martedì 22 novembre 2011

Bonsai di Sebastiano Messina


da: la Repubblica

Non potendo (ancora) mettere sotto tiro Mario Monti, “Il Giornale” e “Libero” hanno puntato il mirino su Corrado Passera. Il proiettile si chiama «conflitto d’interessi». Chissà quali oscuri progetti vorrà realizzare, chissà quali affari segreti vorrà proteggere. Per carità, quando un potente banchiere diventa superministro è legittimo e anzi obbligatorio essere certi che le sue scelte siano fatte solo nell’interesse dello Stato. Ma il fatto che sentano odore di conflitto d’interessi proprio le due gazzette della curvasudberlusconiana, che ieri non battevano ciglio se Berlusconi metteva il suo unico veto alla patrimoniale (lui che è uno dei tre uomini più ricchi d’Italia) o se chiedeva una solo poltrona governativa, quella di sottosegretario alle Comunicazioni (lui che è padrone di Mediaset), in fondo è una buona notizia. Forse, dopo 18 anni, a Feltri e a Belpietro sta tornando – miracolosamente – l’olfatto.

lunedì 21 novembre 2011

Spagna, elezioni: vittoria dei Popolari


da: Euronews

I popolari avranno una comoda maggioranza assoluta nel Congresso dei deputati, con 186 seggi su 350. I socialisti si fermano invece a 110.
Convergenza e Unione, il partito centrista catalano, si rafforza a 16 seggi, e così anche Izquierda Unida, che di seggi ne conquista 11.
Una novità della tornata elettorale è l’affermazione nei Paesi Baschi della sinistra radicale indipendentista con Amaiur, che entra in parlamento con 7 deputati, mentre perdono un seggio i nazionalisti baschi moderati di Pnv, che si ritrovano con 5 deputati.
Nel complesso, il congresso si presenta più frammentato che negli ultimi otto anni, complice, forse l’appello degli indignados a sostenere i partiti minori o a votare scheda bianca.

venerdì 18 novembre 2011

X Factor 5, prima puntata live: eliminata Rahma, Francesca, Le 5 e Vincenzo.


Una su tutti: Francesca con ‘Someone like you’. Se la sentisse Adele ne rimarrebbe colpita. Sottoscrivo il giudizio di Elio: sa sempre cosa fare e sa farlo bene. Sapere cosa fare non è qualità che abbondi. E farlo bene non è automaticamente conseguente. Questa ragazza ha un talento particolare.

Cliccare sulle immagini per vedere i video


Esibizione di livello professionale quella di Le 5 con la meraviglia di ‘Birdland’. Perfette. E come giustamente osservava Simona Ventura: le loro voci sono un tutt’uno.


Altra menzione per Vincenzo con ‘Azzurro’. Ha preso uno dei più bei brani popolari e lo ha fatto suo. Ancora una volta ha mostrato equilibrio, consistenza e originalità. Questo ha più di un piede dentro una casa discografica. Che ci fa a X Factor?
Sia chiaro. Che nessuno si sogni di buttarlo fuori perché “pronto” per il reparto polli d’allevamento di Sony. Questo hai numeri per arrivare – meritatamente – alla finale di X Factor 5.


Arrivo al mio punto debole (per ora): Davide. Meglio l’arrangiamento del brano ‘My way’ che la sua esecuzione.
Ha perso l’aria da nipotino di Paolo Poli. E’ giusto così. Ma sarà il caso che questa sua caratteristica rispunti fuori (soprattutto quando i brani non fossero tagliati per lui o non fosse al top delle capacità). Ovviamente, senza “forzature” da meccanismi televisivi.


Mi ha convinto anche l’esibizione di Jessica con 'Caffè nero bollente'. Morgan ha detto di essersi quasi innamorato. Sarà in senso artistico.
A me pare più che altro: carenza di zuccheri. Per Morgan. Oppure...il caro rimbamba ha già iniziato con i meccanismi televisivi o i tatticismi di verifica.
La Ventura ha un debole per Jessica. Ma perchè questo, fatte le debite distinzioni, mi ricorda Ambra Marie. 


Finale con il ballottaggio, che tocca a Rahma e Le 5. Simona Ventura è il giudice che decreta l’eliminazione di Rahma. Brava, ma Le 5 fanno la differenza con ‘Come le foglie’ a cappella. Non fanno rimpiangere Malika Ayane.
La loro esibizione nell’ultima sfida al ballottaggio è seconda solo a Francesca con ‘Someone like you’.


Ultima annotazione per Alessandro Cattalan.
E’ come quando guardi una partita di calcio e non noti l’arbitro. Significa che ha fatto bene il suo mestiere. Chi conduce un programma come X Factor non si deve far notare perché i giocatori sono altri. Alessandro Cattalan non si è notato. Quindi, ha fatto bene il suo mestiere.
Nel proseguio delle puntate sarà chiamato a “fischiare”. Vedremo se anche in questo sarà più capace di Facchinetti.

Governo Monti, voto di fiducia: dopo il Senato, il “sì” della Camera

Anche la Camera ha votato la fiducia al governo Monti con 556 “sì”. I "no" sono stati 61.
A votare contro, i leghisti, ai quali si sono  aggiunti Domenico Scilipoti e Alessandra Mussolini.

Lunedì prossimo il consiglio dei ministri nel quale saranno decisi i primi provvedimenti e i criteri con i quali assumere le decisioni (approccio più da manager che da professori).
Nel corso della settimana, saranno inoltre assegnati gli incarichi di viceministri e sottosegretari.

Nina Simone: ‘I put a spell on you’


Film in uscita il 18 novembre 2011: ‘Scialla’ (stai sereno)

da: http://www.mymovies.it/  
“I tormenti di un adolescente 'vero', raccontati con saggezza, senza prediche né volgarità”
Giancarlo Zappoli
Film di Francesco Bruni.Con Fabrizio Bentivoglio, Barbara Bobulova, Filippo Schicchitano, Giuseppe Guarino, Prince Manujibeya, Arianna Scommegna, Giacomo Ceccarelli, Raffaella Lebboroni, Vinicio Marchioni 

Bruno Beltrame ha tirato i remi in barca, e da un bel po’. Del suo antico talento di scrittore è rimasto quel poco che gli basta per scrivere su commissione “i libri degli altri”, le biografie di calciatori e personaggi della televisione (attualmente sta scrivendo quella di Tina, famosa pornostar slovacca divenuta produttrice di film hard); la sua passione per l’insegnamento ha lasciato il posto a uno svogliato tran-tran di ripetizioni a domicilio a studenti altrettanto svogliati, fra i quali spicca il quindicenne Luca, ignorante come gli altri, ma vitale ed irriverente. Un bel giorno la madre del ragazzo si fa viva, come un fantasma dal passato, con una rivelazione che butta all’aria la vita di Bruno: Luca è suo figlio, un figlio di cui ignorava l’esistenza. Non solo: la donna è in procinto di partire per un lavoro di sei mesi da cooperante in Africa, e il ragazzo non può e non vuole certo seguirla laggiù. La donna chiede a Bruno di ospitare a casa sua il ragazzo, e di prendersi cura di lui, ma senza rivelargli la sua vera identità.
Inizia così la vicenda del film di un ottimo sceneggiatore che un produttore illuminato come Beppe Baschetto ha finalmente fatto alzare dalla sedia collocata davanti al computer per metterlo al comando di quella ciurma (che immaginiamo divertente e divertita) che ha realizzato un film che trova una sua collocazione originale nel panorama del cinema italiano contemporaneo. Perché Francesco Bruni non vuole proporci l’ennesima commedia generazionale, non vuole spacciarci volgarità a buon mercato ma nemmeno propinarci un’opera prima ‘autoriale’. Vuole qualcosa di più e di diverso. Ci vuole innanzitutto ricordare che una sceneggiatura che funzioni ha bisogno di un costante ancoramento alla realtà. Bruni racconta un adolescente ‘vero’ non un ragazzo immaginato al chiuso di una stanza e poi riversato sulla tastiera di un iPad. Così come nell’inedia di Beltrame ritrae una parte di questa nostra società italiana che si è ormai ritratta, per perdita di fiducia anche nelle proprie capacità, dall’interazione.
L’incontro tra Bruno e Luca cambia tutti e due ma senza che sia necessario spingere sull’acceleratore della commozione che la relazione padre non conosciuto/figlio avrebbe potuto suggerire. Molto più semplicemente ed efficacemente Scialla! ci dimostra e dimostra che anche l’adolescente più recalcitrante e apparentemente impermeabile a ogni stimolo che vada al di là dei bisogni primari è alla ricerca (molto spesso inconsapevole) di una guida. Nel film non c’è mai un momento in cui si possa individuare il benché minimo sentore di un atteggiamento predicatorio. Eppure riesce a ricordarci quanto famiglia e scuola debbano trovare una convergenza d’intenti che abbia al centro i ragazzi. Sempre più difficili da comprendere ma forse proprio per questo più bisognosi di sostegno. Lo fa con il romanesco brillante di Luca e con il veneto (meglio ancora:il padovano) sornione di Bruno. Facendoci ridere e sorridere ma con i neuroni in attività. 

Mario Monti, governo di “impegno nazionale”, prima fiducia dal Senato

da: la Stampa

Monti debutta: "Imperativo la crescita, meno tasse sul lavoro, ritornerà l'Ici"
Senato, 281 sì alla fiducia. No leghista.
Nella "cura" del nuovo premier risanamento, modernizzazione, ma anche anche più istruzione, e pressione fiscale sulle proprietà

Mario Monti incassa la fiducia di palazzo Madama con 281 voti, la stragrande maggioranza dei senatori, e nel suo primo giorno da premier dinanzi al Parlamento mette in chiaro il profilo del suo esecutivo: un governo che lui stesso battezza «di impegno nazionale», dietro alla cui nascita non ci sono «complotti internazionali o poteri forti o superpotenze». Un governo, dice, che si basa sulla fiducia che gli ha voluto accordare il presidente della Repubblica, che ha agito per il bene del Paese «con saggezza, perizia e senso dello stato». Pensioni, Ici, ma anche tagli alla casta e promessa di equità sociale: Mario Monti comincia la sua giornata presentando la sua agenda al Senato riscuotendo gli applausi generali.

Cinquanta minuti al Senato
Cinquanta minuti per il nuovo Presidente del Consiglio, il quale dimostra di essere entrato fino in fondo nel ruolo. Scandisce una serie di appuntamenti che fanno pensare quasi ad un programma di legislatura, piuttosto che non a una lista breve di emergenze. Assicura e rassicura in un mix di liberismo e aperture verso i temi sociali. Sillabando poi un «L’Europa siamo noi» che, da solo, riassume tutto: dalla volontà di non lasciare l’Italia al declino a quella di salvaguardare l’euro contro la speculazione internazionale. Questi i punti: 1)«l’imperativo ricominciare a crescere»; 2) taglio alle spese della casta; 3) lotta all’evasione fiscale; 4) revisione delle pensioni perchè l’attuale sistema è sì sostenibile, ma assolutamente squilibrato tra le generazioni; 5) «l’esenzione dall’Ici è un’anomalia italiana». Ce ne sarà per tutti i 20 mesi di qui alla scadenza naturale della legislatura.

L'avvertimento di Berlusconi
In serata Monti ottiene quindi il via libera di tutti i partiti che siedono in Parlamento, esclusa la Lega, ma sul battesimo dell’esecutivo si agita l’ombra dello scontro politico e dei calcoli elettorali. È Silvio Berlusconi a far capire, parlando con i senatori e i deputati, che il cammino del Governo non sarà tutto in discesa. L’ex premier alza i toni, parla di «democrazia sospesa», di opposizione e stampa «terroriste» e soprattutto minaccia: «Monti durerà fino a che lo vorremo noi».

Plauso dell'opposizione
La soluzione Monti «ci è stata imposta - spiega Berlusconi - con i tempi voluti dal Presidente della Repubblica». E se anche la fiducia del Pdl al nuovo esecutivo sarà garantita per il momento, chiarisce Berlusconi, «non sarà a scatola chiusa». Dunque, se ci saranno misure non condivise, la patrimoniale su tutto, il Pdl è pronto a staccare la spina. «Nel discorso di Monti c’è passione civile e la voglia di unire equità e crescita: sosterremo lo sforzo del governo», scandisce invece Pier Luigi Bersani, spiegando che il Pd farà le sue proposte in Parlamento. Il segretario dei Democratici chiede che «si passi dalle parole ai fatti» e chiede che «in questo anno si riescano a fare le riforme istituzionali e la riforma della legge elettorale». «Deluso» dalle parole di Monti invece, Nichi Vendola, che sottolinea il cambiamento di «stile» rispetto all’era berlusconiana. Ma aggiunge che «esiste una continuità con le politiche conservatrici del governo precedente, in particolare sul lavoro e le pensioni». Vendola rbadisce la «lealtà» di Sel al Patto di Vasto con Pd e Idv, ma aggiunge: «valuteremo di volta in volta le azioni dell’esecutivo».

L'altolà della Lega
E se la Lega ribadisce il suo no senza appello, definendo la ricetta del neo premier un’operazione di «macelleria sociale, istituzionale e politica» è pieno invece, il sostegno a Monti da parte del Terzo Polo. Pier Ferdinando Casini parla di «formidabile occasione per le forze politiche di seppellire le asce di guerra» e dare vita ad un «armistizio» che consenta alla politica di «riprendere fiato». Appoggio pieno e «non a termine» da parte dell’Api di Francesco Rutelli, secondo cui il governo è in grado di affrontare la crisi economica, di «riaffermare la nostra credibilità internazionale e condurre una vera e propria pacificazione nazionale».

giovedì 17 novembre 2011

X Factor 5, prima puntata live: brani assegnati

Dopo quattro puntate dedicate alle selezioni, inizia stasera su SkyUno la prima delle serate live del talent show.  
 

Under donne

Francesca               Someone like you (Adele)
Nicole                     And I’m telling you I’m not going (Jennifer Holliday)
Jessica                   Caffè nero bollente (Fiorella Mannoia) 


Under uomini            

Davide                    My way (Frank Sinatra)
Valerio                    Misfit (Curiosity Killed The Cat)
Vincenzo                 Azzurro (Paolo Conte) 


Over 25

Rhama                    Street life (Randy Crawford)
Antonella                 What else is there? (Royksopp)
Claudio                   My Immortal (Evanescence) 


Gruppi

Le 5                        Birdland (Manhattan Transfer)
Cafè Margot            50mila (Nina Zilli)
I Moderni                Overdose d’amore (Zucchero)


Al termine della puntata Max Novaresi e Brenda Lodigiani condurranno Xtra Factor. Talk che prevede la presenza di Rocco Tanica e Costantino della Gherardesca come opinionisti e al quale può interagire il pubblico telefonicamente o tramite web.
Ecco i riferimenti per partecipare:
tel. 02488566
xfactor.sky.it
xfactor.skyuno
facebook.com/xfactoritalia
twitter.com/xfactor_italia  #Xtra5

The Good Wife, 3.a stagione ‘Death Row Trip’: Will osservato speciale

La puntata, nell'insieme, non è granché. Ma ci sono alcuni momenti che fanno presagire che la pentola, sempre più in ebollizione, se non sarà spenta a breve provocherà fuori uscite pericolose.

Ciò che ho trovato assolutamente divertente, per me che sono machiavellica, è la constatazione che…anche i King lo siano.
Che Alicia & Will siano il “caso principale”, cosa che mi è apparsa evidente di puntata in puntata, è confermata da questa affermazione di Will a Alicia, mentre Diane dal suo studio li sta “osservando”: «Diane's been eyeing us like we're a lawsuit waiting to happen».

La nostra coppia sta parlando nello studio di Will. Alicia gli dice che sta diventando sempre più complicato e Will le chiede se vuole che prendano una pausa. Alicia risponde con un sorrisino malizioso: “se anche ce lo diciamo, non lo vogliamo”.
Will è contento di ciò che sente. Evidentemente è uno che si accontenta. Perché Alicia non gli ha detto: “forse, è ora di rivelare che stiamo insieme”.

Veniamo ai momenti efficaci.
Il primo è quello descritto sopra. Il secondo (il migliore in assoluto di questo episodio) è quello tra Will e Kalinda.
La conosciamo. Usa tutte le armi a disposizione e non si fa certo scrupoli per raggiungere il suo obiettivo. Sappiamo dei suoi gusti sessuali e dell’uso che fa del suo appeal sui maschi. Sappiamo anche che Cary ha un debole per lei, ma la conosce. E, infatti, dopo aver saputo dalla collega Dana che curiosava nel suo ufficio, le chiede cosa voglia da lui.
Quel che vuole, non è solo legato al caso del momento, ma all’aiuto – sincero - che Kalinda vuole dare a Will. Sa che la procura lo sta tenendo sotto “osservazione” (Diane nello studio, Florrick fuori dallo studio) e gli offre il suo aiuto.
Per la serie: nulla è lasciato al caso, notare l’espressione di Will. Preoccupato, emozionato per la proposta  di aiuto di Kalinda.
Un po’ troppo preoccupato ed emozionato per uno che come unico scheletro nell’armadio ha 45.000$ dollari sottratti a un cliente per pagare un debito gioco. Ci dev’essere altro.

C’è che Dana tira fuori il nome del giudice Baxter. Se non ricordo male, si tratta di un amico di Will che con lui aveva in comune un vizietto: il gioco. Will gli aveva prestato dei soldi e solo una parte gli fu restituita. Si ritrovano in un’aula di tribunale quando lo studio Lochart & Gardner assume la difesa di un minorenne. A seguire il caso ci sono Alicia e Kalinda che notano strane “coincidenze” nelle condanne che il giudice Baxter appioppa ai minorenni.  Condanne a pagamento. Perché i minorenni condannati venivano mandati sempre e solo in un istituto che ripagava Baxter con denaro.
E, sempre se non ricordo male, Baxter capisce durante un colloquio con Will, l’influenza che Alicia esercita su di lui e gli chiede se ci va a letto insieme. La risposta è negativa (e sincera) ma Baxter non è convinto…
Che significa questo rimando al giudice Baxter? Staremo a vedere..

Questi momenti dell’ottavo episodio mostrano più che altro la fragilità di Will. Comprensibile per un verso: è sotto “osservazione” da Peter Florrick ma non sa per quale motivo e cosa lui sappia. E’ “osservato” da Diane. La sua emozione quando Kalinda gli dice: chiedimi aiuto, io sono qui, mi pare però eccessiva per un uomo che ha dimostrato forza e non va per il sottile nei panni di difensore.
Ciò può dipendere dal fatto che c’è ancora qualcosa del suo passato che non sappiamo e che può esplodere, o che sia turbato dagli effetti che la duplice “osservazione” (di Peter e di Diane) potrebbe avere con Alicia.
I sentimenti di Will, seppure mai espressamente tirati in ballo dai King in questa terza stagione, ci sono.
Non ne parla perché Alicia scantona.

Piuttosto. Alicia continua a essere ignara dell’”accertamento” in corso su Will da parte dell’ancora marito e considera pettegolezzi, invidie, le voci che girano sullo studio sotto inchiesta.
Ed è anche ignara che la cara suocera, che ha accesso in casa per via dei nipoti, si sia messa a curiosare nel suo guardaroba trovando dei negligé “insoliti” per una donna separata.
Che succederà quando Alicia scoprirà che Will è un osservato speciale da Peter/Dana/Cary e che lei lo è da parte della suocera?
Credo che le diverse reazioni e azioni di Will e Alicia – quanta emotività, quale maturità - ci diranno se sono una coppia o..un calesse (parafrasando Troisi: pensavo fosse amore e invece è un calesse).

Concludendo.
Poiché finora sono stata piuttosto elogiativa nei confronti dei King, giunta all’ottavo episodio avrei una tiratina d’orecchi.
Che Michelle e Robert King siano una spanna sopra la media degli sceneggiatori americani, ok. Ma non sono sempre impeccabili. Siamo a quota otto episodi e ancora non vi sono “indizi” sul perché Alicia e Will abbiano una relazione clandestina. Neppure in minuto di una conversazione nella quale i due si dicano direttamente o indirettamente perché una scelta di questo tipo.
E’ il loro “buon momento”. Lo vogliono vivere così. Ok. Molto – per così dire – “moderno”. Realistico?
Per qualche puntata sì. Per otto, no.

Il decidere di tralasciare completamente qualsiasi motivazione, lasciando all’intuizione dello spettatore i “perché” non è mancanza di capacità di scrittura. E’ una scelta. Che, francamente, sta diventando un altro di quei “trascinamenti” nei quali i King sono specialisti e dai quali si tirano fuori con zampate e tocchi di classe, ma, ripetuti di stagione in stagione, possono far perdere fluidità e il giusto equilibrio del gioco delle parti. Nonché: rompere le palle.
Ergo: sarebbe ora che il coperchio saltasse. Vale a dire: i King vedano di sorprendermi.

mercoledì 16 novembre 2011

Governo: Monti e i ministri hanno giurato al Quirinale

Nessun politico di partito, tutti tecnici i ministri del nuovo governo. Tre donne in ministeri importanti: Anna Maria Cancellieri al Ministero dell’Interno, Paola Severino al Ministero della Giustizia, Elsa Fornero al Ministero del Lavoro e politiche sociali.

Ecco la lista di tutti i ministri.

Ministeri con portafoglio:
Ministero degli Affari esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata
Ministero dell'Interno, Anna Maria Cancellieri
Ministero della Giustizia, Paola Severino
Ministero della Difesa, Giampaolo Di Paola
Ministero delle Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti, Corrado Passera
Ministero delle Politiche agricole e forestali, Mario Catania
Ministero dell'Ambiente, Corrado Clini
Ministero del Lavoro e politiche sociali, Elsa Fornero
Ministero dell'Istruzione, dell'universita e della ricerca, Francesco Profumo
Ministero per i Beni e le attivita culturali, Lorenzo Ornaghi
Ministero Salute, Renato Balduzzi.

Ministeri senza portafoglio:
Ministero Affari europei, Enzo Moavero Milanesi
Ministero Sport e turismo, Piero Gnudi
Ministero Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda
Ministero Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi
Ministero Coesione territoriale, Fabrizio Barca.

Il governo Monti si presenterà in Parlamento per il voto di fiducia. Entro venerdì dovrebbero concludersi le votazioni.
Se così sarà, nell’arco di una settimana saremmo passati dal governo Berlusconi, dalle sue dimissioni, dalle consultazioni dei partiti da parte del presidente della Repubblica, alla nomina di un incaricato a formare il nuovo governo, ai colloqui per arrivare a formare tra consensi e dissensi il nuovo esecutivo, all’appoggio di una maggioranza parlamentare.

Le ore notturne di Berlusconi e Monti

Monti si appresta ad essere un presidente del consiglio ben diverso dal precedente. 

Sta andando al Quirinale a sciogliere la riserva, cioè a dichiarare che accetta l’incarico di formare un nuovo governo e ha pronta la lista dei ministri.
Fin qui, siamo nella prassi costituzionale.

In cosa si manifesta la sua diversità? E’ un’impressione o un auspicio? No. Una constatazione su come impiega parte del suo tempo notturno.
Ha passato tre ore della scorsa notte con Alfano. Se non notate la diversità…

Silvio Berlusconi le passava a consumare e pagare escort. Sto “poveraccio” di Monti ha passato parte della notte con Angelino Alfano.
Un incubo (e una  noia...).

Dai.
Qualcuno lo porti a fare un giro sulla Nomentana (se è ancora quella di Flaiano).

Silvio Berlusconi & Mediaset: un alto senso del dovere

Molto alto il senso del dovere di Silvio Berlusconi. Quello verso le sue aziende, s’intende.
In particolare: Mediaset.

Il vecchio nano puttaniere, sceso in campo per difendere i suoi interessi privati e quelli della sua lobby e che ha dato le dimissioni il 12 novembre 2011, ha fatto un passo indietro non da presidente del consiglio ma  da “presidente dietro le quinte” di Mediaset. La sua permanenza al non-governo aumentava di giorno in giorno gli effetti negativi sull’azienda di Cologno Monzese. Protetta a livello governativo-legislativo ma “punita” (come il suo non-governo) dal mercato.
Nel post sotto, l’articolo del Sole 24 ore di lunedì che descrive la situazione Mediaset. 

Dimissioni di Berlusconi: Mediaset spera in una tregua


da: il Sole 24 ore

Mediaset spera in una tregua: l’impero tv «osservato speciale»
Lo scenario: Gli investitori hanno ridotto l’esposizione verso i titoli delle aziende del Cavaliere, giudicate ora più vulnerabili e senza rete di protezione.
di Simone Filippetti

Fari puntati sul titolo Mediaset. Che succede ora che il fondatore e principale azionista non è più il presidente del consiglio? Oggi (ndb: lunedì), alla riapertura dei mercati dopo un fine settimana cruciale per il futuro del paese e le sorti politiche del governo Berlusconi, c’è da scommettere che gli occhi di trader e borsini saranno tutti puntati sulla galassia Fininvest e le sue tre aziende quotate: Mediaset, Mondadori più Mediolanum. Ma la vera «proxy» del Cavaliere in Borsa è Mediaset: Mondadori si muove sempre abbastanza slegato dalle vicende di Berlusconi, mentre Mediolanum è da sempre più defilata visto che Fininvest detiene solo il 35 per cento.
Piaccia o no, vero o falso, negli ultimi quindici anni Mediaset è stata legata all’inquilino di Palazzo Chigi. La sovrapposizione di ruoli, tra premier e imprenditore proprietario di un grande gruppo tv, il mercato l’ha sempre scontata.

Berlusconi: “i magistrati sono doppiamente pazzi”

Tratto dal libro di Nando Dalla Chiesa ‘La Convergenza – mafia e politica nella seconda repubblica’ 

Il capo del governo 
“I magistrati sono doppiamente matti. Primo perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque: per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana”.
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio; 11 settembre 2003, intervista al periodico inglese The Spectator)

 

Nando Dalla Chiesa: La Convergenza – mafia e politica nella seconda repubblica

“Il bisogno e la disponibilità di cretini. Qui sta la chiave di tutto, prima ancora che nelle complicità intenzionali o nelle affinità morali.
Il cretino farà spontaneamente, spesso in buona fede, ciò di cui la mafia ha bisogno. Di più: lo farà gratis. E se ci sarà da omettere, ometterà.
Più in generale: se bisognerà non capire, lui non capirà.
Anzi, porterà a sostegno delle azioni od omissioni desiderate dai clan nuove e insospettabili argomentazioni.
Talora con entusiasmo da neofita. Userà parole che i clan, o gli ambienti a loro vicini, non avrebbero saputo inventare o rendere credibili”. 

Il Buongiorno di Massimo Gramellini

da: la Stampa

Il tecnico Fiorello
Una delle ragioni del successo di Fiorello è che da una vita su Raiuno non andava più in onda un programma di Raiuno. Come gli elenchi di «Vieni via con me», giusto un anno fa, avevano propiziato il risveglio di un’opinione pubblica che si sarebbe poi espressa nei referendum di primavera, il Fiorello in smoking dell’altra sera ha anticipato l’opera di restaurazione del governo tecnico. Il suo, per quanto adattato ai tempi, è stato il classico varietà da Prima Repubblica. Uno spettacolo democristiano nel senso migliore e pippobaudesco del termine: rassicurante, fastoso con sobrietà e divertente senza essere corrosivo. In una parola: professionale. Il conduttore era brillante e leggero, ma non fatuo né insopportabilmente volgare. I cantanti sapevano cantare, i musicisti suonare e i ballerini ballare. Dietro ogni gag, anche alle meno riuscite, si intuiva il lavoro di persone competenti.

In questo senso la restaurazione è una rivoluzione. Nella tivù dei granfratelli che non sanno fare altro che esserci, dove l’incapacità e l’ignoranza ostentate con orgoglio sono diventate la forma più comune di intrattenimento, riaffiora il concetto del merito. L’idea che per fare qualcosa, non solo in tv, il primo requisito non sia essere fortunati o raccomandati, ma essere bravi. Sull’onda del «tecnico» Fiorello, adesso mi aspetto il ripristino dei quiz con le domande difficili e i concorrenti sgobboni. Se poi anche il Tg1 tornasse ad assomigliare a un telegiornale, il ritorno alla realtà, dopo questa lunga ricreazione a base di urla e di pernacchie, potrebbe dirsi compiuto.

Crisi economica, amministrazioni locali: il welfare al capolinea


da: http://inchieste.repubblica.it/

Il Welfare al capolinea
di Mario Reggio

Trasporti, politiche sociali, sanità, la stangata arriva col nuovo anno

Manovra, maxiemendamenti, nuove richieste dell'Europa. La cronaca rischia di farci dimenticare che la mannaia di Berlusconi e Tremonti ha già tagliato sette miliardi di trasferimenti dallo Stato a Regioni, Province e Comuni per il 2012. Questo vuol dire - secondo le stime degli amministratori locali - che tre settori-chiave del nostro welfare stanno per crollare.

Frastornati da manovre e maxiemendamenti gli italiani non hanno la percezione della mannaia dei tagli già decisi nel 2010 e 2011, ai quali vanno aggiunti i prossimi imposti dalla Unione europea. Nel 2012, infatti, i trasferimenti dallo Stato a Regioni, Province e Comuni scenderanno di 7 miliardi di euro. Tre i settori che rischiano il crollo: il trasporto pubblico locale, le politiche sociali e la sanità.

Partiamo dal trasporto pubblico locale.

martedì 15 novembre 2011

Fiorello, ‘Il più grande spettacolo dopo il weekend’: il governo tecnico dell’intrattenimento

da: la Repubblica
 
Un miracolo di varietà
di Antonio Dipollina

 L’unico spettacolo dopo il weekend. E anche prima e durante, perché Rosario Fiorello che a cinquant’anni denuncia ansia da prestazione (eh,sì) avrebbe tutto il diritto di portare al trionfo il suo show senza il ruolo di salvatore della patria tv o caricandosi di responsabilità pazzesche, quelle che tutti gli stanno affidando. Come se fosse colpa sua la qualità di quello che gira intorno: e non si parla del desolante specchio offerto in contemporanea da Canale 5 e dai fratellari nella casa, ma dalla quantità scadente del resto dell’intrattenimento che ci affligge da anni. Sette anni dopo chiamano Fiorello, basta dire “varietà” e sembra un miracolo: via Fiore, anche con la partenza all’edicola stile internet-twitter, anche se dopo dieci minuti tutti diranno che vogliono di più. Più di che? Siamo al top dell’esistente, dura per altre tre puntate e toccherà ringraziarlo anche se facesse scena muta da qui ad allora. Perché quello che ci attende dopo, la minestra solita, trasformerà tutto in nostalgia, un secondo appresso. Vai Fiore e tieni altro questo governo tecnico dell’intrattenimento, che riaccende speranze, che poi chissà.

lunedì 14 novembre 2011

Punto & Stop: Berlusconi, le lobby, elezioni o governo Monti

Se non fossimo in una situazione di degrado generale – indipendentemente dall’andamento dei mercati finanziari – ci sarebbe da ridere.  

C’è da ridere a sentire gli inetti servi di Berlusconi gridare contro le “lobby” che hanno abbattuto Berlusconi.
Certo. Ha iniziato il gruppo Espresso-la Repubblica, giorno dopo giorno, ha evidenziare i caratteri tipici di Berlusconi presidente del consiglio. Ma i colpi portati dal gruppo De Benedetti, in realtà, non avevano prodotto effetti consistenti e immediati su Berlusconi e il suo governo.
Qualche sussulto morale o moralistico, dipende dai punti vista. Niente più.
Berlusconi continuava ad andare a puttane e mandare a puttane la gestione della cosa pubblica.
Lo hanno lasciato fare. Perché se esiste una “lobby dei poteri forti”

domenica 13 novembre 2011

Italia, 13 novembre 2011, nuovo governo: consultazioni del Quirinale, incarico a Mario Monti

Dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del consiglio, si è aperta la fase delle consultazioni da parte del presidente della Repubblica che ha concluso poco dopo le 18 i colloqui con le delegazioni dei partiti. Alle 19, si è presentato al Quirinale Mario Monti, al quale Giorgio Napolitano ha affidato l’incarico di formare il nuovo governo.

Nel frattempo, il morto vivente – Silvio Berlusconi - ha abbandonato la scena di Palazzo Chigi ma non la scena mediatica. Solito videomessaggio preparato per il momento dei tg. Parafrasando Mike Bongiorno e un suo noto programma: Berlusconi non lascia ma raddoppia. Da domani sarà ancora più attivo per il “bene del paese” cioè per tutelare le sue aziende e per uscire indenne dai processi.
Cambierà “stile”. Seguirà il consiglio di Giuliano Ferrara. Cercherà di ripresentarsi in “stile” 1994. Vediamo quanti coglioni di italiani avranno, o si rimetteranno, l’anello al naso. 

Italia, 12 novembre 2011, ore 21.40: Berlusconi si è dimesso

venerdì 11 novembre 2011

Roberto Benigni al Parlamento Europeo


Tv, scritto & detto: talent show, che fine fanno i vincitori..

da: Corriere della Sera  

I figli dei Talent
Che fine fanno i vincitori degli show? Dai trionfi di Mengoni all'oblio di Scanu
di Renato Franco

Servono o non servono? Effimero e fatuo fuoco di paglia o assicurazione duratura sulla vita artistica di chi non era nessuno e si scopre famoso grazie alla tv, la via più breve verso la celebrità? I talent show ogni anno non negano un provino a migliaia di persone. Selezione dopo selezione rimangono una decina di concorrenti. Uno solo vince. Ma quanti vengono ricordati? Quanti rimangono famosi in quanto celebri - i 15 minuti di gloria di cui parlava Andy Warhol - e chi resterà davvero scolpito nel bronzo del tempo musicale?

Successi e no
Gli Aram Quartet l'anno scorso si sono sciolti, eppure vinsero la prima edizione di «X Factor», quella che lanciò Giusy Ferreri (seconda):

giovedì 10 novembre 2011

Manovra economica, maxi emendamento: modifiche allo Statuto dei lavoratori


Il senatore dell’Idv Elio Lanutti afferma che il maxi emendamento da approvare al Senato contiene modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e all’articolo 8. L’attuale (e speriamo non più nel prossimo governo) ministro dell’Economia Giulio Tremonti smentisce. Anzi, sostiene l’esatto contrario: non saranno apportate modifiche ai due articoli.

Nessuno ha invece smentito la presenza, nel testo che sarà approvato nei prossimi giorni, dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2026.  

mercoledì 9 novembre 2011

Don Milani: Lettera a una professoressa


La scuola dell’obbligo non può bocciare


Cara signora,
lei di me non ricorderà nemmeno il nome.
Ne ha bocciati tanti.
Io invece ho ripensato spesso a lei, ai suoi colleghi, a quell’istituzione che chiamate scuola, ai ragazzi che «respingete».
Ci respingete nei campi e nelle fabbriche e ci dimenticate.

Due anni fa, in prima magistrale, lei mi intimidiva.
Del resto la timidezza ha accompagnato tutta la mia vita. Da ragazzo non alzavo gli occhi da terra. Strisciavo alle pareti per non essere visto.
Sul principio pensavo che fosse una malattia mia o al massimo della mia famiglia. La mamma è di quelle che si intimidiscono davanti a un modulo di telegramma. Il babbo osserva e ascolta, ma non parla.
Più tardi ho creduto che la timidezza fosse il male dei montanari. I contadini del piano mi parevano sicuri di sé. Gli operai poi non se ne parla.
Ora ho visto che gli operai lasciano ai figli di papà tutti i posti di responsabilità nei partiti e tutti i seggi in parlamento.
Dunque sono come noi. E la timidezza dei poveri è un mistero più antico. Non glielo so spiegare io che ci sono dentro. Forse non è né viltà né eroismo. E’ solo mancanza di prepotenza.