martedì 29 maggio 2012

Terremoto Emilia, comunicazione: come togliere la password al wi-fi di casa per comunicare


Per consentire a tutti coloro che non riescono a comunicare via cellulare di collegarsi ad internet, molti comuni invitano i cittadini dei paesi colpiti dal terremoto di oggi ad aprire la propria rete wi-fi domestica.

Ecco come fare: per eliminare la password del proprio router si accede digitando un indirizzo internet che di solito è http://192.168.0.1 oppure http://192.168.1.1 (se non funziona, l'indirizzo specifico può essere letto nel manuale delle istruzioni del router).

A quel punto bisognerà inserire username e password - la maggior parte dei router come utente ha "admin", mentre la password è variabile, e spesso è scritta da qualche parte sul dispositivo -, loggarsi, entrare nel router, andare nel menu "opzioni", e rimuovere le protezioni impostando la rete su "libera/non protetta".

Più semplice per chi possiede dei router Apple Airport express. Si deve lanciare il programma Airport Utility, che si trova nella cartella Utility del disco fisso. Si seleziona l'icona dell'Airport, si sceglie la scheda Wireless e alla voce "sicurezza wireless" si seleziona "nessuna".

In tutti e due i casi ci verrà chiesto di riavviare il router e nel giro di qualche minuto avrà di nuovo la connessione, stavolta da condividere senza barriera alcuna. Nel momento in cui sarà passata l'emergenza, si spera presto, la password si può ripristinare entrando come sopra nelle pagine di configurazione e riavviando il router.

fonte la Repubblica

Terremoto al Nord, Emilia: si è aperta una nuova faglia


Come volevasi dimostrate. Come per il caldo e il freddo, si tratta del solito evento eccezionale: “Emilia, mai così da cinque secoli”….


da: la Repubblica

Emilia, forse aperta una nuova faglia
Napolitano: "Verificare misure preventive"

Un nuovo sciame era ipotizzabile, secondo i tecnici. Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: la nuova potente scossa era una "temuta" eventualità. Il Cnr: "Emilia, mai così da cinque secoli". E il capo dello Stato chiede chiarezza sulle attività di prevenzione

Si dovrebbe all'apertura di una nuova faglia la serie di nuove scosse - la più potente di magnitudo 5,8 Richter, questa mattina - che ha fatto tremare ancora il modenese ed è stata avvertita in gran parte del Nord Italia. Su questo concordano Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi (Cng), e Alessandro Amato, sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Amato, però, rivela che per gli esperti il nuovo evento sismico non era una lontana eventualità ma un fenomeno temuto: "Con una struttura così complessa, poteva esserci spazio per altri terremoti di grande entità". E' l'interrogativo del giorno, se cioè si sia fatto tutto il possibile in fase di prevenzione, lo ha esplicitato il capo dello Stato Giorgio Napolitano: "Il Presidente del Consiglio e il presidente della Regione hanno fatto una dichiarazione che credo sia significativa dell'impegno di verificare come sono andate cose, se ci siano misure che potevano essere prese in senso preventivo". Secondo il Cnr, il sisma in quell'area non si era verificato "mai così da cinque secoli". Il professor Enzo Boschi, ordinario di Sismologia all'università di Bologna: "Il fenomeno può continuare senz'altro. Le scosse possono diventare piccolissime, ma l'attività sismica rimane".

Graziano: "Continuamente impreparati". Il presidente del Cng parla a Sky Tg24. "Capire lo sciame sismico è molto difficile. Bisogna leggere le carte. La probabilità che accadesse in quell'area un sisma del genere era piuttosto bassa, visti i precedenti 400 anni di tranquillità. La magnitudo del sisma di oggi - prosegue il presidente di Gng - che ha avuto un valore di 6, è un dato congruente con le scosse precedenti. Tuttavia ci troviamo continuamente impreparati. Mai dimenticare l'esperienza di un terremoto. Quando le acque si calmano, nei momenti di pace, bisogna ragionare sul problema".

Amato: "Si temeva nuovo forte sisma". "Si temeva che, con una struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande entità". Così il sismologo Alessandro Amato. Il meccanismo di questo nuovo terremoto sarà chiarito nelle prossime ore, sulla base dei dati rilevati dai sismografi. Intanto, Amato offre una prima analisi. "La struttura responsabile del terremoto di oggi nel modenese - afferma il sismologo dell'Ingv - è la struttura complessa del tratto settentrionale dell'Appennino, nel quale la catena montuosa prosegue sotto la Pianura Padana. La struttura è la stessa legata al sisma del 20 maggio, ma probabilmente avvenuta su una faglia adiacente. Non si tratta quindi una replica in senso stretto".

Il terremoto di questa mattina è avvenuto sul margine occidentale dell'arco di circa 40 chilometri attivato nel sisma del 20 maggio scorso, prosegue Amato. Allora le scosse più forti erano avvenute nella zona orientale. Dopo il terremoto del 20 maggio scorso, le repliche più forti (ossia di magnitudo superiore a 5) erano concentrate nella zona di Ferrara. Il terremoto di questa mattina, aggiunge Amato, "indica che molto probabilmente sono attive più faglie". Situazioni come queste possono verificarsi quando vengono attivate strutture molto complesse. Per esempio, in passato è avvenuto con il terremoto di Colfiorito del 1997, quando alla prima scossa sono seguite a distanza di giorni nuove scosse importanti.

Cnr: "Emilia, mai così da cinque secoli". Il Cnr conferma le parole di Graziano sui "400 anni di tranquillità" dell'Emilia. Erano almeno cinque secoli che nella regione, tradizionalmente non sismica, non si registravano scosse così forti come quelle di questi giorni. "La penisola italiana si sta riorganizzando dal punto di vista geologico, succede con tempi secolari - spiega Giovanni Gregori, geofisico del Cnr, intervistato da SkyTg24 -. In quella zona, terremoti di tale intensità si sono registrati mezzo millennio fa. L'Italia è come una sbarra rettangolare compressa dall'Africa, nel giro di qualche decina di milioni di anni verrà schiacciata alla penisola balcanica. Ha dei punti di attrito che periodicamente si rilasciano. Le zone con maggiore sismicità sono quattro: Irpinia, l'Aquilano, l'Umbria e il Friuli. C'è da augurarsi ci siano tante scosse - conclude l'esperto - più è il numero, meno l'intensità e la quantità che si accumula".

Boschi: "Problema è anche gestione urbanistica". Per il professor Enzo Boschi, ordinario di Sismologia all'università di Bologna, è prevedibile che la terra in Emilia tremi ancora. "Il fenomeno può continuare senz'altro, perché l'attività di una zona sismica non si arresta mai. Le scosse possono diventare piccolissime, ma l'attività sismica rimane". Per Boschi, il problema non è legato solo alla natura geologica del Paese, ma anche alla gestione urbanistica: "L'Italia è una zona sismica, e in più c'è una gestione del territorio non adeguata. Non c'è prevenzione e manutenzione, gli edifici spesso non sono a norma. Specialmente nel dopoguerra si sono costruite numerose abitazioni senza che ci fosse una normativa antisismica specifica. Le prime norme risalgono agli anni '70 e una versione definitiva si e' avuta nel 2009". Il problema peggiore, secondo Boschi, è che "non c'è una vera cultura per affrontare questi problemi, né una politica per ridurre i rischi legati all'attività sismica attraverso la sostituzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici. Sono cose che abbiamo detto tante volte, ormai acquisite. Ma in ogni caso, dobbiamo aspettarci che le scosse continueranno anche i prossimi giorni".
 

Terremoto nel Nord, Milano: evacuato anche Formigoni?

Fatemi capire…tra i palazzi evacuati a Milano c’è anche il delirio di onnipotenza di Formigoni, quell’insieme di grattacieli altissimi con tanto di pista per decollo e atterraggio elicotteri. Sì…l’imitazione di quell’orrore che è la Defense di Parigi…


Sarebbe il caso di cogliere l’occasione per “evacuare” Formigoni.
A proposito…sulle barche, il terremoto si sente? E, se sì, in che modo?

Numero della Protezione civile di Modena


Il numero della Protezione civile di Modena è 059200200

Terremoto al nord: a Milano gente in strada, chiamate al 118


Personalmente, che non fosse una gran giornata lo avevo capito dalle 7…ma, come si suol dire…il peggio può sempre arrivare.
Quindi…mi permetto di augurare una serena giornata a tutti..soprattutto perché c’è chi sta peggio di noi in questo momento e ahimè nei prossimi mesi…


da: Corriere della Sera

Forte scossa al nord , epicentro nel modenese
A Milano gente in strada, chiamate al 118
Dal Veneto alla Lombardia fino in Liguria: magnitudo 5,8 Richter

MILANO - Una forte scossa di terremoto con epicentro tra Carpi, Medolla e Mirandola nel modenese alle 9.0o. Ma il sisma è stato avvertito con nettezza in tutto il nord Italia. Per la paura sono stati evacuati decine di negozi a Bologna. Anche a Milano e nell'hinterland evacuati decine di uffici, con molte chiamate al 118. La scossa è stata percepita con nitidezza anche in Versilia e a Venezia. La magnitudo sarebbe del 5,8 scala Richter secondo l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La profondità sarebbe a 10 chilometri secondo i dati preliminari e l'epicentro sarebbe nella stessa zona del modenese colpita dal primo violento terremoto del 20 maggio.

Nuovi crolli - Nuovi crolli si sono registrati a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, paesi già colpiti dalla scossa del 20 maggio. Sono in corso le verifiche dei vigili del fuoco e della Protezione Civile. Alle primissime informazioni date dai vigili del fuoco, non sembra risultino danni a Milano. Le linee telefoniche di pompieri e polizia urbana sono per ora intasate dalle telefonate dei cittadini. In alcuni casi le persone sono uscite dalle abitazioni e dagli uffici per motivi di sicurezza. Rilevati anche problemi sulla rete telefonica cellulare. 

Terremoto nel Nord: epicentro Mirandola (Mo)


Si mettessero almeno d’accordo sull’epicentro….



Forte sisma nel Nord. Assessore Modena: epicentro a Mirandola
Frose crolli. Magnitudo 5,9. La scossa è stata avvertita distintamente a Milano e Bologna

Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Milano e a Bologna alle 9 di questa mattina. L'evento sismico è stato chiaramente percepito anche in Emilia, luogo del terremoto di due settimane fa. Secondo l'istituto nazionale di Geofisica la scossa ha avuto magnitudo 5,9.


A Bologna la gente, negli uffici e nei negozi del centro, si è precipitata per strada. Al momento sono fuori uso i telefoni mobili.



L'epicentro sarebbe a Mirandola: lo ha detto alla trasmissione Rai Agorà l'assessore alla Protezione civile della provincia di Modena, Stefano Vaccari. Secondo Vaccari potrebbero esserci nuovi crolli nel modenese.

Terremoto nel Nord Italia: magnitudo 5.7 epicentro Poggio Rusco


La scossa mi sembrava di magnitudo più forte; se però la magnitudo è quella indicata, l’intensità maggiore rispetto alla volta precedente si spiega, forse, con la maggiore vicinanza rispetto a Milano.

da: Il Fatto Quotidiano

Terremoto in Emilia: violenta scossa avvertita da Milano a Ravenna
A Bologna la gente è fuggita in strada. Sono stati evacuati anche diversi negozi. Secondo i sismologi il movimento è stato ondulatorio e sussultorio e la magnitudo di 5.7

Una scossa di terremoto molto violenta è stata registrata alle 9.00, di magnitudo 5.7. L’epicentro è stato localizzato a Porggio Rusco, al confine tra le province di Mantova e Modena. Il sisma è stato avvertito in tutto il nord Italia, da Milano (dove alcuni stabili, soprattutto quelli più vecchi sono stati evacuati) a Ravenna. La gente è fuggita in strada anche a Bologna. Si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal sisma. Da una prima ricognizione è crollato un altro parte della Rocca Estense di San Felice.
La terra ha tremato per diversi secondi in maniera prolungata, sussultoria e ondulatoria. Tanti i bolognesi scesi in strada: il movimento tellurico, per forza e intensità, ha ricordato quello del 20 maggio scorso. Alcuni negozi sono stati evacuati.
Il terremoto è stato avvertito in tutto il Nordest, a Verona, Vicenza, Venezia, Bolzano, Padova e Trieste. La terra ha tremato per diversi secondi in maniera prolungata, sussultoria e ondulatoria. 
E’ stata avvertita forte anche a Firenze. In molte scuole fiorentine è scoppiato il panico, sono state interrotte le lezioni e sono stati predisposti i piani di evacuazione, del tutto precauzionale.

Milano: scossa di terremoto


Ho appena sentito una scossa di terremoto….che dev’essere di una certa intensità…
se a piano terra senti vibrare una finestra e vedi muoversi dei lampadari significa che la scossa è intensa...sto guardando sui siti ma c'è solo un flash sul terremoto....Twitter e Facebook arriveranno prima di altri a darci notizie? 


Chi era in metropolitana non ha sentito la scossa…ci credo…la metropolitana è una scossa continua….

i giornali sono come sempre tardivi…troppo presi a riempire pagine di gossip…

Esodati: L'Inps chiede una soluzione in tempi rapidi


Elsa Fornero farebbe meglio a stare zitta e affidare due righe rassicurative di circostanza a un buon spin doctor.
Ogni volta che apre bocca produce lo stesso effetto di un terremoto: crea voragini.

da: Lettera 43

L'Inps attacca sugli esodati

Esodati: cercasi una soluzione in tempi rapidi. La richiesta è di Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps. 
Gli esodati, ha affermato martedì 29 maggio, «deve trovare una soluzione che valga per tutti, non solo per il contingente» di 65 mila lavoratori salvaguardati, «individuati dal decreto che dovrebbe essere emanato a giorni dal ministro del Lavoro e da quello dell'Economia».
IL NODO PENSIONI. Mastrapasqua intervenendo alla presentazione del rapporto annuale dell'Inps alla Camera ha definito la riforma delle pensioni varata a fine 2011 «dura, severa, equa e coraggiosa» (il 52% degli italiani percepisce meno di 1.000 euro al mese). Un intervento «capace di assicurare la necessaria stabilità finanziaria al sistema previdenziale italiano in questa complessa transizione».
Ma proprio nei processi di transizione «chi è colto a metà del suo passaggio personale non può e non deve essere dimenticato o trascurato. Deve essere assistito e garantito nei suoi diritti soggettivi. Deve essere assicurato il dovuto sostegno: è un atto di giustizia, di legalità e di democrazia».

Fornero: «Prima facciamo il decreto, poi pensiamo agli altri esodati»
Immediata la risposta del ministro del Lavoro, Elsa Fornero: «Il governo non è né sordo né cieco ai problemi del Paese. Risolveremo il problema». Il decreto sui 65 mila è pronto e il governo - ha promesso - «si metterà con le parti sociali a cercare una soluzione per gli altri esodati che sono fuori da questo intervento».
Resta il fatto che «il problema esodati è un costo della riforma. Le riforme non sono a costo zero. Questa dà importanti risparmi negli anni a venire. Ma c'è anche un costo per coloro che sono fuoriusciti dal mercato del lavoro e che hanno difficoltà a ricollocarsi». 
Secondo Fornero «non si può pensare che tutto si riapra. Il decreto è pronto, alla firma del ministero dell'Economia, ma sappiamo che è una parziale soluzione al problema».
Il governo, ha ammesso il ministro, «ritiene che dare certezze a coloro che avevano incertezze in tempi brevi sia meglio che cercare subito una soluzione anche per coloro che non si trovano ancora in questa condizione».
LA CGIL NON CI STA. Parole che non sono per niente piaciute al segretario della Cgil, Susanna Camusso: «Una soluzione in due tempi per gli esodati», ha tuonato «è un disprezzo nei confronti delle persone».
Ciò che serve è «una soluzione per il complesso degli esodati o è meglio che si sospenda la discussione sulla riforma degli ammortizzatori sociali, perché le misure proposte non reggerebbero di fronte a questa situazione».
Quindi si è scagliata contro Fornero: «Parla senza sapere di cosa parla, perché non ci sono persone a lavoro, ma al massimo sono lavoratori in cassa integrazione, in attesa di passare in mobilità», quindi «certo non sono a lavoro». 

I “classici del giallo”, corvi in Vaticano: lo scontro tra due cordate


da: l’Espresso 

Vaticano, le due cordate
di Emiliano Fittipaldi 

Una pletora di monsignori e cardinali schierati contro Bertone, considerato troppo potente e ambizioso. Gli fanno la guerra dal 2006 e lui ha reagito con durezza, arrivando a spedirne uno in Africa. Ora è scontro finale

«Tarcisio Bertone è ormai troppo potente, troppo accentratore, troppo ambizioso. E' un uomo pericoloso, e va fermato». Così ripetono come pappagalli gli anonimi "corvi" che stanno spiegando ai giornalisti il motivo per cui fanno fuoriuscire documenti riservatissimi della Santa Sede, lettere personali e atti ufficiali usati come armi di una guerra combattuta «solo e soltanto per difendere il Papa».

A due giorni dall'arresto del maggiordomo di Joseph Ratzinger, è quasi certo che dietro Paolo Gabriele detto "Paoletto", considerato persino dai bertoniani un uomo buono «ma facilmente manovrabile», ci sono altri burattinai, e che il cameriere di Benedetto XVI probabilmente non sarà l'unico a finire nei guai nella spy story vaticana. «I "corvi" che hanno innescato lo scandalo "Vatileaks" sono tanti, e formano un network capeggiato da figure eminenti», dichiara  a "L'Espresso" una fonte vicinissima a Bertone. Che ormai, forzando la mano forse al di là di quello che Benedetto XVI sperava, ha lanciato la controffensiva finale contro tutti i suoi nemici, rei di aver portato lo scontro per destituirlo a livelli mai visti.

Dopo l'arresto di Paolo Gabriele e l'allontanamento con disonore del presidente

Le amicizie di Formigoni: l’amico Perego e la villa in Sardegna dell’altro amico Daccò

da: Corriere della Sera

Dal governatore un milione all'amico che compra in Sardegna una villa da Daccò
Nel 2011 Formigoni versò al coinquilino una somma equivalente a 11 anni di stipendio. Circa 3 milioni il prezzo pattuito per la casa
di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella

Parsimonia e amicizia devono essere due valori molto cari a Roberto Formigoni, altrimenti non si riesce a capire come il presidente della Regione Lombardia, che dichiara redditi per poco meno di 100.000 euro netti l'anno, nella primavera 2011 abbia dato 1 milione e 100.000 euro - cioè l'equivalente di 11 anni di entrate interamente risparmiate senza spendere neppure un centesimo per mangiare o vestirsi o pagare le bollette - al suo amico e convivente (nella comunità ciellina dei Memores Domini) Alberto Perego. Il quale, dopo una settimana, li ha usati per unirli a un mutuo da 1,5 milioni e rimpolpare così il gruzzolo con cui al rogito di fine ottobre 2011 è diventato il solo acquirente formale - per un prezzo pattuito in 3 milioni di euro ma sulla cui congruità sono in corso accertamenti - di una lussuosa villa in Sardegna da 13 vani, vendutagli da una società dietro la quale c'era, guarda caso, Pierangelo Daccò.
«LE LEVE DELLA DISCREZIONALITA'» Daccò è proprio il mediatore arrestato appena 7 giorni dopo quel rogito. Lui per primo dice di non essere un tecnico della sanità, e tuttavia era conteso da ospedali privati che come San Raffaele e Maugeri facevano a gara a ricoprirlo di decine di milioni di euro per la sua misteriosa abilità nell'«aprire le porte in Regione Lombardia» e nello spuntare prestazioni e pagamenti aggiuntivi grazie alla sua capacità di «giocare» e «muovere le leve della discrezionalità dell'ente pubblico». Autodefinizioni dello stesso uomo d'affari che, teorizzando d'aver «sfruttato la mia conoscenza personale con Formigoni per accreditarmi presso i miei clienti», ammette d'aver ripetutamente pagato

Revisione della spesa pubblica: il programma di Bondi


da: Il Corriere della Sera

Spending review: entro giugno risparmi per 4,2 miliardi. Presentato il programma di Bondi.
Il cronoprogramma del commissario per razionalizzare la spesa. Dai cittadini 130mila suggerimenti

«Entro il mese di giugno saranno varati tutti gli strumenti operativi per ottenere le riduzioni di spesa programmate, pari ad almeno 4,2 miliardi di euro su un volume di spesa considerata aggredibile di circa 100 miliardi». Sono i primi effetti della Spending review, la revisione di spesa per cui è stato chiamato dal governo il commissario Enrico Bondi. Proprio Bondi ha illustrato il lavoro condotto sino ad oggi e ha presentato, come previsto dal Decreto legge pubblicato l'8 maggio sulla Gazzetta Ufficiale, il «Cronoprogramma» per la razionalizzazione della spesa dell'acquisto di beni e servizi.
RAZIONALIZZARE - Il Commissario potrà segnalare al Consiglio dei Ministri le norme di legge o regolamento che determinano spese o voci di costo e che possono essere razionalizzate. Potrà inoltre proporre al Consiglio la sospensione o la revoca di singole procedure relative all'acquisto di beni e servizi e l'introduzione di nuovi obblighi informativi a carico delle Pa.
AREE DI INTERVENTO - Le macro aree d'intervento individuate dal Commissario sono: ottimizzazione dei prezzi; delle quantità; integrazione e razionalizzazione degli strumenti già esistenti per raggiungere gli scopi indicati.
PREZZI SOTTO CONTROLLO - Il Commissario ha intrapreso un'analisi degli attuali strumenti di controllo dei prezzi negli acquisti di beni e servizi da parte della Pa. I primi risultati «suggeriscono la possibilità di una serie di azioni per realizzare un sistema di acquisto realmente integrato e performante, in grado di ottimizzare il prezzo unitario di acquisto.

Rignano Flaminio, processo abusi sessuali: assolti gli imputati


da: Adnkronos 

Rignano Flaminio, tutti assolti gi imputati 
Esplode in aula la rabbia dei genitori     

Tutti assolti perché il fatto non sussiste. Si è concluso così il processo di primo grado presso il tribunale di Tivoli per i presunti abusi sessuali su 21 bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio. La sentenza è arrivata dopo nove ore di camera di Consiglio. I cinque imputati, lo sceneggiatore Gianfranco Scancarello, le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti, e la bidella Cristina Lunerti sono stati tutti assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Per loro il 2 aprile scorso il pm di Tivoli Marco Mansi aveva chiesto dodici anni di reclusione ciascuno con le accuse di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Le motivazioni della sentenza sono attese tra 90 giorni.
Alla lettura della sentenza è esplosa in aula la rabbia dei genitori presenti all'interno del Tribunale di Tivoli. A quanto riferito da alcuni tra i presenti, avrebbero inveito e rivolto insulti ai giudici. Intanto, davanti al Palazzo di Giustizia di Tivoli, si è vista arrivare un'ambulanza.
"Non capisco la reazione dei genitori invece di essere contenti perché il fatto non sussiste sembra quasi che volessero la certezza degli abusi" ha detto l'avvocato Franco Coppi, legale dello sceneggiatore Gianfranco Scancarello e della moglie, la maestra Patrizia Del Meglio. "Ringrazio Dio che il tribunale ha potuto ricostruire

G8, violenze scuola Diaz: Cassazione, nessuna prova contro De Gennaro


da: la Repubblica

Diaz, Cassazione: "Inqualificabile violenza
Nessuna prova contro De Gennaro"
Per la corte l'intervento della polizia all'interno della scuola la sera tra il 21 e il 22 luglio 2001 fu eseguito "con inusitata violenza, pur in assenza di reali gesti di resistenza nei confronti delle persone". Prosciolto l'ex capo della polizia dall'accusa di concorso in falsa testimonianza

"Inqualificabili violenze" sono state compiute sugli occupanti della scuola Diaz/Pertini di Genova, durante il G8 del 2001. Lo sottolinea la Cassazione 1 nella sentenza con cui ha annullato senza rinvio la condanna inflitta in appello all'ex capo della polizia, Gianni De Gennaro, per istigazione alla falsa testimonianza. Per la Cassazione l'intervento della polizia giudiziaria per verificare la situazione all'interno della scuola la sera tra il 21 e il 22 luglio 2001 è stato eseguito "con inusitata violenza, pur in assenza di reali gesti di resistenza nei confronti delle persone, molte straniere, presenti per trascorrervi la notte". Dell'irruzione violenta alla Diaz la suprema corte parla nelle motivazioni del proscioglimento dell'ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro, dall'accusa di concorso in falsa testimonianza.
La sentenza di secondo grado, scrivono i giudici di piazza Cavour, "pone confusamente in relazione la vicenda" della falsa testimonianza "ad una questione di immagine compromessa della polizia, che, essendosi tradotta in un grave insuccesso (per le inqualificabili violenze compiute sugli occupanti della scuola Pertini), avrebbe indotto l'allora capo della polizia De Gennaro a prendere ogni distanza possibile dall'operazione e altresì a persuadere o esortare il Colucci a modificare le anteriori sue dichiarazioni sulla vicenda". Il processo principale

lunedì 28 maggio 2012

Pablo Picasso


Per diventare giovani, veramente giovani, ci vuole tempo
  
   Pablo Picasso

X Factor 6...rieccoli: Arisa, Elio, Morgan, Ventura


A settembre inizierà su Sky Uno HD ‘X Factor 2012'. Dopo la conferma alla conduzione di Alessandro Cattelan arriva anche quella dei giudici: Simona Ventura, giudice e capo squadra vincitrice dell’ultima edizione con Francesca Michielin, Morgan, “assente” praticamente da subito e poi Elio e Arisa, per molti una piacevole sorpresa.
Nel frattempo, sono già iniziate le selezioni dei partecipanti che si concludono oggi al Foro Italico di Roma.


Anticipo un argomento che probabilmente riprenderò: non si capisce per quale motivo Sky dovrebbe essere interessata al day-time o roba simile di Amici quando ha X Factor e, oltre al serale, potrebbe mostrare in versione talent e non reality (le tentazioni degli autori…) la parte di programma fatta di assegnazione dei bani, le prove dei concorrenti, ecc..

Ci si ripiglia… 

Cinema, Festival di Cannes: Palma d’oro a Haneke, Grand Prix a Garrone per ‘Reality’



Cannes, Palma d'oro a Haneke e Grand Prix a Reality di Garrone

Bis per entrambi. Ma il vincitore morale è il rumeno Mungiu


L'amore tragico di Michael Haneke con il suo "Amour" ha vinto al Palma d'Oro al Festival di Cannes. La giuria presieduta da Nanni Moretti ha premiato anche Matteo Garrone, con il suo "Reality", a cui è stato assegnato il prestigioso Grand Prix. Per entrambi i registi si tratta di uno storico bis dopo i successi de "Il nastro bianco" e di Gomorra nelle stesse categorie.Il premio della giuria è andato invece a Ken Loach per la sua commedia "The Angel's Share". Ma il vincitore morale è stat certamente il rumeno Christian Mungiu che ha ottenuto il premioper la migliore sceneggiatura per "Beyond the Hills", mentre lesue due principali interpreti Cosmina Stratan e Cristina Fluturhanno vinto ex equo il premio come migliori attrici.Il titolo di miglior regista è andato al messicano Carlos Reygadas per "Post tenebras lux", mentre come miglior attore maschile è stato premiato Mads Mikkelsen, per la sua interpretazione in "The Hunt" del danese Thomas Vinterberg."Sono stupito e felice perchè sapevo quanto forte era la concorrenza e anche perchè credo che questo premio aiuterà il film a trovare nuovi spettatori" ha detto emozionato Matteo Garrone, commentando il Grand Prix assegnato al suo Reality.

Calcio scommesse: blitz a Coverciano, arrestato Mauri


da: Lettera 43

Calcio, arrestato Mauri

Calcio di nuovo nel caos, travolto da una nuova valanga di scandali nelle inchieste sul caso-scommesse.
Il capitano della Lazio, Stefano Mauri, è stato arrestato dalla polizia nell'ambito delle indagini della procura di Cremona. Tra i destinatari del provvedimento d'arresto c'è anche l'ex giocatore del Genoa, ora al Padova, Omar Milanetto.
Blitz della polizia nel ritiro della Nazionale. Gli agenti sono andati nel centro sportivo di Coverciano per eseguire perquisizioni.
ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. A Mauri e a Milanetto gli inquirenti contestano il reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e alla frode sportiva.
Gli investigatori hanno ricostruito che sia Mauri sia Milanetto erano disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre.
Sarebbero stati anche accertati diversi contatti tra i giocatori e gli esponenti dell'organizzazione criminale.
IN MANETTE 10 CALCIATORI. Complessivamente sono stati 19 i provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip Guido Salvini, 10 dei quali riguardano ex giocatori e calciatori di A, B e Lega Pro.
Secondo quanto accertato dall'inchiesta, i giocatori, per conto dell'organizzazione criminale transnazionale che fa capo a Singapore, avrebbero agito come referenti dell'associazione in Italia per la combine delle partite dei rispettivi campionati.
ARRESTATI CINQUE UNGHERESI. I provvedimenti emessi dalla procura di Cremona hanno coinvolto anche cinque cittadini ungheresi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, i cinque facevano parte di una «cellula»

Strage Brindisi: se non è stato un uomo solo….


da: Il Fatto Quotidiano 

Brindisi, non è il momento di tacere 
di Nando Dalla Chiesa 

Brindisi una settimana dopo. Con il suo dolore e i suoi tormenti. E con le sue inchieste, che è sempre giusto rispettare. Solo che chi ha esperienza di storia italiana e di storie di mafia, sente il dovere di non attendere muto. Troppo alti i valori in ballo per non porre pubblicamente tutti gli interrogativi e le ipotesi che vanno posti. Per non provare a ragionare. Davvero ci si trova davanti a un pazzo solitario, dotato di nome e indirizzo? Hanno già fatto capire di non crederci sia il capo dello Stato sia il ministro dell’interno. E in effetti l’idea di un pazzo o di un “asociale” con una mano offesa che trasporta da solo gruppi di bombole e cassonetti sembra più tagliata per una piéce di Dario Fo.
Escludiamo poi (tendenzialmente) la matrice anarco-insurrezionalista. Gli anarchici mirano alle scuole? A uccidere gli studenti? Anarchici da piazza Fontana, forse. E nemmeno. Lì era una banca, non una scuola. Escludiamo anche la Sacra corona unita. Troppo impegnata in un’azione di inabissamento e anche troppo debole per tirarsi addosso una reazione dello Stato che per molti mesi le toglierà il fiato. Ed escludiamo infine (poiché anche questo è stato ventilato) il gruppo criminale allo stato nascente che abbia voluto accreditarsi con un delitto dal fortissimo impatto mediatico. Per le ragioni dette sopra, la Sacra corona unita ci avrebbe fatto trovare i resti dei responsabili in tre giorni. E allora?
E allora, anche se non si può escludere mai nulla in assoluto, conviene ragionare sui possibili scenari e interessi in campo.

Le amicizie di Formigoni: Daccò e 144 mila euro sotto forma di barca…


da: Corriere della Sera

«Carte false per 144 mila euro
Così diedi la barca a Formigoni»
Sapeva del mio lavoro, sfruttai questa conoscenza per accreditarmi Lo yacht Ojala tutto per lui e Perego: nel 2007 glielo ho ceduto per 4 mesi
di Luigi Ferrarella

Oltre 140 mila euro nel 2007: per la prima volta nell'inchiesta sulla sanità lombarda ruotante attorno a Pierangelo Daccò, il mediatore munificato con 70 milioni di euro dalla Fondazione Maugeri per la sua indefinita capacità di «sbloccare pagamenti» e «aprire porte in Regione» Lombardia presieduta dal suo amico Roberto Formigoni, emerge non una magari inopportuna generosa ospitalità tra comitive di amici e ospiti di viaggi/aerei/barche/ville in asserite «vacanze di gruppo», ma una utilità, concreta e ingente, propiziata da Daccò direttamente a Formigoni e al suo convivente Alberto Perego. Talmente diretta da dover essere vestita da contratti falsi di noleggio.

Lo yacht Ojala
Il vero problema di Formigoni, infatti, non si chiama «Ad Maiora», lo yacht di Daccò che notoriamente ha ospitato spesso tra tanti amici anche il governatore senza che questi concorresse mai alle spese:

I “classici del giallo”, i corvi in Vaticano: Messori, “solito nido di vipere”


Sempre più appassionante questa vicenda che, per me, ha un solo burattinaio che manovra i fili: il cardinale Bertone. Tra l’altro, questo ‘Il corvo in Vaticano’ è un giallo di tipo classico. Lo metto tra i miei preferiti.

da: La Stampa 
Il commento di Vittorio Messori 
"Il solito nido di vipere. Ma oggi il vero problema è la mediocrità dilagante"
di Michele Brambilla 

«È da una vita che frequento la storia della Chiesa e, sia pure con parsimonia, anche la Chiesa. Figuriamoci se mi scandalizzo». Vittorio Messori è nell’abbazia di Maguzzano, una meraviglia che sta fra le colline moreniche e il lago di Garda, e che la storia della Chiesa l’ha attraversata per quindici secoli, da san Benedetto a don Calabria. Qui Messori ha ricavato uno studio in cui si rinchiude quando è sotto pressione: come adesso, visto che gli restano poche settimane per consegnare a Mondadori un libro su Lourdes cui tiene moltissimo. Si intitola «Bernadette non ci ha ingannati».

Ci sta invece ingannando qualcuno in Vaticano? Chiedo a Messori che cosa può provare un cattolico praticante nell’apprendere di cardinali che si scannano fra loro, di dossier consegnati sottobanco ai giornalisti, di lettere sottratte al Papa, di intrighi bancari, di assassini tumulati con tutti gli onori. «La Curia romana», risponde, «è sempre stata un nido di vipere. Ma una volta, almeno, era la più efficiente organizzazione statale del mondo.

Siria, strage di Hula: morti 32 bambini, morto il piano di pace



Siria: massacro di Hula, vacilla il piano di pace 

Il Consiglio nazionale siriano chiede un’azione militare per proteggere i civili dopo l’attacco di sabato, il più violento dall’inizio della tregua.
A Hula sono morte più di 92 persone, tra cui almeno 32 bimbi.
Un massacro confermato dagli osservatori Onu e che mette a rischio i tentativi di riportare la pace nel paese. Il pericolo, avverte il capo della missione Robert Modd, è la guerra civile:
“La morte di 32 bambini innocenti, tante donne e tanti uomini, ma soprattutto i bambini, è un attacco inaccettabile al futuro e alle aspirazioni del popolo siriano. Chiunque abbia iniziato, chiunque abbia risposto, chiunque vi abbia contribuito”.
L’opposizione accusa della strage i miliziani fedeli al regime, Damasco parla invece di azione terrorista.
Gli osservatori esortano entrambe le parti a mettere fine alle violenze e il governo siriano a non usare armi pesanti.
All’inizio della prossima settimana, la visita di Kofi Annan per rilanciare il vacillante piano di pace.

domenica 27 maggio 2012

Il Buongiorno di Massimo Gramellini


da: La Stampa  

Il casto Silvio 

Per una curiosa coincidenza della cronaca (non scomoderei la Storia), mentre la ballerina Polanco raccontava in un'aula di giustizia di quando nel bungabunker di Arcore si infilava parrucca e occhiali per imitare Ilda Boccassini, il beneficiario dello spettacolo mostrava a una platea di giornalisti attoniti l'ultima e più improbabile metamorfosi della sua vita: Silvio lo Statista. Fuori tempo massimo. Anzi, fuori tempo e basta. Dal ritorno in scena del campione dell'antipolitica ci saremmo aspettati di tutto: la fusione con Grillo (Canale 5 Stelle) o la fondazione di un altro partito dal predellino dell'auto (considerati i voti rimasti, bastava una Smart), ma stavolta tenendo in braccio la Polanco travestita da Boccassini. Di tutto tranne che vederlo spuntare dietro un bancone del Senato, trasfigurato nel simbolo vivente della Casta e intento a discettare di semipresidenzialismo alla francese.

Non che non sia importante, il semipresidenzialismo alla francese. Ed è chiaro che la signora Crescita è disposta a varcare la nostra soglia (travestita da Boccassini?) solo se ad aprirle la porta troverà un semipresidente alla francese. Lo capirebbe persino Cicchitto, che infatti si aggirava nei paraggi con aria compiaciuta. Però siamo sicuri che lo zoccolo duro dell'elettorato, quello che al nord teme di perdere il lavoro e al sud i sussidi, sia in grado di cogliere la portata rivoluzionaria della proposta? Un milione di posti, meno tasse per tutti, chi non salta comunista è: quelle erano balle di successo. Ma il semipresidenzialismo alla francese rischia di non eccitare nessuno: non solo la Boccassini, ma nemmeno la Polanco.

sabato 26 maggio 2012

Emilia Romagna, terremoto: pochi aiuti, la gente si sente dimenticata e abbandonata


da: Corriere della Sera
 
«Pochi aiuti dopo il terremoto. Qui ci sentiamo abbandonati»
In settemila senza casa. «Da soli non possiamo farcela, questa terra deve ripartire». Capannoni crollati, 20 indagati

SAN CARLO DI SANT'AGOSTINO (Ferrara) - Sotto gli aceri del campo sportivo giocano a briscola in quattro, un bambino avvolto in una coperta di pile sta per essere svegliato da un labrador che ha voglia di giocare, l'agente scelto Giuseppe Panda aiuta uno studente a fare i compiti e la signora Antonella Guerra parla per tutti, pragmatica e asciutta. «Siamo qui da domenica: una decina tende, tre camper, sette macchine; la notte sono di più, non si fidano a dormire a casa. Martedì ho festeggiato 50 anni con una pizza alla nutella, pioveva a dirotto, ci siamo messi sotto quella tettoia e nella casupola di legno di fronte agli spogliatoi. La Sancarlese Calcio ci fa usare anche la cucina, sono stati bravi, tanta solidarietà da chi è vicino. Ma diciamo la verità: siamo terremotati di serie B. È venuto il signor Monti con otto auto blu e qui non si è fermato».
IL CAMPO - Suo marito, Donato Testoni, «il Don» del gruppo partito con ventidue persone che ora sono cinquantasette, è a casa. Cerca di trasferire quante più cose nel garage, prima che sia firmata l'ordinanza di evacuazione. Da fuori la villetta sembra non aver subito danni, saltano all'occhio soltanto i mucchi di sabbia e melma usciti dal suolo dopo il terremoto. Dentro, però, sembra sia esplosa una bomba. In cucina il pendolo è per terra, di traverso, la cameretta si è «staccata» dal resto dei locali, i solai sono spaccati, il bagno è pieno di crepe, in salotto le ante della credenza sono spalancate e per terra ci sono cocci di bicchieri e piatti. «Passiamo la notte in tende da campeggio, ma abbiamo bisogno di dormire in sicurezza.

Brindisi, Melissa Bassi: “Io non ho paura”


da: Il Fatto Quotidiano 
 
“Io non ho paura”, a Brindisi sfilano in migliaia per Melissa Bassi 
Il  corteo nazionale organizzato dagli studenti brindisini per ricordare la morte di Melissa Bassi sfila per le vie della città. La marcia termina a piazza Vittoria dove per l'occasion è stato allestito un palco. Gli organizzatori: "Non è una marcia funebre, chiediamo un riscatto concreto"

 “Io non ho paura“, il corteo nazionale organizzato dagli studenti brindisini per ricordare la morte di Melissa Bassi, uccisa da un ordigno davanti all’Istituto professionale Morvillo Falcone il 19 maggio scorso sfila per le vie di Brindisi. Piove ma il maltempo non ha fermato i migliaia di giovani e non che si sono dati appuntamento in Viale Togliatti davanti alla scuola teatro dell’attentato. Gli studenti brindisini hanno allestito un gazebo distribuito magliette bianche con la grande scritta in nero “Io non ho paura”. Francesca, una degli almeno diecimila che si sono radunati spiega: “Noi oggi vogliamo gridare la nostra rabbia ma cominciare da qui e dalla scuola un percorso di legalità sul territorio”. Nel capoluogo pugliese sono arrivati decine di pullman da tutta Italia messi a disposizione da associazioni e da enti locali. Oltre alle sigle studentesche hanno aderito fra anche Libera, Rete della Conoscenza, Cgil e Arci. 
Il corteo termina in piazza Vittoria dove per l’occasione è stato allestito un palco. Per lasciare spazio e dare voce agli studenti di Brindisi, pochi sono gli interventi dal palco delle associazioni e dalle casse non risuonerà alcuna musica, ma solo la voce delle compagne e dei compagni di scuola di Melissa e delle altre ragazze ferite. Gli organizzatori però spiegano: ”Il corteo non vuole essere una marcia funebre, non vuole evocare tristezza e paura, ma anzi sarà quanto più colorato possibile”. A tale scopo agli studenti è stato chiesto di sfilare con palloncini colorati e di dipingersi le mani come “segno di chi non vuole essere sopraffatto dalla paura e chiede con forza un riscatto concreto”.
Intanto nell’atrio della scuola è stata celebrata una messa da don Giuseppe Satriano, vicario generale del vescovo, monsignor Rocco Talucci. Mentre al termine della cerimonia del 160esimo della fondazione della Polizia di Stato nel piazzale interno della questura a Brindisi è stato rispettato il silenzio in memoria di Melissa. Durante la cerimonia, in maniera simbolica, è stato consegnato solo un riconoscimento per merito di servizio.