lunedì 3 aprile 2017

1, 2, 3 Servizi sanitari...



da: http://pepe.blogautore.repubblica.it/ - di Guglielmo Pepe
 
Quando leggete che la Sanità italiana è tra le migliori al mondo non credeteci. Perché è una falsità, una truffa, una presa in giro per milioni di persone. Che poi sono sopratutto quelle che vivono nel Sud del Paese, e in particolare nelle Regioni indicate dalla ministra Lorenzin - Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Campania - dove non viene garantita neppure la "soglia minima" delle cure previste dai Livelli essenziali di assistenza del Servizio sanitario nazionale.

Il paradosso è che la ministra, illustrando questa situazione di grave difficoltà sanitaria, in pratica smentisce se stessa quando assume i panni della esaltatrice delle "magnifiche sorti e progressive" del SSN. Perché la dura realtà è quella che sappiamo da anni: in Italia le cure e l'assistenza marciano a velocità molto diverse. E non solo tra Nord, Centro, Sud, ma anche all'interno di medesimi territori (nella capitale abbiamo ospedali ottimi e altri penosi). È senza dubbio vero che alcune Regioni del Centro e del Nord (Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Veneto), sono al top, con strutture e personale di livello mondiale. Però al contrario abbiamo quasi tutto il Meridione che non arriva neppure al punteggio di garanzia indicato dai Lea.


Non mi è chiaro se l'uscita della Lorenzin abbia dei risvolti elettorali (le amministrative sono a giugno e coinvolgono anche aree e città del Sud), però non c'è dubbio che i presidenti, gli assessori, i "commissari" delle Regioni indicate dovranno rimboccarsi le maniche molto di più di quanto abbiano fatto finora per riportare i conti economici a livello accettabile.

È dunque acclarato ufficialmente che in una parte del nostro Paese si soffre e si pena di più per avere una cura, una terapia, una prestazione. Perciò quando si parla di allarmi sanitari (come quelli lanciati quotidianamente, talvolta inutilmente, spesso forzatamente, sul calo delle vaccinazioni), forse si dovrebbe ragionare prima e soppesare meglio le parole, per capire quali sono le vere emergenze sanitarie, quali sono i pericoli più gravi per una parte consistente della popolazione.

Come altra riflessione, questa "denuncia" della Lorenzin dimostra ancora una volta come la qualità dell'assistenza sanitaria sia legata alla condizione economica e sociale. E quanto sia profondo il divario cultuale e strutturale tra alcune zone.

Per colmare questo "buco nero" serviranno anni, generazioni. E non sarà certo la propaganda a far migliorare la salute di milioni di cittadini. Sta di fatto che il prossimo anno, nell'anniversario della nascita del SSN, ci troveremo a festeggiare non uno, ma due, tre e più servizi sanitari. Sarebbe esagerato, anzi sbagliato, dire che il funerale della Sanità italiana è gia stato celebrato, ma se non si corre ai ripari, il rischio vero è che le Regioni virtuose siano risucchiate verso il basso. Gli ultimi fatti di cronaca dimostrano che i casi di malasanità sono frequenti sicuramente nelle aree indicate dalla ministra - quella napoletana è forse messa peggio delle altre (De Luca, invece di perdere tempo ad offendere le persone, dovrebbe mettere la salute al top dei suoi problemi amministrativi) - ma sono presenti anche al Nord. D'altronde se la criminalità organizzata si è conquistata fette del Settentrione, perché non dovrebbe avvenire la stessa cosa con la cattiva sanità?

guglielmpepe@gmail.com
@pepe_guglielmo (Twitter)

1 commento:

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