giovedì 12 marzo 2015

Riforme Costituzionali, Michele Ainis: Il potere senza contrappesi



Due osservazioni, in particolare, condivido e sottoscrivo dell’articolo di Ainis: non possiamo andare avanti con un parlamentarismo scritto e un presidenzialismo immaginato e che i cittadini italiani non possono essere trattati come ospiti nella casa delle istituzioni. Perché nel referendum che Renzi e Boschi ci “concedono” per esprimerci sulla riforma costituzionale, noi saremo l’ospite che potrà solo decidere di entrare o uscire di casa ma non potrà spostare neppure un soprammobile.
La solita presa per il culo degli italiani da parte di Renzi, malato di voglia di plebiscito.


da: Il Corriere della Sera

Non c'è due senza tre. Dopo il voto estivo da parte del Senato, dopo il voto invernale ieri alla Camera, il ping pong della riforma rimbalzerà di nuovo sul Senato. E a quel punto la pallina dovrà saltare un altro paio di volte fra le nostre assemblee legislative, per la seconda approvazione. None finita, insomma. Eppure, in qualche misura, è già finita. Perché adesso il Senato può intervenire esclusivamente sulle parti emendate dalla Camera, non sull'universo mondo. Perché dopo d'allora il timbro finale di deputati e senatori sarà un lascia

Marco Travaglio: “La legge Sederino”



da: Il Fatto Quotidiano

Ci risiamo. La sentenza della Cassazione che conferma quella d’appello e assolve definitivamente B. nel processo Ruby dalle accuse di concussione e prostituzione minorile ha scatenato il solito diluvio di cazzate, riassumibili nei titoli degli house organ al seguito: “Il bunga-bunga era una bufala” (Il Giornale), “Silvio assolto, ora chi paga?” (Libero), “Un assurdo processo politico” (Il Foglio). Non si accontentano che il padrone l’abbia fatta franca grazie alla legge Severino, o Sederino visto che glielo restituisce bello lindo, roseo e levigato come il culetto di un bambino (la frode fiscale è già passata in cavalleria). Non accendono un cero a Santa Paola. Pretendono pure di farci passare tutti per fessi, forse perché cercano compagnia. Incredibilmente si associa al coro una persona solitamente seria come Michele Emiliano, ex pm, ex sindaco di Bari, ora leader Pd in Puglia e candidato a governatore, che invita addirittura la Boccassini a “scusarsi con B.”. Roba da matti.

1) Chi paga? Se la domanda riguarda i costi dell’indagine, quella della Procura di Milano sul gigantesco sistema prostitutivo nella villa di Arcore, accertato e confermato dalle condanne in primo grado e in appello per Mora, Minetti e Fede nel processo Ruby-bis, è costata meno di qualunque altra su fatti simili: 65 mila

mercoledì 11 marzo 2015

Hozier: Take Me To Church

Marco Travaglio: “Il sangue dei finti”

da: Il Fatto Quotidiano

La scena penosa di centinaia di deputati che approvano per viltà la controriforma costituzionale Boschi-Verdini pur giudicandola sbagliata e pericolosa resterà a lungo negli annali delle vergogne parlamentari. Per trovare l’ultimo precedente (di una lunga serie) bisogna risalire al 5 aprile 2011, quando la Camera approvò la mozione Paniz su Ruby nipote di Mubarak. Ma allora la maggioranza era di centrodestra e il suo voto ebbe l’unica conseguenza di coprire vieppiù di ridicolo l’Italia. Questa volta invece il Pd e il Ncd mette la seconda pietra tombale (su quattro) sulla Costituzione, fino a stravolgerne – dice Rodotà – la forma repubblicana.  
E lo fa sotto il ricatto di un premier mai eletto, su un progetto costituzionale mai sottoposto agli elettori, ma nato nelle segrete stanze del Nazareno in base a un misterioso patto privato con un pregiudicato. Il quale s’è poi sfilato in extremis, lasciandolo votare da due soli partiti, che alle ultime elezioni non superarono il 30% dei voti e oggi, nei sondaggi, rappresentano meno del 40%. Ma sono padroni della Camera grazie a un premio di maggioranza dichiarato illegittimo dalla Consulta. Eppure nemmeno quei numeri estrogenati sarebbero bastati a far passare la schiforma, se il premier non avesse minacciato i deputati esplicitamente di tornare a votare e implicitamente di escludere i dissenzienti

lunedì 9 marzo 2015

Le "bacchettate" di Papa Francesco a Comunione e Liberazione, la lobby cattolica integralista e autoreferenziale



da: Fatto Quotidiano

Il pugno di Francesco a CL: “Non compiacetevi troppo”. Il Pontefice accusa Comunione e Liberazione di autoreferenzialità
di Marco Politi

Dio non paga il sabato, dice il proverbio. Ma poi il conto arriva. È passato il pontificato di Giovanni Paolo II e quello di Benedetto XVI e Comunione e liberazione si gonfiava di orgoglio per essere tra i “giusti”, in prima linea nel combattere i “mali” del mondo, nell’attaccare i “nemici” della fede, nell’accusare i cattolici più pensosi o critici di essere “tiepidi”, filoprotestanti, eretici, succubi del relativismo, paurosi. Loro erano i combattenti di Dio, gli altri erano gli infedeli o, se cattolici diversamente pensanti, gente debole nella difesa dei principi “non negoziabili”. Loro si sentivano l’avanguardia eletta, se c’era da far barriera al testamento biologico, la fecondazione artificiale, le unioni di fatto.
Poi sono venuti gli scandali lombardi, si è aperto il coperchio su intrecci politici-affaristici che poco odoravano di incenso. E Roberto Formigoni, detto il Celeste, rimasto l’unico in Italia convinto che i cittadini normali credano alla favola dei lobbysti che gli pagano le vacanze a migliaia di euro, “ma – grida il Celeste furioso – non è vero, tra amici c’è chi anticipa e poi si paga alla fine, senza ricevute”. A insaputa evidentemente di chi aveva anticipato.

Fisco, 730 precompilato: come funziona, dov’è la fregatura



da: Il Fatto Quotidiano

Ecco il 730 precompilato: chi lo riceverà, come funziona e dov’è la fregatura
di Patrizia De Rubertis

Basta vedere il fisco come se fosse un mostro”, ripete Matteo Renzi, senza però essere ancora riuscito ad attuare la delega fiscale approvata oltre un anno fa. E così, in attesa di un sistema fiscale più equo e trasparente, cosa c’è di meglio di una dichiarazione dei redditi precompilata che strizza l’occhio a oltre 20 milioni di italiani tra lavoratori dipendenti e pensionati che presentano il 730? L’operazione è stata lanciata come la rivoluzione 2.0 nel pagamento delle tasse. Ecco una breve spiegazione in forma di domanda e risposta.

Perché è precompilato?
Dal 15 aprile il modello sarà già compilato con i dati in possesso dall’Agenzia delle Entrate che utilizza le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria (redditi da lavoro e da pensione, parenti a carico, immobili e terreni, ma anche contributi per le colf e detrazioni per le ristrutturazioni), quelle trasmesse da

venerdì 6 marzo 2015

Alexander MacCall Smith: Le lacrime della giraffa /3



Non sono un uomo importante, io, iniziò il signor Badule. La mia famiglia è originaria di Lobatse. Mio padre ci ha lavorato per molti anni, come usciere del tribunale. Era al servizio degli inglesi, che gli hanno dato due medaglie, con sopra il ritratto della regina. Le portava tutti i giorni, anche dopo essere andato in pensione. Quando ha terminato il servizio, uno dei giudici gli ha regalato una zappa da usare nelle sue terre. Il giudice aveva fatto fare quella zappa nel laboratorio della prigione e i detenuti, seguendo le istruzioni del giudice, avevano impresso a fuoco sul manico di legno una scritta che diceva: «Usciere Badule di prima classe, ha lealmente servito sua maestà e poi la repubblica del Botswana per cinquant'anni. Servitore fedele e di provata fiducia, da parte del signor giudice Maclean, magistrato dell'Alta Corte del Botswana».
Quel giudice era una brava persona ed è stato molto gentile anche con me. Ha parlato con i padri della scuola cattolica e sono stato ammesso a studiare lì. Mi sono impegnato molto, e quando ho denunciato uno degli altri ragazzi perché aveva rubato la carne in cucina, mi hanno nominato vicecapoclasse.
Ho superato gli esami della scuola, ho preso il diploma e poi ho trovato lavoro

Lorenzo Jovanotti, Che tempo che fa 3 marzo 2015: Gli Immortali

Lorenzo Jovanotti, Che tempo che fa 3 marzo 2015: Sabato


Cinema: ‘Nessuno si salva da solo’




Nessuno si salva da solo: va in scena l’amore sporcato dall’odio
di Nadine Solano 


L’Italia è il Paese delle commedie, e ultimamente le commedie italiane stanno riprendendo quota: magari si farà ritorno al grande prestigio di un tempo, chissà. Però si sente la mancanza del dramma. Sono pochi a raccontare storie dure, crude, dense, doloranti e al contempo palpitanti. Uno di questi “pochi” è Sergio Castellitto, che traduce in copioni e poi immagini le opere della sua donna Margaret Mazzantini, scrittrice dal talento ruvido quanto innegabile. Oggi, 5 marzo, arriva nelle sale Nessuno si salva da solo: film diretto da lui e ispirato a un libro di lei. Incontro di anime e teste. I protagonisti sono Delia e Gaetano, interpretati rispettivamente da Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio. Che un tempo s’amavano tanto, con passione. Che si sono sposati, hanno fatto due figli. Che parevano anime gemelle nonostante l’estrazione sociale opporta: lei di famiglia ricca, lui di famiglia modesta e arrabbiata.

The Good Wife, sesta stagione, 14° episodio: promo, “Mind’s Eye”


Giustizia, responsabilità civile dei magistrati: una legge ostile, inutile, dannosa



da: Il Fatto Quotidiano

Ostile, inutile e dannosa: non male per una legge
di Bruno Tinti

La nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati è una legge stupida: perché è inutile, dannosa e ostile.

Inutile.
I casi previsti sono gli stessi della legge 117/1988. Le nuove fattispecie (travisamento del fatto e delle prove) sono solo un altro modo di descrivere quelle già esistenti: affermazione di un fatto incontestabilmente escluso dagli atti processuali e negazione di un fatto incontestabilmente risultante dagli atti processuali. Si tratta dell’errore marchiano, del giudice che non ha letto gli atti: condanna l’imputato perché Tizio lo ha visto mentre rapinava la banca; ma non è vero, Tizio non esiste o – se esiste – non ha mai detto di averlo visto; oppure assolve perché nessuno ha visto l’imputato rapinare la banca; ma non è vero, Tizio ha testimoniato di averlo visto. Anche la violazione della legge comunitaria, che non era espressamente prevista nella legge precedente, non è fattispecie nuova: le leggi Ue fanno parte dell’ordinamento giuridico

BCE, Draghi: dal 9 marzo l’acquisto di bond, ma i governi facciano la loro parte



da: La Stampa

Draghi: “L’acquisto di bond inizia il 9 marzo”
Il board della Bce in trasferta a Cipro: pronti 60 miliardi al mese. Tassi fermi allo 0,05
di Tonia Mastrobuoni

Da Nicosia, dove i venticinque banchieri centrali dell’area dell’euro si sono riuniti ieri sera e stamane, Mario Draghi ha annunciato alcune novità importanti. Anzitutto, le nuove stime sulla crescita, riviste al rialzo: finora la Bce prevedeva un Pil dell’eurozona all’1 e 1,5 per cento, le nuove proiezioni sono 1,5 per cento quest’anno, 1,9 il prossimo e 2,1 nel 2017. Ma è essenziale, Mario Draghi lo ha ripetuto più volte durante la conferenza stampa, che le riforme strutturali siano completate, insomma che i governi facciano la loro parte; altrimenti le misure della Bce «avranno un effetto minore». 

E se il basso prezzo del petrolio sta aiutando la ripresa dell’eurozona, che secondo Draghi «migliorerà e si rafforzerà gradualmente», sta avendo invece un effetto negativo sull’inflazione. Anche questo dato, centrale per la politica monetaria, è stato rivisto, ma in peggio per il 2015, «soprattutto per il calo del

mercoledì 4 marzo 2015

Nicola Calipari: dieci anni fa moriva l’agente Sismi che liberò Giuliana Sgrena


da: Il Post

La morte di Nicola Calipari, 10 anni fa
La storia dell'agente segreto italiano ucciso da un militare americano mentre scortava la giornalista Giuliana Sgrena, appena liberata da un sequestro a Baghdad, tra teorie del complotto e casi diplomatici



Il 4 marzo di dieci anni fa, nel 2005, Nicola Calipari morì mentre stava scortando la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena all’aeroporto di Baghdad, in Iraq. Calipari era un agente del SISMI, cioè dei servizi segreti militari italiani (dal 2007 non esiste più, sostituito dall’AISE: Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna). Sgrena è una giornalista del Manifesto che un mese prima, il 4 febbraio, era stata rapita da un gruppo jihadista iracheno.
Dopo aver superato diversi posti di blocco, a meno di un chilometro dalla pista dell’aeroporto, la macchina con a bordo Sgrena e Calipari fu colpita dai militari di un posto di blocco statunitense. Calipari morì subito. Le ricostruzioni di Stati Uniti e Italia su quanto accaduto arrivarono a conclusioni diverse. Nel giugno del 2008 una sentenza della Corte di Cassazione italiana confermò comunque la “non-giudicabilità” del marine che aveva sparato, Mario Lozano. Una Corte statunitense aveva riconosciuto a Lozano la cosiddetta “immunità funzionale”.
Ma è una storia più lunga e articolata di così.

Tito Boeri, presidente Inps: “Pensioni in anticipo ma più leggere”



da: Corriere della Sera

Boeri: «Età flessibile per le pensioni e reddito minimo anti-povertà»
Il presidente dell’Inps: «Pensioni in anticipo ma più leggere, a tutti il calcolo di quanto avranno»
di Enrico Marro

Tito Boeri ci riceve nel suo ufficio al secondo piano del palazzone Inps all’Eur. Quando si parla dell’Istituto di previdenza, di cui il 56enne economista dell’Università Bocconi è diventato presidente, tutto è mastodontico, non solo la sede. Non c’è un altro ente in Europa, forse nel mondo, sottolinea lo stesso Boeri, che gestisca praticamente tutte le pensioni dei lavoratori privati e pubblici e le prestazioni assistenziali e parassistenziali, dalle invalidità civili alla cassa integrazione. All’improvviso il professore, che ieri ha tenuto un discorso ai dipendenti, si è trovato al vertice di tutto ciò. «Ho avuto un’ora per decidere».

Che cosa le ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, offrendole la presidenza dell’Inps?
«Che mi chiedeva non solo di gestire, ma anche di riformare l’Istituto. Lo ha fatto la mattina che il governo aveva approvato il contratto a tutele crescenti

Il Renzicottero: Marco Lillo, “E l’Aeronautica dà la caccia a chi ha diffuso i piani Enav

da: Il Fatto Quotidiano

La caccia alle streghe è cominciata di prima mattina a Brindisi. Il giorno dopo l’atterraggio a Civitella Val di Chiana dell’elicottero con a bordo il premier, ormai da tutti soprannominato il ‘Renzicottero’, non è scattata l’autocritica. Nessuna riflessione sull’uso e l’abuso dei voli di Stato bensì un’inchiesta per scovare e torchiare ben bene chi avrebbe avuto l’ardire di passare la notizia al Tg de La7. Lunedì mattina dopo l’atterraggio a causa del maltempo nel campo di calcio “Victoria Beauty Fitness Spa”, la notizia si era diffusa grazie a un tweet incauto del segretario provinciale del Pd Massimo Dindalini. Poi c’era stata l’intervista a ‘Un giorno da pecora’ del titolare del bar vicino al campo e le polemiche del M5S.

Il servizio più informato era però quello di Flavia Filippi trasmesso lunedì sera dal Tg de La7, che ha pubblicato i piani di volo dell’elicottero del 31esimo stormo usato da Renzi. Il servizio del Tg di Mentana ha fatto infuriare l’Aeronautica che ha spedito ieri un aereo in missione nell’aeroporto pugliese dal quale, secondo ‘l’accusa’ sarebbe uscito il piano di volo, che in realtà è presente in tutti i terminali non solo a Brindisi ma in tutte le postazioni dell’Enav e dell’Aeronautica. Basta leggerlo per capire la ragione di tanta irritazione. Cosa ci dice il piano di volo del Renzicottero?
Matteo Renzi doveva essere in ufficio lunedì mattina alle nove come tanti italiani. Avrebbe potuto prendere il Freccia Rossa delle 6 e 50 oppure delle 7 e 38. In treno sarebbe arrivato a Palazzo Chigi al massimo alle 8 e 50, con sveglia presto, o alle 9 e 25, prendendosela più comoda. Invece il presidente del Consiglio ha preferito l’elicottero. Il volo vip è sempre piaciuto a Renzi. Quando era sindaco volava in business e faceva infuriare l’opposizione. Quando doveva andare ospite alle Invasioni Barbariche, una volta il suo collaboratore e amico Andrea Bacci fu intercettato mentre chiedeva (senza ottenerlo anche allora per la pioggia) l’elicottero al costruttore Riccardo Fusi. Da premier fa fermare l’aereo presidenziale di ritorno dall’Albania per caricare la famiglia a Firenze e andare a sciare a Courmayeur. Non ci si può sorprendere se, a differenza di Mattarella, preferisce al Freccia Rossa un bell’elicottero vip che vola solo per lui sulla rotta Bagno a Ripoli-Caserma Macao, più vicina al centro di Roma del vile Ciampino. Renzi non gradisce mischiarsi alla calca del Firenze-Roma.

Il piano di volo ‘incriminato’ dell’Agusta A 139 del 31esimo stormo ci dice che un equipaggio è stato costretto a decollare da Ciampino alle 15 e 33 di domenica primo marzo per atterrare a Firenze Peretola alle 16 e 35. L’elicottero impiega solo mezz’ora meno del treno ma ferma dove fa comodo a Renzi. Infatti quella sera non si è fermato a Peretola che dista 38 chilometri da Pontassieve ma è andato a Bagno a Ripoli, che dista soli 12 km dal paesello di Renzi. Così, per esigenze di sicurezza ma anche perché volare è bello e dormire una ventina di minuti di più non fa male, l’Aeronautica ha ordinato ai piloti il decollo la domenica sera alle 16 e 59 per un volo di 4 minuti da Peretola a Bagno a Ripoli.
Di più non potevano fare: il giardino del villino di Renzi non è abbastanza grande per l’atterraggio. Alle 7 e 37 del lunedì mattina, proprio mentre il Freccia Rossa lasciava Santa Maria Novella, Renzi con il fido sottosegretario Luca Lotti decollava. La piccola rivincita dei comuni mortali arrivava mezzora dopo: mentre loro leggevano comodamente il giornale sul treno che fendeva lapioggia, Renzi ballava nelle nuvole. A volte il meteo riesce dove le circolari di Monti e Letta falliscono. Così l’elicottero è stato costretto all’atterraggio dopo 38 minuti di volo e Renzi con i suoi è dovuto tornare sulla vile terra. Una più volgare auto blu li ha portati finalmente a Roma in tarda mattinata mentre i possibili compagni di viaggio del Freccia Rossa, snobbati dal premier, erano già al lavoro da un po’. L’elicottero a quel punto è ridecollato da Badia al Pino, sempre a spese dei contribuenti, alle 10 e 18 con a bordo due tecnici oltre ai due piloti alla volta di Ciampino.
Basta leggere il piano di volo per capire perché Renzi non dovrebbe avere gradito molto la sua pubblicazione: è la foto impietosa di una mattinata al confine tra La Casta e Fantozzi. Così ieri mattina la macchia da lavare non era il volo ma il piano. Un Piaggio 190 dell’aeronautica Militare è decollato di prima mattina alla volta di Brindisi con una missione: scovare chi aveva passato il piano di volo al Tg 7. Un colonnello e i suoi collaboratori hanno messo sotto torchio gli operatori sospettati perché una schermata mostrata dal Tg portava una sigla brindisina. Ovviamente a pagare anche questa seconda missione saranno i contribuenti che non avrebbero tirato fuori un euro (né per l’elicottero di domenica né per l’aereo decollato ieri per Brindisi) se Renzi avesse accettato di dormire venti minuti di meno e di viaggiare un’ora e mezza come un cittadino qualunque o come un tal Sergio Mattarella. 


Marco Travaglio: “Volete Barabba o Barabba”

da: Il Fatto Quotidiano

Spunti per il copione di una sceneggiata napoletana. Nel 2012 un partito, il Pd, incalzato da un movimento, i 5Stelle, si batte come un sol uomo per approvare una legge, la Severino, che estende finalmente ai parlamentari le norme sulla sospensione, la decadenza e l’ineleggibilità già in vigore per gli amministratori locali arrestati e/o condannati per reati gravi. Il partito degli arrestati e dei condannati, Pdl, tenta di opporsi ma non è aria e alla fine subisce. La legge passa, ma con un codicillo: per sospendere gli amministratori locali basta la condanna in primo grado, per i parlamentari invece no. C’è solo la decadenza e l’ineleggibilità dopo la condanna definitiva, per giunta sopra i 2 anni. Sotto i 2 anni fa niente, anzi: averne, di pregiudicati.

Dopo vari amministratori locali semisconosciuti, il primo utilizzatore finale famoso della legge è il senatore B., 4 anni per frode: decaduto e ineleggibile. Tutto bene. Il secondo è il sindaco De Magistris: 1 anno e 3 mesi per un abuso d’ufficio demenziale (tabulati telefonici di parlamentari usati senz’autorizzazione, peraltro prima che potesse sapere che erano di parlamentari e che richiedevano l’autorizzazione), per giunta commesso non da sindaco, ma da pm: il Pd gli intima giustamente di dimettersi, lui resiste, il prefetto lo sospende, il Tar e il Consiglio di Stato lo reintegrano.

martedì 3 marzo 2015

Il Renzicottero: Massimo Gramellini, “Volare basso”

da: La Stampa

Un atterraggio d’emergenza imposto dal maltempo ha rivelato improvvisamente agli italiani che per andare da Firenze a Roma il granduca Matteo usa l’elicottero di Stato. Lui, il campione dell’Anti Casta che da sindaco impazzava per la città gigliata al volante di una macchinina elettrica e da segretario del Pd si faceva immortalare sul Frecciarossa come un Draghi qualunque. L’opinione pubblica si è subito spaccata. La maggioranza, composta da pendolari e sardine d’auto o di metrò, invoca per Messer Renzi un mezzo di trasporto più sobrio ed economico (non sottovaluterei il baldacchino, è ecologico e in Italia i portatori non mancano mai).
Ma esiste anche una minoranza, fiera della propria impopolarità, convinta che fare viaggiare il capo del governo tra i cittadini significherebbe esporlo alla mercé del primo squilibrato e che la sua scorta sarebbe fonte di disagio per gli altri passeggeri.
L’elicottero rimane una scelta infelice perché è lo scooter dei miliardari e la metafora di una distanza abissale dalla gente comune. E comunque in democrazia il problema è sempre la trasparenza. Obama sale e scende dagli elicotteri senza dare scandalo, dato che in America tutti sanno che quei velivoli

Lobby, Comunione e Liberazione: sgravi a chi sceglie le scuole paritarie

da: Il Fatto Quotidiano

Sgravi a chi sceglie le scuole paritarie: è la “breccia” di CL
Il Tesoro limita le detrazioni a 130 euro a bambino, all’Erario costeranno 50 milioni. Cattedere per 120 mila docenti prevari, esclusi altri 30 mila. Oggi il decreto
di Marco Palombi

Suonano, metaforicamente, le campane delle mille chiese di Roma. Dai conventi dentro e fuori le mura salgono al cielo le grate preghiere dei religiosi. Nelle parrocchie d’Italia si benedice San Matteo. Non l’evangelista, ma Renzi, che oggi porta in Consiglio dei ministri – insieme alla titolare dell’Istruzione Stefania Giannini – il decreto che su “la buona scuola”.  

Perché tanto giubilo cattolico? È semplice. Nella bozza che entra in Consiglio dei ministri c’è un piccolo passaggio che prevede una sorta di nuovo “buono scuola” – sotto forma di detrazione fiscale del 22% fino a un massimo di quattromila euro per alunno – per chi iscrive i suoi figli a una scuola privata. Andasse così, sarebbe un’enorme defiscalizzazione – pagata dalla collettività – a favore delle scuole non statali, che poi sono in larga maggioranza cattoliche.

Le slide di Renzi, “se riparte la scuola riparte l’Italia”: 8 su 10 rischiano la chiusura



da: Il Fatto Quotidiano

Scuole, 8 su 10 a rischio chiusura
Da Sud a Nord non cambia. A Napoli su 2.000 complessi scolastici almeno 1.300 necessiterebbero di interventi di ristrutturazione, in 400 ci sono tracce di amianto
di Emiliano Liuzzi con Annalisa Dall’Oca, Vincenzo Iurillo e Thomas Mackinson

Perché sulla carta la parola funziona sempre: “Una visita alla settimana”, disse Matteo Renzi appena proclamato presidente del consiglio. Poi lo hanno visto poco, un paio di volte, ovviamente. Stessa sorte i suoi ministri. Il governo aveva già data per cosa fatta anche l’assunzione degli insegnanti precari, ma la discussione viene rinviata e loro, quelli che a parole erano già assunti, restano lì ad aspettare. Benvenuti nel mondo della scuola, più grande disastro che non fiore all’occhiello. Non che manchino le eccellenze (poche), ma in alcune classi ci sono ancora i banchi di quarant’anni fa, quelli verdi e col buco. A volte sono messi anche peggio.

Mancano gli insegnanti, le barriere architettoniche resistono, gli insegnanti non ci sono e i primi a mancare sono quelli per il sostegno dei bambini con minori

lunedì 2 marzo 2015

Il Renzicottero: da Firenze a Roma in elicottero, atterraggio d’emergenza per Renzi


da: Ansa

Atterraggio d'emergenza per Renzi. Scoppia polemica su uso dell'elicottero
Costretto all'atterraggio in un campo sportivo nei pressi di Arezzo, a Badia al Pino. Tutti illesi gli occupanti. Palazzo Chigi: 'Maltempo, non guasto'. Fdi: 'Una vergogna'. M5s: 'Butta soldi cittadini'. Toti: 'Imiti Mattarella'

L'elicottero che stamani trasportava il premier Matteo Renzi da Firenze a Roma è stato costretto all'atterraggio nei pressi di Arezzo, a Badia al Pino.
Tutti illesi gli occupanti. Il velivolo è sceso in un campo sportivo. Renzi è stato raggiunto dalla scorta ed ha proseguito il viaggio per la Capitale in auto. In un primo momento si è parlato di un guasto meccanico, poi fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che l'atterraggio è stato dovuto alle cattive condizioni atmosferiche. Anche se il proprietario del piccolo campo di calcio a cinque dove è atterrato il velivolo, ha riferito che il comandante dell'apparecchio, scendendo, ha parlato di "guasto".

La notizia, intanto, ha suscitato qualche polemica politica. "Il presidente della Repubblica prende il treno, il non eletto che occupa Palazzo Chigi e impesta le

Silvio Berlusconi: 40 anni di conflitto d'interessi



da: Lettera 43

TeleMilano nel 1974, l'impero pubblicitario di Mediaset e le leggi ad aziendam. Ora l'offerta per la Rai. Storia di un'anomalia italica. Con la sinistra spettatrice.
di Massimo Del Papa

Piccola storia dell'emittenza privata in Italia e di un conflitto d'interessi diventato concerto.
In principio fu la sentenza della Corte costituzionale 28/7/1976 n. 202.
In sintesi, la pronuncia riservava allo Stato l’emittenza su scala nazionale; riprendeva la precedente sentenza (10/7/74 n. 226) che sanciva la libertà d’intrapresa televisiva in ambito locale via cavo, ampliandola all’etere.
Ribadiva di riconoscere ai privati il diritto soggettivo a trasmettere, nell’ambito della regola generale che imponeva una autorizzazione statale a installare ed esercitare impianti di diffusione televisiva.
Precisava che l’etere, essendo «una risorsa collettiva», non poteva venire inteso come prateria da far-west.
Di conseguenza, sollecitava alle Camere una legge che disciplinasse l’intera materia, precisando il limite della raccolta pubblicitaria che alimentava l’emittenza locale e privata e definendo con precisione il concetto di «ambito locale».

Cosa si dice dell’omicidio di Nemtsov



da: Il Post

La stampa russa fa ipotesi bizzarre - c'è dietro la CIA, oppure il terrorismo islamico - mentre in Occidente si dà la colpa a Putin e alla propaganda nazionalista

Nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 febbraio, Boris Nemtsov, ex vice-primo ministro della Russia e oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin, è stato ucciso con quattro colpi di arma da fuoco nel centro di Mosca. L’uccisione di Nemtsov è stato definito il più importante omicidio politico avvenuto in Russia negli ultimi anni. In queste ore sono cominciate a circolare ipotesi e sospetti molto diversi su chi potrebbe essere stato il responsabile.

Cosa dicono gli investigatori in Russia
Le indagini sull’omicidio Nemtsov sono state affidate al Comitato Investigativo, che i media descrivono come una versione russa dell’FBI americana. Putin ha detto sabato di aver preso direttamente il controllo delle indagini e ha pubblicato una dichiarazione sul sito della presidenza in cui chiede che gli assassini siano arrestati il prima possibile. Il portavoce del Comitato, Vladimir Markin, ha già dato diverse indicazioni alla stampa relative alle indagini in corso.

Antonello Caporale: “L’invasione migrante, una grossa bufala”



da: Il Fatto Quotidiano
Gli sbarchi sono aumentati, ma non tutti gli stranieri vogliono fermarsi: solo 70 mila su 170 mila l’anno scorso. Nel 2011 Maroni, ministro leghista, previde 80 mila ingressi.

La realtà è solo ciò che appare. È unicamente quel che rimandano in circuito il web, la televisione, i giornali. Le foto di Lampedusa, i derelitti umani ripresi al largo delle coste, la massa disperata e imballata su gommoni di fabbricazione cinese che dopo tre miglia sono destinati all’inabissamento divengono il fondale della Grande Paura, cartellonistica pubblicitaria per frasi shock, sostegno visivo all’uso quotidiano di uno spot politico che sta facendo faville e merita di essere approfondito. Siamo invasi dagli immigrati, anzi: siamo all’apocalisse dei barconi. Nella torre di Matteo Salvini, che sabato svettava alta a piazza del Popolo, a Roma, i neri d’Africa e i musulmani d’Oriente stanno per cingerci al collo, toglierci la libertà, quel poco di prosperità che ci rimane. Il futuro, la democrazia e quel che segue sono a grave rischio. 
I numeri testimoniano un crollo degli arrivi: ma allora di cosa si sta parlando? L’anno scorso, che è pur sempre un anno assai carico di disgrazie e di arrivi, di morti in mare e di attraversamenti ancora annunciati, sono giunti sulle coste italiane – nelle condizioni che sappiamo – 170 mila migranti.