lunedì 22 giugno 2020

Conte e l’incredibile bonus farlocco a cui tutti hanno abboccato


da: https://www.nextquotidiano.it/ - di Elio Truzzolillo

La mia personale considerazione del presidente del Consiglio è molto bassa e non l’ho mai nascosto. Altrettanto bassa è quella della classe giornalistica italiana. Tuttavia assistere a un singolo episodio in cui entrambe le mie opinioni vengono contemporaneamente confermate non è un fatto che capiti molto spesso.

Ieri sera stavo assistendo alla conferenza stampa finale di quell’inutile passerella politica che risponde all’ambizioso nome di Stati Generali. Il presidente del consiglio, parlando dei progetti finalizzati all’inclusione di genere, nomina un non meglio identificato voucher da 500 euro per le aspiranti donne manager. Riportiamo le esatte parole di Conte (dal minuto 10:40 circa):

“Un voucher di 500 euro per tre anni per le donne manager, per le donne che aspirano a diventare manager”.

La cosa mi pare subito priva di qualunque senso logico. Come si identifica una donna aspirante manager? Si fa un’auto certificazione in cui si dichiara solennemente che si vuole diventare manager? Lo dichiara la società per cui si lavora? E a che servirebbero questi 500 euro? Sarebbero un incoraggiamento? E se poi una donna non riesce a diventare manager restituisce i soldi? Che cosa è esattamente un manager giuridicamente? I 500 euro
sono al mese, all’anno o per il triennio? Per fortuna abbiamo un presidente del consiglio avvocato che dovrebbe esporre con un certo rigore le sue strabilianti proposte.

Mi ripeto di stare calmo, in fondo si tratta di una conferenza stampa in cui sono presenti giornalisti che rappresentano il gotha delle testate italiane (Tg1, Tg2, Tg5, Skytg24, ANSA, Adnkronos, Huffington Post, ecc. ecc.), ci penseranno loro a fare luce su quella che sembra una follia senza senso. E invece… invece si susseguono ben 10 (dieci) giornalisti che fanno la loro domandina preparata a casa completamente incuranti di quello che avevano appena sentito. Per nessuno dei presenti lo stravagante e oscuro annuncio del presidente ha suscitato un dubbio, una curiosità, un’esigenza di approfondimenti, un desiderio di saperne di più, un fottuto afflato di chiarezza, nulla di nulla. Mentre mi balena l’idea di chiamare mia madre per farle firmare un’autocertificazione in cui attesta di volere diventare donna-manager (500 euro regalati fanno sempre comodo in famiglia), aspetto che le agenzie e i giornali riportino la notizia sul web per capirci qualcosa di più. E qui mi cadono le braccia davvero: tutti (almeno quelli che ho letto) riportano la cosa pedissequamente, con indifferenza notarile, come se fosse un provvedimento chiaro, cristallino e scontato. E allora ripenso a tutte quelle balle che mi sentivo dire quando da giovanissimo mi baloccavo con l’idea di diventare un giornalista: “Il giornalista deve essere curioso” mi dicevano, “Non deve accontentarsi della versione che gli raccontano, deve pungolare l’interlocutore, deve porsi delle domande, deve avere spirito critico, deve segnalare al lettore gli aspetti non chiari” e bla bla bla.

Verrà fuori più tardi che in realtà si trattava di un progetto della Business School per elargire a 500 donne ogni anno un Mba Executive (un master) del valore di 35.000 euro. Si tratta di una proposta che può piacere o non piacere ma che è sicuramente chiara nei suoi aspetti essenziali. Adesso, però, non mi spiegate che Conte si è confuso, ha detto una cosa completamente diversa non giustificabile con un semplice lapsus. Un lapsus si ha quando si dice “milioni” al posto di “miliardi”, quando si sbaglia il nome di una persona o di una città, quando si invertono termini di un discorso (per esempio se avesse detto che si daranno a 35.000 donne 500 euro per fare un Mba). Non è un lapsus se si sconvolge completamente il senso logico di un concetto. A mio parere Conte, oberato dagli impegni, non ha semplicemente capito la proposta che gli è stata ripotata e non si è reso conto che quello che credeva di aver capito non aveva senso.

Date queste premesse possiamo quindi affermare:

1. Che Conte non ha nessuna progettualità e capacità critica autonome, si limita a fare appello alla pancia delle persone selezionando termini pittoreschi come “inclusione”, “interlocuzione”, “solidarietà”, “svolta”, ecc. ecc.

2. Che i giornalisti non prestano attenzione a quello che Conte dice nelle conferenze stampa, parzialmente scusati dal suo stile prolisso, retorico, inconcludente, fatto di semantiche suggestive più che di concetti precisi, chiari e spiegati in modo rigoroso.

3. Che grazie al combinato disposto dei primi due punti, Conte avrebbe potuto tranquillamente parlare della necessità di introdurre l’aborto obbligatorio nelle province più colpite dall’epidemia di Covid-19 e nessuno dei giornalisti presenti avrebbe battuto ciglio.

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