martedì 8 gennaio 2013

Big Fish, nuovo singolo scritto da Morgan: ‘Io faccio’


ll 2012 è stato un anno ricco di progetti per Big Fish: sue sono le produzioni di “L’Erba Cattiva” di Emis Killa, disco d’oro dell’artista rivelazione dell’anno, e di “Nesliving Vol. 3 – Voglio” di Nesli, altro numero 1 nella classifica di vendite, con cui le strade tornano ad incrociarsi dopo anni dalla storica hit “La Fine”. 


Oltre che un artista, Big Fish è un imprenditore e uno scopritore di talenti. Fondatore dell’etichetta indipendente Doner Music (attiva dal 2006), lo scorso anno ha pubblicato “Silenzio” di Rancore & Dj Myke, i cui singoli estratti hanno raggiunto la vetta della classifica Hip Hop di MTV, e “Ghiaccio E Magma”, album di debutto di Santiago, talentuoso mc che ha ottenuto ottimi riscontri dalla critica, settoriale e non.

Dopo vent’anni di produzioni nel mondo dell’hip hop nei quali ha dettato i trend e portato al successo progetti quali Sottotono, Fabri Fibra, Emis Killa, Nesli e Two Fingerz, per Big Fish è tempo di una nuova sfida: unire i mondi della musica elettronica e della canzone d’autore italiana per dare una scossa e un rinnovamento al panorama musicale italiano. E’ emblematico, a riguardo, il suo tributo a Lucio Dalla in chiave drum’n’bass all’interno delle finali di  X Factor - 6 dello scorso dicembre.

Giuseppe Tornatore e le elezioni 2013: “la miglior offerta”….



Giuseppe Tornatore: Berlusconi non ha nessuna chance di vincere, gli italiani hanno capito. Bersani è serio e responsabile
di Barbara Tomasino

“Fino a quando c’era Berlusconi eravamo la barzelletta del mondo, ovunque andavi appena dicevi che eri italiano già ridevano. Dopo pochi mesi dall’arrivo del governo Monti le cose sono cambiate e quel sentimento di rispetto, di ammirazione, che l’Italia ha sempre goduto è ritornato, forse non come prima, ma poiché si veniva fuori da un momento così disastroso a me è sembrato più forte. Da paese sbeffeggiato siamo diventati il simbolo di un paese che sull’orlo del baratro riesce a trovare soluzioni adeguate sia pure a costi molto pesanti”. Queste sono le riflessioni del regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, da pochi giorni nelle sale con il suo nuovo film, La migliore offerta, sul ruolo dell’Italia oggi nel contesto internazionale dopo l’esperienza dei tecnici, in un momento delicato in cui il paese si avvia ad eleggere il governo che lo guiderà per i prossimi cinque anni. Che sicuramente non vedrà Berlusconi premier: "Credo che non abbia nessuna chance di essere rieletto perché il popolo italiano ha capito fino in fondo tutto ciò che il Cavaliere era in grado di fare per il nostro paese, e il bilancio è sotto gli occhi di tutti".



Tv, ‘Presadiretta’: inchiesta nell’arena preelettorale


da: Avvenire

Inchiesta nell’arena preelettorale
di Mirella Poggialini

Le parole e i fatti si contrappongono nei due filoni di interventi che impegnano oggi una tv già proiettata nella competizione elettorale. E se i proclami, i talk-show, le interviste e i dibattiti fioriranno, c'è l'altro verso della medaglia, la dimostrazione dei fatti, a contrapporre consistenza a ipotesi e annunci, con dati e numeri e personaggi e denunce e indagini e azioni giudiziarie. Sono considerazioni che nascono dalla prima puntata di Presadiretta proposta da Riccardo Iacona su Raitre, premiata domenica sera con ben 2.693.000 spettatori, share dell'11,72%: inchiesta documentata (anche se è mancato un possibile contraddittorio) sulla gestione del denaro pubblico – i "rimborsi elettorali" – da parte dell'amministratore della Lega e dei suoi dirigenti. I quali – e non sono i soli, come ci hanno dimostrato le indagini degli ultimi mesi rivolte ad altri gruppi politici – hanno reputato lecita l'appropriazione del denaro pubblico, circa 24 milioni di euro, da parte di un amministratore disinvolto (lasciamo i nomi alla cronaca) che ha anche provveduto a sostenere le spese private, piccole e grandi, di politici che tutti conoscono e che ancora rivestono le loro cariche istituzionali.
Così che lo spettatore, tra il confuso e l'indignato, ha seguito le lunghe e precise interviste, i conteggi minuziosi, le dichiarazioni e le accuse, sentendosi vittima di una colossale beffa ai suoi danni. Ma soprattutto si è sentito umiliato dalla caduta dei princìpi e dei valori sui quali ogni cittadino per bene ha costruito la sua attività ed esistenza, si è sentito offeso dalla beffa costante di cui è stato vittima, si è sentito abbandonato da coloro che, eletti dai cittadini, avrebbero dovuto provvedere a loro prima che ai privati interessi. Un giudizio etico che, forse, si rifletterà sul voto
 

L’Amaca di Michele Serra


da: la Repubblica

Si può anche capire che monsieur Depardieu, preoccupato per l’assottigliarsi delle sue scorte pantagrueliche di formaggio, porchette e damigiane di vino, sia irritato con il fisco del suo Paese. Si può capire, anche, che madame Bardot, addolorata per la malattia che affligge due anziane elefantesse dello zoo di Lione, sia furente con il servizio veterinario nazionale che non provvede a ricoverare i pachidermi in una clinica per lungodegenti, magari cacciando un paio di magrebini (Bardot, sposata a un fervente lepenista, non li sopporta).
Quello che si capisce meno è che le due popolari star abbiano scelto come patria adottiva la Russia di Putin, paese che nel campo dei diritti arranca, e dista dalla Francia un paio di secoli. Probabile che chez Putin il fisco sia meno penalizzante (non per caso le immense ricchezze di quel Paese sono in mano a pochi oligarchi, che lo hanno depredato). Incerto il trattamento mutualistico riservato agli elefanti. Certissimi, invece, la galera per le Pussy Riot, la persecuzione (fino all’assassinio) delle voci libere come la Politkovskaja, lo spregio “virile” per gli omosessuali, il nazionalismo isterico, il neointegralismo religioso “di Stato”. Il putinismo di Depardieu e Bardot è così ridicolo da rivaleggiare con quello, già leggendario, dell’amico Silvio.

Politica e Media, digitale terrestre: niente asta sulle frequenze, sfumano 1,2 miliardi



da: la Repubblica

Salta l'asta sulle frequenze tv: sfuma un affare da 1,2 miliardi
Passera l'aveva promessa per fine 2012. Non se ne è fatto nulla a causa dei ritardi AgCom e dei veti esteri. Malta e Croazia diffidano il Garante per le interferenze. Il ministero: grandi reti, nessun favore
di Aldo Fontanarosa

Il sogno di Corrado Passera, che voleva chiudere la sua esperienza di ministro dello Sviluppo con l'asta delle frequenze tv, resterà probabilmente tale. Ogni giorno l'asta incontra nuovi ostacoli, in parte ereditati dal passato, in parte sottovalutati.

L'ultima "buca" coinvolge tre editori (Rai, Mediaset e Telecom), addirittura due Stati esteri, e ha già mosso i primi avvocati.

Siamo in Croazia. Nel passaggio al digitale terrestre, la Rai riceve (dal ministero) delle frequenze per servire le nostre regioni adriatiche. Ma una volta accesi i ripetitori, il segnale "invade" il territorio croato, del Montenegro e quando va male della Slovenia. Viale Mazzini non ci sta e contesta l'inadeguatezza delle frequenze davanti ai giudici del Tar, che le danno ragione. L'assegnazione di questi "binari" del segnale è sospesa, in attesa di vederci chiaro nelle successive fasi del processo.

Nel suo ricorso, la Rai fa una mossa precisa. Chiede nuove frequenze, di quelle

Pdl e Lega e le tasse dei lombardi: Luca Ricolfi, “Ma le tasse vanno ridotte non trattenute”


Ci sono degli imbecilli – sapremo quanti dal 26 febbraio – che ancora credono ai “progetti fantasiosi”, irrealizzabili, dei vecchi compagni di merenda Pdl e Lega. Imbecilli e appassionati del genere horror politico.
E Maroni durerà meno di Bossi…..L’unica cosa che lo accomuna all’ex leader della Lega, è la predisposizione a prendere per il sedere quei cittadini lombardi malcontenti ma privi di neuroni funzionanti. Ma non ha la stesso “appeal” celodurista e capacità di portarli al guinzaglio che aveva Umberto Bossi.
L’unico, nella Lega, provvisto di neurone funzionante (seppure a fasi alterne), è il sindaco di Verona: Flavio Tosi.
Nello specifico dell’”accordo” fatto ieri tra i vecchi compagni di merenda Pdl e Lega, “trattenere il 75% delle tasse in Lombardia” – ammesso e non concesso che sia realizzabile – significa, considerando le cronache giudiziarie e i motivi per i quali è caduta la giunta Formigoni, che a rubare potrebbero essere al 75% i politici lombardi. Un risultato la Lega lo otterrà di sicuro: non avranno più motivo di dire ‘Roma ladrona’ bensì ‘Milano ladrona’. E non perché a Milano siamo ladri, ma perché nella mia città ha sede il governo della regione Lombardia.
Sai che soddisfazione, per i cittadini lombardi malcontenti….


da: La Stampa

Ma le tasse vanno ridotte non trattenute
di Luca Ricolfi

La mossa era nell’aria da qualche giorno, e alla fine le cose sono andate come previsto. Dopo aver giurato e spergiurato «mai più con Berlusconi» la Lega è tornata all’ovile: si presenterà insieme al Pdl sia in Lombardia sia alle elezioni politiche nazionali. La base dell’accordo è chiara sul piano politico, molto meno sul piano tecnico.  

lunedì 7 gennaio 2013

La7, ‘Otto e mezzo’: le scoperte di Bersani



Pierluigi Bersani, segretario Pd, nonché probabile vincitore (secondo i sondaggi) delle prossime elezioni politiche, ha partecipato al programma di Lilli Gruber durante il quale ha affermato: “A noi che ci rovina non è Berlusconi ma il berlusconismo”.
Ammesso che ci creda, ben arrivato. Capirlo prima, no?

Morgan: “Non farò più X Factor”


In uno show come X Factor - perchè di questo si tratta: di uno show, non di un talent - Morgan ci può stare facilmente e beatamente. Io però lo preferisco in altro.
Diversamente dalla maggioranza dei suoi colleghi, degli addetti ai lavori del settore più o meno “piegati”, ha culturale musicale, capacità nel trasmetterla, attitudine a identificare e valorizzare i musicisti  quando non si fa prendere la mano da giochetti. Per questo vorrei vederlo in un programma che tratta di musica. Sia chiaro: un programma fatto di più momenti e servizi. Di approfondimento ma non logorroico. Lui starebbe bene in questo contesto. 
Nello show X Factor, posto che, ci sta per evidente superiorità rispetto ai compagni di banco e perché ha curiosità verso le diverse forme di rappresentazione (anche quelle di Tommasini), lo trovo sprecato.
Per quanto, come ho scritto qualche settimana fa, nel banco dei giudici e a fare da caposquadra vedrei bene Massimiliano Pani, diverso da Marco Castoldi in arte Morgan ma non per cultura e attitudini.
Voglio sperare che non si inizi però il balletto alla Mummia Silvio: "non faccio X Factor, ma sì lo rifaccio"... Perché sarebbe di una noia mortale. E Marco Castoldi in arte Morgan deve lasciare la noia ad altri/e.
Colgo l’occasione per fare qui, dopo averlo fatto in twitter, gli auguri per la sua seconda paternità. La nascita di una figlia porti con sé la rinascita. Auguri di serenità…


da: Melodicamente

Morgan annuncia: “Non farò più X Factor”



Dopo il grandissimo successo della sesta edizione di X Factor, la vittoria di primo e secondo posto Marco Castoldi, in arte Morgan, si lascia andare a dichiarazioni non proprio felici riguardo il talent di successo di Sky.

Web, pirateria: anche le major fanno download


E hanno la “faccia come il culo” di bloccare video in youtube perché protetti dal copyright. Prima tra tutti la Paramount alla quale va il mio più cordiale: FUCK OFF


da: Il Fatto Quotidiano

Pirateria online: gli ‘scariconi’ sono le major, da Walt Disney alla Sony
Le principali case di produzione americane 'scoperte' da TorrentFreak, una community dedicata al mondo del file-sharing attraverso le piattaforme come BitTorrent. E scarica anche chi dovrebbe essere paladino della legalità, incluso il Parlamento europeo
di Elio Cogno

“Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. E sembra davvero il caso di dirlo quando sotto la lente di un weblog specializzato sono finite nella lista nera degli scariconi i principali sostenitori della lotta alla pirateria online. Sembra un paradosso: eppure le principali case di produzione americane sono state colte letteralmente con le mani nel sacco da TorrentFreak, una community principalmente dedicata al mondo del file-sharing attraverso le piattaforme come BitTorrent. Grazie all’aiuto di alcune tecnologie messe a disposizione dall’azienda informatica Scaneye, sono stati scandagliati numerosi indirizzi ip-statici (numeri che identificano la posizione di un determinato pc connesso alla rete), tutti intenti alla condivisione e scaricamento di materiale protetto da copyright. Tra i nomi più illustri Warner Bros, Walt Disney, Paramount, 20th Century Fox e Sony.

Quelli dei…”poteri forti”: intervista di De Bortoli a Corrado Passera…


da: Corriere della Sera

Passera: lista di Monti, occasione persa
Serviva un programma più coraggioso
«Hanno vinto vecchie logiche» Il ministro parteciperà alla campagna elettorale e ha aperto il suo account Twitter


Dopo la riunione di Sion, il convento romano nel quale Monti ha deciso la sua «salita in politica» insieme con Casini e Fini, non aveva detto più nulla. Solo un deluso «non ci sto» in tempo reale durante la riunione. Una rottura dura nei fatti, non nella forma. Oggi Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico delle Infrastrutture e dei Trasporti, 58 anni appena compiuti, spiega le ragioni della sua scelta. Questa mattina ha aperto (anche lui!) il suo bravo account Twitter e parteciperà al dibattito politico senza candidarsi. Con una sua personale agenda che si discosta non poco da quella Monti. E non è la sola sorpresa di questa conversazione domenicale.

«Si è persa una grande occasione, io credevo al progetto di una lista unica Monti sia alla Camera sia al Senato. C’è un grande mondo che non si riconosce né con la sinistra—soprattutto se condizionata dalle componenti estreme—né con l’antipolitica

Giorgio Gaber: dieci anni senza il signor G



da: Lettera 43

Dieci anni senza Gaber
Provocatore. Leggero. Impegnato. Controverso. Il primo gennaio 2003 moriva il cantautore milanese. Che con le sue canzoni e il suo teatro ha fatto innamorare e pensare più di una generazione.
di Massimo Del Papa

Come passa il tempo. Frase banale, a volte ignobile, che in bocca a Giorgio Gaber sarebbe suonata beffarda. Ma Gaber, anche se c'è sempre, manca da 10 anni.
Come passa il tempo, lasciando tutto uguale, appena peggiorato: la mancanza del pensiero, i polli in allevamento che siamo. Altro cliché inevitabile. Cosa direbbe oggi Gaber? Forse non ha neppure senso chiederselo, pretendere d'immaginare il pensiero di uno che ce l'aveva, controverso magari, ma sapeva farlo volare. Ed erano i pensieri degli altri, quelli che di pensieri ne avevano pochi, ad adottarlo.
DIECI ANNI SENZA SIGNOR G. Dieci anni senza il signor G., che quest'anno ne avrebbe compiuti 74. Sarebbe vecchio, più vecchio di Dylan, ma di quei vecchi che non invecchiano, che fanno corsa a sé.
Il Gaberscik, di origine triestine ma milanese fino al midollo, che da bambino ascoltava il jazz, che diventava chitarrista con quella mano insidiata dalla poliomielite, come Django Reinhardt, che si inventava un modo si suonare e scopriva il nascente rock and roll in quella Milano nera, piena di vita, di bande, di piombo, di smog.


I CANTORI DELLA MILANO NERA. E lui imparava a cantarla, da solo, con Jannacci, con Dario Fo e con Celentano. Metteva insieme i suoi inni leggiadri, leggeri e beffardi, i suoi luoghi e i personaggi, il Cerutti Gino al bar del Giambellino, il Riccardo che giocava al biliardo, il palo nella banda dell'Ortica e la Torpedo blu con

Laura Morante torna al teatro

da: La Stampa 

Laura Morante “Il cinema è morto il teatro è vivo”
L’attrice in tournée con “The country”: mi piace la diretta, essere io in carne e ossa a dar vita a parole importanti
di Simonetta Robiony



Laura Morante quest’anno fa teatro. Non una apparizione di lusso in uno spettacolo alla moda né un recital di due settimane tanto per provare il brivido del palcoscenico, ma una vera tournée in giro per l’Italia. In coppia con Gigio Alberti recita The country dell’inglese Martin Crimp, sotto la guida di un regista raffinato come Roberto Andò.  

Scelta ardita per un’attrice cui non manca mai l’offerta di un buon copione dall’ Italia o dall’estero, amatissima dai nostri autori da Moretti ad Amelio, dai fratelli Bertolucci a Virzì, da Avati a Placido, incantati da quel suo sguardo ombroso che fa immaginare chissà quali misteri e da quel suo modo di recitare apparentemente senza farlo.  

Ma perché rinunciare ai primi piani cinematografici che tanto esaltano il suo fascino per starsene lontana, su una pedana dove il pubblico non può vedere i lampi che attraversano il suo sguardo? Forse perché, e lei lo sa, Morante non deve tutto solo

Stefano Lepri: "Il costo delle lobby"


da: La Stampa

Nell’anno in cui a memoria d’uomo i consumi degli italiani si sono più ridotti, il costo della vita è cresciuto più che negli altri Paesi euro. Non è questa una spietatezza del mercato. E’ invece un segno che da noi il mercato funziona meno bene che altrove.  

Quando la gente fatica ad arrivare alla fine del mese, dovrebbe essere difficile ritoccare all’insù i cartellini dei prezzi. Nel 2012 ha pesato il rincaro del petrolio, che però è uguale per tutti i Paesi. In Italia un certo effetto aggiuntivo va attribuito a incrementi di tariffe pubbliche necessari a riportare i conti in ordine, che nel 2013 non si ripeteranno. Nell’insieme tuttavia la nostra economia appare più rigida delle altre. Uno degli obiettivi dell’austerità è appunto riportare l’andamento dei nostri costi e dei nostri prezzi in linea con quelli degli altri Paesi che condividono la stessa moneta. Restiamo anomali; secondo le previsioni correnti, può darsi che riusciremo ad avvicinarci nell’anno appena iniziato. 

Sappiamo bene che i tedeschi hanno in media stipendi più alti dei nostri. Andando in visita a Berlino, ad Amburgo o a Monaco di Baviera possiamo scoprire in aggiunta che la spesa al supermercato può perfino costare meno. C’è qualcosa che proprio non va, specie considerando che i consumi qua calano e là no. 

Ilvo Diamanti: “Lega la bivio: meglio sola o male accompagnata?”


da: la Repubblica

L'accordo tra la Lega e il Pdl, molto probabilmente, si farà. Nonostante i dubbi della Lega. Ma Berlusconi non può farne a meno. Per non finire ai margini. Sconfitto dal Pd - vincitore annunciato.

Vincitore annunciato, il Pd, con fin troppo anticipo, per non comportare qualche rischio. Ma anche, soprattutto, da Monti e dalle sue liste. Per coltivare la speranza di contare, nel futuro Parlamento, grazie a un buon risultato al Senato. Nel Nord e soprattutto in Lombardia, dove si vota anche per rinnovare il governatore e il Consiglio regionale. Un accordo, quindi, obbligato. Ma non è detto che convenga davvero a tutti. O meglio, conviene sicuramente a Berlusconi. Il quale rischia, altrimenti, non solo di perdere le elezioni, ma, soprattutto, la dissoluzione del Pdl. Il suo partito personale. Che da solo, non ha chance di competere. Ma se il Pdl e lo stesso Berlusconi non esercitassero, almeno, un potere di interferenza e di veto, in ambito parlamentare perderebbero anche il loro potere sul territorio. In altri termini: si perderebbero. Molto diversa è, invece, la posizione della Lega. Per oltre dieci anni alleata fedele di Berlusconi. Oggi rischia di diventare ostaggio del Cavaliere. Il quale, nel caso di mancato accordo, minaccia di far cadere tutte le giunte del Nord, dove la Lega è al governo con il centrodestra. Perché non è detto che l'intesa con Berlusconi e il Pdl offra alla Lega di Maroni benefici superiori ai costi - politici ed elettorali. 

La Lega, infatti, attraversa una stagione difficile - da cui non è ancora uscita. Dopo essere stata coinvolta da scandali che hanno investito i suoi gruppi dirigenti e, in primo luogo, la leadership di Umberto Bossi. Insieme al "cerchio" stretto dei

Elezioni 2013, Vaticano: mons. Mogavero contro le “patenti cattoliche”


Ho letto l’articolo due volte perché non mi pareva vero. Sono in attesa di “chiarimenti” da parte di mons. Mogavero che dica che è stato frainteso, che sono state travisate le sue parole.
Leggere affermazioni come queste è un sollievo mentale: “Non si può sottoscrivere ad occhi chiusi un vecchio progetto riverniciato di nuovo. Già appoggiare il centrodestra di Berlusconi ha causato danni gravissimi alla Chiesa.
Beh…onore del vero…danni gravissimi non tanto alla Chiesa, quanto agli italiani. La Chiesa deve sempre ringraziare i presidenti del consiglio italiani che gli scontano le tasse.



"E' un clamoroso errore santificare il governo tecnico"
Intervista a monsignor Domenico Mogavero sulla delicata fase politica pre elettorale italiana

"Non devono essere le gerarchie ecclesiastiche ad attribuire patenti di cattolicità. Con le indicazioni di voto a favore di uno schieramento politico, il Vaticano e l'episcopato usurpano la legittima autonomia dei laici". Si dichiara "sconcertato dallo scenario di un endorsement pro Monti", monsignor Domenico Mogavero, attuale commissario Cei per l'immigrazione e sottosegretario Cei durante la presidenza Ruini.

Cosa la preoccupa nelle prese di posizione dei vertici Cei e dell'Osservatore Romano a sostegno di Monti?
"Innanzi tutto è assolutamente sbagliato il metodo. Nessun partito può

I marò detenuti in India: quello che i media e i politici italiani non hanno detto



di Matteo Miavaldi

Il 22 dicembre scorso Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò arrestati in Kerala quasi 11 mesi fa per l’omicidio di due pescatori indiani, erano in volo verso Ciampino grazie ad un permesso speciale accordato dalle autorità indiane. L’aereo non era ancora atterrato su suolo italiano che già i motori della propaganda sciovinista nostrana giravano a pieno regime, in fibrillazione per il ritorno a casa dei «nostri ragazzi”, promossi in meno di un anno al grado di eroi della patria.
La vicenda dell’Enrica Lexie, la petroliera italiana sulla quale i due militari del battaglione San Marco erano in servizio anti-pirateria, ha calcato insistentemente le pagine dei giornali italiani e occupato saltuariamente i telegiornali nazionali.
E a seguirla da qui, in un villaggio a tre ore da Calcutta, la narrazione dell’incidente diplomatico tra Italia e India iniziato a metà febbraio è stata – andiamo di eufemismi – parziale e unilaterale, piegata a una ricostruzione dei fatti distante non solo dalla realtà ma, a tratti, anche dalla verosimiglianza.
In un articolo pubblicato l’11 novembre scorso su China Files ho ricostruito il caso Enrica Lexie sfatando una serie di fandonie che una parte consistente dell’opinione pubblica italiana reputa verità assolute, prove della malafede indiana e tasselli del complotto indiano. Riprendo da lì il sunto dei fatti.
E’ il 15 febbraio 2012 e la petroliera italiana Enrica Lexie viaggia al largo della costa del Kerala, India sud occidentale, in rotta verso l’Egitto. A bordo ci sono 34 persone, tra cui sei marò del Reggimento San Marco col compito di

I “cinguettii” del non candidato Mario Monti (ancora presidente del consiglio per gli affari correnti)



Il non candidato salito in politica, Mario Monti, si è installato in twitter dove passa più che tempo che a Palazzo Chigi per il disbrigo degli affari correnti, come previsto nel periodo di attesa del voto elettorale.
Cinguetta di cosa farà nei primi cento giorni (dove l’ho già sentita ‘sta roba?). Modificare la legge elettorale. A parte il fatto che anche ‘sta cosa non mi giunge nuova, le riforme le fa il Parlamento. Monti pensa di ottenere la maggioranza assoluta per far approvare una riforma elettorale? Questi auspici si “assolutismo” mi paiono già sentiti.
Vuole, inoltre, modificare la riforma sul lavoro per renderla più rispondente alle esigenze delle imprese. Che tradotto significa: continuare a svegliare il can che dorme. Vale a dire: abolire l’articolo 18. Perché è noto che la causa della crisi economica deriva dal fatto che le imprese non possono licenziare a piacere.
Non ho però ancora letto uno dei punti programmatici che mi aspetto dal non candidato salito in politica Mario Monti: la modifica della riforma pensioni. Nel senso: dall’1/1/2014, tutti in pensione a non meno di 75 anni.
Non vi piace? Non siete d’accordo. State lavorando da più di 35 anni?
Nessun problema. Ci pensa Monberlusca. Potete sempre sperare nel licenziamento in tronco, possibile non appena sarà stato abolito l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

foto: da Repubblica 

venerdì 4 gennaio 2013

Rai3, Presadiretta: da domenica 6 gennaio



Sta per partire la campagna elettorale e PRESADIRETTA inizia la sua lunga stagione di sedici appuntamenti con una puntata speciale dedicata ai casi di appropriazione indebita dei rimborsi elettorali dei partiti, soldi pubblici.

Gli inviati di PRESADIRETTA ci raccontano tutti i rimborsi folli chiesti e ottenuti da 40 consiglieri della maggioranza della Regione Lombardia,  che con i soldi dei rimborsi pagavano cene al ristorante da 27mila euro, compravano computer, telefonini, macchine fotografiche, ma anche giocattoli per i loro figli, facevano la spesa al supermercato e si facevano rimborsare dalla Regione Lombardia persino gelati, sigarette, “lecca lecca” e cartucce per fucili da caccia.

E l’inchiesta va avanti, con l’analisi da parte della Polizia Giudiziaria anche dei rendiconti delle spese dei partiti dell’opposizione, di cui naturalmente renderemo conto.

Ma PRESADIRETTA ha ricostruito come nessuno ha ancora mai fatto, tutta la vicenda di Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega indagato dalle

Vienna, Concerto di Capodanno: Johann Strauss ‘Marcia di Radetzky’



Vienna, Concerto di Capodanno: Johann Strauss ‘ Sul bel Danubio blu’

Elezioni politiche e regionali 2013, Silvio Berlusconi: “potrei fare il ministro”


Mummia Silvio, alla ricerca dell’accordo con la Lega, ha recentemente dichiarato: “posso fare il ministro dell'Economia o il ministro degli Esteri, io posso fare qualsiasi cosa che giova al mio Paese. Io sono qui a fare quello che sto facendo adesso contro natura. E' un sacrificio durissimo”.

Ministro dell’Economia o degli Esteri (Angelona Merkel non ti preoccupare..)? Ma perchè non Ministro delle Pari Opportunità.
Chi meglio di Mumma Silvio potrebbe svolgere quel ruolo. Lui, che le donne le conosce….”intimamente”

giovedì 3 gennaio 2013

L'agenda Monti: l’ironia del web…

Queste tre delle immagini tratte da: http://www.huffingtonpost.it/: che, a sua volta, le ha pescate nel web

Monti ringrazi……nella prima foto pari quasi figo. Soprattutto se lo confrontiamo con la Mummia (Silvio Berlusconi) 







mercoledì 2 gennaio 2013

2013: tra salite e discese in politica, il punto della questione italiana è sempre quello…


I consuntivi del 2012 non mi attirano (con l’eccezione dell’articolo della Venegoni).
Veniamo al 2013…

E’ stata ufficializzata la “salita” in politica di Mario Monti. Come se mancassero i democristiani. Se n’è aggiunto uno.
Il Pd ha fatto le primarie per consentire la scelta dei candidati. Direi di leggere Marco Travaglio (post sotto). Come si suol dire: non è tutto oro ciò che luccica.

Altri sono discesi o saliti in politica. In particolare, due magistrati: Antonio Ingroia e Pietro Grasso. Diversi per modi e stile, a me non piacciono entrambi. Nel senso che nessuno dei due mi convince in politica ma resto in attesa della grande riforma della giustizia di cui si occuperà Grasso.
Ovviamente, non esiste riforma della giustizia, anzi: non esiste giustizia (come scritto qualche settimana fa) senza:

- processi in tempi ragionevoli
- certezza della pena 
- rispetto dei diritti: delle vittime dei reati e dei carcerati ammassati come bestie

Come ogni anno, il punto della questione rimane sempre uno solo: combattere l’evasione fiscale, saper utilizzare i soldi che si pescano dalle tasche dei contribuenti per governare il paese, scegliere persone oneste e competenti, effettuare controlli a ogni livello per impedire ladrocini, disservizi. Cambiare stile e obiettivi. E questo ci riguarda tutti. Non solo i politici.

Il 2012 della Musica: la canzone d’autore non muore mai


da: La Stampa

Le canzoni d’autore non muoiono mai
Da Dylan ai Rolling Stones, dai Led Zeppelin al Boss, l’insospettabile energia 
di una generazione di ferro

di Marinella Venegoni

Il 2012 della musica popolare ha inaugurato un costume che si intreccia bene alle ultime vicende italiche, trascinandosi dietro qualche malinconia: l’autopensionamento di due autentici numi dell’immaginario legato al cantautorato di più alto profilo. Prima Ivano Fossati, poi Francesco Guccini hanno annunciato di voler appendere la chitarra al chiodo. Più scientifico Fossati, che ha salutato con un tour d’addio prima di darsi alla bella vita.  

Ancora perplesso, Guccini ci ha invece liquidati con un disco accorato e nobile, L’ultima Thule, dal titolo di una bellissima canzone-testamento: ci sarà, almeno, un ultimo concerto? Nessuno ha parlato di rottamazione, qui. I Renzi della musica fingono rispetto, e poi figurarsi: il mondo è distratto e immemore, non bada troppo ai talenti contemporanei, se non in adolescenza.  

Il senso di vuoto che tali importanti dissolvenze lasciano apparterranno soprattutto agli ultraquarantenni, gli stessi in fondo che hanno pianto l’improvvisa e definitiva dipartita di Lucio Dalla e del poeta bolognese Roberto Roversi, coautori tra l’altro in una significative triade di album cruciali nella storia della musica popolare del Dopoguerra. In tanto silenzioso marasma, è stato un grande anno per il cantautorato storico, con opere degne di Franco Battiato e Francesco De Gregori.

Marco Travaglio: Le Impresentarie


da: Il Fatto Quotidiano

Le primarie sono un’ottima cosa, l’unico antidoto a una delle porcate del Porcellum: le liste bloccate che consentono ai partiti di nominarsi i parlamentari. Grillo, temendo la piena degli opportunisti last minute, ha inventato le parlamentarie web, ma ha ristretto troppo la platea dei votanti: appena 20mila. 
Alle primarie di Capodanno del Pd han votato un milione di elettori. Bene anche i volti nuovi o seminuovi, premiati per le loro facce pulite e si spera anche per le loro capacità. Ma in alcune regioni d’Italia, dove il voto è militarmente controllato non solo dalle mafie, ma anche da cricche clientelari che comprano preferenze con favori e lavori, le primarie sono finte se non vengono accompagnate da ferrei sbarramenti per garantire il ricambio. Se si lascia candidare Mirello Crisafulli nella sua Enna, di cui da una vita è signore e padrone a suon di posti e prebende, oltre a essere amicone del boss Raffaele Bevilacqua (con cui fu filmato e intercettato), è ovvio che faccia il pieno di voti. Non bastavano i suoi 15 anni in Assemblea Regionale, le due legislature in Parlamento e il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio con l’accusa di aver fatto pavimentare a spese della provincia la strada comunale che porta alla sua villa, per mandarlo in pensione? Idem a Messina, dove spopola un altro ras: Francantonio Genovese, che divenne sindaco sebbene azionista della Caronte, la società dei traghetti nello Stretto controllata da Pietro Franza (perciò ribattezzato ‘Franzantonio’) in pieno conflitto d’interessi. Il resto l’ha raccontato la puntata di Report sugli enti di formazione finanziati dalla Regione. Tipo la Lumen, presieduta da Franco Rinaldi, deputato regionale, cognato di Genovese e soprattutto marito di Elena Schirò che lavora dove? Ma alla Lumen, naturalmente. Rinaldi e Genovese sono pure soci nella Training Service, che sta per ricevere 390mila euro di contributi. Invece la Nt Soft fa capo ai nipoti di Genovese e Rinaldi. L’Esofop ha come presidente la cognata di Rinaldi e come