venerdì 6 settembre 2013

Carlo Maria Martini e la Chiesa di Papa Francesco

da: Famiglia Cristiana

Il sogno di Martini e la Chiesa di Papa Francesco
Il cardinale sognava una chiesa più povere e più libera, che va incontro alle persone senza giudicarle. Ora il nuovo corso di Francesco va nella direzione da lui sognata.
di Don Antonio Sciortino

Non so se il sogno del cardinale Martini si sia avverato. Di certo, se fosse vivo oggi non gli dispiacerebbe la nuova Chiesa di papa Francesco, un gesuita come lui ed entrambi candidati nel Conclave del 2005 per la successione a Giovanni Paolo II. Pochi giorni prima di morire, nell'agosto dello scorso anno, il cardinale Martini rilasciò un'intervista a padre Sporschill, pubblicata sul Corriere della Sera, una sorta di testamento spirituale che suscitò un ampio dibattito, consensi e qualche dura polemica. In quel testo il cardinale denunciava il ritardo della Chiesa su tante questioni aperte, che ancora attendono risposta. «La Chiesa», disse, «è indietro di duecento anni», a significare come avesse perso l'ottimismo, la freschezza e lo slancio che la caratterizzavano negli anni del concilio Vaticano II. E non solo per le vicende dei preti pedofili, dei corvi

Il sistema imprenditoriale italiano: estate in fuga

Una “moda” scoppiata in questa estate 2013 è quella di alcuni imprenditori (?!) che, in quattro e quattr’otto, nel silenzio delle assenze vacanziere, smantellano le aziende trasferendo gli impianti in altri paesi. E’ il caso di tale Fabrizio Pedroni, imprenditore di Firem srl con sede a Formigine, provincia di Modena.
Ha chiuso l’azienda per ferie e, durante una notte, ha iniziato a smantellare la sua azienda che produce componenti elettrici per trasferirli all’estero. Nuova sede: Polonia.
Scoperta la “fuga” dai dipendenti, l’imprenditore è finito in prima pagina. In un’intervista rilasciata a Bloomberg, l’imprenditore ha dichiarato che la scelta era motivata dalla necessità di far sopravvivere l’attività: in Italia non c’erano più le condizioni per operare.

E’ chiaro a tutti quale dev’essere il dramma vissuto dai lavoratori che si sono visti privati del loro lavoro. E, in questo caso, non si tratta di perdere temporaneamente uno stipendio sostituito da un assegno di cassa integrazione ma di veder sparire un pezzo fondamentale di futuro.
Comprensibile la rabbia, lo smarrimento, di questi lavoratori. Altrettanto comprensibile sarebbe la voglia di ritrovarsi davanti questo presunto imprenditore e mazzolarlo.

Luciano Ligabue: video, 'Il sale della terra'

E’ uscito il nuovo singolo di Luciano Ligabue: “Il sale della terra”. Fa parte del nuovo album che uscirà il prossimo 26 novembre

Bel pezzo...

Luciano Ligabue: Il sale della terra

Siamo la sorpresa di tre vetri scuri
Siamo la risata dentro al tunnel degli orrori
Siamo la promessa che non costa niente
Siamo la chiarezza che voleva molta gente.
Siamo il capitano che mi fa l’inchino
Siamo la ragazza nel bel mezzo dell’inchino
Siamo i trucchi nuovi per i maghi vecchi
Siamo le ragazze nella sala degli specchi.
Siamo il culo sulla sedia, il dramma, la commedia…
il facile rimedio.
Siamo l’arroganza che non ha paura
Siamo quelli a cui non devi chiedere fattura
Siamo yeee yeee… il sale della terra
Siamo yeee yeee…il sale della terra
Siamo l’opinione sotto il libro paga
Siamo le riunioni qui nel retro di bottega
Siamo le figure dietro le figure
Siamo la vergogna che fingiamo di provare.
Siamo il culo sulla sedia, la farsa, la tragedia…
il forte sotto assedio.
Siamo la vittoria della tradizione
Siamo furbi che più furbi di cosi si muore
Siamo yeee yeee… il sale della terra
Siamo yeee yeee… il sale della terra
Siamo la freddezza che non ha paura
Siamo quel tappeto steso sulla spazzatura
Siamo la Montblanc con cui ti faccio fuori;
Siamo la risata dentro al tunnel degli orrori!
Siamo yeee yeee… il sale della terra 

Media, tv generaliste e pay: accordi tra Rai, Mediaset e Sky



da: Il Sole 24 Ore

L'estate degli accordi nelle tv a corto di risorse

Pesa il calo degli abbonati pay e la flessione degli spot 

Anche se i conti delle società non sono positivi il piccolo schermo in dieci anni ha aumentato la base di utenti
di Andrea Biondi e Marco Mele

Se si guarda ai bilanci quello delle tv non è più l'Eldorado di un tempo. I dati contenuti nella relazione Agcom – e riferiti ai conti 2012 – da questo punto di vista sono chiari: il gruppo Newscorp/Sky Italia ha perso l'1,4% di ricavi (scendendo a 2,63 miliardi); la Rai il 7,5% (2,34 miliardi); Mediaset il 13,2% (ricavi scesi a 2,49 miliardi). Per non parlare di La7 che ha chiuso il 2012 con 123,6 milioni di ricavi, ma una perdita operativa di 65,9 milioni. Dati così negativi – uniti a un'esposizione debitoria così importante – da convincere TiMedia a disfarsene a vantaggio di Urbano Cairo, che ha strappato condizioni decisamente vantaggiose.
Ma la Tv continua ancora a godere di un certo appeal. Secondo le elaborazioni

Media, iTunes: arriva “Cinecittà”, la room dedicata al cinema italiano


Su iTunes debutta "Cinecittà": una room dedicata al cinema italiano
Il nuovo canale tematico, realizzato da Apple e da Istituto Luce Cinecittà, offre una library di 100 titoli visibili da oggi per l'Italia e da autunno per il resto del mondo



Una room dedicata al cinema italiano classico e contemporaneo. È Cinecittà, il nuovo canale tematico di iTunes disponibile da oggi, un progetto realizzato da Apple con la sua piattaforma internazionale, e da Istituto Luce Cinecittà, marchio storico della memoria audiovisiva italiana.
Il cinema made in Italy è così il primo al mondo a poter vantare una sezione dedicata: un riconoscimento del patrimonio artistico del nostro cinema e delle sue potenzialità commerciali.

Tasse sulla casa: catasto inadeguato

da: Il Sole 24 Ore – 27 agosto 2013

Immobili di pregio, il catasto non aiuta
I nodi normativi. Ormai inadeguata e poco corrispondente alle reali condizioni la «fotografia ufficiale» del patrimonio edilizio. Problematico anche il raccordo tra i vani catastali dell'imposta sugli immobili e i metri quadrati su cui si basa il prelievo sui rifiuti
di Cristiano Dell'Oste

Si fa presto a dire «troviamo una soluzione equilibrata sull'Imu». La realtà è che le abitazioni di pregio sono molto difficili da inquadrare e la service tax è ancora più difficile da definire.
Partiamo dalla prima questione. Tutte le forze politiche sono d'accordo sul fatto che le case di lusso debbano continuare a pagare l'Imu, ma non c'è una visione unica su quali siano davvero le abitazioni di pregio.
La definizione "classica", già valida ai tempi dell'Ici, fa riferimento alle unità immobiliari censite nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico-artistico). Il guaio è che queste abitazioni sono appena 73.680 in tutta Italia, contro 19,7 milioni di abitazioni principali. Come dire: una cifra puramente simbolica, che farebbe risparmiare pochi spiccioli allo Stato – in termini di gettito complessivo – e che d'altra parte non fotografa certo la vera platea dei

giovedì 5 settembre 2013

Papa Francesco: “Fermate l’inutile massacro in Siria”


da: Famiglia Cristiana

Papa Francesco scrive una lettera ai leader del G20 in corso a San Pietroburgo invitandoli a trovare presto una soluzione al di fuori delle armi e dicendo no ad «ogni vana pretesa di una soluzione militare». Poi lancia un appello per le vittime: «Un dovere morale di tutti i governi del mondo favorire ogni iniziativa volta a promuovere l'assistenza umanitaria a coloro che soffrono a causa del conflitto dentro e fuori dal Paese»

L’offensiva di pace di papa Francesco sul conflitto siriano non si ferma. Dopo aver proclamato per sabato prossimo una giornata di digiuno e di preghiera invitando tutti, non solo i cattolici, ad aderire, la sua voce è arrivata sotto forma di appello accorato al G20 in corso a San Pietroburgo con una lettera scritta a Vladimir Putin, presidente del summit, e rivolta a tutti i leader degli Stati che vi partecipano.

Il Papa sottolinea come« troppi interessi di parte hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l'inutile massacro a cui stiamo assistendo». Poi chiama in causa direttamente i capi di Stato e di governo: «Essi », auspica Francesco, «non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace». 

Media, web: copyright, delibera Agcom

da: la Repubblica – 7 agosto 2013

Lotta alla pirateria web, procedure e dubbi: la delibera Agcom punto per punto
L'analisi del testo licenziato dall'autorità garante delle comunicazioni per la difesa dei contenuti digitali coperti dal diritto d'autore e la repressione della pirateria. Che potrebbe darle un potere inaudito sul web: sulla rimozione di contenuti e l'oscuramento di siti sotto accusa
di Alessandro Longo

Sono numerosi e intricati i punti dibattuti della recente delibera con cui Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) intende riformare le regole alla base del mercato dei media digitali italiani. In generale le critiche riguardano alcune frasi del testo che- nonostante le rassicurazioni dei commissari Agcom- aprono la porta a interpretazioni draconiane della norma. Insomma, la delibera potrebbe darle un potere molto ampio, inaudito, sul web: sulla rimozione di contenuti e l'oscuramento di siti accusati di pirateria. Per capirci di più, vediamo la delibera nel contesto e poi nel dettagli dei singoli punti. 

Media, copyright: in aumento la richiesta di rimozione contenuti da Twitter

da: Corriere della Sera 

Twitter, boom di richieste di rimozione contenuti
Governi e aziende chiedono di eliminare contenuti considerati coperti da copyright. A Twitter ma anche a Google
di Eva Perasso

Aumentano le richieste di rimozione di contenuti da Twitter: addirittura, negli ultimi sei mesi, sarebbero salite del 76% rispetto allo scorso anno quelle legate al copyright. Link, immagini, video che non piacciono alle aziende, alle associazioni che proteggono il diritto d’autore dei grandi gruppi editoriali e dell’intrattenimento mondiale. O ancora: tweet che diffamano, account sui quali vengono richieste informazioni circa la provenienza e i dati sensibili dell’utente stesso. È questo il panorama tracciato dall’ultimo rapporto sulla trasparenza del social da 140 caratteri, i cui dati sono stati pubblicati il 31 luglio 2013.
QUESTIONE DI COPYRIGHT – Dal 1 gennaio al 30 giugno 2013 le richieste di rimozione di materiali su Twitter per violazione del diritto d’autore sono state 5753: il 76% in più rispetto al secondo semestre del 2012. Il totale riguarda oltre 22mila account diversi, 18mila tweet rimossi e quasi 4mila contenuti

Fisco: reddittometro in funzione


Dal 19 agosto è in attivazione il reddittometro.

Criterio di rilevazione  
I primi redditi sui quali si “accendono i riflettori” sono quelli del 2009, dichiarati nel 2010. Il sistema in questione dovrebbe ricostruire per ciascun contribuente le spese effettuate desunte dalle banche dati collegate all’Agenzia. Tali movimenti sono messi a confronto con il reddito dichiarato dal contribuente per quell’anno. Nel caso in cui la differenza tra costi ed entrate superi il 20% il “riflettore” si accende e scatta l’accertamento. Inizialmente, i controlli saranno effettuati sugli scostamenti più eclatanti.

Conseguenze degli accertamenti  
In caso di accertamento di uno scostamento superiore al 20% tra spese effettuate e reddito percepito - considerando come tale il reddito familiare complessivo - il contribuente sarà inviato a presentari all’Agenzia delle
Entrate per dare spiegazioni. Dovrà essere in grado di dimostrare come ha potuto sostenere una spesa non coerente con il reddito percepito (es. donazione, utilizzo di risparmi). Se le spiegazioni saranno accettate, non scatterà nessun contenzioso tra Fisco e contribuente.
Se, viceversa, il Fisco non dovesse ritenere consone le motivazioni addotte, scatterebbe una seconda fase di accertamenti più approfonditi nella quale il contribuente potrà oppore motivazioni logiche (non necessariamente prove documentali). Se anche al termine di questa fase il Fisco ritenesse ingiustificabili le spiegazioni fornite, si passerà alla terza fase: quella di accertamento formale.
L’Agenzia delle Entrate quantificherà il maggior reddito accertabile, stabilirà la maggiore imposta da pagare e chiederà al contribuente di aderire al pagamento delle somme richieste. Il contribuente dovrà pagare entro quindici giorni per avere le sanzioni ridotte, oppure avviare un contenzioso, ricorrendo alla giustizia tributaria.

Il sistema bancario italiano: Bazoli (Intesa Sanpaolo) e la bomba Zaleski pronta a esplodere

da: Il Fatto Quotidiano 

Banche e furbetti, la bomba Zaleski minaccia Intesa Sanpaolo e Bazoli
I big del credito italiano hanno prestato 6,7 miliardi di euro all'amico franco-polacco del presidente dell'istituto milanese per giocare in Borsa, nonostante la legge vieti di concedere finanziamenti per acquistare titoli propri. Ma il valore delle azioni è precipitato. Ed adesso è arrivato il momento della resa dei conti: l'istituto di credito rischia un buco di 800 milioni
di Giorgio Meletti

Romain Zaleski è un uomo spiritoso, e da questo articolo capirete anche che ha tutte le ragioni per essere allegro. Il 7 febbraio scorso, festeggiando il suo ottantesimo compleanno, ha dichiarato al Giornale di Brescia che lo celebrava: “Non mi sento affatto un finanziere, non ho conoscenze della finanza moderna”. Se non seguite con attenzione le cronache finanziarie faticherete a credere che questo sia il beffardo autoritratto dell’uomo a cui la maggiori banche italiane hanno prestato 6,7 miliardi di euro per giocare in Borsa. Proprio così: sei miliardi e settecento milioni di euro, pari a circa l’uno per cento di tutti i prestiti delle banche italiane a circa 2 milioni di imprese, secondo l’austero Sole 24 Ore. Un pasticcio che rischia di andare fuori controllo, ora che alla vigilia di Ferragosto le banche creditrici hanno cominciato a litigare.

Bruno Tinti: “La decadenza di Berlusconi, la sola agibilità che gli interessa”


E se provassimo a scendere con i piedi per terra? Se cominciassimo a pensare che tutto questo agitarsi: il leader di un grande partito che vuole conservare l’agibilità politica; il diritto di milioni di elettori a non essere privati dell’uomo in cui hanno riposto fiducia; la necessità di rispettare le competenze del Parlamento e di non assoggettarlo allo strapotere di una magistratura complottarda;il diritto di B. di difendersi come qualsiasi altro cittadino utilizzando tutti i mezzi previsti, dunque produzione di massa di pareri pro veritate, martellamento dell’opinione pubblica con le migliori tecniche pubblicitarie, ricorsi alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzioni con la magistratura, eccezioni di costituzionalità della legge Severino, l’arma fine-di-mondo se mi fate decadere faccio cadere il governo; se cominciassimo a pensare che è tutta fuffa, che in realtà B. ha un solo gigantesco problema che non può confessare e cerca di risolverlo facendo finta di combattere per alti principi? Scopriremmo l’acqua calda.

Andiamo con ordine. La decadenza non priverebbe B. della

mercoledì 4 settembre 2013

Francesco De Gregori e la politica: “non voto più”

da: Corriere della Sera  - 30 luglio 2013

De Gregori: non voto più 
La mia sinistra si è persa tra slow food e No Tav
«Ringrazio Dio che il Pd non governi con Grillo» Forse potevamo farci meno domande su Noemi e più sull'Ilva

Francesco De Gregori, sono sei anni, da quando in un'intervista al «Corriere» lei demolì la figura allora emergente di Veltroni, che non parla di politica. Che cosa le succede? 

«Succede che il mio interesse per la politica è molto scemato. Ha presente il principio fondativo delle rivoluzioni liberali, "no taxation without representation?". Ecco, lo rovescerei: pago le tasse, sono felice di farlo, partecipo al gioco. Però, per favore, tassatemi quanto volete, ma non pretendete di rappresentarmi».


Cos'ha votato alle ultime elezioni? 
«Monti alla Camera e Bersani al Senato. Mi pareva che Monti avesse governato in modo consapevole in un momento difficile. Sono contento di com'è andata? No. Oggi non so cosa farei. Probabilmente non voterei. Con questo sistema, tanto vale scegliere i parlamentari sull'elenco del telefono».

Media, web: il “grande fratello” Google


Google sa tutto, ma proprio tutto, su di noi

Proviamo a fare un semplice esperimento. Immaginiamo che esista una lista che contenga ogni singola pagina web che abbiamo visitato negli ultimi cinque anni. Che contenga tutto quello che abbiamo cercato, tutti gli indirizzi che abbiamo visitato, le mail inviate, le cose scritte in chat e tutti i video visti su Youtube.

Ora pensate se tutti questi dati sulla lista avessero giorno e orario preciso. Tutto dettagliato e nei minimi particolari.

Immaginate infine che sia possibile averla davanti ai propri occhi, su una normale pagina web.

Adesso, siete anche in grado di immaginare un modo per cui un hacker, con accesso a questa, possa usarla contro di voi?
Se lo avete fatto, andate su google.com/dashboard e capirete che tutto questo può divenire realtà.

Barbara Spinelli: “Se la stabilità si trasforma in idiolatria”

da: la Repubblica – 24 luglio 2013

Stabilità: così spesso viene invocata e così febbrilmente, in Italia, che quasi non ci accorgiamo che è divenuta virtù teologale che assorbe ogni altra virtù: non mezzo, ma finalità ultima dell'agire politico. Non siamo i soli a subirne i ricatti: in tutta Europa, le ricette anticrisi l'assolutizzano.

Dicono che la Grecia è per fortuna lontana, invece ci sta vicina come la pelle. Quotidianamente vengono additati i nemici della stabilità politica, e piano piano ogni inquietudine, ogni opposizione, ogni giornale che amplifichi notizie poco gradite al comando son guardati con diffidenza. Il "rischio Italia" non c'è, ha detto il governatore Visco al vertice dei Venti, il 20 luglio, ma "resta il gran peso dell'instabilità politica e istituzionale, a frenare la crescita". Non ha specificato in cosa consista secondo lui l'instabilità, ma conosciamo le ragioni generalmente addotte: le divisioni tra partiti di governo (per infantilizzarli son chiamate litigiosità), gli attacchi al ministro Alfano responsabile delle deportazioni kazake, i subbugli che seguiranno un'eventuale condanna definitiva di Berlusconi per appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio (diritti Mediaset).

Quelli che…tolgono una tassa e ne aumentano altre: Letta, meno Imu ma più Irpef e tagli ai servizi


Il portavoce democristiano del governo Napolitano, tal Enrico Letta, è impegnato a evitare l’improbabile: cioè che Silvio Berlusconi faccia cadere il governo.
Al tale scopo, ha elargito al condannato in via definitiva per frode fiscale, il “contentino” di cui questi si servirà alle prossime elezioni: la cancellazione della prima rata dell’Imu. Sì, solo della prima rata. Per la seconda, il portavoce democristiano del governo Napolitano sta cercando come fotterci, pardon: come trovare coperture.
Dopo aver esordito con: “La copertura del decreto Imu è stata gestita senza alzare le tasse”, nella più consolidata tradizione politica italiana: prendere per il culo, ecco che come si trovano le coperture alla cancellazione della tassa tanto cara (in tutti i sensi a Berlusconi).
Ovvio  che a nessuno piace pagare l’Imu. Men che meno, però, piace esser presi per il culo. Cioè svuotati del portafoglio da altro lato.

Il mancato introito derivante dalla tassa sulla prima casa, sarà coperto da aumenti Irpef e ulteriori tagli a servizi. Nel seguente modo…
Sei milioni e 300 mila italiani: il 90% al di sotto dei 55 mila euro lordi annui, il 54% al di sotto dei 26 mila euro, pagherà 125 euro in più di Irpef nel 2013 e 201 nel 2014. Tra questi, vi sono 4 milioni di lavoratori dipendenti e un milione e 300 mila pensionati.

Governo Napolitano, pardon..Letta: l’Imu salva le slot machine

da: Lettera 43

Slot machine, l'Imu salva la lobby
Frodi. Mafia. Business. Chi controlla l'affare delle macchinette. Che il governo aiuta con un maxi condono.
di Marco Mostallino

Raggirare il fisco, non pagare 2 miliardi e mezzo di tasse, sottrarsi ai controlli del ministero dell'Economia oggi è un buon affare. È un buon affare ai tempi del governo di Enrico Letta, il premier che – per coprire le spese della cancellazione dell'Imu – ha inserito nel provvedimento un condono tombale per le imposte non versate dalle 10 società che in Italia controllano circa 200 mila slot machine sparse per bar, sale giochi e punti di ristoro. Un colpaccio, un jackpot che permette ai gestori – alcuni dei quali in odore, e anche più, di mafia – di saldare con appena 600 milioni di euro un debito con l'erario pari a 2,5 miliardi. I beneficiari di questa operazione sono in gran parte personaggi già noti per casi di evasione fiscale o per essere imprenditori vicini a esponenti del Partito democratico.
LA FURBATA DELLA SPINA STACCATA. Il trucco per nascondere il giro d'affari

Stefano Feltri: “Imu, pagheremo ancora di più”

da: Il Fatto Quotidiano – 29 agosto 2013

Il tentativo di salvare il governo dalla condanna definitiva di Silvio Berlusconi ha portato alla grande recita di ieri, intitolata “abolizione dell’Imu”.

Come farà il Cavaliere a far cadere un esecutivo che ha realizzato l’unico punto del suo programma elettorale? Da Arcore sono arrivati segnali di giubilo.
L’obiettivo politico è stato raggiunto, la stabilità è assicurata, il premier Enrico Letta annuncia che il governo non ha più una data di scadenza. Nel nome di un presunto interesse nazionale (la difesa delle larghe intese) i fatti sono stati aboliti. Per i pochi a cui interessano ancora, sono questi: l’Imu 2012 sulla prima casa non è stata restituita come promesso da Berlusconi, quella del 2013 è stata condonata a metà, la rata di 2,5 miliardi di giugno non sarà pagata a settembre, grazie a coperture molto creative. Ma gli altri due miliardi per compensare la rata di dicembre non sono stati trovati. C’è soltanto un accordo politico. Se ne riparla a ottobre, con la legge di stabilità per il 2014.   

La verità sull’economia italiana

da: http://www.wallstreetitalia.com/ - 19 agosto 2013

In questa pagina WSI pubblica in sintesi il quadro oggettivo dell'economia italiana, aggiornato con i piu' recenti dati statistici, macro-economici e di politica monetaria. Una "pagina della memoria economica", che fa da contraltare alla massiccia propaganda mediatica di lobby (stato, politici, banche) che hanno interesse a non raccontare la verita' agli italiani e puntano anzi a manipolare il consenso con strategie che beneficiano soltanto i "poteri forti", strozzando i cittadini e le piccole imprese. Preghiamo i lettori di aiutarci postando aggiornamenti e segnalazioni, corredate di fonte (autorevole) e link.

- Debito pubblico: al marzo 2013, nuovo record a 2.034.763 miliardi di euro, a quota 130,3% del Pil, rispetto al 123,8% del primo trimestre 2012;
- Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi;
- Pil: l'agenzia S&P ha abbassato la sua previsione di crescita 2013 per l'Italia, a -1,9% rispetto al -1,4% previsto a marzo 2013 e al +0,5% stimato a dicembre 2011. Il Fmi ha tagliato le stime del pil Italia 2013 a -1,8%. Nel 2012 il Pil ha subito una contrazione di -2,4%;

Marco Travaglio: “Carriera di un evasore”

da: Il Fatto Quotidiano – 7 agosto 2013

Secondo Angelo Panebianco, editorialista del Corriere (e non solo lui), la condanna definitiva di B. per frode fiscale non dipende dal fatto che B. è un frodatore fiscale, ma dallo “squilibrio di potenza fra magistrati e politica”. Perché in Italia la politica sarebbe “un potere debole e diviso” che non riesce a riformare il “potere molto più forte e unito” della magistratura. Solo separando le carriere, abolendo l’azione penale obbligatoria, trasformando il pm in “avvocato dell’accusa”, spogliando il Csm, cambiando la scuola e il reclutamento delle toghe e rimpolpando i poteri del governo nella Costituzione si eviteranno sentenze come quella del 1° agosto.

Forse Panebianco non sa che in tutte le democrazie del mondo, anche quelle che hanno da sempre nel loro ordinamento le riforme da lui auspicate, capita di continuo che uomini politici vengano condannati se frodano il fisco, con l’aggiunta che vengono pure arrestati e, un attimo prima, cacciati dalla vita politica. Ma soprattutto il nostro esperto di nonsisachè ignora la carriera criminale di B., che froda il fisco da quando aveva i calzoni corti. E se non fu scoperto all’epoca è perché con i fondi neri corrompeva politici, Guardia di Finanza e giudici che avrebbero potuto scoperchiare le sue frodi fin dagli anni 70. Chi conosce il curriculum del neo-pregiudicato non si stupisce per la

Il Buongiorno di Massimo Gramellini

da: La Stampa

E così vorreste condannarlo ai domiciliari. Costringerlo a trascorrere un anno sul divano della trisnonna, intrappolato fra pareti color salmone, al lume fioco di una lampada a forma di fungo atomico, tra le braccia di una giovane donna che lo soffoca con promesse di amore eterno, quando lui chiede soltanto libertà.  

Fanatici senza cuore, ma non vi tormenta il destino di quest’essere incolpevole che una serie inaudita di coincidenze ha trascinato negli abissi domestici documentati dalla foto? Abbiate il coraggio di guardarlo, tremate davanti al suo smarrimento, date sfogo all’imbarazzo e al rimorso che vi suscita il suo atteggiamento di resa. Dove sono l’antica fierezza, la passione per gli ambienti promiscui e la spregiudicatezza che gli consentiva di oltrepassare ogni porta socchiusa, infischiandosene di regole e divieti?  

Neanche un mostro merita di finire così. E lui non è un mostro. Chiunque abbia lo sguardo puro di un Bondi lo troverà bellissimo. È solo troppo orgoglioso per chiedere la grazia. E allora la chiediamo noi: libertà per il cagnolino Dudù. 

Marco Travaglio: “Poveretti, come s’offrono”

da: Il Fatto Quotidiano – 3 agosto 2013

Dopo la lunga veglia funebre nella Camera ardente e nel Senato al dente, dopo la processione a Palazzo Grazioli dei vedovi e delle vedove inconsolabili immortalati in una foto tipo Quarto Stato anzi Quinto Braccio, dopo il monitino sfuso di Sua Maestà re Giorgio I opportunamente villeggiante in Val Fiscalina (si trattava pur sempre di frode fiscale), dopo il coro di prefiche e il torneo di rosari allestiti nella cripta di Porta a Porta da un Bruno Vespa in gramaglie prossimo all’accascio, dopo la faticosa ricomposizione della salma imbalsamata in una colata di fard e cerone modello Raccordo Anulare per il videomessaggio serotino a reti unificate con smorfiette di finta commozione, sono finalmente usciti i giornali del mattino. Da leggersi rigorosamente con i guanti, per non macchiarsi le mani di un ributtante impasto di lacrime, salive e altri liquidi organici. 

Il Polito nella piaga.
Estratto a sorte da un bussolotto che comprendeva anche i nomi di Ostellino, Galli della Loggia, Panebianco e Pigi Battista (quest’ultimo ammutolito dal giorno della condanna di Del Turco), Antonio Polito ha vinto l’editoriale sul Pompiere della Sera. Avrebbe potuto cavarsela con una sola riga: “Ragazzi, non ci ho mai capito un cazzo. Scusatemi, ora mi ritiro in convento a leggermi i pezzi di

martedì 3 settembre 2013

Marco Travaglio: “Il pregiudicato costituente”

da: Il Fatto Quotidiano – 2 agosto 2013

Oddio, hanno condannato Berlusconi e nessuno sa cosa mettersi. Del resto, chi l’avrebbe mai detto che il compare di Mangano, Gelli, Craxi, Dell’Utri e Previti – per citare solo i migliori – già amnistiato per falsa testimonianza, prescritto due volte per corruzione giudiziaria e cinque per falso in bilancio e una per rivelazione di segreto, tuttora imputato per corruzione di senatori e indagato per induzione alla falsa testimonianza, nonché condannato in primo grado a 7 anni per concussione e prostituzione minorile, avrebbe potuto un giorno o l’altro diventare un pregiudicato? Era tutto un darsi di gomito, uno strizzare d’occhi, un “tutto si aggiusta” all’italiana, con leccatine agli “assi nella manica” del sommo Coppi, dipinto come il mago di Arcella che fa assolvere i colpevoli. Invece da ieri anche la Cassazione, grazie a cinque giudici impermeabili a minacce e pressioni e moniti, ha detto ciò che chiunque volesse sapeva da tempo immemorabile: Silvio Berlusconi è un fuorilegge, un delinquente matricolato, colpevole di un reato – commesso anche da premier e da parlamentare - che in tutto il mondo lo porterebbe dritto e filato in galera per un bel po’.
In America, per incastrare il suo spirito guida Al Capone, bastò la frode fiscale. In Italia, grazie anche all’indulto-insulto regalatogli da un centrosinistra così tenero che si taglia con un grissino, Al Tappone finirà ai domiciliari per un

Siria: “La moralità delle bombe”

da: la Repubblica 

di Ian Buruma  

Il dono dell'oratoria è sempre stato la principale risorsa del presidente americano Barack Obama. Adesso però sembra che le parole lo abbiano intrappolato. Dopo aver affermato, a marzo, che il governo Usa non avrebbe "tollerato l'impiego di armi chimiche contro il popolo siriano", e avendo parlato lo scorso anno di una "linea rossa" che non poteva essere oltrepassata, se Obama non reagirà con forza all'uccisione di oltre mille civili con il gas sarin, compiuta presumibilmente dal regime siriano, perderà la faccia. Naturalmente il rischio di perdere la faccia non è un buon motivo per scatenare una guerra.

Ma perché Obama si trincera dietro a una simile retorica? Perché ha tracciato proprio questa linea rossa? Il segretario di Stato John Kerry ha avuto ragione a definire l'impiego del gas "un'oscenità morale". Ma altrettanto si potrebbe dire degli episodi di tortura dei bambini  -  che più di due anni fa segnarono l'inizio della guerra