Bel brano. Fuori dalla solita “logica” del tormentone
Pensieri su ciò che ci circonda. Media, politica, attualità, libri, film e quant’altro.
Carissimi tutti,
abbiamo vissuto un tempo di profonda angoscia: ci ha travolto una tempesta terribile e anche adesso questa pioggia di dolore sembra non finire mai. Ci siamo bagnati, infreddoliti, ma ringrazio le tante persone che si sono strette attorno a noi per portarci il calore del loro abbraccio.
Mi scuso per l'impossibilità di dare riscontro personalmente, ma ancora grazie per il vostro sostegno di cui avevamo bisogno in queste settimane terribili. La mia riconoscenza giunga anche a tutte le forze dell’ordine, al vescovo e ai monaci che ci ospitano al presidente della Regione Zaia e al ministro Nordio e alle istituzioni che congiuntamente hanno aiutato la mia famiglia.
Mia figlia Giulia, era proprio come l’avete conosciuta, una giovane donna straordinaria. Allegra, vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma. Oltre alla laurea che si è meritata e che ci sarà consegnata tra pochi giorni, Giulia si è guadagnata ad honorem anche il titolo di mamma. Nonostante la sua giovane età era già diventata una combattente, un’oplita, come gli antichi soldati greci, tenace nei momenti di difficoltà: il suo spirito indomito ci ha ispirato tutti.
Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro avrebbero dovuto amarle e invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi fino a perdere completamente la loro libertà prima di perdere anche la vita.
Non solo oggi, non solo in quest’ultimo periodo, ma sempre, voglio ricordare questo libro. Ripropongo una pagina. Le altre le trovate nella sezione Saggistica, sono state pubblicate nel lontano novembre 2011. Sempre vere, sempre attuali. Sempre da leggere. Non solo le donne. Anche gli uomini dovrebbero leggere questo libro di Ivana Castoldi.
******************************
“Due in uno”, “Una cosa sola”, “Non posso vivere senza di te”, sono concetti saldamente radicati nella mentalità degli innamorati.
L’amore come dedizione totale e fusione in un’unica entità è stato molto enfatizzato dalla nostra cultura occidentale nel corso degli ultimi due secoli. Amore e sacrificio, amore e morte, passione suicidio. Il Romanticismo, con i suoi eroi e le sue eroine che morivano per amore, ha lasciato il segno.
All’inizio di un amore, con gli occhi bendati e le illusioni intatte, arsi dal fuoco della passione, viviamo sensazioni euforizzanti, perdendo completamente di vista la realtà. La ricerca continua dell’altro e il bisogno di rispecchiarsi in lui o in lei diventano il pensiero dominante.
Con questo genere di sensazioni identifichiamo lo stato emotivo compatibile con l’amore. E non c’è più verso di liberarci da questo preconcetto.
Perfetta la scelta del “cast”. Sì, perché che siano veri o finti agenti immobiliari non importa. Ciò che conta è che è tv. Quindi, devi bucare lo schermo. Tre tipi diversi: Mariana D'Amico, Ida Di Filippo e Gianluca Torre ben amalgati.
Mi piacciono generalmente programmi del genere: vendita di case, arredamento. Ad eccezione di certe americanate. Ti portano nel deserto dove c’è solo un cactus, una baracca che un tempo era il saloon dove hanno girato sfida all’Ok Corral. Insomma: un cactus, una catapecchia e un coxxlione che ti spiega come è bello vivere nel deserto guardando un cactus. Noi facciamo di meglio. Facciamo questo programma che guardo soprattutto perché c’è lei: Ida Di Filippo. Un salernitana non si smentisce mai. Ironia, empatia, accento campano. Perfetti i soprannomi che ha affibbiato a Mariana e Gianluca: bambolina e biscottino. E’ fatta per stare in tv. Se poi fosse pure una capace agente immobilare, è grasso che cola…