raccolto con la Tarsu 209 milioni, saliti a 257 con gli aumenti di quest’anno. Risultato: nel 2013 Pisapia dovrà alzare l’imposta per trovare altri 14 milioni. Nota bene: il resto dei comuni con la Tarsu sono messi mediamente assai peggio di Milano.
Finita? Macchè. Resta la parte sui servizi. Per quella si pagherà di sicuro 30 centesimi per ogni metro quadro calpestabile sull’80% di case, negozi e capannoni, ma potranno essere 40 se il comune riterrà che gli servono altri soldi. Sconti non ce ne saranno: quei soldi – un miliardo di euro il gettito previsto – il governo li ha già messi a bilancio e verranno automaticamente decurtati dai trasferimenti ai comuni per il 2013. In sostanza i sindaci stanno facendo da gabelliere per conto dello Stato. Nelle città, quasi tutte nel centronord, che hanno già fatto i conti, dicono che l’aumento medio per i comuni con la Tia sarà del 20% circa (a Firenze si parla di oltre 30 euro in più ad utente), per gli altri parecchio di più. Confcommercio ha calcolato che l’aggravio medio per gli esercizi commerciali sarà invece pari al 293%. Nei comuni, peraltro, ora è caos organizzativo: tra Imu, tagli e Tares, troppe sono le novità e le variabili per chiudere i bilanci di previsione entro fine mese e così – grazie ad un altro emendamento arrivato ieri – ai sindaci è stata concessa una proroga fino a giugno. Una buona notizia? Per ora le rate saranno parametrate sulla vecchia tassa, la mazzata arriverà tra luglio e ottobre.

Regione Lombardia: indagati 40 consiglieri Pdl e Lega per peculato



da: Il Fatto Quotidiano

Regione Lombardia, indagati 40 consiglieri Pdl e Lega per peculato
Cene di lusso, munizioni e pure 'Mignottocrazia',comprato da Nicole Minetti coi soldi pubblici. Oltre a lei, convocata dai pm il prossimo 19 dicembre, e decine di colleghi, finiscono sotto inchiesta anche i capigruppo Pdl e Lega. Tra i rimborsi anche 15mila euro di brioche e caffè e 27mila di noleggio auto e taxi. La Finanza acquisisce anche i documenti di Pd, Idv e Sel

La realtà supera la fantasia. 40 consiglieri al Pirellone nel mirino della Procura con l’accusa di peculato per avere pagato dalle munizioni alle cene di lusso coi soldi pubblici, tutti giustificati come “impegno istituzionale”. Importo stimato: 2 milioni di euro dal 2008 al 2012. Non solo. Oltre ai capigruppo Paolo Valentini del Pdl (“Spese nel pieno rispetto delle normative e dei budget regionali”) e Stefano Galli della Lega Nord, spunta tra gli indagati anche Nicole Minetti, già imputata nel processo sul caso Ruby con scontrini ‘sospetti’ per 27mila euro. Fra le altre cose, l’ex igienista dentale chiede (e ottiene) il rimborso di  ’Mignottocrazia‘, il libro del collega di partito Paolo Guzzanti che include un capitolo dedicato a lei. Ma c’è dell’altro. Nella lista compare anche un iPad. Forse lo usava in Consiglio regionale? Niente affatto, perché il Pirellone aveva già regalato a ciascun consigliere il tablet da centinaia di euro. Poi ci sono ristoranti alla moda, 400 euro per una cena al ristorante da Giannino e consumazioni per 832 euro al Principe di Savoia, di cui la Minetti dovrà rispondere davanti ai pm il 19 dicembre. E tra gli indagati finisce anche Renzo Bossi, il figlio del Senatur che avrebbe comprato videogiochi, sigarette e Red Bull. Secondo il legale del Trota Alessandro Diddi: ” Tutte le spese di Renzo Bossi sono documentalmente riferibili all’attivitàpolitica e non ve ne è alcuna che possa essere ricondotta ad esigenze personali”.

Elezioni regione Lombardia, primarie Pd: vince Ambrosoli


da: la Repubblica

Ambrosoli: "Via tutti dal carro del vincitore.
Voglio mani libere su liste e assessori"
Parla il vincitore delle primarie del centrosinistra: due liste civiche da affiancare ai partiti. Non capisco perché non dovrei riuscire a resistere alle richieste che potrebbero arrivarmi da qui in avantidi
di Oriana Liso



"Siamo liberi e senza paura". Dopo una notte fatta di troppe poche ore di sonno, dopo aver riguardato quella tabella di risultati che racconta con chiarezza la sua vittoria netta, con quasi il 58 per cento dei consensi, come candidato presidente della Lombardia, Umberto Ambrosoli sintetizza così, sul suo sito, il discorso fatto sabato sera al Pirellone, a fianco degli altri due candidati, Alessandra Kustermann e Andrea Di Stefano. Una libertà a cui l'avvocato tiene molto, che evoca come condizione essenziale per la grande sfida che lo aspetta e che aspetta tutto il centrosinistra lombardo, da qui a febbraio. Non si scompone, e ha il tono pacato che è un tratto distintivo del suo carattere, neanche davanti all'immagine dell'assalto alla diligenza. Spiega: "Ho avuto la fortuna di poter decidere in grandissima autonomia sulla nascita del progetto del Patto civico come superamento della formula delle primarie di partito. Non vedo perché non dovrei riuscire a resistere alle richieste che potrebbero arrivarmi, da qui in avanti".

Potrebbero? Avvocato Ambrosoli, dovrebbe già dare per scontato che dai partiti alla società civile chiederanno tutti uno spazio nelle liste, nella giunta, nella sua squadra.
"Le cose si possono cambiare: non è solo uno slogan. Sono convinto che anche la

venerdì 14 dicembre 2012

Omicidio Anna Politkovskaya: condannato un complice ma sui mandanti è ancora mistero


da: Il Corriere della Sera

Omicidio Politkovskaya, condannato un complice ma sui mandanti è ancora mistero
di Riccardo Noury


Questa mattina un tribunale di Mosca ha condannato l’ex poliziotto Dmitry Pavlyuchenkov  a 11 anni (da cui occorrerà sottrarre i 15 mesi già trascorsi in carcere) per complicità nell’assassinio di Anna Politkovskaya, uccisa nella capitale russa la sera del 7 ottobre 2006
Dopo sei anni e un processo annullato, c’è dunque un verdetto in primo grado che individua un colpevole: non chi ha ordinato l’omicidio della scomoda giornalista della Novaya Gazeta, non chi le ha sparato, bensì chi ha passato l’arma del delitto al killer.
Ammesso che la sentenza contro Dmitry Pavlyuchenkov venga confermata in appello, restano dunque molte domande aperte sui moventi dell’omicidio.
Un processo a parte dovrà giudicare il ruolo di cinque altre persone gravitanti intorno agli ambienti ceceni, quegli ambienti che Anna Politkovskaya conosceva bene e su cui aveva indagato con passione e ostinazione, denunciando le violazioni dei diritti umani ai danni dei civili.
Lom-Ali Gaitukayev è accusato di aver organizzato l’omicidio e di aver ingaggiato per eseguirlo tre suoi familiari: i fratelli Rustam, Ibragim e Dzabrail Makhmudov e un altro ex poliziotto, Sergei Khadzhikurbanov. Uno dei Makhmudov, Rustam, è sospettato di essere stato l’esecutore materiale.
Si tratta del secondo procedimento nei confronti di questi sospetti. Il 19 febbraio 2009, i tre fratelli Makhmudov  erano stati assolti ma a seguito dei ricorsi della famiglia di Anna Politkovskaya e dalla stessa pubblica accusa, il verdetto era stato annullato.
Resta ancora in attesa la risposta alla domanda più importante: chi ha voluto la morte di Anna Politkovskaya?

Mick Hucknall: I only have eyes for you

Festival di Sanremo 2013: ufficializzati i 14 big in gara




Sanremo 2013, ecco i 14 big in gara
Fabio Fazio ha ufficializzato l'elenco dei partecipanti alla 63esima edizione della kermesse canora. Tra i cantanti in gara all'Ariston, Marco Mengoni, Modà, Elio e le Storie Tese e la neo vincitrice di X Factor Chiara
di Raffaella Serini

In attesa di sapere se davvero slitterà a marzo causa elezioni, il conduttore Fabio Fazio ha annunciato la formazione «big» della 63esima edizione del Festival di Sanremo.
Ecco gli artisti che sono stati selezionati per partecipare alla gara della prossima kermesse canora: Marta sui Tubi, Raphael Gualazzi (già vincitore di Sanremo Giovani nel 2011), Daniele Silvestri, Max Gazzè, Marco Mengoni, Simone Cristicchi, l'ex concorrente di Amici Annalisa Scarone, la cantante neomelodica Maria Nazionale, Almamegretta, Simona Molinari (in coppia con Peter Cincotti), Malika Ayane, Elio e Le Storie Tese, Modà e la neo-vincitrice di X Factor Chiara Galiazzo.

All'appello manca a sorpresa Gino Paoli, che Fazio aveva dato praticamente per certo alla vigilia; mentre in tanti si aspettavano anche la presenza di Fiorella Mannoia e Irene Grandi, pure loro invece alla fine non pervenute.

Alcuni dei nomi erano già stati «rivelati per sbaglio» da una immagine postata su Twitter dal regista Duccio Forzano: nella foto - che ritravea Fazio seduto a una scrivania con un cd di Maria Nazionale - si intravedeva anche una lista con i nomi di alcuni cantanti presumibilmente «papabili», fra cui quello di Mengoni, Almamgretta e Max Gazzè, che oggi sono stati confermati.

Morte di Stefano Cucchi, perizia della Corte d’Assise: medici responsabili



da: La Stampa

“Cucchi morì per malnutrizione”
“I medici ne hanno causato il decesso”
La perizia della Corte d’assise: «ucciso da una sindrome sostenuta dalla mancanza (o grande carenza)
di alimenti e liquidi».

Stefano Cucchi morì per grave carenza di cibo e liquidi. Questa la conclusione dei periti incaricati dalla III Corte d’assise di Roma di accertare le cause della morte del geometra, morto una settimana dopo il suo arresto nel reparto detenuti dell’ospedale Pertini. Secondo i periti, «I medici del reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso».  

La perizia redatta dal gruppo di lavoro dell’Istituto Labanof di Milano è stata depositata oggi, una settimana prima della prossima udienza del processo che vede imputati sei medici, tre infermieri e tre agenti della polizia penitenziaria. «In definitiva -si legge nella perizia- la causa della morte, per univoco convergere e dei dati anamnestico-clinici e delle risultanze anatomopatologiche, va identificata in una sindrome da inanizione». «Con il termine di morte per inanizione - scrivono i periti - si indica una sindrome sostenuta da mancanza (o grande carenza) di alimenti e liquidi».  

I periti nelle conclusioni dei loro accertamenti sulla causa della morte di Stefano Cucchi spiegano che «il quadro traumatico osservato si accorda sia con un’aggressione, sia con una caduta accidentale, né vi sono elementi che facciano propendere per l’una piuttosto che per l’altra dinamica lesiva».