mercoledì 11 febbraio 2015

J-Ax: album ‘Il bello d’essere brutti’



da: http://www.rockol.it/ - di Fabrizio Zanoni


Sono cresciuto con J-Ax. Avevo 20 anni quando iniziai a passare in radio il primo 45 giri degli Articolo 31. Forse preferivo il lato B “6 quello che 6” ma, amando il rap italiano in un periodo dove il genere praticamente non esisteva, passavo lato a, lato b e, se avessi potuto, avrei fatto suonare anche la grossa copertina di cartone. Era il periodo degli Onda Rossa Posse, di Dj Gruff, del primo singolo di Frankie Hi-Nrg, Solo Zippo gli Otierre e pochi altri. Ci si accontentava anche di ibridi come gli Aeroplanitaliani di Alessio Bertallot. Bastava sentire parole in metrica.
“Strade di città” è stato il primo album rap italiano di grande successo commerciale seguito poco dopo da“Verba manent” di Frankie Hi-Nrg. Franco Godi, il produttore di tutti i dischi di J-Ax fino al precedente "Meglio prima (?)" del 2012, promise ai due ragazzi della provincia milanese un viaggio a New York se il disco avesse venduto 50.000 copie, ne fece quasi il doppio.
Inizia così il viaggio nella discografia di Alessandro Aleotti. Quasi 25 anni in musica, con vari cambiamenti a partire dalla separazione con Dj Jad e lo scioglimento degli Articolo 31, il cambio di sonorità, l'introduzione del cantato, il

Presa Diretta: allo staff di Renzi (e a Renzi?) non piace il servizio di Iacona



da: Il Fatto Quotidiano

Un servizio sulla scuola, ma lo staff del Ministero non gradisce le critiche ai provvedimenti del governo
Renzi, allergia alle inchieste. Raffica di tweet anti-Iacona
di Paola Zanca

C’è stato un tempo in cui arrivava la telefonata in diretta. Erano i Silvio Berlusconi, i Mauro Masi che, incapaci di contenere l’ira sul divano di casa, si intromettevano, puntualizzavano, sbraitavano. Ma nell’era di Matteo Renzi anche l’incursione nel talk show ha cambiato mezzo. E domenica sera si è messo in piedi il primo tweet-bombing ministeriale contro la videoinchiesta sulla scuola trasmessa da Presa Diretta di Riccardo Iacona. Stilettate da 140 caratteri contro chi ha osato mettere in discussione i programmi del governo su istruzione e edilizia scolastica.

La prima mossa, sia chiaro, l’aveva fatta lui, Matteo: due lunedì fa, guardando Piazzapulita, ha inaugurato la stagione del rosicamento via Twitter: “Trame, segreti, finti scoop, balle spaziali e retropensieri - scriveva - basta una sera alla Tv e finalmente capisci la crisi dei talk show in Italia”. Sull’argomento, qualche

Grecia, Tsipras alla Germania: “I creditori siamo noi”



da: Il Fatto Quotidiano

Perché Tsipras rilancia il contenzioso di guerra con la Germania
“Ci dovete 162 miliardi”
di Salvatore Cannavò

La richiesta di risarcimento per i danni di guerra, fatta da Alexis Tsipras alla Germania, può sembrare una battuta. Ma questa battuta è presente nel programma di Syriza fin dalla sua elaborazione a Salonicco nel settembre scorso. E vale circa 160 miliardi. Non è uno scherzo, insomma, se è vero che ieri il vice-cancelliere tedesco, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, ha voluto rispondere con nettezza alle pretese greche: non se ne parla nemmeno.

La storia è vecchia quanto la Seconda guerra mondiale. La Grecia fu invasa dalla Germania nazista, che oltre alle morti e ai saccheggi, si fece “prestare” 3,5 miliardi di dollari dell'epoca che non sono mai stati rimborsati. Alla Conferenza di Parigi del 1946 fu inoltre previsto un indennizzo nei confronti di Atene di 7 miliardi di dollari. Entrambe le somme non sono mai state pagate dai governi tedeschi. Attualizzando queste cifre si arriva alla cifra di 162 miliardi di euro indicata da Syriza. Senza contare gli interessi.

martedì 10 febbraio 2015

Gad Lerner: “Vergogna europea”



da: la Repubblica

La denuncia di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, è di quelle che dovrebbero rendere insonni le notti dei nostri governanti.
«Siamo tornati a prima di Mare Nostrum. Non sono serviti a niente i 366 morti del 3 ottobre 2013, non sono servite a niente le parole di Francesco».

Ci avevano presentato come un successo il coinvolgimento degli altri paesi europei nella nuova operazione Triton, minimizzando il vincolo imposto alle navi militari: limitare il pattugliamento all’interno delle acque territoriali. Sottovoce lasciavano intendere che non sarebbe cambiato nulla, anzi, che tale arretramento del raggio d’azione avrebbe disincentivato i trafficanti e i profughi loro ostaggi. Con un bel risparmio di 9 milioni al mese, ovvero 108 milioni l’anno, considerati un onere eccessivo sul bilancio dello Stato.
Menzogne, sotterfugi. La verità si è imposta in queste notti invernali di mare a forza 7, quando la rinuncia a una presenza costante della Marina Militare in acque internazionali ha ritardato l’intervento delle motovedette della Guardia Costiera, peraltro encomiabili per l’impegno profuso tra le onde di otto metri che hanno prima infradiciato e poi congelato decine di poveracci, fino a ucciderli per ipotermia.

Ucraina, Merkel a Obama: no a soluzioni militari



da: La Stampa

Ucraina, Obama punta il dito contro la Russia “Ha violato gli impegni e inviato armi e soldati”

Summit con la Merkel a Washington: «Mosca ha inviato altri soldati invece che ritirarli». Il Cremlino: no agli ultimatum. A rischio il vertice a quattro di mercoledì a Minsk.
Gli Stati Uniti sono pronti a fornire armi all’Ucraina se la via diplomatica dovesse fallire. È il messaggio che Barack Obama invia alla Russia, confermando quello che già circolava da giorni. E lo ha fatto davanti alla cancelliera tedesca Angela Merkel, ricevuta nello Studio Ovale della Casa Bianca, che dal canto suo ha ribadito il “no” a qualsiasi soluzione militare della crisi. 
Il franco faccia a faccia tra i due leader - durato circa due ore - si è svolto mentre a Bruxelles i ministri degli Esteri della Ue avevano da poco deciso nuove sanzioni verso Mosca, pur rinviandone l’attuazione. Tutti infatti aspettano di vedere come andrà a finire il vertice di Minsk, dall’esito quanto mai incerto, come ha ammesso la stessa Merkel da Washington. Sottolineando senza mezzi termini come con la crisi ucraina sia oramai in gioco «l’ordine della pace in Europa». 

Conti neri in Svizzera, lista Falciani: il flop delle verifiche delle Fiamme Gialle



da: la Repubblica

Lista Falciani, il flop delle verifiche
Oltre 3200 ispezioni delle Fiamme Gialle sulla lista dei conti svizzeri hanno fatto scoprire solo 190 evasori. Mentre gli inglesi ne hanno individuati 3600. Ma ben 1264 italiani dell'elenco hanno sfruttato lo scudo fiscale per rimpatriare i fondi neri
di Gianluca Di Feo

Hervé Falciani Ci sono numeri che non tornano. E la dimostrazione di quanto sia stata grande l'opportunità offerta agli evasori dai condoni della stagione berlusconiana. Tra le migliaia di nomi della lista Falciani con riserve per sei miliardi e mezzo di euro, le ispezioni delle Fiamme Gialle hanno portato alla scoperta di soli 190 cittadini italiani non in regola con le tasse. Di questi ben 101 erano evasori totali: fantasmi per l'Erario, ma con il conto in Svizzera.

Visto così, è un bilancio molto magro. Le autorità inglesi infatti setacciando gli elenchi hanno trovato ben 3600 concittadini che si erano sottratti al fisco. Ma da noi c'è stata la scorciatoia offerta dal governo nel 2009: 1264 italiani con il conto alla Hsbc l'hanno sfruttata per riportare a casa il loro tesoro. E che tesori:

Conti neri in Svizzera: nella lista Falciani politici, imprenditori, star dello spettacolo e dello sport




I conti neri della Svizzera. Ecco chi c'è nella lista Falciani
Rivelati i documenti di Hervé Falciani con i titolari di depositi nella banca Hsbc per 100 miliardi. Ci sono politici, imprenditori, star dello sport e dello spettacolo di tutto il mondo, da Phil Collins a Fernando Alonso. Ma anche trafficanti, cassieri delle dittature ed evasori. Tra gli italiani lo stilista Valentino, Briatore e Valentino Rossi. Che replicano: nessun problema di tasse
di Gianluca Di Feo e Leo Sisti

È il più grande atto d'accusa contro i metodi delle banche svizzere, che hanno permesso di riciclare i tesori di politici, sovrani, evasori, mediatori di tangenti, trafficanti di armi e di diamanti di tutto il mondo. Dopo anni di voci confuse, superficiali, frammentarie, mai accertate, ecco la “lista Falciani”, l'elenco completo dei centomila clienti che hanno depositato cento miliardi di dollari nei forzieri della Hsbc, uno degli istituti più grandi del pianeta.

Tra una marea di imprenditori e uomini d'affari spuntano nomi notissimi: dalla top model australiana Elle MacPherson agli attori Christian Slater e Joan Collins; dal re di Giordania Abdullah II al monarca del Marocco Mohammed VI; dal

Valentina Conte: Tfr in busta paga, chi non lo lascia in azienda rinuncia al 40 per cento



da: la Repubblica

Tfr in busta paga, rischio flop chi non lo lascia in azienda rinuncia al 40 per cento
Ecco le prime stime di quanto si perde con l’anticipo costi ancora più alti rispetto a chi investe in un fondo.
di Valentina Conte

Optare per il Tfr in busta paga, dal prossimo primo marzo, può costare caro. Il 40% in meno di ricchezza futura, se si scelgono i soldi subito anziché lasciarli in azienda. Addirittura tra due e tre volte in meno, se si rinuncia al fondo pensione. Anche per questo, la misura inserita dal governo Renzi nella legge di Stabilità rischia il flop. In ogni caso, nelle più rosee previsioni, l’auspicato impatto sui consumi non andrà oltre lo 0,1%. L’ufficio parlamentare di Bilancio, nella sua analisi della Finanziaria 2015, lo scrive chiaro: solo 2,7 miliardi dei possibili 4 miliardi richiesti verrebbero consumati. Il resto a bollette, rate, tasse.
Se dunque pure il caos burocratico fosse superato in tempo utile (manca ancora il decreto attuativo della norma a pochi giorni dalla sua entrata in vigore), i lavoratori ci penseranno bene. Primo, perché non si tratta di risorse extra (come il bonus da 80 euro), ma di soldi propri, di fatto un trasferimento di

venerdì 6 febbraio 2015

Fabrizio De Andrè: testo, ‘Inverno’



Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

Franco Battiato: Inverno (F.De Andrè)

A Milano manca solo il mare




È molto più verde di quello che sembra, spettacolare di notte, ricca di storia, architettonicamente stupefacente. Lo dice Fabio Polosa, autore del libro Milano vista dal cielo, che l'ha vissuta in volo per qualche mese. Le manca solo una cosa: il mare

Fabio Polosa, 34 anni, di Acqui Terme, vive in elicottero, o quasi. Da 5 anni sorvola i cieli d'Italia per guardare dai mille metri in giù (e anche molto più vicino) paesaggi, regioni, e città. «La fotografia aerea ha una tradizione in Italia», dice «Mario Giacomelli vede il mondo come un tessuto, a me piace guardare il particolare, ma in alcuni casi è impossibile. Per esempio, sopra Sant'Ambrogio a Milano non abbiamo potuto avvicinarci troppo per la presenza del carcere di San Vittore. Qualche anno da Rebibbia a Roma un carcerato fuggì a bordo di un elicottero...». Ora, con l'aiuto del Comandante Francesco Za e con i testi di Stefano Ferri, ha realizzato il suo ultimo libro, Milano vista dal cielo, edito da Fabiano Gruppo Editoriale, 240 pagine con 180 meravigliose fotografie.


Quante volte ha fatto avanti e indietro sopra i cieli di Milano?
«Su Milano sono bastate tre sessioni da ottobre e novembre 2014 per prendere

Ecobonus e bonus ristrutturazioni 2015, proroga fino al 31 dicembre



da: Il Fatto Quotidiano

Sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2015 l'ecobonus e quello sulle ristrutturazioni. Si tratta delle agevolazioni fiscali che consentono di risparmiare dal 50% al 65% per cento della spesa sostenuta per gli interventi di manutenzione straordinaria e di riqualificazione energetica. Come funzionano le detrazioni, chi può beneficiarne e i documenti da presentare
di Patrizia De Rubertis

Infissi, caminetti, pannelli fotovoltaici, tende solari, vetrate, ma anche caldaie a biomassa e i grandi elettrodomestici di classe energetica A+ (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, forni, microonde e apparecchi per il condizionamento). E, poi, ancora tanti tipi di mobili come letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, credenze e materassi. E’ intorno a questi oggetti che ruotano gli interventi per il risparmio energetico, il miglioramento e l’adeguamento sismico e quelli per la ristrutturazione degli immobili che, se eseguiti durante i lavori che sulla casa (o sulle parti comuni degli edifici condominiali), possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi nella misura rispettivamente del 65% e del 50 per cento.
La legge di Stabilità ha infatti prorogato fino al 31 dicembre 2015 queste

giovedì 5 febbraio 2015

Timothy Garton Ash: Così impediremo a Putin di distruggere l’Ucraina



da: la Repubblica

Alla lunga il presidente russo è destinato alla sconfitta A soffrire di più per colpa della sua follia saranno i suoi connazionali non ultimi quelli residenti in Crimea.
A volte ci vogliono le armi per far cessare il fuoco. Ma l’Ue non potrebbe mai garantire l’unanimità sulle forniture militari In caso dovrebbero pensarci i singoli Stati.

Vladimir Putin è lo Slobodan Milosevic dell’ex Unione Sovietica, la stessa brutta persona, ma in grande. Dietro una cortina di bugie ha ritentato il colpo di ritagliarsi un parastato fantoccio in Ucraina orientale. Nel porto di Mariupol sul Mar Nero si uccidono civili innocenti. A Debaltseve, città assediata, in strada una donna raccoglie acqua con un mestolo da una gigantesca pozzanghera. Il cumulo di macerie che un tempo era l’aeroporto di Donetsk ricorda le immagini che arrivano dalla Siria martirizzata. Questo conflitto armato ha già fatto 5 mila morti e più di 500 mila persone sono state costrette a lasciare le loro case. Preoccupata per la Grecia e l’Eurozona, l’Europa consente una nuova Bosnia nel cortile di casa. Svegliati, Europa. Se mai la nostra storia ci ha insegnato qualcosa, dobbiamo fermare Putin. Ma come?

Ilva non pagherà per i morti di tumore: lo ha stabilito il decreto Renzi



da: Il Fatto Quotidiano

Dl del governo salva l’Ilva: responsabilità civile esclusa, no risarcimento a cittadini
La società non dovrà pagare i 30 miliardi di euro richiesti dalle centinaia di parti civili ammesse nel processo. Bonelli: "È la morte del diritto e della democrazia. Negare i risarcimenti ai parenti delle vittime e tutte le altre parti civili significa condannarli ancora a morte"
di Francesco Casula

Il decreto Renzi salva l’Ilva anche dal pagamento dei risarcimento. È la notizia emersa nel corso dell’udienza preliminare dinanzi al giudice Vilma Gilli che accogliendo l’istanza dei legali dell’azienda ha escluso l’Ilva dai responsabili civili del processo nato dall’inchiesta denominata “Ambiente svenduto”. Alla base della decisione del gup, infatti, c’è la norma voluta dal Governo che ha traghettato lo stabilimento siderurgico di Taranto in amministrazione straordinaria, consentendo così ai legali dell’amministratore straordinario Pietro Gnudi di chiedere l’estromissione dell’Ilva dal processo. Stessa sorte anche per Riva Fire – cassaforte della famiglia lombarda – e per Riva Forni elettrici. Il motivo? Queste ultime due non erano costituite come parti (quindi non

mercoledì 4 febbraio 2015

The Orwells: Who Needs You

Carlo Di Foggia e Stefano Feltri: “Forse si rimangiano il 3% per Berlusconi ma rimane il regalo agli evasori”



da: Il Fatto Quotidiano

Il governo riscrive il decreto fiscale, resta la parte che interessa alle banche


Uno scivolone, un indizio e un’ammissione di colpa. Le parole di Maria Elena Boschi e Matteo Renzi aiutano a capire come si evolverà il pasticcio della norma salva Berlusconi. Quella che salva chi evade o froda il fisco sotto il 3 per cento del reddito imponibile (o dell’Iva) dichiarato – che avrebbe potuto ridare l’agibilità politica all’ex Cavaliere – e del decreto fiscale modificato in extremis da Palazzo Chigi e approvato alla vigilia di Natale. Testo bloccato e congelato fino al 20 febbraio.  

Lo scivolone.
“Non è una norma pensata per salvare l’ex Cavaliere, ma riguarda 60 milioni di italiani” spiega domenica il ministro per le Riforme in tv: “Non credo che possiamo fare o non fare una norma perché c’entra o meno Berlusconi. Così si resta fermi agli ultimi 20 anni”. Aggiungendo: “In Francia hanno una norma uguale, con una soglia più alta, non del 3 per cento ma del 10 di non punibilità”.
I tecnici al Tesoro si sono messi le mani nei capelli. In Francia la “soglia parametrata” per il reato di frode fiscale ha una doppio limite: il 10 per cento, e

lunedì 2 febbraio 2015

Boschi, la slide parlante di Renzi: che fa disinformazione sulla soglia di non punibilià fiscale



La slide parlante di Matteo Renzi: Maria Elena Boschi, ha iniziato con la tv “compiacente” della versione maschile della D’Urso – tale Massimo Giletti -  a “preparare il terrento” per il suo capo - tale Matteo Renzi – che sta per riproporre quella norma infilata tra il lusco e il brusco la vigilia di Natale nel decreto sulla delega fiscale e che, causa scoperta del Fatto Quotidiano, ha dovuto ritirare velocemente.
Si tratta dell’articolo 19 bis che prevede la depenalizzazione dei reati fiscali di evasione e frode quando l’importo evaso non supera il 3% dell’imponibile dichiarato o dell’imposta sul valore aggiunto. La “preparazione del terreno” consiste nel far credere agli italiani che si tratti di una norma equa e corretta. Come al solito, quando fa loro comodo, i politici fanno i confronti con gli altri paesi europei. Nella fattispecie: la Francia. Dove, secondo la Boschi, la soglia è addirittura del 10%.
Ma il Fatto Quotidiano afferma che la Boschi non l’ha raccontata tutta (articolo sotto). Rimango in attesa che la slide parlante – tramite tv – smentisca il Fatto Quotidiano. O, al contrario – tramite tv compiacente – ammetta il suo errore. Che ha commesso in assoluta buona fede. Nevvero?


Salva-Berlusconi, Boschi: “In Francia legge uguale con soglia al 10%”. Ma non è vero
L’articolo 19 bis del decreto attuativo della delega fiscale? “In Francia hanno una norma uguale, con una soglia più alta”, ha detto il ministro per le Riforme in diretta tv a "L'Arena, su Rai Uno. Ma le cose non stanno affatto così: oltralpe il limite oltre il quale l’evasione è considerata reato è di 153 euro


 
da: Il Fatto Quotidiano

L’articolo 19 bis del decreto attuativo della delega fiscale, ovvero il cosiddetto “salva-Berlusconi“? Non è una norma pensata per salvare l’ex Cavaliere, ma riguarda 60 milioni di italiani. Parola di Maria Elena Boschi: il

Silvio Berlusconi: sconto di pena e invito al Quirinale



Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso uno sconto di pena di 45 giorni a Silvio Berlusconi condannato in via definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset. L’affidamento in prova ai servizi sociali terminerà l’8 marzo. 
Bella notizia per Silvio, che in attesa di riprendere il patto del Nazareno con Matteo Renzi, ha ricevuto anche un invito molto gradito.
Il neo presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha infatti invitato alla cerimonia di giuramento che si terrà domani alla Camera. Invito rivolto anche a Giuseppe Piero Grillo che però non parteciperà alla cerimonia.