Pensieri su ciò che ci circonda. Media, politica, attualità, libri, film e quant’altro.
venerdì 18 gennaio 2019
giovedì 17 gennaio 2019
Francesco Cancellato: reddito di cittadinanza e quota 100, storia di due truffe…
Riporto questo articolo di Cancellato che – come il 99% della stampa - usa
un termine errato: disquisendo di quota 100 afferma che ci saranno “penalizzazioni”. Falso. Non ci sono
penalizzazioni.
Da
che mondo e mondo, da sempre: più tardi lasci il lavoro, maggiore sono i
contributi versati, maggiore sarà la pensione. La penalizzazione si ha quando, andando in pensione prima di quanto prevede la norma generale, si applicasse una riduzione percentuale o in valore assoluto.
Qui non si tratta di penalizzare nessuno. Chi sceglie di andarsene in pensione
con 38 anni di contributi percepirà un
assegno mensile inferiore a chi ha versato
39 o 40 o 41, ecc.. di contributi. Ovvio, logico.
Questo gli italiani lo sanno da sempre. Non è cambiato nulla. Solo che, l'"informazione" usa il termine penalizzazione in modo improprio, agitando gli aspiranti pensionati.
Del resto: nella vita ci sono – per necessità o volontà – altre cose che non
siano il lavoro fino al momento del catetere,
della dentiera, ecc..ecc..
Mi stupisce che un giornalista acuto come Cancellato commetta una simile imprecisione
(voglio sperare non si tratti di disonestà mentale) tipica della stampa che
pregiudizialmente è contro il governo
Salvini e “cuginetto” Di Maio.
Sotto
il vestito, niente: reddito di cittadinanza e Quota 100, storia di due truffe
(quasi) perfette
Sono
i cavalli di battaglia di Lega e Cinque Stelle e tra oggi e domani saranno
approvate in Consiglio dei Ministri. Peccato che a parte il nome sono
provvedimenti completamente diversi rispetto a quelli promessi in campagna
elettorale. Se ne accorgeranno, gli italiani?
Toh,
chi si rivede, la manovra del cambiamento. Sono passati quasi quattro mesi dal giorno in cui Di Maio e i ministri Cinque Stelle si
affacciarono dal balcone di Palazzo Chigi per festeggiare il 2,4% di
deficit, i 9 miliardi per il reddito di cittadinanza, i 7 miliardi per Quota
100, una crescita stimata all’1,5% e il consenso siderale di un Paese che
sembrava aver di fronte gente che manteneva le promesse, pure quelle che
sembravano quasi irrealizzabili.
mercoledì 16 gennaio 2019
S.S Van Dine: La strana morte del Signor Benson
S.S. Van Dine, pseudonimo di Willard Huntington Wright, nacque a Charlottesville, Virginia, nel 1888. Critico ed esperto d’arte, collaborò a numerosi giornali e riviste. Costretto lungamente a letto da una salute malferma, decise di dedicarsi a tempo pieno all’attività letteraria. Nel 1916 esordì nella narrativa col romanzo The Man of Promise, ma lo scarso successo di pubblico lo convinse a cimentarsi nel genere poliziesco, il cui primo prodotto fu La strana morte del signor Benson (1926). A esso seguirono, fra gli altri, Il caso della canarina assassinata (1927), L’enigma dell’alfiere (1929), Il mistero del drago (1933), Il mistero di casa Garden (1935), Philo Vance e il caso Allen (1938). Morì a New York nel 1939.
Aristocratico,
terribilmente snob, grande esperto e collezionista d’arte, esteta e dandy
(“Maledetto effeminato”, lo apostrofa qui infine il colpevole), Philo Vance non
è un detective professionista. Lo fa un po’ per gioco, un po’ per verificare il
suo straordinario intuito psicologico e un po’ per aiutare il Procuratore
distrettuale Markham, suo vecchio amico messo sempre a mal partito dalle non
comuni capacità deduttive di Vance. Questa volta la vittima è Alvin Benson, un
torbido agente di cambio, e i sospettati molti. Ma l’investigatore
martedì 15 gennaio 2019
Paolo Madron: I corpi dei vivi e quelli dei morti, Battisti e Megalizzi
L'aeroporto, Ciampino, è lo stesso. Ma le
scene sono diverse. Da una parte la propaganda, con due ministri tronfi a
marcarsi a vicenda. Dall'altra la tragedia di cui un uomo solo, Sergio
Mattarella, ha portato il peso.
L’aeroporto è lo stesso, Ciampino. La scena
ben diversa: ad accogliere la bara di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista
italiano ucciso nell’attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo, un uomo
solo: Sergio Mattarella. Con, molto defilato, il ministro per i Rapporti col
parlamento Riccardo Fraccaro. C’è una foto simbolo del presidente della
Repubblica in piedi vicino al feretro, intorno a lui il vuoto, che dice tutto.
L’opposto di quel che si è visto quasi un mese dopo: stessa location, per dirla
col linguaggio cinematografico (in fondo parliamo di reality fiction), ma due
ministri visibilmente tronfi e una selva di microfoni pronti ad accogliere le
loro dichiarazioni. Da una parte la tragedia di cui un uomo, anche se
quell’uomo rappresenta il Paese, porta il peso. Dall’altra la propaganda.
Ovvio che mettere la faccia quando si
tratta di un lutto è molto più impegnativo. Nella fattispecie, Megalizzi è un
martire della causa europea, era un giovane giornalista entusiasta dell’idea di
un’Europa unita, cosa che sappiamo non essere condivisa dai nostri attuali
governanti. Molto meglio, quando si può, fare passerella in circostanze in cui
lo Stato può esibire la sua forza. Come dimostra l'arrivo in Italia di Battisti,
il criminale più ricercato degli
Luca Mercalli: TAV, l’inquinamento e la cura che fa morire il paziente
In mancanza di altri argomenti siamo alla variante ecologista: la Nuova linea
ferroviaria Torino-Lione è imposta da ragioni ambientali. Spostare il traffico dalla gomma alla
rotaia – si dice – riduce le emissioni. Ma si tratta di una mezza verità
che veicola un inganno.
È vero: il traffico su rotaia è preferibile per quanto riguarda le conseguenze
sull’ambiente. Ma attenzione: ciò vale se ci si riferisce alle ferrovie già
esistenti, come l’attuale linea Torino-Modane. Mentre non è così, almeno nel
contesto attuale, se si devono costruire delle nuove linee e, ancor più, se
queste prevedono lunghi tratti in galleria. È quel che sostengono, per esempio,
i ricercatori Jonas Westin e Per Kågeson del Royal Institute of Technology di
Stoccolma nell’analisi Can high speed rail offset its embedded emissions?:
affinché il bilancio di carbonio sia favorevole al clima le linee ferroviarie
ad Alta velocità «non possono contemplare l’estensivo uso di tunnel».
Se il bilancio
monetario costi-benefici della Torino-Lione già vacilla, del bilancio di
carbonio non si parla mai. Il tunnel bisogna costruirlo: per oltre dieci
anni le talpe succhieranno megawatt, il cemento assorbirà energia e produrrà
emissioni, l’armamento e i dispositivi di sicurezza richiederanno tonnellate di
acciaio e di cavi di rame, i camion e le
Banche: in arrivo per l’Italia la vera tempesta perfetta
da: https://www.ilfattoquotidiano.it - di
Giorgio Meletti
Per le banche italiane si prepara una
tempesta perfetta. Chi si sente già bastonato dalla crisi economica dovrebbe
valutare l’ipotesi che il peggio debba ancora venire. Qui non si tratta di fare
catastrofismo a buon mercato, ma di indicare al governo e alle istituzioni,
compresi il Quirinale e la stessa Banca d’Italia, l’urgenza di affrontare la
situazione con serietà anziché con infantili polemiche via Twitter a base di
“chi lo dice lo è” e “ci hai creduto faccia di velluto”.
Due giorni fa il governatore della Banca
d’Italia Ignazio Visco ha detto una cosa che merita di
essere letta nella sua allarmante testualità: “Oggi, con il
beneficio della retrospettiva storica, i costi economici e sociali di fenomeni
di instabilità finanziaria sistemica sono divenuti a tutti evidenti e portano a
considerare sotto una luce diversa l’opportunità di interventi pubblici non
solo per le banche illiquide ma solvibili, ma anche nei casi potenzialmente in
grado di pregiudicare il funzionamento del sistema finanziario nel suo
complesso”. Ci ha detto che l’intervento statale per salvare la Carige è solo
il primo.
A proposito di prospettiva storica: dal
2015 al 2017 si sono avuti una serie di “casi isolati” come amano definirli le
autorità di vigilanza distratte, che hanno visto cadere come birilli
venerdì 11 gennaio 2019
Salvini cita “Il Pescatore” di De Andrè, sui social: sicuro di averla capita?
Salvini ricorda De André
citando "Il pescatore". Ma gli utenti gli spiegano il significato
della canzone
Il vicepremier ricorda il
cantautore nel 20esimo anniversario dalla morte. Ma viene travolto dai versi
dedicati agli ultimi: "Sicuro di aver capito la canzone?"
Matteo Salvini è un fan di Fabrizio De
André, è risaputo. Per questo motivo il vicepremier lo ha ricordato sui social
anche oggi, 11 gennaio, giorno in cui il cantautore genovese morì 20 anni fa.
Salvini ha citato un verso de Il pescatore, brano appartenente al Volume III,
album del 1968. "All'ombra dell'ultimo sole/S'era assopito un pescatore.
Ciao Fabrizio, grazie poeta!", ha scritto il ministro su Twitter. Un
ricordo che, tuttavia, si è trasformato in un boomerang visto che molti utenti
hanno replicato citando i versi successivi de Il pescatore e quelli di altre
canzoni di De André.
"Gli
occhi dischiuse il vecchio al giorno,non si guardò neppure intorno,ma versò il
vino spezzò il pane, per chi diceva ho sete ho fame"
Sicuro di averla capita? 🤔
Sicuro di averla capita? 🤔
—
Agnese Castelli (@AgneseCastelli) 11
gennaio 2019
"Non
avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.#ciaofaber
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.#ciaofaber
—
debora daga (@daga_debora) 11
gennaio 2019
"Gli
occhi dischiuse il vecchio al giorno
Non si guardò neppure intorno
Ma versò il vino spezzò il pane
Per chi diceva ho sete ho fame"
A occhio nun c'hai capito un cazzo. #Faber#FabrizioDeAndré
Non si guardò neppure intorno
Ma versò il vino spezzò il pane
Per chi diceva ho sete ho fame"
A occhio nun c'hai capito un cazzo. #Faber#FabrizioDeAndré
—
Abolizione del suffragio universale (@AUniversale) 11
gennaio 2019
Ultimo: video, Ti dedico il silenzio
“Peter
pan” è un album bellissimo. Difficile scegliere quali canzoni preferire. Mi
piaciono tutte ma….”Ti dedico il silenzio” è una meraviglia.
Ultimo di nome, tra i primi per talento artistico.
Ultimo di nome, tra i primi per talento artistico.
giovedì 10 gennaio 2019
Sbarchi fantasma e terroristi in Italia: ecco il risultato dei “porti chiusi” di Matteo Salvini
Mentre il ministro è intento a
bloccare in tutti i modi le ong, un'inchiesta a Palermo rivela che altri
soggetti riescono ad arrivare in Italia in tutta libertà a bordo di gommoni
veloci. Se non presidiamo il Mediterraneo non sappiamo chi entra: ecco perché
le navi italiane laggiù ci devono stare
di Francesco Floris
Matteo
Salvini non ha perso tempo e ha commentato così la notizia: «Altro che farne sbarcare altri o andarli a
prendere con barconi e aerei, stiamo lavorando per rimandarne a casa un bel po'
(faccina sorridente). Scafisti e terroristi: a casa!!!» scrive sulla sua
pagina Facebook alle 8:48 del 9 gennaio.
Di
cosa parla il ministro dell'interno? Dell'indagine
denominata “ABIAD”, con cui la Procura
distrettuale di Palermo ha fatto scattare il fermo per 15 indagati – 12
tunisini, un marocchino e due italiani – fra le province di Palermo, Trapani,
Caltanissetta e Brescia. Tutti ritenuti membri di un'associazione per
delinquere finalizzata al favoreggiamento
dell’immigrazione clandestina, al contrabbando di tabacchi lavorati esteri
fra le coste del nord Africa e il trapanese, oltre che di esercizio abusivo di
attività di intermediazione finanziaria. E dietro questi traffici aleggia lo
spettro del terrorismo islamico. Parlano infatti di una “più grave minaccia
alla sicurezza dello Stato” i sostituti procuratori Calogero Ferrara e Claudia
Ferrari, e il procuratore aggiunto Marzia Sabella, “in ragione delle posizioni
radicali pro “Daesh” rilevate in capo a un esponente di vertice del sodalizio
criminoso”. Spiega la Procura, in una nota con cui è stata data la notizia
Matteo Salvini cede con l'aiutino della Chiesa Valdese: 10-15 migranti in Italia
Vertice notturno ad alta tensione: passa la
soluzione Conte, ma il vice premier chiarisce: "senza oneri per lo
Stato" e l'Ue deve ricollocare 200 migranti sbarcati in Sicilia.
Alla fine, dopo un vertice notturno molto
teso a Palazzo Chigi, passa la soluzione prospettata da Giuseppe Conte:
arriveranno in Italia i bambini, con la mamma e il papà, "poco più di
dieci" migranti sbarcati a Malta dopo aver trascorso 19 giorni in mare. A
Matteo Salvini restano i "però": però questa volta saranno affidati
alla Chiesa Valdese, "senza oneri per lo Stato", e dalle prossime
volte l'accoglienza dovrà essere a costo zero per gli italiani. Però il premier
chiederà un incontro urgente con il commissario Ue Dimitris Avramopoulos per
far eseguire la ricollocazione degli oltre 200 migranti che da agosto l'Italia
aspetta di far accogliere dalla Germania, Olanda e altri 7 paesi europei che
non hanno dato seguito agli impegni.
"Io non cambio idea, anzi faccio due
passi in avanti. Non ci sarà NESSUN arrivo in Italia finché l'Europa non
rispetterà gli impegni presi (a parole) con l'Italia, accogliendo i 200
immigrati sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania che dovevano già essere
ricollocati" spiega stamane Matteo Salvini su Facebook.
Una notte per trovare le condizioni di una
resa digeribile. Giuseppe Conte ottiene da Matteo Salvini il via libera
all'intesa da lui siglata con l'Unione europea. Ma il colloquio, lungo un'ora e
mezza, non scioglie i tanti nodi sul tavolo del governo: oltre ai migranti si
apre il nodo della Tav - su cui si prende ancora tempo malgrado la bocciatura
che emergerebbe dall'analisi
martedì 8 gennaio 2019
Banche, Carige: il governo del cambiamento come i precedenti, salvataggio a spese degli italiani
Il
problema, caro Cancellato, è che la politica italiana, tutta: M5S e Lega
compresi, non sa un organo sessuale maschile, non capisce un organo sessuale
maschile di cosa sia una banca.
Le
banche sono anche peggio di ciò che pensa/sa la politica italiana, ma le banche
sono meglio o per meglio dire: sono diverse da come la politica italiana
pensa/ci racconta che siano.
Non
se ne esce..ergo: nessun cambiamento in vista.
![]() |
| foto Ansa |
Non
salvate Carige. Salvate l’Italia dal rapporto incestuoso tra Stato e banche
Da
più di dieci anni passiamo da una crisi del debito a una del credito. Da più di
dieci anni banche e Stato si sostengono a vicenda, provando a risolvere l’una
la crisi dell’altra. Da più di dieci anni, la situazione peggiora. Carige è
solo l’ultimo atto della commedia
di Francesco Cancellato
Siamo
ancora qui, alla faccia del cambiamento.
A un governo che in un consiglio dei
ministri lampo, per salvare una banca - Carige - dal fallimento, decide di mettere la garanzia pubblica sulle nuove
obbligazioni e di aprire a una futura nazionalizzazione. Siamo ancora qui,
ed è sinceramente stucchevole vedere quelli
che hanno salvato le banche ieri fare la
morale a quelli che salvano le banche oggi, così com’era stucchevole ieri vedere Cinque Stelle e Lega fare la morale al Pd, come se il
problema delle banche italiane si chiamasse Maria Elena Boschi. Le banche si
salvano, anche coi soldi pubblici, perché le ricadute sistemiche del fallimento
di quella che un tempo era la quinta banca italiana sono incalcolabili, per un
Paese in equilibrio precario come l’Italia, con la crescita a zero, il debito
pubblico al 132% del Pil, un rating sovrano a un passo dalla spazzatura e una
quantità enorme di crediti deteriorati ancora in pancia agli istituti di
credito.
Le
banche si salvano, ma non si risolve nulla salvandole. Perché siamo ancora qui,
nell’eterno ondeggiare che ci portiamo avanti dal 2008. Sono ormai dieci anni abbondanti che ondeggiamo
tra una crisi del debito pubblico a una crisi degli istituti di credito. E sono
dieci anni abbondanti che facciamo finta
di non vedere che queste due crisi sono
lunedì 7 gennaio 2019
49 migranti in mare: il nuovo gioco natalizio di Di Maio, Salvini e Conte
Ne prendo 7. No, ne prendo 0. No, ne prendo
15.
Dev’essere un nuovo gioco natalizio. Ma
ieri era l’Epifania. E’ noto che: tutte le feste le porta via. Non gli idioti
però.
Il primo a giocare la mano è stato il “cuginetto” Di Maio: Noi possiamo
prendere donne e bambini e dare uno schiaffo morale all'Europa che sta ancora
in vacanza in settimana bianca".
Immediatamente, ha risposto alla mossa il “cugino” Salvini: Sui migranti decido
io, porti chiusi” (certo...il governo è lui, mica Conte + gli altri ministri).
Ed ecco Conte, l’esecutore del contratto di
governo che sta cercando di prendere la scena (e potrebbe riuscirci):
“Noi ne prenderemo 15 su 49, e prenderemo
anche i mariti perché non siamo gente
venerdì 4 gennaio 2019
Immigrazione: il “buon” Minniti e il “cattivo” Salvini
Quando leggo o sento parlare di immigrati,
di zingari, di ciò che la loro presenza comporta, ecc..ecc..mi chiedo sempre:
dove vivono coloro che scrivono, che parlano in tv e nel web della “questione
immigrati”.
Detto questo, trovo ridicolo chi applaudiva Minniti e oggi attacca il “cattivo”
Salvini.
Minniti che pagava la Libia per trattenere
i migranti che lì venivano torturati (e che, conseguentemente, cercavano di
scappare) è stato applaudito dalla stampa “anti populista-sovranista”, quella
che vota ancora PD, perché speravano che questo togliesse un argomento ai
populisti-sovranisti. Sapevano che questi poveracci venivano torturati, ma la
frustrazione dell’avvicinarsi di una vittoria “populista-sovranista” li portava
a enfatizzare la politica di Minniti e Gentiloni e li rendeva omertosi sulla
violazione dei diritti umani subita da esseri umani scappati da guerre o da
fame.
Salvini che platealmente, ostentatamente, lascia a mollo
poveracci sui barconi sarebbe invece il cattivo. Il solo cattivo della
situazione. Lungi da me difendere
Salvini. Siamo e rimarremo su due pianeti diversi.
Ma solo la piccolezza mentale di certa
disinformazione (che oggi grida contro il presunto attacco alla libertà di
stampa da parte del duo Salvini-Di Maio) può tacciare uno per il grande
ministro che ha ridotto gli sbarchi (certo, ma a quale prezzo) l’altro per
colui che sta calpestando ogni dignità umana.
Il risultato delle elezioni politiche non è
stato quello che certa stampa sperava. Minniti
giovedì 3 gennaio 2019
lunedì 24 dicembre 2018
Italo Calvino: I figli di Babbo Natale
Non c'è epoca dell'anno più gentile e buona, per il mondo dell'industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le società anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L'unico pensiero dei Consigli d'amministrazione adesso è quello di dare gioia al prossimo, mandando doni accompagnati da messaggi d'augurio sia a ditte consorelle che a privati; ogni ditta si sente in dovere di comprare un grande stock di prodotti da una seconda ditta per fare i suoi regali alle altre ditte; le quali ditte a loro volta comprano da una ditta altri stock di regali per le altre; le finestre aziendali restano illuminate fino a tardi, specialmente quelle del magazzino, dove il personale continua le ore straordinarie a imballare pacchi e casse; al di là dei vetri appannati, sui marciapiedi ricoperti da una crosta di gelo s'inoltrano gli zampognari, discesi da buie misteriose montagne, sostano ai crocicchi del centro, un po' abbagliati dalle troppe luci, dalle vetrine troppo adorne, e a capo chino dànno fiato ai loro strumenti; a quel suono tra gli uomini d'affari le grevi contese d'interessi si placano e lasciano il posto ad una nuova gara: a chi presenta nel modo più grazioso il dono più cospicuo e originale.
Alla Sbav quell'anno l'Ufficio Relazioni
Pubbliche propose che alle persone di maggior riguardo le strenne fossero
recapitate a domicilio da un uomo vestito da Babbo Natale.
L'idea suscitò l'approvazione unanime dei
dirigenti. Fu comprata un'acconciatura da Babbo Natale completa: barba bianca,
berretto e pastrano rossi bordati di pelliccia, stivaloni. Si cominciò a
provare a quale dei fattorini andava meglio, ma uno era troppo basso di statura
e la barba gli toccava per terra, uno era troppo robusto e non gli entrava il
cappotto, un altro troppo giovane, un altro invece troppo vecchio e non valeva
la pena di truccarlo.
Mentre il capo dell'Ufficio Personale
faceva chiamare altri possibili Babbi Natali dai vari reparti, i dirigenti
radunati cercavano di sviluppare l'idea: l'Ufficio Relazioni Umane voleva che
anche il pacco-strenna alle maestranze fosse consegnato da Babbo Natale in una
cerimonia collettiva; l'Ufficio Commerciale voleva fargli fare anche un giro
dei negozi; l'Ufficio Pubblicità si preoccupava che facesse risaltare il nome
della ditta, magari reggendo appesi a un filo quattro palloncini con le lettere
S, B, A, V.
Manovra 2019, Parlamento esautorato: accuse a Lega e M5S, ma sono stati PD e Forza Italia a uccidere il Parlamento
Oggi
piangono, ma sono Pd e Forza Italia che hanno ucciso il Parlamento, non Lega e
Cinque Stelle
Negli
ultimi vent’anni il voto di fiducia è servito ad approvare manovre, a salvare
governi, a cambiare la legge elettorale: ma tutti piangono per il maxi
emendamento del governo Conte. Che avrà tante colpe, ma non è certo il killer
di Camera e Senato
di Alberto
Quaranta
Nell’ultimo
ventennio di Repubblica italiana il Parlamento è stato ucciso in serie dai
molteplici governi del Cavalier Berlusconi, dalle maggioranze di centrosinistra
targate Ulivo, Unione e Pd, e dalle varie sperimentazioni di
stampo centrista e di rito nazarenico. La famosa centralità del Parlamento è
servita solo a far sciacquare la bocca alla classe dirigente che ha dominato la
scena. Non a caso quando ieri palazzo
Madama ribolliva di urla, invettive, spintoni e le opposizioni condannavano
l’atteggiamento dell’esecutivo gialloverde (“Vergogna, dove è finita l’onestà.
Vogliamo vedere il testo…”), c’era chi come un vecchio arnese del Carroccio si
lasciava andare in questi termini: «Vien
da ridere che oggi democratici e azzurri scoprano la democrazia parlamentare.
Ma non si rendono conto di essere in malafede?».
Certo, siamo tutti d’accordo nel dire che in passato il maxiemandamento alla legge di
bilancio avrebbe almeno recepito le richieste della commissione mentre
quest’anno i membri della Bilancio non hanno nemmeno avuto il tempo di leggere
il testo scritto a più mani da Juncker, Moscovici, Tria, Mattarella più una
serie di tecnici di Bruxelles e via XX Settembre. Tutto verissimo. Eppure la
protesta di Pd e Forza Italia lascia di stucco, appare più un capriccio per
ricordare ai cittadini: “Siamo ancora vivi”.
Morra (M5S): “Appalti senza gara a 150mila euro? Si rischia di favorire la mafia”
Il
presidente Antimafia M5s preoccupato per la norma in finanziaria
sull'affidamento lavori: "Lavorerò per cambiarla"
"In merito all'innalzamento della
soglia di valore per l'affidamento diretto dei lavori pubblici, non posso che
esprimere grave preoccupazione. Preoccupazione condivisa anche dall'Anac.
Questo innalzamento preoccupa tutte le realtà antimafia. Da Presidente della
Commissione Antimafia mi adopererò per promuovere modifiche". Così Nicola
Morra (M5S), presidente della Commissione antimafia.
"Questo innalzamento - prosegue Morra
- preoccupa tutte le realtà antimafia, così come i dirigenti pubblici che hanno
sviluppato grandi capacità di controllo nelle amministrazioni locali contro la
corruzione e che non avranno più voce in capitolo. Questo innalzamento rivela
una sottovalutazione del rischio di come queste nuove regole possano favorire
le organizzazioni mafiose, da sempre attente al mondo delle opere pubbliche.
Che sia una misura per un solo anno non può essere una giustificazione
sufficiente per allentare gli obblighi sulla necessaria
Manovra 2019: la manovra di un governo senza palle
Salvini,
hai torto: questa è la manovra di un governo senza palle
di Francesco
Cancellato
Salvini
elogia il coraggio del governo, ma non ce n’è traccia, nella legge di bilancio.
Che è fatta solo per prendere voti qui e ora. Che non affronta di petto nessuna
delle questioni fondamentali del ritardo italiano. Che non ha alcuna visione
sul futuro
«La manovra? Le do 7. Finalmente in Italia
c’è un governo con le palle». Così Matteo Salvini, vicepremier, ministro
dell’interno, leader della Lega, ha giudicato la prima legge di bilancio della
coalizione gialloverde, a poche ore dalla sua definitiva approvazione al
Senato, dopo due mesi di tira e molla con l’Europa.
E davvero, vorremmo dare ragione a Salvini.
Vorremmo credere che un governo italiano abbia avuto finalmente coraggio di
fare quel che doveva, di affrontare i problemi endemici che il Paese si porta
dietro da decenni, di sfidare il consenso dei gruppi sociali dominanti, di
pensare al futuro anziché al presente, di costruire l’inizio di una visione
ambiziosa per lo sviluppo dell’Italia nel ventunesimo secolo. Questo, è quel
che avrebbe dovuto fare un governo con le palle. Questo, non è quel che ha
fatto il governo Conte-Di Maio-Salvini con la sua prima legge di bilancio.
È
una manovra senza palle perché non affronta nessuno dei
problemi cruciali dell’Italia,
Tutte le misure della manovra 2019
Tagli
alle pensioni e agli investimenti, saldo e stralcio per chi non ha pagato le
tasse, meno fondi per quota 100 e reddito di dignità: il testo del
maxiemendamento.
E’ lungo 195 pagine il testo del
maxi-emendamento che stravolge la manovra approvata dal Senato nella notte del
22 dicembre per poter poi approdare alla Camera in fretta e furia nei giorni
seguenti per essere approvato prima della fine dell'anno, tra le proteste
dell'opposizione per il totale esautoramento del ruolo del Parlamento che, di
fatto, si deve esprimere su un testo "pre-confezionato" che non ha
avuto modo di leggere né tantomeno discutere. Dopo settimane di indiscrezioni e
dichiarazioni roboanti, in molti casi totalmente disattese dai fatti, ecco i
contenuti della manovra.
IL
RAPPORTO DEFICIT-PIL AL 2%
Nonostante Luigi Di Maio e Matteo Salvini
avessero più volte dichiarato che il rapporto deficit-Pil al 2,4% fosse non
modificabile nonostante i rilievi della Commissione Ue perché altrimenti non si
sarebbero potute fare le riforme di pensioni e reddito di cittadinanza, al
termine del confronto con Bruxelles si è deciso di ripiegare su quota 2,04%.
Non è l'unico numero che è stato ritoccato: la crescita programmata è adesso
all'1% contro il precedente 1,5%, considerato irrealistico da tutti gli
istituti internazionali.
QUOTA
100 E REDDITO DI CITTADINANZA RESTANO UN MISTERO
Le misure bandiera di Lega e M5S, ovvero la
riforma della legge Fornero e il reddito garantito
venerdì 21 dicembre 2018
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