giovedì 29 agosto 2019

Tommaso Merlo: L’occasione del PD



L’intellighenzia sinistroide e giornalaia non è affatto entusiasta del governo giallorosa. C’è da capirlo, se nascerà davvero non sapranno più dove sversare la loro dose di bile quotidiana. Per Lorsignori, i cinquestelle hanno sempre rappresentato una politica di seconda categoria, una banda di amatori indegni di frequentare il loro olimpo morale ed intellettuale. Amatori da infamare nella speranza di farli evaporare nel nulla e riprendersi così il centro della scena. Un’ostilità feroce che in realtà ha solo aiutato l’ascesa del Movimento e non ne ha affatto boicottato l’azione di governo, in compenso i resti del loro centrosinistra si sono squagliati. L’intellighenzia sinistroide e giornalaia è arrivata a definire il Movimento una forma di fascismo e a preferire Berlusconi a Di Maio. Due esempi di un’operazione denigratoria durata anni. Ma si sa, la cattiveria acceca e l’arroganza abbaglia e se partiti come il Pd hanno raggiunto livelli comatosi, è anche perché hanno dato retta a quelle idee malsane sfornate su misura dall’intellighenzia sinistroide e giornalaia. Ed invece di rinnovarsi, invece di evolversi sia come contenuti che come classe dirigente, il Pd si è arroccato fino a trasformarsi in una casta tronfia e detestata.

Grazie all’incommensurabile genio politico di Salvini, lo scenario politico italiano è cambiato di botto. Grazie a lui i resti malconci del centrosinistra e il Movimento pare facciano un pezzo di strada insieme dopo anni di sanguinose ostilità. Una svolta che si deve anche all’altro genio incompreso della politica nostrana, quel Renzi che ufficialmente vuole salvare il paese dal sovranismo nero e visto che c’è, pure il suo sederino. Il tutto con il sommesso beneplacito di Zingaretti che avrebbe preferito restare nelle trincee radical-shit, ma è stato travolto dagli eventi. Si è rotta la diga. Adesso si tratta di vedere come il Pd gestirà questa
opportunità che gli è piombata dal cielo. Se coglierà cioè l’occasione per aprire le finestre e cambiar aria oppure se cercherà di approfittarne per rivendicare il vecchio regime a cui appartiene e continuare a sabotare il cambiamento.

Vedremo se ad esempio proporrà come ministri i soliti capibastone, i soliti dinosauri che si spartiscono le spoglie del partito da decenni oppure lasceranno finalmente spazio a facce nuove e perlomeno della generazione pentastellata. E soprattutto vedremo se avranno il coraggio di affrontare le battaglie di civiltà portate avanti dal Movimento, battaglie nate anche dall’inerzia ipocrita dei vecchi partiti come il Pd. Come quella sui conflitti d’interesse, simbolo dello storico inciucio con la destra berlusconiana o la battaglia contro l’arroganza delle lobby e contro le indegne concessioni oppure la battaglia per una riforma della giustizia degna di un paese civile o quella sul salario minimo e del taglio delle poltrone. Fatti, non chiacchiere.
Vedremo se il Pd scenderà dagli attici del centro e ricomincerà a sporcarsi le mani per strada. Con la realtà, coi problemi dei cittadini. Perché, checché ne ha sempre detto e scritto l’intellighenzia sinistroide e giornalaia, il populismo di cui è artefice il Movimento non è altro che questo. Una reazione squisitamente democratica e popolare, una reazione fattiva e libera da giurassiche paturnie, ad una politica avida, ipocrita ed elitaria che ha devastato il nostro paese.

Tommaso Merlo 

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