giovedì 17 marzo 2016

Governo Renzi, Mucchetti: Basta norme “ad bancam”



da: Il Fatto Quotidiano

Governo Renzi, Mucchetti: “Basta norme ad bancam, Lotti stia lontano dalle Bcc”
Il capitalismo di relazione si è adeguato al renzismo? Il senatore Pd: "E' viceversa. Quando sei all'orecchio di Marchionne, Messina e De Benedetti, quando vuoi dare la cyber security al tuo amico, stai costruendo anche tu la tua rete di relazioni"
di Stefano Feltri

Una riforma “ad bancam“. Il senatore del Pd Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria, parte da qui per una diagnosi sul rapporto tra il renzismo e quelli che una volta si chiamavano “poteri forti”. Spiega Mucchetti: “La riforma delle Bcc serve perché queste non sono riuscite a costituire il fondo di garanzia comune prima della Vigilanza unica europea e del bail in. Ma la facoltà di chiamarsi fuori (way out) dal credito cooperativo e trasformarsi in Spa pagando un balzello rischia di indebolirla, un precedente insidioso per l’intera cooperazione”.

Quali sono i rischi?
Non capisco come la cooperativa ex Bcc possa esercitare lo scambio

Un popolo di risparmiatori arrabbiati con l’“italiano della BCE”



da: http://www.glistatigenerali.com/ - di Giovanni Del Re

Dietro l’avanzata dell’Afd in Germania, non c’è solo la questione immigrati ma anche il crescente malumore dei tedeschi per la politica monetaria della Bce, che, insieme ai programma di salvataggio della Grecia, è fortemente contestata dal partito e non piace a molti tedeschi. Passati i tempi in cui l’ex governatore della Banca d’Italia veniva ritratto con un elmetto prussiano sulla prima pagina di Bild. Ormai Mario Draghi, «l’italiano alla Bce», è la bestia nera dell’opinione pubblica tedesca. Perché il costante calo dei tassi da parte della Bce, ormai a zero per quello di riferimento e addirittura negativi per i depositi degli istituti di credito presso la banca centrale, sta toccando un nervo cruciale per i tedeschi: l’ansia della stabilità dei propri soldi e soprattutto il piccolo risparmio.

«Cari risparmiatori, da ieri non vale più quello che ci hanno detto i nostri genitori: risparmia nel tempo, per avere nell’emergenza. Risparmiare era il nostro Dna, così mi hanno educato i miei genitori, risparmiare per la vecchiaia per quando ne hai bisogno», ha scritto Franz-Josef Wagner, celebre columnist del tabloid Bild. Perché il tedesco medio in genere predilige i metodi più sicuri, come i libretti di risparmio, ed è profondamente avverso al rischio e in genere ai debiti, soprattutto a lungo termine. E non è un caso che in tedesco la stessa

mercoledì 16 marzo 2016

Il Buongiorno di Massimo Gramellini: “Meloni amari”

da: La Stampa

La cattiveria delle donne. Silvio ha fatto davvero qualsiasi cosa per loro. Le ha create da una costola di Adamo e più di recente le ha riempite di alimenti, regali e ministeri, a seconda che fossero ex mogli, addette al reparto svaghi o fascio-conservatrici con la passione dei salotti televisivi. E adesso che per una volta aveva bisogno lui di un piacere – perdere le elezioni di Roma per fare contento Renzi e ottenere in cambio il suo appoggio nella creazione del mega-polo televisivo col francese Bolloré – una di quelle ingrate lo ricompensa a calci sui denti.
E sì che ancora ieri mattina Silvio, la cui immagine di donna moderna è ferma alla casalinga che sorrideva sulle confezioni del dado Knorr, ha pregato Giorgia Meloni di non candidarsi a sindaca della Capitale per restare in casa a fare la mamma. Era anche disposto a farle un regalo di classe dei suoi, tipo un passeggino in marmo di Carrara o un biberon a forma di coniglietta di Playboy trapuntato di brillanti. Ma la Meloni niente: dopo avere detto prima «no» e poi «forse» alle profferte dell’astuto Salvini, adesso pare orientata verso il «sì» per il puro gusto di disubbidire a Silvio e certificare che in politica ormai lui conta meno di una felpa.

martedì 15 marzo 2016

Renzi vuole l’acqua privata, alla faccia di 26 milioni di italiani che votarono “sì” alla gestione pubblica



da: http://www.left.it/

Il Pd stravolge il disegno di legge sull’acqua pubblica. M5S e Sinistra italiana furiosi
di Raffaele Lupoli

Giaceva in Parlamento dal 2007. E i movimenti per l’acqua pubblica avevano fatto più volte pressione su deputati e senatori affinché lo prendessero in esame. Parliamo del disegno di legge di iniziativa popolare sulla pubblicizzazione della gestione dell’acqua fatto proprio dall’intergruppo parlamentare composto da deputati Pd, Sel e M5s. Il testo in questione prevede all’articolo 6 l’affidamento del servizio idrico esclusivamente a enti di diritto pubblico controllati dallo Stato.
Oggi però l’aula di Montecitorio ha approvato due emendamenti presentati da deputati Dem con l’effetto di abolire proprio l’articolo 6: la gestione non sarà più obbligatoriamente pubblica, ma lo sarà soltanto «in via prioritaria». I deputati Cinquestelle e quelli di Sinistra Italiana hanno protestato contro «l’arroganza della maggioranza» e Federica Daga ha ritirato la propria firma al disegno di legge lanciando l’hashtag #lacquanonsivende. Che il governo non avesse

Il Libro di Morgan dal vivo: Marco Castoldi racconta la sua versione a teatro



da: https://www.milanoweekend.it/ - di Oriana Davini


 
Prima ha scritto il libro cartaceo, ora lo porta lui stesso a teatro: debutta a Milano ‘Il libro di Morgan dal vivo’, spettacolo scritto e interpretato da uno dei cantautori più polemici del panorama italiano.

Marco Castoldi, alias Morgan, sale sul palco del Teatro Manzoni per raccontare la sua versione: “Io non vivo infatti, io volo – scrive nel libro -. Sono sempre in alta quota, leggero, costantemente in orbita, lanciato anche a piombo talvolta, è la sensazione che ho, quella di non avere i piedi per terra, ma sono ricompensato da una buona dose di senso pratico in quello che faccio. Il mio non avere i piedi per terra non è l’avere la testa fra le nuvole, tutt’altro. Sono concreto, pratico, forse cervellotico ma pratico, e se ci penso sono anche un romantico idealista“.

La sceneggiatura è tratta da ‘Il libro di Morgan‘ (ed.Einaudi), dove Marco Castoldi racconta Morgan: la versione teatrale combina il testo ad altri linguaggi artistici, dove l’artista si racconterà in prima persona muovendosi

Rai, fiction: Tutto può succedere, i 5 motivi per cui ci sarà la seconda stagione



E’ il remake di una serie americana con il merito di non scimmiottarla perché sa brillare di luce propria. Bella fiction, attuale, moderna nel linguaggio. Cast, regia, montaggio, musica, un insieme perfetto. Chi l’ha persa la recuperi dal sito Rai.  
Menzione speciale per Roberto Nocchi (Max, con la sindrome di Asperger), Matilda De Angelis (Ambra), Benedetta Porcaroli (Federica) e Valentina Romani (Giada) che si è già fatta notare per talento in ‘Questo è il mio paese’.


da: http://tvzap.kataweb.it/

Tutto può succedere, i 5 motivi per cui ci sarà la seconda stagione
La Rai non ha avuto dubbi, la fiction con Sermonti tornerà il prossimo anno con nuovi episodi. Ma perché è piaciuta tanto?
di Alessandro Buttitta 



Ha ottenuto buoni ascolti, ha avuto gli apprezzamenti del pubblico a casa ma soprattutto ha fatto comprendere come una fiction piena di contenuti possa diventare protagonista su Rai1 in prima serata. Tutto può succedere, che si è conclusa domenica 13 marzo, è stata la serie rivelazione di questi primi mesi del 2016. Il merito va dato a una produzione che ha avuto il coraggio di alzare continuamente la posta in gioco non tirandosi indietro nel racconto delle famiglie italiane di nuova generazione. Una dramedy ideale per ringiovanire il pubblico

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, manovre su Mediaset-Vivendi-Telecom. Così riappare il Patto del Nazareno



da: http://www.huffingtonpost.it/ - di Alessandro De Angelis 



All’incrocio dei venti riappare il Nazareno, o meglio il “Nazareno della roba”, senza neanche l’impiccio di una copertura parlamentare. Il vento del nord, teutonico, che spinge Matteo Salvini a stracciare la foto di Bologna (con Silvio Berlusconi) e a costruire una corsa solitaria, come l’estrema destra che nei Lander ha preso il 20 per cento. E il vento di Cologno Monzese, dove il Biscione nell’era Renzi, sta conoscendo una seconda giovinezza.

Una seconda giovinezza (la prima risale a quando Craxi schiaffeggiò il Parlamento pur di imporre la Legge Mammì) che val bene la sconfitta a Milano, con lo sconosciuto Stefano Parisi da contrapporre a Beppe Sala e a Roma, dove Berlusconi ormai, dopo la finzione delle gazebarie, su Guido Bertolaso non torna indietro: “Con Giorgia Meloni a capo della coalizione – dicono furiosi dentro la Lega – il ballottaggio sarebbe stato tra lei e Cinque Stelle. Così invece a destra si va in ordine sparso, con Storace, Marchini, Bertolaso e vediamo come va a finire con la Meloni. Insomma, così al ballottaggio va Giachetti e la Raggi”. Il vertice, chiesto dalla Meloni, è saltato, tutta Forza Italia fa quadrato attorno a

lunedì 14 marzo 2016

Perché Gianroberto Casaleggio ha rottamato Patrizia Bedori a Milano



“Avete usato volutamente termini come casalinga e disoccupata per offendermi, volevo dirvi che per me non sono offese. Ci sono milioni di casalinghe in Italia e grazie a loro, le vostre madri, sorelle, mogli e compagne che ogni giorno dedicano il loro tempo con dedizione alla famiglia, ai figli, ai mariti e si fanno carico di tutta una serie di compiti per cui lo stato è inadempiente come la cura degli anziani, che l’Italia sta in piedi. Si il famoso welfare è sopratutto sorretto da loro“.


da: http://formiche.net/ - di Antonella Luppoli

Patrizia Bedori ha deciso di fare un passo indietro. La corsa a Palazzo Marino non le interessa più. Così, il Movimento Cinque Stelle dovrà riporre le speranze (e i voti) su un altro candidato. Bedori era stata eletta nel novembre scorso durante le “comunarie” di Milano, che si erano tenute straordinariamente non online ma all’auditorium Valvassori Peroni del capoluogo lombardo. I votanti erano stati 300 e Bedori aveva vinto sugli altri 7 candidati raggiungendo 74 consensi.



LA MARCIA INDIETRO
Nel corso di una riunione, tenutasi nella sede di via Barrili a Milano, ieri Bedori ha comunicato la decisione di abbandonare la corsa alle Comunali. “Lascio, non me la sento più”, queste sono state le sue prime parole. Ha proseguito: “Non mi ritiro, sarò nella lista se me lo permetteranno, sarò di fianco a chi verrà. Vorrei

Persone: attaccati a una corda, 2mila profughi attraversano il fiume per arrivare in Macedonia



da: http://www.tgcom24.mediaset.it/

Grecia, migranti superano polizia e barriere ed entrano in Macedonia: esercito li blocca
Confini chiusi ma 2mila profughi hanno lasciato Idomeni e guadato il fiume Suva Reka, dove in mattinata sono annegati tre migranti. Fermati 40 reporter


Duemila migranti hanno attraversato il confine tra la Grecia e la Macedonia, nonostante la chiusura dei confini da parte di Skopje. Partiti dal campo di accoglienza greco di Idomeni, si sono diretti a piedi verso un punto in cui si trova una breccia nella barriera di divisione tra i due Paesi. Oltrepassato un cordone di polizia hanno guadato il fiume Suva Reka. Al loro arrivo in Macedonia, però, sono stati bloccati dall'esercito.
Famiglie intere sono entrate con circospezione nelle acque del fiume in piena, aiutate solo da una corda. Sulle spalle i bambini e in mano il bagaglio.

In mattinata morti tre profughi - In precedenza, sempre nel tentativo di raggiungere la Macedonia, tre profughi hanno perso la vita. Due uomini e una

sabato 12 marzo 2016

Noemi (finalmente) a Che fuori che tempo che fa..(da non credere)




Era ora……………stasera Noemi è ospite di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ che nella versione del sabato diventa ‘Che fuori che tempo che fa'.

Avrei una domandina cattivella per Fazio ma……gliela risparmio.
Per ora…..

Buona serata

giovedì 10 marzo 2016

La globalizzazione dell’indifferenza: Yemen, martirio di suore cattoliche



da: http://formiche.net/

Perché siamo silenti sul martirio delle suore cattoliche nello Yemen?
di Maria Antonietta Calabrò

 
La guerra alla religione è l’altra faccia della guerra di religione, ed è per questo che in Occidente, ed in particolare in Europa, non si parla delle quattro missionarie di Madre Teresa uccise nello Yemen.

Papa Francesco si è lamentato pubblicamente dell’eccidio a più riprese, parlando di globalizzazione dell’indifferenza. E così tutti i media. Oggi al riguardo Avvenire intervista, ad esempio, l’editorialista della Stampa Gianni Riotta. Ma nessuno ha messo in relazione i due fenomeni, anche se nei suoi più recenti interventi lo stesso Pontefice ha iniziato a dedicare maggiore attenzione a quello che accade in Europa, riprendendo temi cari al suo predecessore Benedetto XVI.

Mi spinge a questa considerazione un’attenta analisi l’ultimo, cioè il Settimo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa appena pubblicato da Cantagalli Editore. Quest’anno la consueta panoramica dettagliata sullo sviluppo della

mercoledì 9 marzo 2016

Video, ‘Dancing In The Dark’: Bruce Springsteen e la giovane (sì, proprio così) fan di 91 anni…

Referendum Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky: 15 motivi per dire no alla riforma voluta da Renzi


da: Il Fatto Quotidiano

In vista della consultazione popolare fissata a ottobre sulle modifiche alla Carta, il presidente emerito della Consulta elenca le ragioni per votare contro il disegno messo a punto dal premier e dal suo governo

Nella campagna per il referendum costituzionale i fautori del Sì useranno alcuni slogan. Noi, i fautori del NO, risponderemo con argomenti. Loro diranno, ma noi diciamo.

1. Diranno che “gli italiani” aspettano queste riforme da vent’anni (o trenta, o anche settanta, secondo l’estro)
Noi diciamo che da quando è stata approvata la Costituzione – democrazia e lavoro – c’è chi non l’ha mai accettata e, non avendola accettata, ha cercato in ogni modo, lecito e illecito, di cambiarla per imporre una qualche forma di regime autoritario. Chi ha un poco di memoria, ricorda i nomi Randolfo Pacciardi, Edgardo Sogno, Luigi Cavallo, Giovanni Di Lorenzo, Junio Valerio Borghese, Licio Gelli, per non parlare di quella corrente antidemocratica nascosta che di tanto in tanto fa sentire la sua presenza nella politica italiana. A costoro devono affiancarsi, senza confonderli, coloro che negli anni hanno cercato di modificare la Costituzione spostandone il baricentro a favore del

martedì 8 marzo 2016

Madre Teresa di Calcutta: Ama


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. 

John Lennon: video, Woman


lunedì 7 marzo 2016

Amici 15, verso il serale: Alessio su tutti, Chiara e Sergio e…………Morgan?



Mentre girano “voci” che Marco Castoldi in arte Morgan sia uno dei giudici del serale di Amici 2015, ho guardato alcune delle esibizioni di sabato pomeriggio ad Amici. Giusto per capire se….cambiavo idea sulla mediocrità di questa edizione.

Parto dal meglio: Alessio. Ha solo 19 anni e una potenza espressiva notevole che unisce alla tecnica. Le coreografie di Peparini dovrebbero mettere in evidenza queste sue doti. Il serale per lui è di diritto.
Anche Andreas, che suscita risvegli ormonali in larga fetta del pubblico femminile standard di Amici, al serale ci sta. Altro ballerino di qualità è Emanuele. Tra l’altro, in un genere da “ballando con le stelle”. Un tocco di diversità nel panorama tipico degli aspiranti ballerini professionisti di Amici.

Se il reparto danza fa pensare a un buon spettacolo del serale, il reparto cantanti lo trovo tra il penoso e  l’inconsistente.
Di accettabile c’è poco e richiede un buon lavoro da parte di Elisa. Senza nulla togliere a Nek  e J-Ax, salvo Chiara e Sergio. Che ritengo debbano finire in squadra con Elisa. Soprattutto Chiara. Sia chiaro: nessun paragone con Elisa, ma la ragazza ha qualcosa che fa pensare ad alcune similitudini. Seppure un gradino sotto i due, salvo anche Cristiano.

Renzi, dal Colosseo alla Reggia: Il sindacato come arma di distrazione di massa



Condivido e sottoscrivo: “Si può anche non essere gufi senza per questo esser costretti a vestire i panni (o le piume) di utili allocchi”

da: http://www.glistatigenerali.com/ - di Cristian Sesena

Un solo cruccio deve aver avuto Matteo Renzi nell’apprendere dei fatti di Caserta: fra  le rappresentanze sindacali che hanno mosso accuse al nuovo direttore della Reggia  non c’è  solo la Cgil, che tra l’altro si è subito dissociata attraverso la sua segreteria territoriale.

Per il resto siamo di fronte all’ennesimo piatto ricco (ma un poco scondito e scontato) imbandito alla necessità vitale del presidente del consiglio di spostare l’attenzione del popolo sui consueti nemici: gufi, sindacati, fannulloni.
Il documento, redatto da svariate sigle, si compone di tre pagine del tutto sconosciute se non per l’accusa mossa a Mauro Filicori di “restare fino a tarda ora nella Reggia mettendo a rischio l’intera struttura museale.”  A ben vedere, non lo si sta formalmente accusando di lavorare troppo, ma di produrre un comportamento che avrebbe non meglio comprensibili e precisate conseguenze.
Sarebbe necessario ed opportuno conoscere anche il resto della missiva per

domenica 6 marzo 2016

Marco Travaglio: “La guerra spiritica”



da: Il Fatto Quotidiano

Voi non ci crederete, ma Sergio Mattarella ha parlato. Non con la sua voce, ci mancherebbe: da quando è stato eletto 13 mesi fa, schiere di logopedisti sono all’opera giorno e notte per restituirgli il dono della favella, per ora senza esito alcuno. No, il presidente ha insufflato la sua posizione sull’imminente guerra alla Libia ai ventriloqui del Corriere della Sera, i quali gli prestano gentilmente la voce come il medium alle anime dei defunti, come Raffaele Pisu al pupazzo Provolino e come Josè Luis Moreno al corvo Rockfeller.
Cosa l’abbia indotto a rompere il tanto celebrato riserbo è presto detto. I 5Stelle e Alessandro Pace sul Fatto hanno rammentato alcuni concetti: per fare la guerra occorre dichiararla, spiegare contro chi, con quali alleati, obiettivi, mezzi e costi e soprattutto chiedere il permesso al Parlamento.

Lo dice l’art. 78 della Costituzione: “Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari”. Il che non è affatto scontato, visto che l’art. 11 sembra prevedere una sola deroga al ripudio della guerra: il consenso delle “organizzazioni internazionali” volte ad assicurare “la pace e la giustizia fra le Nazioni”: cioè l’Onu. Ed è tutto da dimostrare, sugli

sabato 5 marzo 2016

Rai3, Daria Bignardi caccia Milena Gabanelli?: meglio per Mediaset (che dovrebbe approfittarne)



Mediaset, con rare eccezioni lontane nel tempo, non ha programmi di informazione di qualità. Facciano una proposta a Milena Gabanelli e troveranno nei dati auditel quelle fasce di consumatori, detti spettatori, che l’azienda di Berlusconi non riesce a catturare.
Il livello professionale della Bignardi non è nulla rispetto a quello della migliore giornalista italiana: Milena Gabanelli.

da: Lettera43

Rai Tre, Daria Bignardi si prepara ad azzerare la rete

La Bignardi è pronta a rottamare la programmazione. Gli unici punti fermi sono Che tempo che fa e Chi l'ha visto?. Ballarò chiuderà. E ora rischia anche Report.


Sino ad ora si è mossa con passi felpati e stile sobrio.
Rare apparizioni nei corridoi di viale Mazzini, qualche riunione privata con l’amministratore delegato Antonio Campo Dall’Orto e molte telefonate con i vice direttori per controllare e valutare gli ascolti.
A partire da quelli di Massimo Giannini, conduttore traballante di Ballarò, destinato a fine stagione a restare a casa.

BALLARÒ VERSO LA CHIUSURA. La neo direttora di Rai Tre Daria Bignardi

venerdì 4 marzo 2016

Noemi, album Cuore d’artista: testo, Idealista (di Ivano Fossati)


Mio cuore d'artista
Idealista!
cuore di ragazza ribelle che va
a caccia di sballo ancora
di sete non morire che l'acqua ha da venire
se non adesso è stasera è domani
qualcosa ha da cambiare qui
Il cuore ha rivelato
l'istinto non ha mai sbagliato
sono felice rido corro scappo che mi sembra di aver volato
no no, io dico di no
io no, rispondo di no
a questo mondo se lavori e ti dai da fare come un pazzo
lo so, stai fedele come un cane intanto a quelli non glie ne frega un cazzo di te
ma il cuore è sollevato,
l'istinto non si è mai sbagliato
e c'è qualcuno che ti illude di notte
con le parole poi di giorno ti fotte
ma se il cuore l'ha capito
il cane avrà abbaiato

mercoledì 2 marzo 2016

Il Commissario Montalbano è da record: ecco i 5 motivi per cui il poliziotto di Vigata piace a tutti



da: Il Fatto Quotidiano – di Domenico Naso


Forse lo sapevamo già, ma a leggere i dati Auditel relativi al ritorno del commissario più amato nella storia della televisione italiana (e forse della letteratura) c'è da restare sbigottiti. La serie si afferma come il Sanremo della fiction, il “Mondiale della serialità made in Italy”

Parliamoci chiaro: Il Commissario Montalbano non è più soltanto una fiction tv o la riduzione televisiva delle splendide storie di Andrea Camilleri. Il Commissario Montalbano è un evento, è il Sanremo della fiction, il “Mondiale della serialità made in Italy”.

Forse lo sapevamo già, ma a leggere i dati Auditel relativi al ritorno del poliziotto più amato nella storia della televisione italiana (e forse della letteratura), c’è da restare sbigottiti: 10.862.000 spettatori, share del 39,06%, 25,5 punti di distacco dal secondo programma più visto del prime time, il film American Sniper su Canale5.

martedì 1 marzo 2016

Cuore d’artista: il miglior album di Noemi




La notizia positiva, molto positiva, è che Ivano Fossati è…Ivano Fossati. Che Giuliano Sangiorgi è…Giuliano Sangiorgi. Che Gaetano Curreri è….Gaetano Curreri.
Sono tre degli autori che hanno scritto per Noemi e che troviamo in questo Cuore d’artista che, per quanto mi riguarda, considero il migliore album di Noemi.

Fossati, Sangiorgi e Curreri hanno scritto pezzi che li identificano. Sono riconoscibili. Se è vero che hanno scritto per altri interpreti, è anche vero che non sempre i brani che hanno realizzato erano il meglio della loro produzione. Invece qui, in Cuore d’artista, i brani sono di livello e sono, appunto, riconoscibili come Fossati, Sangiorgi, Curreri. 



E quando succede che un autore dà un “suo” pezzo a un’interprete, anziché scrivere (bene o male) su commissione (senza nulla togliere a questa attività “industriale”) significa che la ritiene ‘l’interprete’ delle sue creature musicali. E’ successo, succede e risuccederà con Fiorella Mannoia. Senza fare

Caos Libia: arriva la guerra italiana, solo che non sappiamo chi è il nemico



da: http://www.glistatigenerali.com/ - di Christian Elia

La sensazione è quella di un amico che ti gioca un tiro mancino. Perché, alla fine, mentre l’esecutivo italiano dice e smentisce, annuncia e ridimensiona, da Washington lanciano una bordata. Che agli osservatori più avvezzi alla realpolitik sembra voluta, ma che non lascia indifferenti neanche quelli che credono alla buona fede.
“L’Italia, essendo così vicina, ha offerto di prendere la guida in Libia. E noi abbiamo già promesso che li appoggeremo con forza”, ha dichiarato Ash Carter, Segretario di Stato Usa alla Difesa.

La Libia è vicina, la guerra anche. L’elemento importante rispetto alla questione libica negli ultimi giorni è un sostanziale svelamento. Da tempo operano sul terreno unità speciali che stanno facendo quel che fanno sempre le unità speciali: preparano l’attacco in forze.

Rilievi sul territorio, informazioni di intelligence, se possibile eliminazione di elementi sgraditi, consistenza e posizione degli attori sul terreno e via così. Allo stesso tempo, però, il tiro mancino è nelle parole scelte dall’amministrazione Obama per parlare del ruolo italiano.

"No all'utero in affitto": e non lo dicono solo i cattolici



da: http://www.famigliacristiana.it/

Vendola e il suo compagno annunciano di essere finalmente padri attraverso una madre surrogata. C'è un tema che unisce mondi solitamente lontani come il femminismo e quello dei valori cristiani. E' la condanna della pratica dell'utero in affitto e la certezza che un figlio non è un diritto.
di Orsola Vetri

“Un figlio non è un diritto” questo semplice slogan per una rara volta mette d’accordo mondi apparentemente lontani, come il femminismo laico e tendenzialmente di sinistra e quello dei valori cattolici. Un pensiero che ha avuto inizio in Francia e che sta raccogliendo consensi anche in Italia. Il nemico comune è l’utero in affitto, complessa pratica riproduttiva che permette a chi non può, o peggio ancora a chi non ha voglia di affrontare nove mesi di gravidanza, di mettere al mondo un figlio utilizzando come un’incubatrice l’utero di una donna che non sarà mai colei che crescerà il bambino che ha portato in grembo.

In una petizione lanciata dalle donne del movimento Senonoraquando, e pubblicata sul sito Che libertà si legge una dura condanna: «il percorso di vita che una donna e il suo futuro bambino compiono insieme è un’avventura umana straordinaria. I bambini non sono cose da vendere o da “donare”. Se vengono  

Caso Vendola: per la Bibbia il vero sodomita è Salvini



da: Lettera 43 – di Lia Celi

Salvini accusa Vendola sulla maternità surrogata: «È di un egoismo spaventoso». Ma è lui, con i migranti, a incarnare la mancanza d'altruismo punita da Jahvè.

Pangea Onlus. Aidos. Fondazione Un raggio di luce.
Sono solo tre delle tante organizzazioni che si occupano di promozione morale e materiale delle donne nei Paesi sottosviluppati: se chi dal 28 febbraio accusa sui social il neo-papà Nichi Vendola di aver sfruttato una donna povera con la maternità surrogata non sostiene di già queste associazioni, non è di certo perché l'argomento donne sfruttate torna utile solo quando si tratta di infamare una coppia gay per di più molto di sinistra, ma solo per mancanza di informazione.

UNA PRATICA LEGALE E CONTROLLATA. Grazie alla Rete, con lo stesso dito con cui si inviano tweet offensivi a Vendola e al suo compagno per essere ricorsi a una pratica che negli Usa è legale da 30 anni (e con contratti chiari e precisi), si possono aiutare concretamente le donne del Sud del mondo a non rendersi disponibili ad affittare il proprio grembo in cambio di denaro.