Come volevasi
dimostrate. Come per il caldo e il freddo, si tratta del solito evento
eccezionale: “Emilia, mai così da cinque secoli”….
da: la Repubblica
Emilia, forse aperta una nuova faglia
Napolitano: "Verificare misure preventive"
Un nuovo sciame
era ipotizzabile, secondo i tecnici. Amato, dell'Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia: la nuova potente scossa era una "temuta"
eventualità. Il Cnr: "Emilia, mai così da cinque secoli". E il capo
dello Stato chiede chiarezza sulle attività di prevenzione
Si dovrebbe
all'apertura di una nuova faglia la serie di nuove scosse - la più potente di
magnitudo 5,8 Richter, questa mattina - che ha fatto tremare ancora il modenese
ed è stata avvertita in gran parte del Nord Italia. Su questo concordano
Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi (Cng), e
Alessandro Amato, sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
(Ingv). Amato, però, rivela che per gli esperti il nuovo evento sismico non era
una lontana eventualità ma un fenomeno temuto: "Con una struttura così
complessa, poteva esserci spazio per altri terremoti di grande entità". E'
l'interrogativo del giorno, se cioè si sia fatto tutto il possibile in fase di
prevenzione, lo ha esplicitato il capo dello Stato Giorgio Napolitano: "Il
Presidente del Consiglio e il presidente della Regione hanno fatto una
dichiarazione che credo sia significativa dell'impegno di verificare come sono
andate cose, se ci siano misure che potevano essere prese in senso
preventivo". Secondo il Cnr, il sisma in quell'area non si era verificato
"mai così da cinque secoli". Il professor Enzo Boschi, ordinario di
Sismologia all'università di Bologna: "Il fenomeno può continuare
senz'altro. Le scosse possono diventare piccolissime, ma l'attività sismica
rimane".
Graziano: "Continuamente impreparati". Il presidente del Cng parla a
Sky Tg24. "Capire lo sciame sismico è molto difficile. Bisogna leggere le
carte. La probabilità che accadesse in quell'area un sisma del genere era
piuttosto bassa, visti i precedenti 400 anni di tranquillità. La magnitudo del
sisma di oggi - prosegue il presidente di Gng - che ha avuto un valore di 6, è
un dato congruente con le scosse precedenti. Tuttavia ci troviamo continuamente
impreparati. Mai dimenticare l'esperienza di un terremoto. Quando le acque si
calmano, nei momenti di pace, bisogna ragionare sul problema".
Amato: "Si temeva nuovo forte sisma". "Si temeva che, con una
struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande
entità". Così il sismologo Alessandro Amato. Il meccanismo di questo nuovo
terremoto sarà chiarito nelle prossime ore, sulla base dei dati rilevati dai
sismografi. Intanto, Amato offre una prima analisi. "La struttura responsabile
del terremoto di oggi nel modenese - afferma il sismologo dell'Ingv - è la
struttura complessa del tratto settentrionale dell'Appennino, nel quale la
catena montuosa prosegue sotto la Pianura Padana. La struttura è la stessa
legata al sisma del 20 maggio, ma probabilmente avvenuta su una faglia
adiacente. Non si tratta quindi una replica in senso stretto".
Il terremoto di questa mattina è avvenuto sul margine occidentale dell'arco di
circa 40 chilometri
attivato nel sisma del 20 maggio scorso, prosegue Amato. Allora le scosse più
forti erano avvenute nella zona orientale. Dopo il terremoto del 20 maggio
scorso, le repliche più forti (ossia di magnitudo superiore a 5) erano
concentrate nella zona di Ferrara. Il terremoto di questa mattina, aggiunge
Amato, "indica che molto probabilmente sono attive più faglie".
Situazioni come queste possono verificarsi quando vengono attivate strutture
molto complesse. Per esempio, in passato è avvenuto con il terremoto di
Colfiorito del 1997, quando alla prima scossa sono seguite a distanza di giorni
nuove scosse importanti.
Cnr: "Emilia, mai così da cinque secoli". Il Cnr conferma le parole
di Graziano sui "400 anni di tranquillità" dell'Emilia. Erano almeno
cinque secoli che nella regione, tradizionalmente non sismica, non si
registravano scosse così forti come quelle di questi giorni. "La penisola
italiana si sta riorganizzando dal punto di vista geologico, succede con tempi
secolari - spiega Giovanni Gregori, geofisico del Cnr, intervistato da SkyTg24
-. In quella zona, terremoti di tale intensità si sono registrati mezzo
millennio fa. L'Italia è come una sbarra rettangolare compressa dall'Africa,
nel giro di qualche decina di milioni di anni verrà schiacciata alla penisola
balcanica. Ha dei punti di attrito che periodicamente si rilasciano. Le zone
con maggiore sismicità sono quattro: Irpinia, l'Aquilano, l'Umbria e il Friuli.
C'è da augurarsi ci siano tante scosse - conclude l'esperto - più è il numero,
meno l'intensità e la quantità che si accumula".
Boschi: "Problema è anche gestione urbanistica". Per il professor
Enzo Boschi, ordinario di Sismologia all'università di Bologna, è prevedibile
che la terra in Emilia tremi ancora. "Il fenomeno può continuare
senz'altro, perché l'attività di una zona sismica non si arresta mai. Le scosse
possono diventare piccolissime, ma l'attività sismica rimane". Per Boschi,
il problema non è legato solo alla natura geologica del Paese, ma anche alla
gestione urbanistica: "L'Italia è una zona sismica, e in più c'è una
gestione del territorio non adeguata. Non c'è prevenzione e manutenzione, gli
edifici spesso non sono a norma. Specialmente nel dopoguerra si sono costruite
numerose abitazioni senza che ci fosse una normativa antisismica specifica. Le
prime norme risalgono agli anni '70 e una versione definitiva si e' avuta nel
2009". Il problema peggiore, secondo Boschi, è che "non c'è una vera
cultura per affrontare questi problemi, né una politica per ridurre i rischi
legati all'attività sismica attraverso la sostituzione, ristrutturazione e manutenzione
degli edifici. Sono cose che abbiamo detto tante volte, ormai acquisite. Ma in
ogni caso, dobbiamo aspettarci che le scosse continueranno anche i prossimi
giorni".